WTA Parma: Sherif sconfigge Sakkari e vince il primo titolo in carriera

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WTA Parma: Sherif sconfigge Sakkari e vince il primo titolo in carriera

La testa di serie n. 1 Sakkari si ferma in finale contro l’egiziana Mayar Sherif

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Maria Sakkari (sinistra) e Mayar Sherif (destra) - Parma 2022 (foto Daniele Combi)
 

L’egiziana Mayar Sherif è diventata la prima giocatrice del suo Paese a vincere un titolo del WTA Tour aggiudicandosi il titolo del Parma Ladies Open grazie alla vittoria per 7-5, 6-3 in finale contro la testa di serie n. 1 del seeding Maria Sakkari, n. 7 della classifica mondiale.

Significa molto per me, per tutta la gente del mio Paese, per la mia famiglia. È una vittoria davvero inattesa, sono davvero contenta dopo tutto il lavoro fatto e le difficoltà incontrate nelle ultime settimane”, ha detto una Sherif al settimo cielo per la vittoria. “L’anno scorso sono entrata in top 100 per la prima volta e quella di quest’anno è stata la mia prima stagione completa nel circuito maggiore. A metà anno ho accusato un infortunio, però mi sono rilanciata e non vedo l’ora di vedere cosa mi riserverà il 2023.

Il torneo emiliano ha dovuto disputare semifinali e finale nel corso dello stesso giorno a causa della pioggia che ha costretto gli organizzatori a cancellare l’intera giornata di venerdì, e l’egiziana era dovuta rimanere in campo quasi tre ore nel corso della sua semifinale mattutina contro Ana Bodgan, mentre Sakkari aveva disposto in due set di Kovinic.

 

Dopo essere andata subito in svantaggio per 0-2, Sherif è riuscita a sfruttare la percentuale di prime della greca ben sotto al 50% breakkandola ben quattro volte nel primo parziale, tra cui anche nel game decisivo sul 6-5, quando Sakkari non è riuscita a portare il set al tie-break nonostante un vantaggio di 40-15.

Nel secondo set Sakkari ancora una volta era partita con il piede giusto, andando subito in vantaggio 2-0 ma non è riuscita a fermare l’azione dell’avversaria che da quel momento in poi ha perso solamente un game.

La settimana di Parma vale la prima vittoria contro una Top 50 e anche il rientro in top 50 per Mayar Sherif, che da lunedì sarà numero 48 del mondo, quattro posizioni dietro il best ranking di numero 44. Dopo aver alzato il trofeo al cielo, Sherif ha ringraziato la città che l’ha ospitata nella settimana del primo successo: “Sono stata benissimo a Parma e ringrazio tutto il pubblico che ha assistito alla finale. Non ho riposato tanto prima della sfida e sono distrutta, ma ho giocato contro Sakkari punto dopo punto e sono felice di aver vinto”.

Per Sakkari invece si tratta della sesta sconfitta in una finale WTA su sette disputate, con l’unica vittoria arrivata più di tre anni fa al torneo di Rabat, in Marocco.

In doppio il titolo è invece andato alle ceche Anastasia Detiuc e Miriam Kolodziejova che si sono imposte per 1-6 6-3 10-8 su Arantxa Rus e Tamara Zidansek.

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Coppa Davis

Coppa Davis, Hewitt: “Siamo gli underdog e mi è sempre piaciuto esserlo. L’Italia contro gli USA è stata eccezionale”

Sconsolato Cilic dopo la sconfitta con De Minaur: “Avevo ancora un po’ di scorie del match contro Carreno”. Capitan Hewitt si gode i suoi ragazzi: “Orgoglioso di tutti”

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Lleyton Hewitt – Davis Cup by Rakuten Finals 2022 (Photo by Pedro Salado/ Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Quanti avrebbero pronosticato una vittoria dell’Australia contro la Croazia prima dell’inizio della sfida? Forse in pochi ma alla fine dopo il doppio conclusivo sono gli australiani a raggiungere la finale. I primi a mettere piede in sala stampa invece sono i croati, capitanati da Vedran Martic e Marin Cilic, oltre naturalmente anche Ante Pavic e Nikola Mektic.

