Alexander Zverev ha fatto il suo rientro in Germania da fresco vincitore del Roland Garros ed è il primo tedesco a trionfare in uno Slam dai tempi di Boris Becker nel 1996. Si tratta di una grande responsabilità, guadagnata al 41° tentativo dopo tanto sudore versato, delusioni e il brutto infortunio del 2022 sugli stessi campi parigini, in semifinale contro Rafael Nadal. Ne ha parlato ai microfoni di ‘Eurosport Deutschland’, dove si è raccontato intimamente affrontando come temi principali la pressione, il rapporto con il padre allenatore e i bei messaggi ricevuti. La sua sete di vittorie, tuttavia, non si è ancora esaurita. Infatti, nonostante quest’ultimo successo, l’oro olimpico e i prestigiosi Masters, insegue ancora un ultimo, grande obiettivo.
Le emozioni della vittoria e i complimenti ricevuti
I primi giorni dopo il grande successo sono stati un vero e proprio vortice per Alexander Zverev, divisi tra festeggiamenti prolungati, impegni ufficiali e un’ondata inaspettata di affetto. Il tennista tedesco ha, infatti, raccontato di aver ricevuto congratulazioni trasversali, a partire dai suoi più grandi rivali sul campo fino ad arrivare a leggende assolute di altri sport.
“Tra i grandi tennisti mi hanno fatto i complimenti tutti: Carlos Alcaraz, Jannik Sinner, Novak Djokovic e Rafa Nadal, che mi ha scritto un messaggio lunghissimo”, ha svelato Zverev. L’affetto ha poi superato i confini del tennis, coinvolgendo anche stelle del calcio come Thomas Müller, Mats Hummels e Joshua Kimmich. Un supporto particolarmente speciale è arrivato dal connazionale Dirk Nowitzki. Il noto cestista e connazionale faceva il tifo per lui e gli ha persino scritto messaggi durante tutta la partita.
Felice del grande affetto ricevuto, il tedesco ha confessato di avere ancora 1600 messaggi non letti a cui sta cercando di rispondere. Tra le chiamate ricevute spicca senza dubbio anche quella del Cancelliere federale Friedrich Merz. Zverev ha vissuto il colloquio come un onore speciale: “È bello che anche lui abbia trovato il tempo di guardare la partita e di parlare con me per cinque minuti subito dopo. Spero che possa venire presto a vedere un match di tennis dal vivo“.
Nonostante la portata della sua vittoria, il tedesco ammette di non aver ancora avuto modo di metabolizzare le emozioni. “Senza esagerare, non ho avuto un solo secondo libero dal momento della vittoria. Non ho ancora avuto il tempo di rivedere nulla”, ha spiegato, aggiungendo che nei prossimi giorni il suo desiderio principale è proprio quello di riguardare la partita e gli istanti finali, per lasciare finalmente che l’impresa si depositi nella sua mente. D’altronde, il ritmo dei giorni successivi al trionfo è stato frenetico. Dopo aver festeggiato fino alle 7 del mattino, già dalle 11 Sasha era alle prese con gli impegni di rito, come la foto con la coppa e gli appuntamenti con la stampa. Poi, con poco meno di un giorno di riposo, mercoledì mattina si è rimesso in viaggio verso il torneo di Halle.
Zverev: “Ero così teso che mi sono venuti i crampi”
Nel raccontare la finale, Zverev ha ammesso che il momento più critico è arrivato nel quarto set, quando ha accusato dei crampi. Un disagio che il tedesco non affrontava da più di un decennio. Non si è trattato, però, di un crollo atletico. “Mi sentivo in forma fisicamente, non ero stanco”, ha chiarito Zverev, “Ero solo così teso, così nervoso, che mi sono venuti. I crampi sono partiti dalla testa. Questo dimostra quanto il tennis sia uno sport mentale”. Paradossalmente, proprio quel momento di limite fisico si è rivelato la chiave di volta del match. Il tedesco ha confessato che i crampi lo hanno aiutato a sbloccarsi, permettendogli di ritrovare la necessaria fluidità. Infatti, aggiunge senza esitazioni: “Penso che il mio set migliore in finale sia stato proprio il quinto. Ho cercato di non avere più troppi pensieri e sono passati”.
Per gestire il peso di essere l’ultimo favorito rimasto in gioco, Zverev ha confessato di aver cercato di mantenere il focus solo sull’ostacolo più vicino, affrontando il percorso giorno per giorno. “Cercavo di guardare una partita alla volta, solo dal quarto di finale in poi ho iniziato a crederci davvero“ dichiara il numero tre del mondo. Un cammino emotivamente estenuante ma dal finale dolcissimo, che il campione riassume con grande lucidità: “È stata una settimana incredibilmente stressante, ma alla fine è stata la settimana più bella della mia vita“.
Verso Halle e la stagione sull’erba
Per quanto riguarda l‘immediato futuro e l’avvicinamento al torneo sull’erba di Halle, Zverev ammette di non avervi ancora focalizzato del tutto l’attenzione. Dopo le innumerevoli distrazioni degli ultimi giorni, la priorità assoluta per il campione è quella di ritrovare il proprio equilibrio mentale e fisico. “Per prima cosa devo ritrovare la calma” – ha spiegato con franchezza – “devo riprendere in mano la mia routine“. Gli impegni post-vittoria, infatti, hanno inevitabilmente assorbito gran parte delle sue energie e del suo tempo. Tuttavia, l’imminente passaggio dalla terra rossa ai campi verdi non lo spaventa, anzi. Puntando dritto all’appuntamento più prestigioso dell’estate, Wimbledon, Zverev si mostra estremamente ottimista sulle proprie condizioni. Il successo parigino gli ha infuso una grande sicurezza anche per i prossimi impegni: “Credo di essere in una forma migliore rispetto all’anno scorso”.
Zverev: “Voglio diventare il numero uno al mondo”
Sasha Zverev ha ora le idee estremamente chiare su ciò che desidera. L’auspicio principale del campione di Parigi è che questo trionfo possa rappresentare una vera e propria svolta. “Spero che ora si sia sbloccato qualcosa nel mio gioco e di poter continuare su questa strada“ dichiara. Ma, nonostante la gioia per il traguardo appena raggiunto, la sua fame di successi è tutt’altro che saziata. Nel suo mirino, infatti, c’è la vetta assoluta del ranking mondiale: “Ho ancora un obiettivo che non ho raggiunto: diventare il numero uno del mondo. Anche solo per una settimana”.
Sul padre-allenatore: “Abbiamo fatto tutto insieme”
In questo percorso di successi e sfide, un ruolo fondamentale è ricoperto dalla famiglia e, in particolar modo, dalla figura del padre-allenatore. Nel corso della carriera del tedesco si è spesso discusso l’assetto del suo team tecnico, ma Zverev non ha dubbi su chi vuole al suo fianco. Il tennista difende con gratitudine il profondo legame con il padre: “Abbiamo ottenuto tutto insieme. Siamo passati attraverso alti e bassi. È facile dire che quando le cose non vanno bisogna cambiare allenatore. Per me è un modo di pensare troppo superficiale”.
