Stefano Cobolli: “Contro Zverev ci credevamo. Ma al quinto Flavio non era al 100%”

Il papà e coach: "Quei 5 minuti tra quarto e quinto set hanno fatto perdere tranquillità. Flavio è sempre più maturo, ora vuole qualcosa in più"

Di Pellegrino Dell'Anno
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Stefano Cobolli (frame da Supertennis)

Flavio Cobolli non ha iniziato al meglio la permanenza in top 10, subendo una sconfitta alla prima partita in questa veste, sull’erba di Halle contro Frances Tiafoe. Ma non basta ad oscurare l’incredibile crescita dell’azzurro, culminata con la finale al Roland Garros. Due settimane da sogno a Parigi, con il romano arrivato ad un solo set dalla finale Slam. Con la consapevolezza, più che giusta, di essere definitivamente uno dei grandi. Come confermato anche dal papà e coach.

Stefano Cobolli, intervenuto al programma “Tennis Talk” di SuperTennis, ha parlato con grande orgoglio di Flavio: “Lo vedo maturato, si pone sempre degli obiettivi più alti, ambiziosi, e questo non può fare altro che spingerlo a cercare soluzioni per migliorare, e ci sono aspetti da migliorare sul piano tecnico in alcuni colpi. Per farlo serve la disponibilità di qualcuno che vuole qualcosa in più, e credo che Flavio in questo momento voglia ancora qualcosa in più, voglia raggiungere degli obiettivi che ci siamo posti e mantenere questo status di Top 10 che lo rende contento“.

Stefano Cobolli e la finale del Roland Garros

Sarebbe stato ancora più contento Flavio, come tutto il popolo italiano, se avesse portato a casa il titolo al Roland Garros. Ma Stefano Cobolli non può che vedere il lato positivo della partita, nonostante la sconfitta: “L’ho vissuta bene, non dico che ero già contento perché ci credevamo, Flavio aveva anche battuto Zverev un mese prima. L’ho vissuta serenamente, abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare. E devo dire che secondo me è stata una bella partita, a me è piaciuta” .

L’esperienza di Zverev si è fatta valere rispetto a quella di Flavio“, prosegue papà Cobolli, “vedi l’inizio della partita e soprattutto la gestione delle difficoltà in alcuni passaggi. Nel quinto, poi, tutti pensavano che a quel punto l’inerzia fosse dalla parte di Flavio. Lo sarebbe stata se Zverev fosse crollato, cosa che in realtà non è accaduta. Flavio ha avuto un piccolissimo risentimento sul 6-5. Quando ha tirato quel dritto del set point al quarto set ha sentito leggermente tirare la gamba e per questo motivo si è fermato 5-6 minuti. Lì ha perso un minimo di tranquillità. Ma soprattutto si è un po’ innervosito, perché lui quando non sta al 100% fisicamente, lo vedo subito, è un po’ di fretta, ma soprattutto il suo atteggiamento diventa un po’ più nervoso, anche nei miei confronti“.

E la chiosa finale, quasi più da papà che da coach, è sul futuro: “Il pericolo, ora che è arrivato in top 10, è quello che si possa sentire arrivato. Il problema è che se Flavio non lavora e non continua a migliorare questa classifica non la terrà e difficilmente arriveranno altri risultati come questi“. L’impressione, però, è che Cobolli abbia ben chiaro come e dove lavorare per rendere questi mesi speciali la sua normalità. E rendere il papà ancora più orgoglioso.

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