Nikola, Ante, il fatto di giocare contro Thompson e Purcell vi ha destabilizzato? Oggi il match è stato dominato dai servizi con poche chance di break. Che ne pensate?
[PAVIC/MEKTIC] No, alla fine ci aspettavamo che giocassero loro; è stato un match tirato; effettivamente in risposta si è giocato poco; in alcuni game ci siamo andati vicino, ma alla fine non ce l’abbiamo fatta. Alla fine nel terzo set hanno azzeccato un paio di buone risposte e hanno portato a casa il break decisivo. Forse sono stati un po’ fortunati in alcune circostanze ma dobbiamo congratularci con loro.

Poi è stato il turno di Cilic, sconfitto con un doppio 6-2 da de Minaur. Marin, ci puoi raccontare qualcosa del tuo match? E adesso che per quest’anno la vostra corsa è finita ci puoi dare qualche riflessione sul fatto che la Croazia in questi anni ha fatto benissimo?

 

[CILIC] Sì, oggi è stata veramente dura; giocare contro Alex non è mai facile, è una sfida mentale e fisica. Avevo ancora un po’ di scorie del match dell’altro giorno contro Carreno (maratona di 3 set finita al tie break del terzo) e non sono riuscito a fare in campo quello che avrei voluto. In ogni caso credito ad Alex che ha giocato un match molto solido. Parlando poi del nostro percorso in Davis in questi anni sono molto felice di giocare in questa squadra, c’è un’ottima atmosfera fra di noi. Anche quest’anno siamo arrivati fino alle semifinali che comunque è un gran risultato. Borna ha giocato dei grandi match, sia qua che a Bologna. In generale siamo orgogliosi di quanto abbiamo fatto in questi anni

Con tutt’altro piglio si sono presentati in sala stampa gli australiani, guidati dal loro comandante in capo Lleyton Hewitt, il cui carisma evidentemente non si discute.

LLeyton ci puoi descrivere come ti senti in questo momento?
[HEWITT] Semplicemente orgoglioso. Di tutta la squadra, i giocatori, gli sparring partner, il team che ci segue, tutti quanti. Sono tutti ragazzi che fanno dei sacrifici e li voglio ringraziare. Siamo arrivati qua da sfavoriti (underdog) e questa è una posizione che mi è sempre piaciuta, anche da giocatore.

Lleyton ci puoi spiegare coma mai hai fatto il cambio in corsa?
[HEWITT] E’ stata una cosa decisa sul momento; Ebden aveva un problema alla caviglia e così abbiamo dovuto trovare un piano B. Thompson aveva già giocato in precedenza in doppio e per questo mi ha dato fiducia, e Purcell è diventato il leader della coppia e lo ha fatto splendidamente. I ragazzi hanno dimostrato di avere un’ottima chimica.

Jordan (Thompson) eri scontento per non giocare il doppio?
[THOMPSON] No, io faccio tutto quello che mi viene chiesto. e aver giocato il doppio decisivo e averlo vinto è un’emozione indescrivibile. Con Max (Purcell) abbiamo giocato assieme quando lui era più giovane a Sydney e si stava formando come giocatore. è incredibile che siamo qua ora.

Lleyton, quale team fra Italia e Canada ha mostrato più cuore e più voglia di vincere? Ci puoi dire qualcosa su questi due team?
[HEWITT] Non ho visto granché dei loro match ad essere onesto, mi sono concentrato sulla mia parte di tabellone. Ovviamente domani guarderò le partite e vedremo chi vincerà, in ogni caso sarà durissima perché sono due grandi team. Più in concreto l’Italia contro gli Stati Uniti ha fatto qualcosa di eccezionale (hell of an effort) e stanno giocando con grande passione e determinazione. Il Canada invece ha dei grandi giocatori, e hanno una potenza di fuoco incredibile. E il loro doppio lo conosciamo, perché nel 2019 ci abbiamo giocato contro e abbiamo perso.

