Classifica di rendimento sull’erba
Illustro sinteticamente i criteri utilizzati per costruire la classifica. Sono considerate soltanto le giocatrici con più di 5 match sull’erba in carriera a livello WTA (non sono conteggiati i risultati a livello ITF e nemmeno le qualificazioni, di qualsiasi livello). Non rientrano nella lista giocatrici che al momento sono ferme a tempo indeterminato (Azarenka, Jabeur, Vondrousova) o che, almeno per il prossimo Wimbledon, giocheranno solo in doppio (Venus Williams). Sono invece presenti nella lista giocatrici che per entrare nel main draw dovranno provare a superare le qualificazioni.
Ultima informazione, da non trascurare: i risultati conteggiati si fermano alla fine di maggio 2026. Significa quindi che non sono calcolate le partite della stagione su erba attualmente in corso. D’altra parte con i tornei in pieno svolgimento, presentare una tabella aggiornata in tempo reale non era possibile. Nella parte destra della tabella sono inoltre elencati i titoli vinti sui prati da ciascuna giocatrice; ovviamente non compare la colonna dei WTA 1000 visto che su erba non ne esistono in calendario. Premesso tutto questo, ecco chi sono le prime 32 giocatrici per rendimento sulla superficie:
Qualche osservazione offerta dai tanti numeri. Delle prime cinque in questa classifica, solo Madison Keys non ha vinto Wimbledon; le quattro vincitrici ai Championships presenti al via della prossima edizione sono tutte in cima alla lista. Per alcune tenniste la percentuale di vittorie su erba si discosta anche di parecchio rispetto alle altre superfici; tra le prime della graduatoria con scarto positivo segnalerei Keys, Anisimova, Ostapenko, Alexandrova, Navarro e Samsonova. Ma anche scorrendo la lista verso il basso si nota come alcune giocatrici rendano di più sui prati: per esempio Boulter, Bouzas Maneiro, Raducanu, Cocciaretto e Vekic.
Al contrario ci sono giocatrici che sull’erba faticano a mantenere il rendimento che ottengono sulle altre superfici: su tutte Aryna Sabalenka e Coco Gauff. Ma sono ovviamente in parecchie con questo problema; semplicemente non trovate i loro nomi perché perché troppo in basso in questa classifica. Per esempio Jasmine Paolini e Naomi Osaka che si piazzano attorno alla 45ma – 50ma posizione. Sì, Paolini finalista di Wimbledon 2024 in carriera ha uno score di 11 successi e 10 sconfitte su erba. Ma 6 degli 11 successi Jasmine li ha ottenuti di fila due anni fa e le sono valsi una finale storica per il tennis italiano.
Un discorso a parte lo merita Serena Williams. I lettori di Ubitennis non hanno certo bisogno di un riepilogo della sua carriera, ma visto che qui stiamo parlando di erba sottolineo soltanto un dato: con 7 titoli vinti in singolare a Church Road, nessuna delle tenniste in attività si avvicina a lei. In sostanza Williams si confronta solo con le più grandi della storia: nell’era Open sui prati ci sono i 9 successi di Navratilova e i 7 di Graf. Le altre sono tutte dietro.
Dato “geografico”: per quanto riguarda l’erba, Williams ha giocato praticamente solo a Wimbledon; su 123 partite disputate in carriera, 5 sono a Eastbourne e ben 118 a Church Road. Segnalo che 6 di queste 118 partite non fanno riferimento allo Slam ma alle Olimpiadi di Londra 2012. Parere personale, del tutto irrilevante: le prestazioni delle Olimpiadi 2012 sono forse quelle in cui Serena è apparsa la più dominante di sempre.
Ovviamente gli organizzatori si sono fregati le mani di fronte alla possibilità di offrirle una wild card, e sicuramente il suo match sarà il primo turno più seguito degli ultimi anni a Londra. Ricevere una wild card a 44 anni compiuti (Serena è nata nel settembre del 1981) non è comunque un record per Wimbledon. Martina Navratilova ha infatti giocato in singolare nel 2004; e visto che è nata nell’ottobre del 1956, significa che aveva 47 anni compiuti.
In quella occasione Navratilova vinse il primo turno contro la numero 102 Catalina Castaño (per 6-0, 6-1) prima di venire sconfitta al secondo turno da una giovane Gisela Dulko (allora numero 59 del ranking) per 3-6 6-3 6-3. All’epoca la concessione di una wild card a una giocatrice di 47 anni non passò senza polemiche. E forse anche per questo gli organizzatori fecero giocare a Martina il primo turno sul Court 2 e il secondo sul Court 3. Dubito che Williams si esibirà su campi così piccoli. Ultima nota dell’epoca: nella edizione del 2004, Serena era testa di serie numero 1 ma perse in finale contro la diciassettenne Maria Sharapova (tds 13).
Per chiudere, le quote alla vigilia dei bookmaker. Cerco di fare una media tra i principali siti. Sabalenka è pagata attorno a 4, Swiatek a 5, Rybakina a 6, Andreeva a 7,5, Gauff a 9. Altri nomi tutti oltre il 10, all’incirca in quest’ordine: Pegula, Anisimova e Osaka; poi Noskova, Svitolina, Keys e Raducanu. Quindi Muchova, Kostyuk, Vekic. Attorno al 25-30 le quote di Shnaider ed Eala. Una vittoria di Serena Williams paga tra le 25 e le 35 volte la posta, all’incirca come un successo di Iva Jovic: stessa nazionalità, ma ventisei anni di differenza.
