Già durante il Roland Garros la minaccia, prima emanata, era presto rientrata. Alla fine, dopo proclami e preoccupazioni, finisce così anche a Wimbledon. Il contenzioso tra giocatori e Slam è ben lungi dall’essere chiuso, con la richiesta dei top player di guadagnare più dell’attuale 15%, arrivare almeno al 20. E così avevano annunciato che anche ai Championships avrebbero ridotto all’osso gli impegni con i media, non superando i 15 minuti (numero simbolico). Ma l’emergenza, come appreso nella giornata odierna, è rientrata già anche per Wimbledon. Sicuramente considerando anche l’aumento di montepremi fatto registrare dallo Slam londinese.
Il comunicato dei top player a Wimbledon
I top player, tra cui rientra anche Jannik Sinner, hanno rilasciato un comunicato stampa per rendere pubblica la loro importante decisione. “Le questioni di fondo rimangono irrisolte e i giocatori valuteranno attentamente le proposte non appena le riceveranno“, si legge, “nel corso del torneo, i giocatori forniranno a Wimbledon anche ulteriori informazioni che sono state richieste in relazione a tali proposte. Il dialogo costruttivo con Wimbledon e gli altri Slam proseguirà. Al momento, i giocatori e il Club non rilasceranno ulteriori dichiarazioni“. Tradotto: non ci saranno più proteste, almeno per il momento.
I giocatori non sono ancora soddisfatti, ma sono decisi a dialogare, vista anche la volontà di Wimbledon di scendere a compromessi il più possibile. Quasi con la consapevolezza dell’importanza di tenere buoni i top player, coloro che mandano avanti la baracca tennis. Dunque sospiro di sollievo anche per i media, che potranno lavorare normalmente, senza limiti di tempo imposti dai protagonisti, durante Wimbledon. Tramite Larry Scott, ex amministratore delegato WTA, i giocatori hanno fatto sapere che per il momento ci sarà un punto di incontro.
Il montepremi totale, 64,2 milioni di sterline, ha sicuramente giocato a favore di Wimbledon. Rimane la volontà dei giocatori di avere maggior peso decisionale e più attenzione per i propri problemi. E ancora una volta, però, un tentativo d’azione è stato fatto. Il rischio è che, di questo passo, si possa passare ai fatti definitivamente.
