Wimbledon donne, Day 5: cast stellare nella parte alta di tabellone

Nella parte alta di tabellone nessuna grande sorpresa. Sono passate soltanto giocatrici di prima fascia: Sabalenka, Osaka, Muchova, Krejcikova, Pegula, Jovic, Bencic, Gauff.

Di AGF
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Jessica Pegula - Wimbledon 2026 (@X US Open)
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Questo Wimbledon 2026 al femminile rischia di assomigliare sempre più a una edizione delle WTA Finals a 16 giocatrici. Da un quarto di secolo siamo abituati alla formula delle Finals a 8 partecipanti, ma per parecchie edizioni nel secolo scorso il formato prevedeva 16 partecipanti. Perché dico questo? Perché nei Championships 2026 tutte, o quasi, le più forti hanno raggiunto il quarto turno, vale a dire il livello che prevede sedici partecipanti. Questo almeno per quanto riguarda la parte alta. Ecco gli otto nomi: Sabalenka, Osaka, Muchova, Krejcikova, Pegula, Jovic, Bencic, Gauff. Un cast da Blockbuster, si sarebbe detto negli anni ‘90 (gli anni del Masters a 16).

RIporto nello stesso ordine il numero di testa di serie: 1, 14, 10, nc, 4, 16, 11, 7. In pratica solo una giocatrice non è fra le prime 16, e si tratta di Krejcikova. Che però è due volte campionessa Slam (di cui una proprio a Wimbledon due anni fa) e che ha eliminato in prima persona l’unica “top” che manca, cioè Andreeva.

In ordine cronologico la prima a superare il turno è stata Belinda Bencic (tds 11). Aveva di fronte Anna Kalinskaya (tds 19), e ha dovuto ricorrere al supertiebreak per avere la meglio. Forse suonerà presuntuoso, ma dal Court 3 la sensazione era che Belinda prima o poi avrebbe finito comunque per prevalere. Kalinskaya ha uno storico di finali di partita “testa a testa” perse in situazioni importanti che pesa in queste situazioni. Anna era riuscita a vincere il supertiebreak nel turno precedente contro Diane Parry; ma di fronte a una giocatrice molto più esperta (e forte) come Bencic non è riuscita a ripetersi. 6-4, 4-6 7-6(6), il risultato finale.

Chi purtroppo condivide con Kalinskaya la tendenza a “sciogliersi” nelle partite importanti punto a punto è Ekaterina Alexandrova. Era protagonista del terzo turno che vedeva di fronte fra le due giocatrici più vicine in classifica: Iva Jovic (tds 16) e Alexandrova (tds 18). Anche in questo caso la sensazione che si percepiva da bordo campo era la stessa del Court 3: più convinta del possibile successo Iva, più insoddisfatta e incerta Ekaterina. Verrebbe quasi la voglia di utilizzare la formula “profezia autoavverante”. Jovic ha vinto 6-3, 3-6, 6-4 al termine di un terzo set davvero altalenante: Iva è salita 3-0 con un break di vantaggio, ma Alexandrova ha reagito alla grande: ha conquistato 4 game consecutivi e si è messa nella condizione di vincere il match se avesse tenuto i due successivi turni di battuta. Ma “ovviamente” questo non è successo: Ekaterina li ha persi entrambi, finendo per subire il controsorpasso che ha rovescitato l’esito del match.

Al prossimo turno si giocherà quindi un match tutto a stelle e strisce tra la diciottenne Jovic e la trentaduenne Pegula (tds 4). Jessica ha regolato senza particolari problemi una giocatrice che sull’erba non va sottovalutata come Bouzas Maneiro. Ha chiuso il suo impegno 6-1 6-3, proseguendo il suo percorso netto: 3 partite disputate, 6 set vinti e nessuno perso. Sarà il terzo match stagionale tra Jovic e Pegula. Jessica ha vinto i due precedenti: il primo sul cemento di Dubai, il secondo sulla terra verde di Charleston. Vedremo se l’erba cambierà gli equilibri.

