Nella seconda giornata al Queen’s si registrano le prime sorprese: due teste di serie salutano gli HSBC Championships all’esordio. Si tratta di Jakub Mensik, sconfitto da Adrian Mannarino, e Arthur Rinderknech, fermato da Hamad Medjedovic.
Bene, invece, i primi due favoriti del seeding, Alex de Minaur e Jiri Lehecka. Vediamo come sono andati i match del giorno.
A. Mannarino b. [3] J. Mensik 5-7 7-6(3) 7-6(5)
Il francese con più vittorie sull’erba continua a aggiornare le proprie statistiche, portando a 77 il numero di successi su questa superficie. Stavolta per Adrian Mannarino arriva l’affermazione su uno dei giocatori del momento come Jakub Mensik. Il ceco incassa una dura sconfitta per 5-7 7-6(3) 7-6(5) e saluta al primo turno gli HSBC Championships.
Il transalpino fa da sempre dell’erba la sua superficie preferita e, dopo la delusione di uno spaccato di stagione sul rosso con poche gioie, si rilancia sui prati londinesi come propaggine diretta della semifinale a ‘s-Hertogenbosch.
Davanti al talento non ancora maturo di Mensik, Mannarino fa valere tutta l’esperienza, anche se le disattenzioni del primo set per poco non gli costano la partita.
Portatosi rapidamente 5-1, infatti, il numero 44 del mondo spegne la luce e perde sei giochi consecutivi.
Ma non solo. L’emorragia di game non si arresta per Adrian, che scivola sotto 2-0 anche nel secondo parziale. Con una striscia aperta di otto giochi di fila, Mensik fa tutto ciò che non avrebbe dovuto: rimettere in carreggiata l’avversario. Il francese mette a referto l’immediato controbreak e rimette insieme i cocci del proprio tennis. Le variazioni e le discese a rete del 37enne mancino disorientano Jakub, che riesce comunque a fare buona guardia nel propri turni di servizio. Senza l’ombra di palle break, il set avanza verso il tiebreak, dove Mannarino pareggia i conti per 7 punti a 3.
Il terzo parziale prosegue alla stregua del secondo. Le occasioni in risposta sono poche, con un’unica chance di break per il ceco sul 2-2, non concretizzata. È ancora un tiebreak, allora, a dipanare i dubbi. Il transalpino si innalza 5-1. E chissà se questa situazione di punteggio non gli rievochi i cattivi presagi del primo set. Perché Mensik si riavvicina fino al 6-5. Tuttavia, Mannarino chiude al terzo match point, dopo 2 ore e 44 minuti, e avanza agli ottavi del Queen’s, dove se la vedrà con la wild card casalinga Arthur Fery.
Salta all’esordio, così, la terza forza del seeding, a cui non bastano 19 ace per portare a casa il match. Il numero 16 ATP, inoltre, mette a referto 44 vincenti, tanti quanto gli errori gratuiti. Per Mannarino, invece, le statistiche suggeriscono 32 vincenti e 36 non forzati, con 5 ace e 3 doppi falli.
[1] A. de Minaur b. G. Diallo 7-6(8) 6-3
Buona la prima per il favorito del tabellone dell’ATP 500 del Queen’s. Alex de Minaur batte in due set, 7-6(8) 6-3, Gabriel Diallo e si prende gli ottavi di finale con Denis Shapovalov.
Il canadese subisce la terza sconfitta in altrettanti incroci contro il numero 6 del mondo. La sensazione è che il tiebreak del primo set abbia indirizzato una partita che per lunghi tratti non ha padroni.
Nel primo set si registrano ben quattro break. Diallo per due volte strappa il servizio a de Minaur, ma si lascia immediatamente riacciuffare, prima sul 2-2 poi sul 4-4. Al tiebreak, allora, il compito di sbrogliare la matassa. Ribaltando i ruoli, l’australiano spreca in due occasioni un minibreak di vantaggio e sprofonda sotto 6-5. Gabriel ha dunque un set point al servizio, ma vanifica ancora la possibilità. Dopo aver cancellato un’ulteriore palla set, è la testa di serie numero 2 a chiudere alla seconda opportunità utile per 10 punti a 8.
Nel secondo parziale gli equilibri resistono fino al quarto gioco, quando Alex torna a crearsi possibilità in risposta. Il 24enne di Montreal cede il servizio al termine di un game da 24 quindici, alla quinta palla break per il rivale. De Minaur prova a sigillare la sfida in risposta sul 5-2, Diallo, però, salva due match point. Tuttavia, il numero 6 ATP chiude senza nessun problema con la battuta.
La solidità dell’australiano fa la differenza, mentre il numero 84 del mondo paga i sette doppi falli e i 23 errori non forzati, 10 in più dell’avversario.