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Coppa Davis

Coppa Davis, Australia in finale: Purcell e Thompson sorprendono Mektic/Pavic

Un’Australia che non muore mai ha ragione di una Croazia che pecca di sufficienza. Finale per gli aussie con la vincente di Canada-Italia

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Jordan Thompson e Max Purcell – Davis Cup by Rakuten Finals 2022 (Photo by Pedro Salado/ Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

M. Purcell/J. Thompson (AUS) b. N. Mektic/M. Pavic (CRO) 6-7(3) 7-5 6-4

Non appena finito il match fra Spagna e Croazia praticamente tutti gli addetti ai lavori davano per probabile una Croazia in finale. Quello che doveva essere uno scoglio temibile, ovvero la Spagna di Alcaraz, si è dimostrato un boccone molto più digeribile del previsto e la strada per la finale sembrava spianata. Bene, a quanto pare i pronostici sono fatti per essere smentiti. Oggi non è bastato un Coric in gran forma. Probabilmente il team croato dopo l’1-0 si era già sentito con un piede in finale, considerando che i croati non perdevano un doppio che contava da quasi due anni. Ma le cose sono andate diversamente. Mektic e Pavic non sono stati oggi all’altezza della loro fama e hanno ceduto le armi contro un’Australia tutto sommato non trascendentale, ma che ha certamente dimostrato di avere più cuore. Domenica il team down under attenderà la vincente di Canada-Italia, che ricordiamo potrete seguire a partire dalle ore 13, anche con il live di Ubitennis.

Dopo i primi due singolari, conclusi abbastanza nettamente in favore di Coric e De Minaur, devono scendere in campo i rappresentanti del doppio di Australia e Croazia per dirimere la tenzone. La prima sorpresa è l’annuncio di Hewitt con cui schiera Jordan Thompson al fianco di Purcell, numero 33 al mondo delle classifiche di doppio. Evidentemente il capitano australiano ha voluto rispettare le gerarchie che di solito vedono giocare Kokkinakis in singolare, anche per avere Thompson fresco per il doppio.

 

Ai nastri di partenza la Croazia è la chiara favorita, potendo schierare una coppia che regolarmente va alle ATP Finals di doppio e che l’anno scorso alle final eight di Madrid ha vinto tutti gli scontri in cui è stata chiamata in causa. Dall’altra parte l’Australia schiera il meglio che ha disposizione in questo momento, stante anche l’indisponibilità di Kyrgios che ormai da tempo immemore marca visita in Davis.

Il match inizia tutto sommato sui binari dell’equilibrio, entrambi le coppie reggono bene al servizio, con ottime performance dietro la prima di servizio. La prima palla break arriva soltanto nel nono game, ma gli australiani sono bravi a tenere botta e a non tremare. In generale comunque la sensazione è che questa non sia la versione scintillante dei giorni migliori per la Croazia, anche se comunque sufficiente per un match equilibrato.

Si va così al tie break, giusta conclusione del primo parziale. Partenza migliore della Croazia con l’Australia che va subito sotto di un paio di minibreak; dopo che durante tutto il set gli australiani erano riusciti a difendersi bene al servizio perdono tutti e 3 i primi punti giocati sul proprio servizio, con la Croazia che si invola 6-1. Molto più incisivi in risposta e a rete i croati nel momento che conta. Chiude Pavic con una volée elementare.

M. Pavic e N. Mektic
Davis Cup by Rakuten Finals 2022 (Photo by Pedro Salado/ Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

La sensazione che entrambe le coppie abbiano giocato in maniera standard, come ci si aspetta che un doppio debba essere giocato; giocando ad armi pari però è emersa la superiore caratura della coppia croata. Anche da un punto di visto emotivo partita abbastanza piatta, il pubblico prevalentemente neutrale non è mai stato coinvolto, sebbene il colpo d’occhio degli spalti sia tutt’altro che disprezzabile.

