Sguardo davvero cupo quello di Alex de Minaur dopo la partita persa contro Cobolli. Il suo torneo di Wimbledon finisce qui, ma la sensazione è che questa sconfitta gli rimarrà addosso per un po’.
“Credo che, riducendola ai minimi termini, uno di noi sia sceso in campo per vincere la partita, e l’altro per non perderla. Penso sia abbastanza chiaro chi fosse chi.” In questo modo l’australiano ha aperto la sua conferenza stampa, proseguendo a elencare i motivi di disappunto della sua prestazione.
“È uno sport strano, questo. Probabilmente è una partita che, se gioco come voglio, non mi dispiace come match-up, soprattutto su questa superficie. Penso di avere molti modi per metterlo in difficoltà. Ma se non gioco al mio livello e, anzi, mi ostacolo da solo, allora non è l’ideale, perché ovviamente Flavio — merito a lui — ha alzato il livello, soprattutto nei momenti importanti, ha tirato fuori colpi decisivi, ed è stata quella la differenza. Come lo spieghi? Semplicemente non sono stato abbastanza forte mentalmente. Così si spiega.“
Il tono fortemente autocritico, i ragionamenti introspettivi ricordano molto le parole di Felix Auger-Aliassime dopo la sconfitta subita a Parigi dallo stesso Cobolli.
Forse entrambi consideravano il romano come “un avversario da battere” in quella situazione, a quel turno in un torneo dello Slam, e entrambi si sono scontrati contro una realtà differente, una realtà in cui Cobolli è ormai un Top 10 in tutto e per tutto con cui bisogna fare i conti nelle fasi finali dei tornei importanti.
Hai avuto sconfitte molto dolorose negli anni. Questa è tra le più difficili da digerire?
ALEX de MINAUR: “Sì, purtroppo sembra che continuino ad arrivare. Non è facile da accettare. Ci sono momenti nella carriera in cui senti che ci sono opportunità da cogliere, per fare il passo successivo, per salire di livello, per diventare una versione migliore di te stesso. E quando continui a mancare questi traguardi, inizi a dubitare di te stesso. Inizi a dubitare se riuscirai davvero a fare il salto di qualità. Probabilmente è un mix: da una parte sono duro con me stesso, dall’altra sono realistico. Per quanto sia in una buona posizione, il fatto che voglia di più e non riesca a ottenerlo è una battaglia che affronto ogni giorno. Questa è solo un’altra da aggiungere alla lista.”
Ci vorrà più tempo per superare questa?
ALEX de MINAUR: “Sì, non lo so. Non giocherò tornei per un po’. Ma, ancora una volta, si accumulano, e gli obiettivi, le convinzioni, i sogni che hai iniziano un po’ a svanire o sembrano più lontani rispetto a prima. Mi sembra che un paio d’anni fa fossi decisamente più vicino. Ora sembra che mi stia allontanando un po’ da quei sogni.”
So che è tutto molto fresco adesso e probabilmente è il momento peggiore. In base alla tua esperienza, dopo sconfitte così dure, sei riuscito a ritrovare entusiasmo e fiducia nel fatto che il meglio debba ancora venire?
ALEX de MINAUR: “Sì, lo trovo più difficile. Questa è la realtà. Alla fine della giornata, però, non ho altra scelta. Non dirò certo ‘basta, smetto’. Adesso è fresco. Adesso fa malissimo. Ma mi rialzerò. Sono un competitivo, fino in fondo. Quindi mi rialzerò e mi darò un’altra possibilità. Vorrei solo che accadesse qualcosa che mi dia speranza. Altrimenti, questo è uno sport davvero durissimo da giocare senza speranza.”
Non credo di avertelo mai chiesto prima, ma ascoltandoti e sentendo che non stai progredendo e non sei dove eri due anni fa, prenderesti mai in considerazione un cambiamento nello staff tecnico?
ALEX de MINAUR: “No, non credo proprio che sia questo il problema. Penso che dipenda tutto da me e da come ho gestito certe situazioni. Perché, alla fine, si tratta di tennis. Ci siamo allenati molte volte e mi sono sempre sentito bene in questo tipo di confronto. Abbiamo anche fatto allenamento prima del torneo, e il problema è scendere in campo e giocare come se avessi il peso del mondo sulle spalle. Questo è il problema.
Me lo porto io. Devo gestirlo meglio, perché altrimenti non riuscirò mai a raggiungere gli obiettivi e i sogni che ho. È semplice così. Il tennis per vincere queste partite c’è. Il livello c’è, anche in questo torneo, per andare avanti, se solo riuscissi a giocare senza preoccuparmi di altro. Non ci sono riuscito, ed è per questo che sono in questa posizione. E sì, o miglioro oppure continuerò a ottenere gli stessi risultati, ancora e ancora.”
Quando ti senti così dopo una sconfitta, dopo una sconfitta devastante, cosa fai? Vuoi stare completamente da solo? Ti viene voglia di spaccare racchette? Cosa succede subito dopo?
ALEX de MINAUR: “Diciamo che probabilmente la cosa migliore per me è non restare da solo, perché altrimenti passerei molto tempo a rimuginare su quello che è appena successo. Quindi cercherò di tornare alla mia vita normale. Ho alcune cose molto importanti in arrivo, cose che mi entusiasmano molto. Penso che il modo migliore per andare avanti sia concentrare la mia attenzione su quello, su qualcosa di positivo. Questo dovrebbe aiutarmi a lasciarmi questa partita alle spalle e guardare a ciò che viene dopo.”