Altra giocatrice che, come Pegula, vanta uno score sin qui immacolato è Naomi Osaka (tds 14). Aveva di fronte la coetanea Daria Kasatkina (entrambe sono del 1997) e ha confermato il dato dei precedenti scontri diretti: la statistica diceva 3 vittorie a zero per Naomi (2 su cemento, 1 perfino su terra). Il cambio di superficie non ha modificato le gerarchie: 6-1, 6-3 per Osaka in appena 66 minuti di gioco.

Al prossimi turno Osaka troverà Aryna Sabalenka: davvero un “partitone” per essere solo un quarto turno. Saranno in campo otto titoli Slam: quattro per parte, tutti conquistati sul cemento. Qui però si gioca sull’erba e sotto questo aspetto i risultati pendono dalla parte della numero 1 del mondo attuale. Aryna a Wimbledon ha raggiunto tre semifinali (2021, 2023, 2025) mentre Osaka è la prima volta in assoluto che supera lo scoglio del terzo turno. Le giocatrici con cui si è misurata sinora Naomi (Jacquemot, Gasanova, Kasatkina) non sono proprio paragonabili a Sabalenka. Vedremo come si comporterà di fronte a un ostacolo ben più alto.

Ma prima di pensare al quarto turno, è obbligatorio tornare sul big match del terzo turno, che vedeva di fronte Sabalenka e Ostapenko. Match vinto da Aryna con un doppio 6-4. A dispetto del punteggio identico, i due set sono stati piuttosto diversi: il primo parziale è stato deciso da un solo break, mentre il secondo set di break ne ha avuti ben cinque. Quattro dei cinque break sono arrivati con la giocatrice al servizio sempre dalla stessa parte di campo: contro sole, con la luce bassa e radente e solo una porzione d’erba illuminata, mentre tutto il resto era in ombra. A conti fatti decisivo potrebbe essere stato il break subito da Ostapenko al terzo gioco, l’unico arrivato servendo dal lato migliore.

Mentre sul centrale si affrontavano Sabalenka e Ostapenko, le altre giocatrici sulla carta favorite (programmate in contemporanea) hanno tutte fatto il loro dovere, se così si può dire. Muchova ha sconfitto la sorpresa thailandese Sawangkaev (che aveva eliminato Chwalinska al primo turno). Karolina ha corso qualche rischio nel secondo set, quando si è trovata sotto di un break sul 5-4, ma ha recuperato lo svantaggio in extremis e poi chiuso il tiebreak con un perentorio 7-1. Risultato finale 6-2 7-6(1).

Al prossimo turno ci sarà il previsto derby ceco: Muchova contro Krejcikova. Per arrivarci Barbora ha sconfitto un’altra connazionale, Nikola Bartunkova (6-3 7-5). Dato che non ho seguito il match mi limito a una osservazione tecnico-geografica. Per il momento si sta profilando una edizione di Wimbledon davvero positiva per il tennis ceco, visto che ha ancora in corsa altre due giocatrici nella parte bassa di tabellone: Linda Noskova e Marie Bouzkova.

Ultima a passare il turno nella giornata è stata Coco Gauff. Aveva di fronte la connazionale Liu, qualificata e numero 146 del ranking. Gauff continua a faticare sull’erba, e per vincere ha avuto bisogno di tre set (6-3 6-7 6-2). Del resto le erano occorsi tre set anche nel precedente impegno contro Solana Sierra. Coco si è complicata la vita nel secondo set: conduceva 6-3 5-3 ma ha perso la battuta. Poi ha avuto tre match point in risposta sul 5-4 ma non è riuscita a convertirli. E così ha finito per perdere il set al tiebreak.

Sia come sia, alla fine anche lei ha raggiunto l’obiettivo: quarto turno e confronto con Belinda Bencic. Sicuramente l’ostacolo sarà più alto, ma Coco è una lottatrice e spesso sa adeguare il suo livello al valore della avversaria. Fosse stato un confronto sul cemento non avrei avuto dubbi sulla sua competitività, vedremo se anche sull’erba riuscirà a far valere il suo status.

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