Matteo Arnaldi si ritira prima del match di semifinale contro Flavio Cobolli. Una conferenza stampa congiunta, in cui annuncia la decisione definitiva spiegando le sue motivazioni. Brevi, con tanta amarezza da parte del ligure. Molto sfortunato davanti all’occasione della carriera. E Cobolli lascia una bella lezione dedicando bellissime parole all’amico in conferenza stampa.
Arnaldi: “Difficile essere qui, non avrei voluto farlo. Ma ieri notte non sono stato bene, dopo cena ho sentito qualcosa allo stomaco. Ho iniziato a vomitare, a non sentirmi bene, ma non riuscivo a dormire bene. Abbiamo chiamato il dottore, mi ha dato qualcosa, speravo che fosse qualcosa dovuto alla cena. Ma poi andavo avanti e indietro dal bagno. Non è facile, per quante ore ho speso in campo. Ho dovuto ritirarmi dalla mia prima semifinale Slam, ho provato ad essere pronto, venendo qui. Ma ogni volta che mi alzo non mi sento bene, se dovessi mangiare sarebbe ancora così“.
D: Cosa è successo di specifico?
Arnaldi: “Credo sia un virus, sentivo freddo, non potevo muovermi, né bere né mangiare. Nessun modo in cui potessi giocare. Provavo a dormire, mi sono svegliato all’1 e ho vomitato, alle 6 ho vomitato di nuovo. Mi dispiace per chi è venuto dall’Italia a vederci, sono contento per Flavio ma mi dispiace non aver giocato“.
D: Hai mangiato qualcosa di sbagliato, o brutti effetti di una medicina per recuperare? Ti era successo già?
Arnaldi: “Non ho preso medicine, sono solo andato a cena. Non so, non abbiamo capito da cosa deriva, era successo qualcosa di simile ad Acapulco. Non ne ho idea, sicuramente ero stanco, ho giocato tanto. Ma stavo bene, ieri mi sono allenato un’ora e stavo bene, tutto secondo i piani. Da ieri è successo qualcosa che non abbiamo capito, non è il cibo se no non sarebbe continuato, è qualcosa di virale. Ho visto Flavio alle 18 negli spogliatoi, quando dovevo prepararmi ho capito che sarebbe stato impossibile e gli ho detto che non avrei giocato. Non aveva senso, avrei rischiato infortuni, e sarebbe stata una mancanza di rispetto per lui e per le persone“.
