R. Burruchaga b. [1] F. Cobolli 6-2 6-4
Dal nostro inviato ad Umago
Si rivela amaro il battesimo di Flavio Cobolli come testa di serie n. 1 di un torneo ATP. All’esordio negli ottavi del Croatia Open di Umago, l’azzurro non è mai riuscito a esprimere il suo miglior tennis, anche a causa delle non perfette condizioni fisiche: una leggera bronchite e un problema allo psoas presentatosi dopo pochi game. Nonostante una reazione d’orgoglio nel secondo parziale, Cobolli ha dovuto perciò per arrendersi in due set all’argentino Roman Andres Burruchaga. Il 24enne di Buenos Aires ha disputato una prestazione di altissimo livello, solidissimo dal lato del rovescio e devastante con il diritto, conquistando con pieno merito la sua prima vittoria in carriera, al terzo tentativo, contro un giocatore nella top 10.
Primo set: monologo Burruchaga, Cobolli sotto tono
Il match parte subito in salita per l’azzurro, che subisce il break in apertura e appare fin dai primi scambi poco reattivo. Burruchaga è un avversario ostico, soprattutto sulla terra battuta, la superficie che – da buon sudamericano – predilige, e capisce immediatamente di non avere di fronte la miglior versione di Cobolli. Concentrato e molto solido da fondo campo, il 25enne argentino prende presto il controllo degli scambi, facendo particolarmente male con il diritto, mentre la palla dell’italiano viaggia sensibilmente meno veloce del solito. Cobolli riesce a evitare il secondo break consecutivo, ma il copione del match non cambia. Neanche l’occhiataccia che manda alle tribune dove un tifoso isolato urla “Sveglia, Flavio, sveglia” lo scuote dal suo torpore. Burruchaga continua a fare male con il dritto, anche in risposta sulla seconda che Cobolli è costretto a giocare quasi una volta su due, mentre l’azzurro commette errori anche negli scambi di costruzione e dà costantemente la sensazione di non essere al meglio. Il secondo break arriva nel settimo gioco e nel game successivo l’argentino archivia il primo set per 6-2.
Secondo set: Cobolli ci prova, ma non basta
La sensazione che non si tratti soltanto di una giornata storta viene confermata dal medical time out richiesto da Cobolli prima dell’inizio del secondo parziale. In conferenza stampa parlerà di un probabile problema allo psoas. Al rientro in campo, il n. 9 del mondo si ritrova subito a fronteggiare una delicatissima, vista la situazione del punteggio, palla break. Ma il mood dell’azzurro è cambiato: forse ha sfruttato il medical time out anche per rendersi conto che è necessario accettare che la giornata è quella che è e che bisogna cercare di portare a casa il match con quello che si ha. Il n. 9 del mondo annulla la palla break e il match diventa, finalmente, equilibrato. Cobolli è meno falloso, riesce a comandare più di frequente gli scambi, anche se continua a dover giocare sempre un colpo in più perché la velocità dei colpi non è la consueta, mentre Burruchaga, pur continuando ad esprimersi a un buon livello, è meno esplosivo rispetto al primo set.
Purtroppo, però, mentre l’azzurro nel sesto gioco non riesce a sfruttare due punti che avrebbero potuto procurargli una palla break, l’argentino capitalizza la prima occasione concessa da Flavio nel game successivo: dopo uno scambio lunghissimo, Cobolli mette in rete un diritto lungolinea e cede nuovamente il servizio. L’azzurro ha però un moto d’orgoglio: si procura la prima palla break dell’incontro e approfitta del primo momento di esitazione dell’avversario, che con il terzo doppio fallo del match gli restituisce il break. Ora si lotta punto su punto. Cobolli cerca di trovare nel pubblico – composto in larga parte da tifosi italiani – quell’energia che oggi sembra mancargli, e gli spettatori (tanti i tifosi italiani in tribuna) rispondono prontamente al suo invito. Ma il piano tattico studiato da Burruchaga con il suo team continua a funzionare: sulla diagonale di rovescio costringe l’azzurro a prendersi rischi che, nelle condizioni odierne, non pagano, mentre con il diritto continua a fare la differenza. Ed è proprio un diritto vincente, giocato in opposizione a uno smash di Cobolli, a permettergli di strappare ancora una volta il servizio nel nono gioco e andare così a servire per il match.
Qualche piccola titubanza dell’argentino in dirittura d’arrivo consente ancora a Cobolli di procurarsi una palla break per rientrare sul 5-5. Ma oggi non è davvero giornata per il romano: annullata quella chance, Burruchaga non trema più e chiude al primo match point.