Si va così al secondo set con il match che torna a farsi equilibrato; i croati scendono di livello rispetto al tie break, soprattutto in risposta non riescono a incidere e si torna a seguire i servizi. Il secondo set è un po’ una fotocopia del primo; nei primi 10 game neppure lo straccio di una palla break e appena 7 punti vinti in totale del team in risposta. Ma quando tutto sembrava cospirare per un secondo tie break, i croati con Mektic al servizio hanno un piccolo passaggio a vuoto e a seguito di un doppio fallo regalano una palla break; di nuovo defaillance al servizio con lo stesso Mektic che gioca una seconda molto morbida e lascia il tempo a Thompson di girarsi sul dritto e colpire forte lungolinea. Pavic sulla fucilata non può nulla e arriva inaspettato il primo break della partita, a favore dell’Australia.

Thompson al servizio per chiudere il set allora, che però pasticcia e con due gratuiti manda la Croazia avanti 0-30. Australia che risale 30-30 e Pavic che sbaglia una risposta sanguinosa con Purcell che era partito in largo anticipo lasciando sguarnito il corridoio. Occasione che svanisce e Australia che porta a casa il set.

Lleyton Hewitt
Davis Cup by Rakuten Finals 2022 (Photo by Pedro Salado/ Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Adesso la faccenda comincia a farsi interessante e gli australiani cominciano ad annusare l’odore dell’impresa. Nel terzo game, di nuovo con servizio Mektic i due aussie portano il game ai vantaggi; adesso la coppia croata comincia a prendere coscienza dell’ipotesi della sconfitta, ma gli australiani non hanno la cattiveria sufficiente per punire, con Purcell che a rete va a farfalle e Thompson che butta fuori un passante non impossibile. La scossa emotiva però non è sufficiente, entrambi i portacolori della squadra adriatica sbagliano delle facili risposte sul 40-40 che avrebbero meritato altro trattamento.

Tuttavia adesso i turni di servizio rispetto ai primi due set sono diventati contendibili e il match potrebbe girare su pochi punti. Emotivamente l’Australia, anche sull’onda dell’insperato secondo set sembra crederci di più, mentre i croati sono piatti, anche nel body language; inevitabile allora che arrivi il secondo break per l’Australia, anche in questo caso frutto di buone soluzioni in risposta. E il pubblico di Malaga sembra chiaramente premiare il cuore australiano, il tifo è tutto per i giallo verdi.

Sul 5-4 Australia momento della verità con Purcell al servizio, in quello che è certamente il turno più importante della sua carriera. L’australiano però non trema e a parte un’incertezza sul primo punto serve bene e manda in visibilio il team australiano.

L. Hewitt e J. Thompson
Davis Cup by Rakuten Finals 2022 (Photo by Pedro Salado/ Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

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Coppa Davis

Coppa Davis, Berrettini: “A casa avrei sofferto troppo. Ecco come aiuto la squadra”

MALAGA – Per Matteo oggi ottimo allenamento, il miglior da un po’ di tempo a questa parte, ma siamo ancora lontani dalla forma migliore. Le sue parole con i media italiani

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dal nostro inviato a Malaga

Dopo la grande giornata di ieri oggi abbiamo avuto il piacere di incontrare Matteo Berrettini, per una chiacchierata con la stampa; i principali temi di discussione sono stati il suo stato psicofisico (in netto miglioramento), l’atmosfera che si respira in squadra e le prospettive in vista del Canada.

Come è stata presa la decisione di essere qua a Malaga?

