PREMIUM Wimbledon – Oggi 5 azzurri in campo. Ieri Sinner e Cobolli, vincendo 4 tiebreak, hanno dimostrato di che pasta sono fatti

Per Cobolli, che non è ancora Sinner, anche un po’ di fortuna per aver evitato il quinto set. Ma bravo a cancellare 6 setpoint. Attesa sul centre court per Berrettini-Fils, ma anche per Grant, Paolini, Cobolli e Sonego

Di Ubaldo Scanagatta
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Jannik Sinner - Wimbledon 2026 (foto X @ATPTour_ES)
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Smentendo il barone de Coubertin a fine terza giornata dei Championships si può dire che l’importante non è tanto partecipare quanto vincere. E ieri sia Jannik Sinner, in tre set su Nuno Borges, sia Flavio Cobolli in quattro su Mariano Navone, hanno vinto più di quanto abbiano convinto. Di sicuro hanno però entrambi mostrato di non avere il “braccino” del tennista. Ciascuno dei due ha vinto due tiebreak su due. Quattro in tutto. Not too bad.

Jannik, pur contento della vittoria, era meno soddisfatto della sua performance. Ne era talmente persuaso per primo che ha ribadito più volte nella sua conferenza stampa “potevo giocare meglio, dovrò giocare meglio”. E non c’è dubbio che pur avendo battuto in tre set un top-50, cioè un buon giocatore come è il portoghese Nuno Borges, 43 errori più forzati e 29 invece gratuiti – anche se questi dati non sono mai oggettivi – non sono pochi per un n.1 del mondo della qualità di un Sinner. Borges, avanti di un break conquistato nel terzo game del secondo set, ha servito sul 5-4 per il set sbagliando tutto lo sbagliabile. Compreso un errore sul setpoint sul quale ha giocato un goffo rovescio a due mani  sbilanciandosi in avanti.

Poi c’è stato anche un fortunoso net di Sinner che ha costretto il portoghese a un lob errato seguito poi da un errore di dritto. Il n. 1 non poteva chiedere di meglio. Infatti dopo 1h e 29 minuti è stato tiebreak, il secondo del match. Che Jannik ha risolto a suo favore nonostante un minibreak iniziale. Ma è stato 7-2, dopo il 7-4 del primo tiebreak. Insomma in due tiebreak Sinner, che secondo me non aveva complessivamente giocato meglio di Borges, ha però fatto 14 punti in 2 tiebreak contro i soli 6 del portoghese. Chi fa i punti più importanti nel tennis vince. I campioni fanno la differenza. Il sostanziale equilibrio nei momenti meno importanti, alla fine non conta.

Mentre sono – ovviamente – straconvinto del fatto che Sinner sia certamente un grande, grandissimo campione, non lo sono ancora altrettanto per quanto concerne Flavio Cobolli. È ancora molto giovane, una finale – persa – in uno Slam, non basta per definirlo un grande campione. Magari- e glielo auguro – lo diventerà.

Ciò premesso, però, il modo in cui ha vinto il quarto set – e anche il secondo e il terzo set dopo il bruciante 6-1 patito nel primo set che avrebbe potuto traumatizzarlo – è stato quello dei campioni. Perché non si annullano 6 setpoint per evitare un temibile quinto set, tre prima del tiebreak, e 3 durante il tiebreak – mi scuso ma nel video che ho registrato avevo detto 2 setpoint prima del tiebreak e 4 nel tiebreak, ma io ero sul Centre Court a seguire Sinner e lì per lì mi sono fidato di un cattivo testimone – se non si hanno gli attributi, la personalità del campione.

Gli ha certo dato una mano anche Navone che campione non è, giocando maluccio – mi hanno riferito – quasi quattro dei sei setpoint. Però ho saputo anche di un passante prodezza di Cobolli che comunque ha il merito di aver giocato, quando con umiltà e quando con coraggio, tutti quei punti. Più gli ultimi due che gli hanno consentito di vincere il quarto set.

Nessuno può sapere che cosa sarebbe successo nel quinto set. Navone avrebbe tratto grande fiducia dalla conquista del quarto. Ma a Cobolli si possono trovare alcuni difetti, tranne che quello della garra, della qualità del vero guerriero. Non è uno che molla. E penso a tanti giocatori che conosco che invece quando le cose si mettono male tendono più facilmente a lasciarsi andare

Adesso secondo me Sinner incontrerà un avversario abbastanza addomesticabile, anche se lui non lo ammetterà mai. Ma, sebbene abbia dato tre set a zero al peruviano Ignacio Buse, il californiano di Sacramento Jenson Brooksby, n. 81 del mondo (nonché ex n.33 nel 2022) non mi sembra in grado di creargli veri e prolungati problemi. Magari per un set, forse per due, ma alla fine Sinner verrà fuori alla distanza. Sebbene proprio la distanza – con la resistenza – sembri essere diventato il suo tallone di Achille.

Brooksby è stato fermo quasi per due anni, dopo due interventi chirurgici ad entrambi i polsi. Per ciascun polso ha dovuto portare fino a 8 mesi di gesso. E io lo ricordo protagonista di un bellissimo duello al secondo turno dell’ultimo US Open proprio contro il nostro Cobolli– 7-5 3-6 4-6 6-2 7-6(3) il risultato di quella spettacolare maratona – ma Cobolli non era – e non è – ancora Sinner. Neppure un Sinner che in questo momento non è certamente ancora al massimo. Sbaglia palle che di solito non sbagliava mai. Quanto accadutogli – a livello fisico come mentale – ha lasciato per ora anche qualche strascico evidente. Turno dopo turno, se andrà avanti, Jannik crescerà di rendimento.

