Si chiude al secondo turno la corsa di Felix Auger-Aliassime allo US Open. Sul cemento del Louis Armstrong Stadium, nella giornata del 3 settembre, il canadese si è arreso a Karen Khachanov con il punteggio di 6-7(5) 6-3 6-2 6-2, al termine di una sfida condizionata pesantemente dal fattore fisico. Nel corso della conferenza stampa, il tennista nordamericano ha ripercorso i contorni di una sconfitta amara, affrontando in primis il malessere improvviso che lo ha travolto a metà del secondo set. Un crollo inedito che richiederà accertamenti medici, ma che non gli ha impedito di onorare il match fino all’ultimo punto. Lo sguardo del canadese si è poi spostato sul futuro a breve termine: dall’imminente annuncio del nuovo coach, previsto nell’arco delle prossime due settimane, fino al rientro a casa per recuperare le energie. Il tutto con un obiettivo preciso all’orizzonte, ovvero rimettersi in sesto per l’attesissimo ritorno in campo in Coppa Davis davanti al pubblico della sua terra natale, in Quebec.
Auger-Aliassime: “Vertigini e vedevo a macchie”
La sconfitta contro Karen Khachanov lascia una profonda amarezza nelle parole di Felix Auger-Aliassime, costretto a fare i conti con un malessere improvviso che ha compromesso l’intero match. “Sì, insomma, è difficile parlare di altro se non di come mi sono sentito fisicamente“, ha spiegato il canadese analizzando la partita. “Dopo un set e mezzo, non mi sentivo affatto bene, avevo le vertigini, vedevo delle macchie e non riuscivo a riprendermi. Pensavo che forse mi sarebbe passato, ma non è andata così. Quindi per me il torneo finisce qui, e ora bisogna rimettersi al lavoro“. Una crisi che il giocatore ha descritto come del tutto inedita e priva di segnali premonitori: “No, no, non mi ero mai sentito in questo modo. In passato ho avuto i crampi. Mi sono sentit, stanco verso la fine delle partite, ma in modo normale. Questa volta è stato un po’ anormale, e non ho avuto nessuna avvisaglia negli ultimi due giorni, e nemmeno stamattina. Farò degli esami e vedremo cosa ne uscirà fuori“.
Nonostante l’evidente difficoltà e l’inefficacia di idratazione e integratori, Auger-Aliassime non ha voluto abbandonare il campo a gara in corso. “Non ne ero sicuro“, ha ammesso parlando della possibilità di ritirarsi. “Quando ho perso il terzo set non ho voluto perché pensavo: forse faccio una pausa, magari tra 20 minuti mi sentirò meglio. Ma ovviamente non è andata così, e non c’è molto che si possa fare. Quando eravamo sul 4-0, mi sono detto: ok, finiamo la partita, vediamo un po’, ma a quel punto non volevo ritirarmi“.
Il rammarico più grande resta l’impossibilità di essersi potuto confrontare alla pari. “Karen è un grande giocatore“, ha riconosciuto, sottolineando la gravità della situazione: “Sentite, non posso battere lui o chiunque altro in questo tabellone sentendomi come mi sono sentito oggi. Se non riesco a muovermi, qui non stiamo parlando di tennis. È un peccato. Vorrei che stessimo parlando di tennis. Vorrei essere stato battuto e che stessimo qui a parlare di cosa avrei potuto fare meglio a livello tennistico, ma non è questo il caso“.
“Nuovo allenatore? Il nome tra due settimane”
Guardando al futuro, Auger-Aliassime ha fatto il punto sulla ricerca del nuovo allenatore, rassicurando sulle tempistiche: “Sì, stiamo procedendo. Nelle prossime due settimane dovrei annunciare chiaramente un nome a tutti“. Il tennista canadese aveva annunciato lo scorso luglio tramite un post su Instagram la separazione dallo storico Frederic Fontang dopo dieci anni e nove titoli. In questo periodo di transizione, Auger-Aliassime si sta affidando ai consigli del padre Sam, mantenendo il riserbo per il momento sulle possibili alternative. Tuttavia, adesso le priorità sembrano altre: “Ora ho bisogno di digerire questa delusione“, ha ammesso, “tornerò a casa, parlerò con le persone che mi aiutano, medici, preparatori atletici, fisioterapisti e nutrizionisti. Questo è quanto. Poi penserò a tornare ad allenarmi“. L’orizzonte, del resto, offre un obiettivo di grande spessore per rilanciarsi: “Abbiamo l’imminente Coppa Davis, che è un altro appuntamento importante per me. Io non gioco da tanto tempo in Quebec, in particolare nella mia città natale. Non vedo l’ora di esserci“.