 

Berrettini: “Devo dire che l’anno scorso dopo che mi sono fatto male a Torino mi sono ricordato di quanto mi sia dispiaciuto non aver potuto giocare contro gli Stati Uniti. Quella volta le partite me le sono guardate da casa, ma mi ricordo che soffrivo troppo dal divano; già allora ho pensato che se malauguratamente mi fosse capitata una cosa del genere un’altra volta, mi sarebbe piaciuto stare assieme ai ragazzi. Devo dire che è stata dura però: dopo Napoli (quando Matteo si è infortunato al piede) ero fiducioso; pensavo di saltare Vienna e poi di recuperare per Bercy e la Davis. Purtroppo il recupero andava a rilento e quando ho capito che non c’era niente da fare ho sentito il dovere di comunicare la mia impossibilità a partecipare. Certo è stata una bella botta, ma era la cosa giusta. Poi ho ripensato a quanto ho sofferto a casa l’anno prima e con un po’ di ritrosia ho chiesto a Filo (Filippo Volandri il capitano della squadra di Davis) se potevo aggregarmi, se per lui era un problema insomma. E Filippo al contrario è stato ben felice di accogliermi a braccia aperte, così ho preso il primo volo che ho trovato per Malaga da Roma…peccato solo che mi son dovuto svegliare alle 5 del mattino… (anche i campioni viaggiano low cost, era un Vueling delle 6.50). Ma eccomi qua”.

Quale contributo pensi di poter dare alla squadra?

Berrettini: “Beh ovviamente in primo luogo vengo a fare il tifo e a sostenere i ragazzi. Poi cerco di dare anche qualche indicazione ai ragazzi. Ad esempio con gli USA, avendo giocato varie volte contro Paul, Tiafoe e Fritz ho dato qualche suggerimento. Per dirne una, Paul avevo notato che aveva certi pattern al servizio e li ho condivisi con la squadra. Poi c’è un discorso più ampio: quando con Filippo (Volandri) abbiamo cominciato questo percorso lui ha messo in chiaro che il suo obiettivo prima di tutto era costruire un gruppo, uno spirito di squadra. E penso che la mia presenza oggi si inserisca in questo disegno più ampio. Il nostro è uno sport individuale e siamo portati a pensare a noi stessi e a stare con i nostri team. Per certi versi è un cambio di paradigma, però è una cosa che arricchisce e devo dire che adesso abbiamo un bel gruppo giovane con tanti ragazzi che potranno far parte della squadra per parecchi anni. Io pure all’anagrafe sono ancora giovane e spero di continuare per parecchi anni, anche se quando vado a fare le risonanze a volte c’è da mettersi le mani nei capelli”.

A livello di gruppo ci puoi raccontare qualche aneddoto?

Berrettini: “Allora vediamo un po’… la musica di sottofondo la sceglie Musetti, praticamente vive con la musica sempre accesa. E poi io non so come fa… è un 2002 e ascolta la musica degli anni ’70, ascolta certe cose che manco conoscevo…Come socializazione gli altri sono fissati con un gioco di carte che si chiama sequence mi pare… per il resto non abbiamo un vero inno, forse una canzone che gli altri mettono per scaramanzia è “notte prima degli esami”, che sarebbe in tema…Però grossi riti scaramantici non ne abbiamo, a parte quello di sederci sempre negli stessi posti sugli spalti”.

Come si batte il Canada?

Berrettini: “Ieri con gli USA abbiamo dimostrato di essere più squadra. Non importa la classifica, la stanchezza. In campo i ragazzi hanno messo il cuore, al di la della tattica e della tecnica. Sonego ieri ha dimostrato tutto quello che può fare. E Musetti ha fatto una gran partita con Fritz. Con il Canada sarà una sfida difficile. Partono favoriti e sarà complicato, ma noi siamo pronti. Io mi sento come un leone in gabbia però sono contento di stare qua. Ovviamente io vorrei giocare in tutti i modi, anche su una gamba sola, ma per me l’importante è cercare di dare il mio contributo in tutti i modi. E questa è una cosa che mi porto dietro dai tempi della Serie C”.

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