WTA Bad Homburg: Venus sfiora il colpo ma resta senza vittorie nel 2026. Tauson elimina Shnaider

La cinque volte campionessa di Wimbledon cede a Begu dopo quasi tre ore, dopo aver servito per il match nel terzo set. Avanti anche Zheng, Wang e Kalinskaya.

Di Jenny Rosmini
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Venus Williams – Australian Open 2026 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Il risultato più atteso della giornata a Bad Homburg non è arrivato, ma Venus Williams è andata molto più vicina alla vittoria di quanto il suo 2026 lasciasse immaginare. La statunitense, ancora senza successi in stagione, ha ceduto a Irina-Camelia Begu 2-6 6-4 7-6(6), al termine di una partita che per lunghi tratti è sembrata poterle restituire almeno una serata piena, una vittoria vera, la prima dell’anno.

Venus ha avuto l’occasione di chiudere, si è presentata a servire per il match e ha costretto Begu a restare dentro una partita diventata improvvisamente molto più fragile per la rumena. Alla fine, però, tutto si è risolto al tie-break del terzo set. Lì Begu ha trovato un minimo di ordine in più e ha chiuso 8 punti a 6, lasciando a Williams la sensazione di un’occasione enorme sfuggita proprio sul più bello.

Resta comunque una prestazione incoraggiante per la ex numero uno del mondo, che tornerà sui campi londinesi in doppio con la sorella Serena. E proprio Serena è l’altra grande notizia di queste ore: oltre alla wild card per il doppio con Venus, l’All England Club ha ufficializzato anche il suo ritorno in singolare, sempre grazie a una wild card. Per le sorelle Williams sarà dunque un nuovo passaggio sul palcoscenico più simbolico della loro carriera.

Per Begu, invece, il premio è un secondo turno di grande prestigio contro Karolina Muchova, testa di serie numero 4 del tabellone. La ceca entrerà direttamente in scena dopo il bye e troverà una giocatrice che, al di là delle difficoltà contro Venus, ha già superato un test emotivamente molto particolare.

La sorpresa più significativa della giornata arriva da Clara Tauson, che elimina la settima testa di serie Diana Shnaider con un doppio 6-4. La danese ha giocato una partita solida, molto concreta nei momenti importanti, approfittando anche di una giornata troppo intermittente della russa, reduce dalla semifinale al Roland Garros. Shnaider ha pagato soprattutto la poca continuità al servizio e non è mai riuscita davvero a spostare l’inerzia del match dalla propria parte.

Successo netto anche per Xinyu Wang, che lascia appena tre game a Renata Zarazua: 6-1 6-2. La cinese ha imposto subito un ritmo superiore e non ha concesso alla messicana il tempo di entrare nella partita. Un esordio rapido, pulito.

Avanza senza troppi problemi anche Anna Kalinskaya, vittoriosa 6-4 6-1 contro Sinja Kraus. Dopo un primo set più equilibrato, la russa ha preso il controllo della partita con maggiore qualità da fondo e una gestione più ordinata dei propri turni di battuta. Dal secondo set in poi la distanza tra le due è diventata evidente.

Più faticoso, invece, il successo di Qinwen Zheng, che supera Solana Sierra 7-5 4-6 6-4. La cinese ha dovuto lavorare molto più del previsto, soprattutto dopo un secondo set in cui l’argentina è riuscita a sporcare gli scambi e ad allungare la partita. Zheng ha ritrovato lucidità nel parziale decisivo e ha evitato una sconfitta che avrebbe pesato parecchio alla vigilia di Wimbledon.

Tutto semplice anche per Elise Mertens, che supera Alexandra Eala 6-3 6-3 e chiude la pratica in poco più di un’ora e venti. Il primo set è stato più combattuto di quanto dica il punteggio, con diversi game lottati e la belga più precisa nei momenti importanti. Nel secondo Mertens ha preso margine fino al 5-2, dove ha avuto tre match point in risposta: Eala li ha salvati, provando ad allungare ancora la partita, ma quando è andata a servire per il match la belga non ha più concesso spazio. Ha chiuso al primo match point utile nel proprio turno di battuta, senza particolari complicazioni e al prossimo turno troverà Naomi Osaka, testa di serie numero 6.

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