Svitolina spiega Monfils alla figlia: “Gaël il mago è rimasto fedele a sé stesso”

Commovente lettera di Svitolina alla figlia Skaï. Dal mazzo di carte del primo appuntamento alla capacità di far provare qualcosa alle persone, Elina racconta Lamonf. Così un giorno anche lei capirà

Di Michelangelo Sottili
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Elina Svitolina e Gael Monfils formano una delle coppie più amate nel mondo del tennis. Insieme dal 2018, si sono sposati nel 2022 e l’anno dopo è arrivata la primogenita Skaï. Da mamma, Elina sta forse giocando il suo miglior tennis di sempre, proponendo un tennis più aggressivo, caratteristica che insieme alle sue grandi capacità difensive l’ha portata al titolo di Roma e al terzo posto della Race. Ma, quando si parla di “numeri” in difesa, non si può non pensare a Gael, che da oltre vent’anni intrattiene il pubblico con le sue performance sul campo.

Questa stagione, quella dei quarant’anni (li compirà il 1° settembre), è l’ultima per Lamonf. Ciò significa che questo Roland Garros, il suo diciannovesimo, sarà anche quello dell’addio. Grande festa questo giovedì, allora, con un’esibizione di doppio misto a cui hanno preso parte anche Elina, Jannik Sinner, Novak Djokovic, Emma Raducanu e Naomi Osaka. Lo stesso giorno, alcune ore prima, Svitolina aveva pubblicato una commovente lettera indirizzata alla figlia Skaï, così che, quando potrà leggerla, potrà l’eccezionalità della carriera del padre. Ecco qualche estratto.

“Lo sport è competizione, di solito. Ma anche magia”

“Gaël Monfils è stato uno dei più grandi creatori di colpi che si siano mai visti” scrive Svitolina. “Ce ne sono stati altri più costanti, o che commettevano meno errori… ma è interessante. Perché quando dici perché quei giocatori sono grandi, magari hai bisogno di una lunga spiegazione. Oppure devi mostrare tante statistiche, o un’intera partita, o un intero torneo. Ma con tuo padre? Non è così. Con tuo padre è semplicissimo. Puoi mostrare a qualcuno un solo suo punto, persino un solo colpo… e subito ‘capirà’. Perché tuo padre, in un solo colpo, in un solo momento, riusciva a ottenere ciò che credo pochissimi atleti riescano a ottenere. Riusciva a far provare qualcosa alle persone.

“Non direi che lo sport di solito sia così… di solito è competizione, sai? Ma se guardi giocare Gaël, ci sono momenti in cui ti connetti a qualcosa di più profondo dello sport. Momenti in cui senti che, ok, il tennis… non è soltanto un giocatore che cerca di distruggere un altro giocatore. Quando raggiunge i suoi momenti migliori??? È anche magia. E tuo padre era il miglior mago.”

Un mazzo di carte al primo appuntamento? Non un buon segno. Tuttavia…

Elina racconta poi la storia di come si sono conosciuti, di quello che forse è stato primo appuntamento.

“Nel 2017, a New York, su un campo d’allenamento a Central Park, presentati da un amico comune. Ma io ero molto timida, quindi fu solo un saluto. Poi, un anno dopo, ho 24 anni ormai, vinco le WTA Finals a Singapore. E dopo la vittoria vado a Parigi per festeggiare e lo scrivo su Instagram. (Instagram te lo spiegherò un’altra volta.) Tuo padre vede il mio post e mi scrive dicendomi che anche lui è a Parigi e chiedendomi se vogliamo incontrarci mentre siamo in giro con i nostri amici. Così ci vediamo — e lui quasi non mi parla per tutta la sera!!! A sua discolpa, era sobrio. Mentre io stavo… festeggiando. Hahaha. Ma alla fine della serata sto lasciando il bar e lui mi accompagna al taxi. E mi chiede se il giorno dopo mi andrebbe di prendere un caffè con lui. E io tipo: ‘Certo!’

“Quello che doveva essere un caffè veloce finì per diventare un’intera giornata… solo noi due a passeggiare per Parigi (ok, forse era davvero un appuntamento) e a conoscerci meglio. Poi, prima di salutarci, è stato allora che finalmente ho incontrato Gaël il Mago.

“Parlando solo da mamma… non direi che sia sempre un ottimo segno se un ragazzo porta un mazzo di carte a un appuntamento. Quindi tienilo a mente per il futuro. Però tuo padre era molto affascinante e mi fece questo grande sorriso mentre tirava fuori il mazzo e diceva: “Va bene, Elina. Adesso ti faccio un trucco di magia. Che cosa ottengo se indovino la tua carta?!?” E io tipo: “Ehhh… non lo so… un abbraccio.” Poi mi imbarazzo per la risposta, quindi la cambio in “un bacio sulla guancia”. Ovviamente, appena lo dico, Gaël fa un trucco incredibile e indovina la carta. Così gli do un PICCOLO bacio sulla guancia — e l’appuntamento finisce lì. Credo che poche settimane dopo praticamente vivessimo già insieme. Tre anni dopo, siamo sposati.”

Dall”invasione dell’Ucraina a essere un uomo nero in Francia e nel tennis

Elina parla poi dell’invasione dell’Ucraina, “difficile persino spiegare quanto fosse spaventoso, cercare semplicemente di capire cosa stesse succedendo e rintracciare i tuoi nonni per portarli al sicuro”, sempre per spiegare l’eccezionalità di Gael: “Ma se c’è una cosa bella che riesco a ricordare di quel periodo terribile, è il modo in cui Gaël mi ha fatto sentire l’opposto della solitudine”. E continua: purtroppo, credo che una delle ragioni per cui tuo padre abbia una statura morale così alta e una visione così umana della vita sia che lui stesso ha attraversato molto nella sua vita — soprattutto come uomo nero in Francia, e in uno sport come il tennis. Questa fu una delle prime conversazioni che avemmo quando iniziammo a frequentarci. Mi raccontò di tornei a cui partecipava da bambino, sotto i dieci anni, in certi club dove non lo facevano entrare per il colore della sua pelle. Mi si spezzò il cuore e mi fece arrabbiare tantissimo”.

“’Gael dovrebbe cambiare il suo gioco’. Ma la vita è più dei risultati”

Nell’era di Federer, Nadal e Djokovic, si era creato un paradosso: i Big 3 che, accumulando titoli Slam, ne decretavano la centralità, e la difficoltà (a stare bassi) per gli altri tennisti di mettere le mani su quei trofei. Insomma, contano solo gli Slam, quindi se non li vinci non conti. Questo spiega Svitolina, aggiungendo che “in Francia tante persone volevano che uno dei francesi di quella generazione diventasse campione. Così, quando non è successo, credo siano nate sensazioni tipo: ok, allora è il momento di criticare… perché ci deve pur essere una ragione. E allora parlavano dei risultati di tuo padre in un certo modo”.

“Tutte quelle persone che criticavano non sapevano però un segreto. Tuo padre lo ha mostrato a me, e quindi ora lo dirò a te. Il segreto è: la vita non consiste semplicemente nel sommare i risultati ottenuti. La vita è molto di più!!! Riguarda chi siamo, e chi diventiamo, lungo il cammino verso quei risultati”.

E conclude: “Spero che diranno: Gaël Monfils, non ce n’è mai stato un altro come lui. Gaël Monfils, ha significato tantissimo per il tennis… ma anche qualcosa di molto più profondo del tennis. Gaël Monfils, è rimasto fedele a sé stesso”.

Qui la lettera integrale.

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