La prima settimana si chiude con una sensazione precisa: Jannik Sinner non è ancora al massimo, ma è molto più vicino a se stesso rispetto ai primi giorni di torneo. Con Jenson Brooksby, avversario tutt’altro che comodo per ritmo, variazioni e capacità di sporcare la partita, il numero 1 del mondo ha mostrato progressi evidenti, soprattutto nella gestione dei momenti importanti. “Molto meglio. Dal mio lato è stata una buona partita, ovviamente. Sono contento di aver superato anche questa e adesso vediamo cosa arriverà, ma oggi l’avversario era molto insidioso”, ha spiegato Sinner in conferenza.
Anche la chiusura del match ha raccontato qualcosa di diverso: la mano all’orecchio, il pubblico chiamato dentro la partita, un’esultanza più visibile del solito. “Stavo servendo per chiuderla e non ci sono riuscito, poi ho avuto un paio di match point e non li ho sfruttati.Il pubblico mi ha aiutato, quindi era importante chiudere e ci sono riuscito”. Un gesto non abituale per lui, ma nemmeno forzato: “Non sono uno che crea molto caos in campo, ma allo stesso tempo in certi momenti può essere utile”.
“Un piccolo passo avanti”
Il tema centrale resta il livello. Sinner lo ha ripetuto più volte: il suo Wimbledon sta procedendo per gradi, senza salti improvvisi, ma con una direzione che finalmente sembra più chiara. “Sto cercando di trovare il mio ritmo.Oggi mi sono sentito meglio, che era il mio obiettivo principale”, ha detto. Poi ha aggiunto: “Mi è piaciuto come ho chiuso il match: nell’ultimo game ho cercato di essere un po’ più propositivo. Spero che questo mi dia fiducia per iniziare la prossima partita in modo positivo”.
La risposta è andata meglio, il movimento anche, mentre il servizio non è stato forse brillante come nelle prime due uscite. Ma in questa fase conta soprattutto la progressione: “Tutto sommato è stato un piccolo passo avanti e ho ancora del margine da recuperare”. La frase che fotografa meglio il momento arriva quando gli viene chiesto se abbia già la percezione di dove dovrebbe essere, sapendo cosa serve per vincere qui: “È difficile dirlo. Ogni anno è diverso e di sicuro un torneo non si vince nella prima settimana, ma nella prima settimana lo si può perdere, quindi è sempre un buon segno essere ancora qui”.
Mochizuki e nessun fantasma di Parigi
Agli ottavi ci sarà Shintaro Mochizuki, qualificato giapponese che ha battuto a sopresa Rafa Jodar e che da queste parti ha vnto il titolo juniores nel 2019 mai affrontato e mai incrociato nemmeno in allenamento. Una novità quasi totale, ma Sinner non sottovaluta nulla: “L’ho visto giocare. È un ottimo giocatore e soprattutto sull’erba la sua palla resta molto bassa, cosa che lo aiuta molto, e sembra anche un giocatore molto aggressivo”. Il punto, però, resta sempre lo stesso: guardare prima al proprio tennis. “Cerco di concentrarmi sul mio lato del campo e so che in questo momento è la cosa più importante”.
Anche perché Mochizuki arriva da tante partite vinte e con la leggerezza di chi non ha niente da perdere: “Se è agli ottavi se lo merita sicuramente e può succedere di tutto. Sull’erba ancora di più”. Inevitabile poi il passaggio su Parigi e sull’idea che certi momenti possano lasciare qualche fantasma. Sinner ha risposto senza esitazioni: “No, sono tranquillo, onestamente. Anche perché se si pensa sempre al passato non si va più avanti”. E ancora: “Ci siamo allenati molto bene, abbiamo avuto giornate lunghissime. Più di così io personalmente non posso fare”. La sintesi della sua prima settimana è tutta qui: la strada è quella giusta, il livello cresce, il Sinner migliore non è ancora arrivato ma comincia a vedersi.
