Roland Garros, Berrettini a Ubaldo: “La cosa che mi rende felice è che mi fai ancora le domande!” [VIDEO]

Simpatico siparietto tra Matteo Berrettini e il direttore Scanagatta durante la conferenza stampa del tennista romano dopo il successo su Juan Manuel Cerúndolo

Di Niccolò Moretti
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Matteo Berrettini - Roland Garros 2026 (foto X @ATPTour_ES)

Matteo Berrettini è ai quarti di finale del Roland Garros per la seconda volta in carriera, a cinque anni di distanza dalla prima. Dopo la vittoria su Juan Manuel Cerúndolo (lo stesso avversario che aveva eliminato Sinner pochi giorni fa) l’azzurro si è presentato in conferenza stampa con l’aria di chi sa di aver compiuto qualcosa di significativo. E in sala naturalmente c’era, come tradizione da mezzo secolo a questa parte, il nostro direttore Ubaldo Scanagatta.

Quando arriva il turno di Ubaldo di porre la propria domanda, a Berrettini viene chiesto che cosa lo abbia soddisfatto di più: la vittoria, il ritorno tra i migliori otto in uno Slam, il servizio, il dritto? C’è qualcosa che non si aspettava a quel livello? (a partire dal minuto 3.30 del video soprastante, ndr).

Berrettini sorride, si prende un secondo e risponde: “La cosa che mi rende più felice, Ubaldo, è che tu continui a farmi le domande!”, con le inevitabili risate della sala conferenze. Tono caldo, affettuoso, quasi familiare: il genere di battuta che funziona solo tra chi si frequenta da anni sui campi di mezzo mondo. Poi arriva la risposta vera: “Non ho mai dubitato del mio servizio, del mio dritto. Se l’ho fatto è perché dubitavo della tenuta mentale, collegata al fisico. Dubitavo di poter competere con questa intensità, con questo esborso di energie per così tanto tempo, perché venivo da un periodo negativo. Grazie alle persone che mi hanno continuato a ripetere che sono fatto per questo e al ritrovare la quadra sono qui. Questo torneo testimonia che sono un signor giocatore di tennis.”

Berrettini si aggiunge così al lungo elenco di tennisti che, negli anni, hanno scelto la via della battuta con il direttore in conferenza stampa, prima poi di aprirsi davvero. Un rito ormai consolidato, che stavolta porta la firma di un campione tornato nel posto che gli appartiene.

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