La più grande sorpresa di questi primi turni di Wimbledon è stata senz’altro la sconfitta di Ben Shelton. In cinque set, dopo quasi quattro ore e mezza di gioco, il mancino statunitense è stato battuto dal finlandese Otto Virtanen. “È stata sicuramente una delle sconfitte più dure che abbia mai subito”, ha affermato il numero 4 del seeding in conferenza stampa. “Devo davvero rendere merito al mio avversario, Otto. Secondo me ha giocato una partita eccezionale”. Di seguito, ecco le dichiarazioni di Shelton ai giornalisti dopo la sconfitta.
D: Cosa funzionava per te quando le cose andavano bene e cosa alla fine ha fatto pendere l’ago della bilancia dalla sua parte?
Ben Shelton: “Mi sembra che oggi sia stata una battaglia in salita dall’inizio alla fine. Il mio servizio era piuttosto impreciso, quindi non riuscivo a guadagnare molti punti facili. Ho dovuto lottare duramente in molti game. Il mio avversario stava giocando davvero bene e mi metteva in difficoltà dalla linea di fondo. Ovviamente nel secondo set sono riuscito a strappargli il servizio all’inizio e a spuntarla nel terzo. Credo di essermi trovato sul 15-40 per ben tre volte nel quinto set. In quei momenti il mio avversario ha tirato fuori delle giocate incredibili, un tennis di alto livello. A volte capita così”.
D: Hai subito una dura sconfitta a Parigi, ma poi sei tornato in campo e hai vinto il torneo successivo. Quando subisci una sconfitta così pesante, qual è la routine che ti aiuta a non cedere alla tentazione di lanciare le racchette nel cassonetto o qualcosa del genere?
Ben Shelton: “Di solito sono il tipo di persona che torna in campo o in palestra già il giorno dopo. Questa è sicuramente una delle sconfitte più dure della mia carriera, ed è arrivata proprio qui a Wimbledon. È la prima volta che perdo al primo turno qui. Ero arrivato a questo torneo giocando davvero bene. Non penso nemmeno di aver disputato una brutta partita oggi. Semplicemente le cose non sono andate come volevo. Ma la prenderò come qualsiasi altro torneo che si conclude, e tra un paio di giorni sarò di nuovo sui campi di allenamento”.
D: Quest’anno hai subito molte eliminazioni precoci nei tornei più importanti. Ritieni di aver individuato uno schema ricorrente nella gestione delle emozioni prima di questo evento?
Ben Shelton: “Non so bene come sia andata quest’anno. È stato un vero e proprio saliscendi: ho ottenuto buoni risultati nei tornei importanti, come i quarti di finale dell’Australian Open all’inizio dell’anno, e ho vinto tre titoli (Dallas, Monaco di Baviera e Stoccarda), due dei quali di categoria 500. Per il resto, però, mi sembra di aver giocato piuttosto male. Non è stato un granché per me. È stato un anno difficile. Ho disputato molte partite molto combattute: tie-break nel set decisivo, set decisivi che ho perso. Penso che a volte queste cose possano succedere. Credo che quest’anno mi sia capitato molto più spesso di quanto avrei voluto. Il tennis è uno sport in cui di solito basta una sola vittoria per rimettersi sulla strada giusta”.
D: Ti sembra che i margini siano ancora più minimi sui campi in erba?
Ben Shelton: “Penso che i margini siano davvero minimi, soprattutto giocando sull’erba. Ti trovi di fronte a un avversario capace di raggiungere le 140 miglia orarie a piacimento su qualsiasi servizio. Credo che oggi abbia sicuramente avuto una velocità media del primo servizio superiore alla mia. Se a questo aggiungiamo il modo in cui stava giocando dalla linea di fondo, la sua difesa e i colpi che riusciva a tirare in corsa, i margini sono davvero minimi. Pensavo di essermi messo in un’ottima posizione per vincere alla fine. Ma lui ha tirato fuori il meglio di sé”.