[4] A. Davidovich Fokina b. C. Norrie 7-6(6) 6-2
Alejandro Davidovich Fokina traballa per un set, ma supera il primo turno. Il tennis insidioso di Cameron Norrie non destabilizza a dovere lo spagnolo, che finisce per imporsi per 7-6(6) 6-2. È la terza vittoria su tre testa a testa per la quarta testa di serie del torneo sul britannico.
Il primo set è una lotta punto a punto. Davidovich Fokina dapprima cancella quattro palle break in avvio, poi perde il servizio nel terzo gioco. La reazione dello spagnolo è immediata e piazza il controbreak del 2-2. Dopo un avvio di partita pieno di ribaltoni, il parziale procede in equilibrio fino al tiebreak dove sette minibreak agitano le acque. Infine è il numero 22 del mondo a portarsi in vantaggio per 8 punti a 6.
Se nel primo set Norrie riesce a fare partita pari, nel secondo esce progressivamente dal match. Il break nel gioco inaugurale disorienta il numero 29 ATP, che non solo non riesce a richiudere il gap, ma cede una seconda volta il servizio nel quinto gioco. Un accenno di ribellione alla sconfitta arriva sul 4-1, con il dimezzamento dei break di svantaggio. Tuttavia, l’inglese restituisce subito il favore a Davidovich Fokina, che chiude per 6-2.
La quarta forza del seeding agli ottavi del Queen’s affronterà l’imprevedibile Corentin Moutet.
[2] J. Lehecka b. K. Majchrzak 7-5 7-6(4)
Kamil Machrzak impegna Jiri Lehecka, ma deve arrendersi con il punteggio di 7-5 7-6(4).
La seconda testa di serie del Queen’s ha pescato dall’urna dei sorteggi una delle insidie maggiori. Fresco del primo titolo ATP sull’erba di ‘s-Hertogenbosch, il polacco ha il braccio caldo, ma si porta dietro anche le fatiche della settimana olandese, durante cui ha battuto tre top 10.
Lehecka è paziente. Aspetta il momento opportuno per affondare senza fretta, iniziando dal difendere i turni di servizio con personalità. Majchrzak si conferma a fuoco con i propri colpi, anche se qualche errore di troppo nei punti clou arriva. Così, dopo aver cancellato cinque palle break in un game, il settimo, da 24 quindici, sul 5-5 cede la battuta a 15 e consente al ceco di servire per il primo set.
Nel secondo parziale si registra un break per parte. Il numero 47 del mondo si avvantaggia sul 4-2. Ciononostante, non riesce a imporsi quando Jiri pare affrontare un passaggio a vuoto e concede l’immediato controbreak. I servizi salgono nuovamente in cattedra e il tiebreak è la conclusione naturale. Kamil schizza subito 2-0, ma vanifica ancora il vantaggio, finendo per inchinarsi per 7 punti a 4 al numero 16 ATP.
Passato il test al debutto, Lehecka se la vedrà agli ottavi con Rinky Hijikata.
Gli altri risultati di giornata al Queen’s
Negli altri match della seconda giornata del Queen’s, Ignacio Buse non sfida l’infortunato Rafael Jodar, bensì Marcos Giron, 86 ATP. Il peruviano non si lascia irretire dal cambio di avversario e si impone in rimonta al tiebreak decisivo, con il punteggio di 3-6 7-5 7-6(8). Al prossimo turno il numero 35 del mondo se la vedrà con un altro statunitense, ovvero Brandon Nakashima, che ha superato con un doppio 6-3 Marton Fucsovics.
Arthur Fery, 140 ATP, fa suo il derby tra wild card britanniche con Toby Samuel, 144 del mondo, per 6-0 6-2 e vola agli ottavi, dove sfiderà Adrian Mannarino.
Il derby statunitense, invece, se lo aggiudica Jenson Brooksby, che batte in tre set, 6-4 3-6 6-3 il qualificato Martin Damm. Agli ottavi per il numero 73 del mondo c’è la settima testa di serie Francisco Cerundolo, che ferma il lucky loser Aleksandar Kovacevic per 6-4 6-7(5) 6-2.
Cade, invece, la sesta forza in gara. Arthur Rinderknech non passa indenne il test Hamad Medjedovic, che vince con il punteggio di 7-6(5) 7-6(4). Il serbo sarà il prossimo avversario di Ugo Humbert, vittorioso per 7-5 6-3 su Marin Cilic.
Infine, Rinky Hijikata elimina Alejandro Tabilo con il punteggio di 6-2 6-4 e ottiene la terza vittoria consecutiva sui prati del Queen’s tra tabellone cadetto e principale.
