ATP Maiorca: nuova chance per Davidovich Fokina, sfiderà Quinn per il primo titolo

Prima finale ATP per Ethan Quinn, che domina Nuno Borges in meno di un’ora. Alejandro Davidovich Fokina supera Fabian Marozsan in tre set e conquista la sua prima finale sull’erba, la sesta complessiva

Di Jenny Rosmini
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Alejandro Davidovich Fokina – ATP Toronto 2025 (foto via Twitter @ATPTour_ES)
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Sarà Ethan Quinn contro Alejandro Davidovich Fokina la finale del Vanda Pharmaceuticals Mallorca Championships. Da una parte l’americano, alla prima finale ATP della carriera dopo una semifinale dominata contro Nuno Borges; dall’altra lo spagnolo, testa di serie numero 2, che ha dovuto rimontare Fabian Marozsan prima di chiudere 5-7 6-2 6-4 e conquistare la sua prima finale sull’erba.

E. Quinn b. N.Borges 6-1 6-2

Il vento americano continua a soffiare forte sull’erba. Dopo una settimana già ricca di segnali incoraggianti per il tennis statunitense — con Shelton vincitore a Stoccarda, l’all-American final di Halle tra Tiafoe e Fritz, Tommy Paul finalista al Queen’s, e le finali WTA raggiunte da Jessica Pegula a Berlino ed Emma Navarro a Nottingham — anche Ethan Quinn si prende la scena nell’ultima fermata prima di Wimbledon.

Il numero 63 del mondo ha conquistato a Maiorca la prima finale ATP della carriera, superando nettamente Nuno Borges con il punteggio di 6-1 6-2. Una vittoria senza sbavature, costruita in meno di un’ora e mai realmente messa in discussione. Quinn ha preso il comando fin dai primi game, chiudendo il primo set in poco più di venti minuti e impedendo al portoghese, numero 53 ATP, di entrare davvero in partita.

Il dato che fotografa meglio la superiorità dell’americano è quello alla risposta e, soprattutto, la tranquillità con cui ha gestito i propri turni di battuta: Quinn non ha concesso nemmeno una palla break in tutto il match. Al contrario, è stato lui a mettere costantemente pressione a Borges, procurandosi sei palle break e convertendone due. Per il portoghese, già in difficoltà negli scambi, è stata particolarmente pesante la resa con la seconda di servizio: appena 22% di punti vinti, una percentuale che sull’erba diventa quasi impossibile da sostenere.

[2] D. Fokina b. F. Marozsan 5-7 6-2 6-4

Più tortuoso, invece, il percorso di Davidovich Fokina nella seconda semifinale. Marozsan ha vinto un primo set estremamente equilibrato, deciso dall’unico break arrivato nel dodicesimo gioco, dopo 48 minuti. Fino a quel momento i due erano rimasti molto vicini, con pochi margini nei turni di battuta e un match giocato su dettagli minimi. Proprio quando il parziale sembrava destinato al tie-break, l’ungherese ha trovato l’allungo decisivo e ha chiuso 7-5.

La reazione dello spagnolo è stata immediata. Davidovich Fokina ha aperto il secondo set con il break, prendendosi subito il comando dello scambio e costringendo Marozsan a forzare di più. L’ungherese ha avuto una possibilità per rientrare, ma non è riuscito a convertirla; lo spagnolo ha così consolidato il vantaggio e si è portato sul 3-1. Un secondo break nel quinto game ha indirizzato definitivamente il parziale, chiuso 6-2 in poco più di mezz’ora. Marozsan, brillante e ordinato nel primo set, è apparso progressivamente più appannato, pagando diversi errori gratuiti e una minore lucidità nelle fasi di pressione.

Il terzo set è tornato a essere una partita di nervi. Per otto game nessuno dei due ha concesso palle break: i turni di battuta sono scivolati via rapidamente, con entrambi attenti a non offrire spiragli. La svolta è arrivata nel nono game, quando Marozsan ha compromesso un turno di servizio che sembrava sotto controllo. Da 40-0 l’ungherese si è inceppato, ha concesso due palle break e sulla seconda Davidovich Fokina ha trovato l’allungo decisivo.

Chiamato a servire per il match, lo spagnolo non ha tremato. Due ace consecutivi lo hanno aiutato a tenere il game a zero e a chiudere 5-7 6-2 6-4, conquistando così la sesta finale ATP della carriera, la prima sull’erba. Per il numero 25 del mondo, già salito fino al best ranking di n. 14 ATP, Maiorca diventa una nuova occasione per sbloccare il palmarès dopo le finali già raggiunte nel circuito maggiore.

Marozsan, invece, vede sfumare ancora una volta il salto verso la prima finale ATP. L’ungherese, che nel corso del torneo aveva salvato tre match point all’esordio contro Alex Molcan e poi battuto Alejandro Tabilo e Miomir Kecmanovic, si ferma in semifinale per la terza volta in stagione. La sensazione è che il livello per arrivarci ci sia, ma che manchi ancora qualcosa nel momento in cui la partita chiede continuità e freddezza.

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