Cobolli, dal suo canto, anche ha sicuramente maggiori qualità tecniche che il suo prossimo avversario, l’australiano James Duckworth (traduzione: vale quanto un’anatra!). Che, n.79 (quindi una settantina di posti più inidetro), però ha il vantaggio di aver avuto più campi in erba sui quali nutrirsi tennisticamente e crescere, anche se ormai perfino in Australia il cemento l’erba l’ha soppiantata. E’ rimasta, in parte, a Kooyong – la vecchia sede dell’Australian Open. Ma a Melbourne Park non ce n’è più traccia anche se c’era nel 1988, quando quello che si chiamava Flinders Park cambiò volto tradendo l’erba per l’appicicosissimo (e pericolosissimo) Rebound Ace.

Nella giornata contrassegnata per noi da 3 vittorie italiane, Sinner e Cobolli più Vavassori e Bolelli in doppio contro le wildcard inglesi Jones e Paris, direi che c’è stato più pathos nel torneo femminile che non in quello maschile dove la sconfitta della testa di serie n. 16 Tien con l’ungherese di vecchio stampo Fucsovics (n. 76) sorprende relativamente. E forse sorprende meno del punteggio – due set a uno prima della sospensione per l’oscurità– al momento favorevole al veterano Carreno Busta nei confronti del classe 2006 e assai promettente Rafa Jodar. Chissà se la sospensione verrà meglio gestita dal tennista più esperto o riconsentirà invece a Jodar, testa di serie n.23, di ritrovare fiducia.

Ma, fermo restando che il nome più sorprendere fra i “superstiti” al terzo turno è certamente quello del giapponese Mochizuki, 22 anni e n. 151 ATP, ma ex campione junior a Wimbledon nel 2019 quando a seguito di quel trionfo divenne n. 1 del mondo junior davanti a Rune e Musetti. Un mese più tardi Mochizuki battè Carlos Alcaraz nelle finali mondiali junior dell’ITF (la federazione internazionale che in questi giorni, a seguito di una decisione votata nell’autunno scorso, si è ribattezzata come World Tennis. Ribadisco quanto da Ubitennis già pubblicato nei giorni scorsi, perché qualche lettore potrebbe altrimenti restarne disorientato). Non so perché Mochizuki non abbia fatto tutti i progressi annunciati. Forse l’altezza, 1 metro e 75cm, non l’ha aiutato. Ma sono curioso di vederlo contro il vincitore del derby spagnolo Carreno Busta-Jodar.

Un set perso per strada da Medvedev con l’ennesimo spagnolo, Merida, non fa notizia. Così come i 3 set a zero inflitti da Fonseca all’olandese de Jong con il solito contorno della torcida che lo segue ovunque e riesce a trovare i biglietti perfino a Wimbledon. Che è una bella impresa, superiore alla vittoria di Joao.

Fra le donne, dicevo, sono successe tante cose. Per prima la sconfitta della campionessa del Roland Garros, Mirra Andreeva, eliminata in tre set dall’esperta ceca Krejickova – nonchè campionessa di Wimbledon 2024 a spese della nostra Paolini -, poi le soffertissime vittorie di Coco Gauff che prima perdeva 5-3 nel terzo set dall’argentina Sierra, e poi si è trovata sotto nel super tiebreak sia per 6-4 sia per 7-5, prima di infilare una serie di 5 punti consecutivi.

Ha patito un po’ meno Aryna Sabalenka con la americana McCartney Kessler. Solo perché anziché nel terzo set è stato nel secondo che lei – dopo aver vinto il primo – si è trovata indietro 2-5, ha salvato 2 setpoint sul 4-5, e quindi altri due setpoint nel tiebreak: ma ha vinto però 6-1 7-6.

Vi saluto dandovi appuntamento in tv, e su Ubitennis, per seguire a mezzogiorno SonegoDiallo per una probabile battaglia i servizi e dritti, Tyra Grant con la ceca Bouzkova, n.22 WTA che ama giocare di rincorsa, più subendo che attaccando – e ciò potrebbe favorire la Grant che ha certo fiducia dopo 4 vittorie di fila sull’erba ma dovrà cercare di limitare gli errori per giocando il suo tennis brillante – quindi non prima delle 17:30 Jasmine Paolini con la svizzera Golubic.

Giocheranno probabilmente negli stessi orari sia Berrettini contro Fils –  secondo match sul centre court dopo PliskovaSwiatek delle 14,30 italiane …nell’unico precedente Matteo si ritirò per essersi stirato il solito muscolo addominale. Se i due stanno bene sarà forse il match tecnicamente più interessante della quarta giornata di questo torneo – sia Cobolli contro Duckworth (non prima delle nostre 15,30).

Insomma cinque italiani da seguire, tre uomini, Sonego, Berrettini e Cobolli, due donne, Paolini e Grant.  Buon tennis e buon Wimbledon a tutti e un sincero grazie a coloro che hanno deciso di abbonarsi per darci un po’… di fiato tennistico.

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