Prima di entrare nel vivo della giornata, un riepilogo numerico di quanto accaduto al primo turno. Nei primi due giorni di partite state eliminate 7 teste di serie su 32 più 1 forfait (Raducanu n. 30). Ecco nell’ordine le giocatrici eliminate:
8 Svitolina
20 Chwalinska
22 Fernandez
24 Tauson
26 Potapova
28 Li
30 Raducanu (forfait)
31 Vekic
Che solo una delle prime diciannove teste di serie (la 8 Svitolina) sia inciampata al primo turno mi pare un dato piuttosto interessante. Segno che in questo torneo le giocatrici di vertice si sono dimostrate solide, probabilmente anche più della media degli ultimi anni. Ora però le cose cominciano a farsi più impegnative. Dopo la scrematura del primo turno, già al secondo turno le partite meno interessanti si diradano, e la qualità di gioco cresce. Nella prima giornata dei trentaduesimi sono state eliminate altre due teste di serie: la numero 32 Siniakova e la numero 5 Andreeva.
Siniakova è caduta nel derby ceco contro Bartunkova (6-2, 6-4). Da notare che in quella parte di tabellone si concentrano la gran parte delle giocatrici della Repubblica Ceca, che finiranno per incontrarsi a vicenda nei prossimi turni: si tratta di Muchova, Bartunkova e Krejcikova, tutte nello stesso settore. Situazione dolce-amara per i tifosi cechi: qualche giocatrice sicuramente farà strada nel tabellone, ma altrettanto sicuramente qualcuna dovrà fermarsi.
La seconda eliminazione è molto più eclatante: esce la campionessa in carica del Roland Garros Andreeva. Questo è l’esito del match più nobile della giornata, visto che vedeva protagoniste due campionesse Slam come Mirra Andreeva e Barbora Krejcikova. Trovate a parte il dettaglio della cronaca del match, qui affronto solo qualche spunto. Comincerei dai precedenti: Andreeva conduceva per 3 vittorie a 1, però i successi di Mirra erano tutti arrivati in due set. L’unica volta che si era andati al terzo a prevalere era stata Krejcikova. E anche questa volta sulla lunga distanza Barbora ha avuto la meglio. Grande sorpresa? Non direi proprio. Krejcikova non è testa di serie perché nelle ultime stagioni non ha mai avuto la continuità fisica necessaria per occupare i piani alti della classifica. Ma quando è in salute rimane una giocatrice pericolosissima, che si misura alla pari con le tenniste di vertice. Pericolosissima soprattutto sull’erba, visto che vanta una percentuale di successi sui prati che in pochissime possono eguagliare (vedi QUI).
La partita ha offerto diversi spunti interessanti, e una costante: man mano che l’incontro si sviluppava, le giocatrici hanno provato a spingere i giri del motore sempre più in alto. Dopo i primi game persi, Andreeva ha cominciato a osare di più con il dritto e questo le ha consentito di prendere il controllo del gioco nel finale di primo set, che infatti ha vinto. A questo punto, però, è stata Krejcikova che ha deciso di spingere di più nello scambio da fondo, aumentando la sua velocità di palla nei colpi in topspin. E grazie a questo progresso ha vinto il secondo set.
Ma ancora una volta Andreeva non è stata a guardare: dato che non aveva più margini di crescita nel palleggio da fondo, ha cominciato a forzare di più la battuta: e allora sono arrivati diversi servizi a 122-123 miglia orarie. Velocità molto vicine ai picchi di Serena Williams, che nei suoi anni d’oro a Wimbledon viaggiava con punte da 125-126 miglia. Insomma, nel contesto di un confronto equilibratissimo, le due contendenti hanno provato a offrire davvero il massimo di quanto disponevano, arrivando poi testa a testa sul traguardo. Barbora ha vinto per 4-6, 7-5, 6-4, anche se Mirra ha conquistato più punti totali (115 a 113).
