Il torneo di Washington si racconta: il no all’Arabia e la rivoluzione del tabellone

Tra offerte di riacquisto respinte e riforme strutturali, il proprietario dell'ATP-WTA 500 di Washington Mark Ein traccia la rotta del torneo

Di Sabrina Giorgi
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Simone Bolelli e Andrea Vavassori - ATP Washington 2025 (foto X @atptour)

A pochi giorni dall’inizio del Mubadala DC Open, il proprietario dell’evento Mark Ein ha tracciato un bilancio a tutto campo sullo stato della manifestazione e sulle dinamiche che stanno attraversando il circuito. Da quando ha preso in gestione questo torneo nel 2019, Ein ha guidato una trasformazione radicale dell’impianto di Washington. Al contempo, ha espanso la propria presenza nel panorama sportivo globale con partecipazioni societarie nella NFL, nella MLB e nella Premier League. Dalle profonde modifiche strutturali alla gestione dei calendari, fino alla gestione delle grandi pressioni finanziarie internazionali: il numero uno del torneo capitolino racconta la direzione del torneo ai microfoni di Bounces.

Il “no” alle sirene saudite

Nel pieno del dibattito sulla riorganizzazione dei calendari internazionali guidata dai cospicui investimenti del Medio Oriente – con il piano Product 28 e il potenziale arrivo di un decimo Masters 1000 – il fondo sovrano saudita ha avviato una campagna di offerte di riacquisto rivolta a diversi tornei delle categorie ATP 250 e 500. Tra i destinatari figura anche il Mubadala DC Open di Washington. La risposta del proprietario dell’evento, l’imprenditore Mark Ein, è stata tuttavia una porta chiusa senza appello. “Ci hanno contattato, così come hanno fatto con tutti gli altri tornei“, ha spiegato Ein. “Ma questo evento significa semplicemente troppo per troppe persone. Non lo farei mai. La mia responsabilità è verso la nostra comunità e verso la storia di questo torneo“.

La rivoluzione del tabellone: da 48 a 32 giocatori

La novità agonistica più rilevante per l’edizione di quest’anno riguarda il taglio del tabellone di singolare maschile, passato da 48 a 32 partecipanti. Washington era rimasto l’ultimo appuntamento di categoria ATP 500 a conservare la formula estesa, una struttura che garantiva un turno di riposo (bye) alle prime 16 teste di serie ma diluiva la densità dei primi turni. La scelta di ridurre il campo dei partecipanti risponde a una precisa esigenza di qualità e uniformità con il circuito femminile. “Volevamo passare a 32 giocatori perché eravamo l’ultimo 500 a essere rimasto a 48“, ha sottolineato Ein. “Ma soprattutto, questo cambio garantisce che fin dal primissimo giorno di gare si assista a sfide di altissimo livello. È il formato ideale: un tabellone più stretto, una soglia di classifica più alta per accedere, più giorni di riposo per gli atleti e un tabellone di qualificazione estremamente competitivo“. L’innalzamento dell’asticella si riflette infatti anche sui due giorni dedicati alle qualificazioni, diventate un vero e proprio “mini-torneo” di lusso che attrae grande pubblico grazie alla presenza di nomi di primissimo piano in cerca di un posto nel main draw.

Il doppio e il ruolo di Vavassori

In un momento storico in cui i vertici del tennis maschile valutano riforme drastiche per la specialità del doppio, Washington continua a posizionarsi come un cantiere d’innovazione. L’organizzazione non si limita a favorire la nascita di coppie “spettacolari” formate da singolaristi di prima fascia, ma punta fortemente sull’interattività. Il Mubadala DC Open si conferma infatti l’unico torneo al mondo a promuovere la microfonatura in diretta dei doppisti durante i match (live mic’ing). Dopo le difficoltà iniziali nel convincere gli atleti a indossare i microfoni, la svolta potrebbe arrivare grazie alla collaborazione con l’azzurro Andrea Vavassori. “L’anno scorso Andrea ha vinto il torneo di doppio qui a Washington e abbiamo avuto una lunga conversazione sullo stato della disciplina e su come valorizzarla“, ha raccontato Mark. “Lui ha creduto subito nel progetto dei microfoni in campo. Essendo un top player della specialità e un membro del Player Council ATP, Andrea si è rimboccato le maniche per aiutarci a convincere gli altri colleghi. Quest’anno ci aspettiamo un’adesione molto più alta“.

Calendario e prospettive verso LA28

Sul fronte della programmazione, le sfide non mancano: l’allungamento a due settimane di quasi tutti i tornei Masters 1000 ha compresso la finestra estiva sul cemento americano. Tuttavia, la dirigenza guarda con ottimismo al futuro, forte degli investimenti sulle strutture dell’impianto pubblico di Rock Creek Park e sull’accoglienza degli atleti. Anche la convergenza con i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 non sembra spaventare l’organizzazione capitolina. A differenza di quanto accaduto nelle edizioni passate, il torneo di Washington non andrà in sovrapposizione con le Olimpiadi, ma si collocherà nella settimana successiva. Una posizione che, secondo la dirigenza, permetterà a Washington di mantenere intatta la propria centralità nel percorso di avvicinamento agli US Open.

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