O. Virtanen b. L. Nardi 6-4 6-4
Nardi sulla scia di Cinà, in negativo. Il pesarese, terzo italiano in gara della giornata, abbandona il torneo di qualificazione a Wimbledon e si ferma al secondo turno dove Otto Virtanen ha la meglio con un duplice 6-4, stesso score con cui aveva salutato il teenager palermitano per mano di Hugo Gaston. Risultato più netto di quanto dica il punteggio, per lo meno nel primo set, con l’azzurro che nel parziale d’apertura non è riuscito neanche a toccare quota 30 in risposta e paga lo scotto del break subito quinto gioco. Spartito ben diverso nel secondo set, dove l’attuale numero 169 del ranking era riuscito a portarsi sopra 3-1, prima di sciupare tutto e lasciare che il finlandese gli strappasse due volte la battuta e si prendesse un altro 6-4. Il tutto in poco più di un’ora di gioco.
T. Boyer b. [17] A. Pellegrino 6-2 6-1
Per la rubrica “non c’è limite al peggio” nella giornata horror del tennis azzurro per quanto concerne le qualificazioni a Wimbledon arriva la quarta sconfitta che ha il contorno del tonfo: quello di Andrea Pellegrino. Il tennista pugliese viene letteralmente travolto da Tristan Boyer che dalla sua stampa ben 11 ace per fissare un 6-2 6-1 confezionato in appena trentuno minuti di gioco. Una performance completamente da dimenticare per il nativo di Bisceglie che poco più di un mese addietro rendeva pan per focaccia nientemeno che a Jannik Sinner al Foro Italico.
[25] K. Jacquet b. A. Guerrieri 7-6(9) 6-4
Si ferma al secondo turno delle qualificazioni di Wimbledon anche il percorso di Andrea Guerrieri, battuto dal francese Kyrian Jacquet, testa di serie numero 25, con il punteggio di 7-6 6-4. Una sconfitta amara per l’azzurro, soprattutto per l’andamento del primo set, nel quale ha avuto più di una chance per indirizzare la partita dalla sua parte.
Guerrieri parte fortissimo, strappando subito il servizio a Jacquet e salendo rapidamente 2-0. Il francese però rientra, recupera il break nel quarto game e poi mette il naso avanti sul 3-2, dopo aver cancellato altre occasioni all’italiano. L’equilibrio resta fragile, con Guerrieri bravo a salvarsi nel dodicesimo game: sotto 0-40, annulla tre set point consecutivi e trascina il parziale al tie-break.
Anche lì l’azzurro ha le sue opportunità: arriva a set point sul 6-5 e poi di nuovo sul 9-8, ma non riesce a chiudere. Jacquet invece resta aggrappato al filo del set, spreca a sua volta diverse occasioni, ma alla fine trova lo strappo decisivo e porta a casa un tie-break durissimo, chiuso 11-9. Una piccola maratona in formato erba, con il primo set trasformato in un duello di nervi più che di tennis lineare.
Nel secondo parziale Guerrieri tiene bene il campo e continua a restare pienamente in partita. I turni di servizio dell’italiano scorrono via anche con una certa autorità, compresi due game tenuti a zero, mentre Jacquet non concede praticamente nulla nei propri turni. Il set rimane bloccato fino al 4-4, quando arriva il game che decide la partita: Guerrieri perde il servizio a 15, permettendo al francese di andare a servire per il match.
Jacquet non trema nel momento conclusivo: dal 4-5, con la battuta a disposizione, chiude il match alla prima occasione utile e avanza al turno decisivo delle qualificazioni. Per Guerrieri resta il rammarico di un primo set avuto più volte tra le mani, ma anche la conferma di aver giocato alla pari contro una testa di serie, pagando soprattutto la minore freddezza nei punti che pesano davvero.
