Tsitsipas saluta ancora papà Apostolos: “Non credo che lavoreremo più insieme”

Alla vigilia dell’esordio a Wimbledon contro Hugo Gaston, il greco annuncia la fine della collaborazione con il padre-coach. Al suo fianco ci sarà Thomas Perrin, con la supervisione di Patrick Mouratoglou

Di Jenny Rosmini
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Stefanos Tsitsipas - ATP Madrid 2026 (@ X MutuaMadridOpen)
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Una never ending story! Alla vigilia di Wimbledon, Stefanos Tsitsipas cambia ancora guida tecnica. O forse, prova a cambiare vita!

Il greco ha annunciato a SDNA la fine della collaborazione professionale con il padre Apostolos Tsitsipas, figura centrale della sua carriera, presenza costante nel box e, negli anni, anche uno dei nodi più discussi del suo percorso. Non è la prima separazione tra i due, ma stavolta il tono scelto da Tsitsipas lascia poco spazio all’idea di una semplice pausa.

“Non credo che lavoreremo più insieme”, ha detto il greco, spiegando di voler aprire una fase nuova della propria carriera. Una frase netta, molto più definitiva rispetto al passato, quando anche nei momenti di rottura era sempre rimasta aperta la possibilità di un ritorno.

Per il momento Tsitsipas lavorerà con Thomas Perrin, tecnico dell’area High Performance della Mouratoglou Academy, struttura a cui il greco è legato da quando aveva 15 anni. Il progetto prevede anche la supervisione di Patrick Mouratoglou, che sarà presente in alcuni tornei compatibilmente con i suoi impegni. La collaborazione è stata impostata fino alla fine dell’anno, ma con possibilità di proseguire anche oltre: Tsitsipas ha spiegato di essersi impegnato fino al termine della stagione, senza però escludere una continuità nel 2027.

Tsitsipas durante l’intervista ha parlato di un rapporto diventato sempre più difficile da gestire con il passare degli anni. A 18, 19 o 20 anni, ha spiegato, il legame con il padre all’interno del tour aveva una funzione diversa; oggi, invece, mantenere quell’equilibrio quotidiano gli risulta molto più complesso.

Il greco ha raccontato di aver percepito questo cambiamento “nell’energia quotidiana” della collaborazione: «sento che siamo arrivati ​​a un punto in cui ora cerco qualcosa di completamente diverso. Ultimamente ho la sensazione che avere mio padre al mio fianco mi dia conforto, ma non è la soluzione per fare il passo successivo e intraprendere una strada diversa nella mia carriera.  Certo, gli voglio molto bene e desidero il meglio per lui, ma ora sto pensando a me stesso e a ciò che è meglio per me.»

Per anni Apostolos è stato protezione, identità, continuità. Il problema è che, a un certo punto, ciò che protegge può anche trattenere. Tsitsipas sembra averlo capito ora, nel pieno di una fase delicata della sua carriera, in cui i risultati non hanno più la stessa continuità e il suo tennis sembra spesso sospeso tra ciò che è stato e ciò che non è ancora riuscito a diventare.

La storia tra Stefanos e Apostolos è stata una delle più riconoscibili del circuito: un rapporto simbiotico, spesso intenso, talvolta esplosivo. Sotto la guida del padre, Tsitsipas è diventato numero 3 del mondo, ha vinto le ATP Finals nel 2019, ha raggiunto due finali Slam e ha costruito l’identità tecnica che lo ha reso uno dei giocatori più affascinanti della sua generazione. Ma negli ultimi anni quella stessa relazione è diventata anche uno dei nodi più discussi della sua carriera.

Già nel 2023 Tsitsipas aveva provato a cambiare rotta con Mark Philippoussis, prima di tornare rapidamente dal padre. Nell’agosto 2024 era arrivata un’altra separazione, dopo le tensioni emerse a Montreal nella sconfitta contro Kei Nishikori. Anche allora il greco aveva detto di voler conservare Apostolos soltanto nel ruolo di padre. Poi, dopo la breve e turbolenta esperienza con Goran Ivanisevic, il ritorno alle origini: nell’estate 2025 Tsitsipas aveva richiamato Apostolos nel suo angolo, presentando quella scelta come un nuovo inizio. Stavolta, però, rispetto alle separazioni precedenti, non sembra voler lasciare “una piccola porta aperta”.

Il greco ha anche indicato quale potrebbe essere, secondo lui, il nuovo ruolo di Apostolos: non più accanto a lui nel circuito, ma al servizio dei fratelli e dei giovani giocatori in crescita. “Per me ha dato tutto quello che poteva dare”, ha spiegato Tsitsipas, con parole che sembrano chiudere davvero un ciclo.

Il bisogno, adesso, è quello di un’altra voce. Tsitsipas ha parlato della necessità di cercare “un’altra prospettiva tennistica”, un altro sguardo capace di guidarlo in alcune decisioni della carriera. Ed è qui che entra in gioco la Mouratoglou Academy, una casa tecnica che il greco conosce bene e con cui ha sempre mantenuto rapporti stretti. Tsitsipas ha ricordato il sostegno ricevuto fin da adolescente, anche attraverso la Champ’Seed Foundation, e il legame costruito negli anni con lo staff dell’Accademia.

Resta da capire se questo nuovo assetto produrrà davvero una svolta. Wimbledon, dove Tsitsipas debutterà lunedì 29 giugno contro Hugo Gaston, non è mai stato il suo territorio più naturale, ma arriva nel momento giusto per misurare almeno la direzione della scelta. Il risultato immediato conterà fino a un certo punto: la notizia vera è che Tsitsipas, dopo anni di tentativi, ritorni e ripensamenti, sembra voler mettere una distanza definitiva tra il figlio e il giocatore. Sarà davvero la volta buona?

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