WTA Iasi: Sherif sfrutta il ritiro di Badosa nella finale del lunedì e torna a vincere dopo 4 anni

Secondo titolo in carriera di Mayar Sherif conquistato nel '250' di Iasi grazie al ritiro di Paula Badosa nel corso del secondo set

Di Fabio Barera
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Mayar Sherif - WTA Iasi 2026 (@ x WTA)

M. Sherif b. P. Badosa 6-4 4-0 ret.

Mayar Sherif è la nuova campionessa dell’Unicredit Iasi Open 2026. Grazie al ritiro di Paula Badosa sul 6-4 4-0, infatti, l’egiziana torna a conquistare un titolo a livello WTA a quasi quattro anni di distanza dall’ultima volta. Era l’ottobre 2022 quando in quel di Parma batteva Maria Sakkari e scriveva il proprio nome nel grande albo d’oro del circuito e metteva l’Egitto sulla mappa del tennis. La finale, che era già stata posticipata da domenica 19 a lunedì 20 per pioggia, non si è disputata fino in fondo perché la spagnola ha alzato bandiera bianca per un infortunio ancora non meglio identificato.

Per Mayar Sherif si tratta della giusta ricompensa per una settimana praticamente perfetta, durante la quale ha lasciato per strada un solo set ma ha messo in finale – nell’ordine – Dalma Galfi, Kaitlin Quevedo, Yulia Putintseva, Oleksandra Oliynykova e, appunto, Paula Badosa. 2° titolo su 4 finali disputate (sconfitta a Cluj-Napoca nel 2021 da Andrea Petkovic e a Rabat nel 2024 da Peyton Stearns), tutte a livello ‘250’ e soprattutto sulla terra rossa. Traguardo di fondamentale importante per la 30enne de Il Cairo, che esce da un periodo particolarmente complicato in cui era sprofondata in classifica. Ora, invece, si trova al n. 72, rimanendo comunque lontana dal best ranking (n. 31).

La cronaca della partita

Parte in equilibrio, almeno nei primi game, la finale tra Mayar Sherif e Paula Badosa all’Unicredit Iasi Open 2026. La prima a scappare via è proprio l’egiziana, che subisce immediatamente la reazione dell’avversaria. A quel punto si instaura un botta e risposta tra le due, che si risolve con un break a zero della 30enne cairota sul 3-3. Il vantaggio accumulato viene poi portato fino al termine del parziale, chiuso al primo set point, anche grazie a una percentuale di prime di servizio in campo impressionante (75%). Quando si rialzano dalle rispettiva panchine diventa di fatto un no-contest. La spagnola fatica su tutti i fronti, in primis quello fisico, si fa strappare il turno di battuta per due volte consecutive e, a quel punto, decide di alzare bandiera bianca definitivamente sul 6-4 4-0.

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