dalla nostra inviata a Milano
L’ultimo atto dell’Aspria Tennis Cup avrà un sapore familiare: di fronte ci saranno due giocatori che su questi campi hanno già lasciato il segno.
Da una parte Marco Cecchinato, campione in carica e già vincitore del torneo nel 2016; dall’altra Facundo Diaz Acosta, argentino mancino e trionfatore qui nel 2023.
Nella prima semifinale Cecchinato ha battuto Gustavo Heide 6-1 7-5 in 1 ora e 20 minuti. L’italiano ha subito preso il controllo dello scambio. Il 6-1 del primo set è stato una dichiarazione di intenti: geometrie pulite, variazioni, profondità sufficiente per non lasciare al brasiliano il tempo di organizzare la palla pesante (e anche le idee). Cecchinato non ha avuto bisogno di strafare. Ha fin da subito scelto bene quando accelerare e gestito con estremo ordine anche i momenti in cui Heide ha provato ad alzare l’intensità.
Il secondo set è stato più combattuto, ma non ha cambiato la sostanza della partita. Heide ha trovato maggiore presenza in campo e ha iniziato a spingere con più continuità. Cecchinato però è rimasto compatto, senza farsi trascinare fuori dalla propria partita. Sul 7-5 ha chiuso una vittoria preziosa, soprattutto per il modo: poca fatica, molta concentrazione e la sensazione di avere ancora margine in vista della finale.
La seconda semifinale ha avuto tutt’altra intensità. Diaz Acosta ha superato Daniel Rincon 4-6 6-4 6-3 in 2 ore e 45 minuti, al termine di una partita più fisica e ruvida: entrambi saltavano dentro i colpi, caricavano la palla con le gambe, cercavano profondità non solo con il braccio ma con tutta la struttura atletica. La differenza, alla lunga, l’ha fatta l’argentino.
Rincon è partito meglio, sfruttando il break conquistato in apertura e difendendolo fino al 6-4 del primo set. Diaz Acosta, però, ha progressivamente alzato il livello in risposta: profondo, aggressivo. È stata proprio questa l’arma con cui ha iniziato a erodere le certezze dello spagnolo, spesso costretto a giocare il primo colpo dopo il servizio — e di conseguenza l’intero game — in affanno e sotto pressione.
Nel secondo set l’argentino non ha quasi mai rischiato nei propri turni di battuta, mentre ha continuato a creare occasioni in risposta. Rincon ha resistito a lungo, ma ha ceduto sul più bello: alla terza palla set Diaz Acosta ha chiuso 6-4, rimettendo la partita in equilibrio.
Nel terzo set l’argentino è scappato subito avanti 2-0, prima di subire l’immediato rientro di Rincon. La parentesi di equilibrio, però, è durata poco: Diaz Acosta ha ripreso rapidamente campo, ha imposto di nuovo il proprio peso nello scambio e ha chiuso 6-3 al primo match point, tenendo a zero l’ultimo turno di servizio.
La finale duqnue promette un confronto molto interessante. Per Cecchinato, Diaz Acosta sarà un cliente ben diverso: decisamente più pesante da fondo, più abituato a spingere la partita sul piano fisico, resistente. Il siciliano, però, arriva all’ultimo atto dopo aver speso poco negli ultimi due turni e con un livello di concentrazione apparso molto alto.
