ATP Bastad, il lungo viaggio di Travaglia: quattro anni dopo rieccolo ai quarti

Di Carlo Galati
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Stefano Travaglia - Tenerife 2026 - Foto Sophia Lavrov

Prima di arrivare a Bastad, Stefano Travaglia aveva già dovuto ricominciare molte volte. La più difficile nel 2011, quando cadde contro una vetrata nella propria abitazione, riportando gravi ferite a un braccio. Fu operato, rimase lontano dal circuito per un anno e tornò a giocare senza avere recuperato completamente la sensibilità alla mano destra. Una storia che avrebbe potuto interrompere sul nascere qualsiasi carriera e che, invece, ne ha finito per definire il carattere.

Quindici anni più tardi, il marchigiano è ancora qui. Numero 150 del ranking, Travaglia ha battuto Mariano Navone 6-4 6-2, conquistando a Bastad il primo quarto di finale ATP da Pune 2022. Un risultato che va oltre il semplice passaggio del turno, perché arriva al termine di una lunga stagione trascorsa quasi interamente nei Challenger e restituisce al tennis italiano un giocatore che nel circuito maggiore mancava da tantissimo tempo. 

Non è la prima risalita della sua carriera e probabilmente non sarà neppure l’ultima. Travaglia appartiene a quella categoria di tennisti che non hanno percorso autostrade, ma strade secondarie: qualificazioni, tornei lontani dai riflettori, punti raccolti uno alla volta e continui ritorni dopo essere scivolati indietro. La sua settimana svedese è l’ultimo capitolo di una carriera costruita più sulla resistenza che sulla continuità.

Da Fognini alla finale con Sinner

Il primo successo nel circuito ATP arrivò agli US Open del 2017 con Fabio Fognini, allora numero uno italiano, match passato alla storia per le inguirie del Fognini furioso rivolte all’arbitro che gli costarono l’allontanamento dal torneo. Due anni più tardi, a Umago, Travaglia sconfisse nuovamente il ligure (anche se per ritiro di Fognini), in quel momento numero 9 del mondo, ottenendo l’unica vittoria della carriera contro un Top 10.

Nel mezzo c’erano state le qualificazioni superate in sei tornei dello Slam, comprese quattro consecutive da Wimbledon 2018 al Roland Garros 2019. Un percorso da giocatore abituato a guadagnarsi ogni possibilità, senza wild card e senza scorciatoie. Il risultato più importante in un Major arrivò a Parigi nel 2020, quando raggiunse il terzo turno dopo avere battuto Kei Nishikori al quinto set: il giapponese aveva vinto le precedenti nove partite concluse alla frazione decisiva. Travaglia perse poi da Nadal.

Il punto più alto sarebbe arrivato pochi mesi dopo, nel febbraio 2021. Al Great Ocean Road Open di Melbourne, Travaglia raggiunse la prima finale ATP della carriera, perdendo con Jannik Sinner nel primo atto conclusivo tutto italiano nel circuito maggiore dai tempi di Firenze 1988. Quella settimana gli permise di salire fino alla 6esima posizione mondiale, il suo miglior ranking. 

Sembrava l’inizio di una nuova dimensione. Fu invece il vertice prima di una lenta discesa. Dopo il quarto raggiunto a Pune nel febbraio 2022, Travaglia è progressivamente uscito dai principali tabelloni ATP, tornando a cercare punti, partite e fiducia nel circuito Challenger.

I Challenger e la strada verso Bastad

Il tennis di seconda fascia, per chi ha conosciuto palcoscenici più prestigiosi, può diventare una prova soprattutto mentale. Travaglia ha continuato a giocare, accumulando oltre 400 partite nei Challenger e raggiungendo dodici finali. Ha vinto a Ostrava nel 2017, Marbella nel 2018, Francavilla e Sopot nel 2019, Sibiu nel 2021. Poi un’altra lunga attesa.

Nel luglio 2025 è tornato ad alzare un trofeo a Modena, interrompendo un digiuno durato quasi quattro anni. Nel marzo 2026 si è ripetuto a Zara. Due titoli che non avevano ancora prodotto un vero ritorno nel circuito ATP, ma avevano dimostrato come il suo tennis fosse ancora competitivo e come la voglia di riprovarci non fosse mai scomparsa. Il suo bilancio nei Challenger è ora di 235 vittorie e 188 sconfitte, con sette titoli conquistati. 

A Bastad, quei segnali sono finalmente diventati qualcosa di più concreto. Il successo al primo turno contro Martin Krumich è stato il primo nel circuito maggiore da Marsiglia 2022. Quello contro Navone, numero 48 del ranking, ha interrotto una serie di nove sconfitte contro avversari compresi tra i primi cinquanta: l’ultimo Travaglia capace di riuscirci aveva battuto Benoit Paire a Roma nel maggio 2021. 

Sono arrivato sabato e mi sono sentito subito molto bene in campo. Le condizioni mi piacciono, è bello giocare qui, ha raccontato il marchigiano. “Già nella prima partita avevo giocato bene, ma contro Navone penso di avere fatto davvero una grande prestazione fin dall’inizio. È il primo Top 50 che batto in quasi cinque anni: c’è un grande lavoro dietro tutto questo.

La vittoria sull’argentino è arrivata attraverso una prestazione aggressiva e ordinata, ma il significato della giornata va cercato soprattutto altrove. Nei quattro anni e mezzo trascorsi dall’ultimo quarto ATP, Travaglia ha perso posizioni, occasioni e visibilità, senza però smettere di cercare una strada per tornare.

Ora affronterà Adolfo Daniel Vallejo per un posto in semifinale. Bastad, però, gli ha già restituito qualcosa che mancava gli mancava tempo, quella sensazione di appartenere ancora ad un determinato livello.

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