Chi ha rischiato di fermarsi al secondo turno come la testa di serie numero 5 è stata la numero 7 Coco Gauff. Nel suo caso, però, una eliminazione sarebbe stata molto meno giustificabile, visto che aveva di fronte la numero 56 del ranking Solana Sierra. L’avvio del match (un comodo 6-3 per Coco) non faceva presagire le difficoltà dei set successivi. Dopo avere pareggiato i conti con un 6-3 speculare, la giocatrice argentina ha servito per il match sul 5-4 del terzo set. E’ salita 30-15, ma a quel punto si è bloccata: doppio fallo, diritto lungo, rovescio in rete. E così Gauff è riuscita a recuperare il break, forzando poi il match al supertiebreak. Di nuovo Sierra si è portata in vantaggio, sino al 7-4; ma da quel momento ha subito un parziale di 6 punti a zero che ha definitivamente chiuso la partita. A volte sopravvivere a questi rischi è un buon segnale per il prosieguo del torneo; resta però il fatto che nelle precedenti sei edizioni di Wimbledon Coco non è mai riuscita ad andare oltre il quarto turno. Risultato finale: 6-3, 3-6 7-6 (7) per Gauff.
Si è salvata al supertiebreak anche la testa di serie numero 19 Anna Kalinskaya, opposta a Diane Parry. Match dal punteggio molto, molto simile a quello di Gauff, 6-4, 3-6, 7-6 (8). Anche in questo caso Parry era stata in vantaggio di un break nel terzo set e anche in questo caso nel supertiebreak Parry era salita 7-4, prima di subire un parziale di 6 punti a 1, che ha rovesciato la partita.
Senza dover andare al terzo set, anche la testa di serie numero 1 Aryna Sabalenka ha avuto i suoi bei grattacapi. Opposta a McCartney Kessler, Sabalenka dopo un avvio semplice si è trovata sotto nel secondo set per 3-5. Kessler ha servito per il secondo set, e ha anche avuto due set point. Ho seguito il finale di match dalle tribune del Court 1, e per Aryna non è stato per nulla facile. Intanto perché la gran parte dello stadio tifava per la sua avversaria. Ma soprattutto perché Kessler si muoveva sull’erba con una naturalezza e un controllo eccezionali. Dopo averla seguita dal vivo mi è molto più chiaro il suo ottimo record sui prati: non ha il minimo tentennamento, colpisce molto bassa e compatta e riesce a reindirizzare la potenza dell’avversaria con molta sicurezza.
Per spuntarla 11-9 al tiebreak Sabalenka è dovuta crescere di livello, compiendo anche un paio di prodezze difensive da autentica numero 1. Sono stati quattro i set point salvati da Aryna (due sul 3-5, due nel tiebreak). A fine match all’intervistatore di bordo campo che le chiedeva di darsi un voto ha detto: “questa volta valuto solo la mia capacità combattiva. E per questo aspetto oggi mi do un dieci”. Risultato finale: 6-1 7-6(9).
Al terzo turno Sabalenka troverà Jelena Ostapenko, che ha sconfitto 6-3 6-0 Antonia Ruzic. Con Ostapenko in campo non si può mai prevedere nulla, nel male come nel bene. Per questo anche Aryna deve sperare che Jelena non trovi una giornata di grazia, perché altrimenti potrebbero essere problemi seri.
Un’ultima nota la voglio dedicare a Iva Jovic, che in questo Wimbledon non sono ancora riuscito a seguire dal vivo. Spero di recuperare al terzo turno (dove affronterà Ekaterina Alexandrova), ma intanto va sottolineato il suo 6-1 6-2 a Tatjana Maria. Sappiamo che Maria sull’erba è una cliente difficilissima: quest’anno a Eastbourne è arrivata in finale dopo avere sconfitto Paolini e Ostapenko. Lo scorso anno aveva vinto il Queen’s battendo Keys, Anisimova, Rybakina e Muchova. Mentre nel 2022 era arrivata in semifinale proprio a Wimbledon. Ecco, che Jovic abbia lasciato solo 3 game a una giocatrice come Maria è un segnale da non sottovalutare.
