Roland Garros: Berrettini si infortuna, Arnaldi va in semifinale contro Cobolli [VIDEO]

Matteo Berrettini si spende con la consueta generosità ma il fisico lo tradisce di fronte a un Matteo Arnaldi ancora brillante. Il classe 2001 da Sanremo si giocherà un posto in finale contro Flavio Cobolli

Di Danilo Gori
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ROLAND GARROS 2026 Matteo ARNALDI (ITA) Photo © Ray Giubilo

M. Arnaldi b. M. Berrettini 7-5 5-2 rit.

Sarà Matteo Arnaldi a condividere la semifinale con Flavio Cobolli, dopo un verdetto giusto per quanto si è visto e doloroso per come è venuto a determinarsi, ovvero con un infortunio di Berrettini. Le ore passate sul campo nei turni precedenti si sono fatte sentire per il romano, generosissimo ma fragile nel momento più importante.

Arnaldi, che sembra pronto a giocare altre sei ore, proprio come ai suoi tempi Mats Wilander che lo intervista al termine del match (“Andrai a cena con Flavio stasera?”) ha vinto il primo set con un risultato che gli calza strettissimo e che in parte si spiega con un inizio troppo prudente. Non appena smesse le maniere della cautela, Arnaldi ha preso a muovere l’avversario, che è entrato presto in sofferenza, lamentando anche un dritto molto falloso al di là dei meriti dell’avversario.

Il ligure ha vinto al dodicesimo gioco e non ha smesso l’andatura all’inizio del secondo; Berrettini ha tenuto per un po’, poi la fatica muscolare lo ha ridotto all’immobilità. Ovazione per lui da parte del Philippe-Chatrier, ma sarebbe stata dura girare questo match, anche in condizioni fisiche normali. Bravi entrambi, davvero, e per Arnaldi ora c’è l’altro derby, per decidere chi entrerà in finale. O lui o Cobolli.

Primo set: Arnaldi comincia male ma la sua rimonta è inesorabile

Il tetto è chiuso e Berrettini non ne è dispiaciuto, la paura visita subito Arnaldi sotto le spoglie di una coppia di doppi errori e di un incedere prudente, che non gli permette di trovare la misura per non farsi mordere dal dritto del rivale; il Matteo romano non deve faticare per sbracciare con il drive e pesca abilmente il break d’esordio.

Il finalista di Wimbledon 2021 si accorge delle indecisioni del sanremese, non serve alla perfezione ma insiste nell’atteggiamento aggressivo e Arnaldi sbaglia scelte tattiche, la palla corta, e di valutazione, quando non gioca una volée non difficile, preferendo lasciar passare il colpo del romano che tocca la linea. Il ragazzo ligure forza il dialogo sul rovescio ma invade il corridoio prima di avere il tempo di rompere lo schema con la soluzione in lungolinea e si siede alla prima pausa lunga in ritardo di due break, sullo 0-3.

I propositi di Arnaldi cominciano a prender forma nel game successivo: Berrettini serve abbastanza bene ma perde il confronto quando deve rifugiarsi nella seconda palla, Arnaldi gli mette fretta e la sua precisione ne soffre. Il gioco dura dieci minuti, chi è alla battuta manca la palla del 4-0 ma deve fronteggiare cinque palle-break, e una risulterà di troppo. Arnaldi recupera e punzecchia con la palla corta, la migliore casca subito dopo il net, accompagnata dal saltello propiziatorio; il sanremese si porta sul 2-3 e, quel che più conta per lui, ha messo a punto la strategia.

The Hammer ha bisogno della prima battuta perché le cifre della seconda si stanno ulteriormente deteriorando, e nemmeno il dritto risponde come al solito; Arnaldi oltretutto, messo sotto pressione, prende a coprire il court nel modo che Tiafoe ben conosce e perfeziona la rimonta, issandosi poi sul 4-3. Berrettini è preoccupato, il dritto latita e lui lo gioca senza profondità, ma così finisce preda di Arnaldi; Matteone prova a chiedere tutto alla battuta, il game numero otto dura 17 minuti ma dopo 5 palle-break può urlare di rabbia e di soddisfazione.

Dopo 10 giochi equamente divisi contiamo 28 punti sul servizio di Arnaldi e 59 su quello di Berrettini: il Matteo di Roma si danna l’anima ma a un passo dal tie-break deve cedere il set.

Secondo set: Berrettini si arrende a un problema muscolare, Arnaldi è in semifinale

Un’ora e sedici minuti di tennis, per Berrettini 24 errori gratuiti, e il dritto la fa da padrone, e 30% di punti vinti con la seconda battuta. Arnaldi lo costringe a tirare di smash continuamente e lui ormai crede che il suo rivale possa giungere ovunque per raccattare tutte le sue soluzioni. Il romano esce dal campo per parlarci su, il 60% di prime palle deve salire di almeno dieci punti per continuare a crederci.

Berrettini serve sullo 0-1 e parte con un 40-15, determinato da un paio di punti superbi per sensibilità, anche sotto rete; il dritto però pare rattrappito e lo tradisce di continuo. Sulla palla senza peso decolla, privo del timing più opportuno, e gli attacchi sono troppo corti per le capacità podistiche del Matteo sanremese, che agisce con il passante di rovescio e completa il break che gli apre il cammino anche nella seconda frazione.

Qui però il Matteo romano è ammirevole per come mette da parte le remore e le paure e lavora persino con il rovescio lungolinea per aprirsi il campo al dritto a sventaglio, uno dei piatti della casa: è il contro-break, inaspettato. Berrettini sceglie di farsi massaggiare, par lamentare problemi alla gamba destra, ma al rientro vince un game di battuta a zero, evento senza precedenti.

L’atleta laziale torna al servizio e si disimpegna bene, ma ora l’esecuzione del dritto in affondo è più goffa, quasi priva di energia. Matteo guarda in direzione del suo angolo e abbozza dei cenni col capo tutt’altro che rassicuranti in merito alla sua integrità fisica. Arnaldi coglie il break e si porta verso la sedia sul 5-2 con il rivale che si arrende sull’ultima corsa. Berrettini si siede ma non si rialza che per congratularsi con Arnaldi, che lo abbraccia, lo applaude e si gode la sua prima semifinale Slam.

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