Cala la scure antidoping per Marketa Vondrousova, campionessa di Wimbledon 2023. La 26enne ceca è stata sospesa per quattro anni per essersi rifiutata di sottoporsi a un controllo antidoping nella serata del 3 dicembre 2025. Già al tempo la mancina di Sokolov si era lamentata per un test antidoping richiesto fuori orario. Vondrousova aveva rifiutato di sottoporsi al controllo e aveva detto che lo stress, i problemi mentali, e un possibile pericolo per la sua sicurezza, avevano influito sul suo processo decisionale.
“Secondo le norme antidoping, il punto di partenza per una sanzione in caso di rifiuto di un test deve essere lo stesso di quello previsto in caso di positività”, si legge sul sito dell’ITIA. “Questo per garantire che chiunque faccia uso di doping non possa scontare una squalifica più breve semplicemente rifiutandosi di sottoporsi al test”.
Moorhouse: “I test a sorpresa sono essenziali per proteggere lo sport pulito”
“Comprendiamo che il processo dei test sia scomodo e riconosciamo che rappresenta un ulteriore onere per le giocatrici, il cui lavoro è già sottoposto a un alto livello di pressione e controllo”, ha dichiarato Karen Moorhouse, CEO dell’International Tennis Integrity Agency. “Ma è essenziale per tutelare la lealtà sportiva La sicurezza e il benessere delle giocatrici e dei nostri addetti ai test sono per noi di fondamentale importanza. I nostri addetti sono ben addestrati, professionali e il loro genere corrisponde sempre a quello della giocatrice. Sono sempre muniti di un documento e le giocatrici possono verificarne l’identità in altri modi in caso di dubbi”.
“I test a sorpresa sono uno strumento essenziale per proteggere lo sport pulito”, ha continuato Moorhouse. “Il tribunale indipendente ha infine confermato tale principio. Questo caso è un importante promemoria del fatto che i giocatori possono essere sottoposti a controlli antidoping in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, e che il rifiuto comporta rischi significativi”.
Vondrousova squalificata: per il tribunale non c’è “alcuna giustificazione convincente”
Il tribunale che si è occupato del caso di Vondrousova ha concluso che non c’è stata “alcuna giustificazione convincente” per un rifiuto di sottoporsi al test. Vondrousova, ex numero 6 al mondo, avrà ora la possibilità di fare ricorso al TAS di Losanna. Per come stanno le cose adesso, la tennista ceca è squalificata fino al 21 giugno 2030. Durante il periodo di sospensione, Vondrousova non potrà giocare, allenarsi o assistere a eventi organizzati o sanzionati da ITF, WTA, ATP, dagli Slam o da qualsiasi associazione nazionale. L’ultima partita giocata dalla ceca rimane quindi il primo turno del WTA 500 di Adelaide giocato in gennaio.
