Wimbledon è stato per Felix Auger-Aliassime un torneo di frontiera. Uno spartiacque tra un prima e dopo in cui le situazioni rischiano di aggrovigliarsi.
L’uscita di scena ai quarti di finale per mano di Novak Djokovic dopo più di 5 ore di grande tennis ha lasciato nel canadese un’amarezza innegabile. “Ovviamente è dura da accettare per me. Nella mia carriera ho già avuto altre occasioni in cui partite così equilibrate non sono finite dalla mia parte” ha detto in conferenza stampa, senza celare lo scoramento per essere stato così vicino al traguardo.
Adesso Auger-Aliassime dovrà rimettersi in moto in vista dello spaccato di stagione sul cemento, che nel 2025 gli ha restituito lo status di top 10. E lo farà senza lo storico allenatore Frederic Fontang, per dieci anni al suo fianco.
Auger-Aliassime saluta Fontang: “Avevamo deciso che Wimbledon sarebbe stato l’ultimo torneo insieme”
Con un post affidato al proprio profilo di Instagram, Auger-Aliassime ha ufficializzato la separazione da Fontang dopo un decennio di collaborazione.
“Dopo quasi dieci anni di lavoro insieme, abbiamo recentemente deciso che Wimbledon sarebbe stato il mio ultimo torneo con Frederic al mio fianco come allenatore“ ha scritto il numero 4 del mondo, sottolineando come il risultato dei Championships non sia stato dirimente. La decisione è avvenuta prima che il campo esprimesse i propri verdetti.
“Oggi desidero esprimere il mio più profondo rispetto, la mia gratitudine e la mia ammirazione per la sua dedizione e per la passione che ha messo, ogni singolo giorno, nell’aiutarmi a raggiungere i miei obiettivi”.
L’allenatore francese ha gestito tutte le tappe della carriera di Felix. Sin da quando aveva 16 anni, il nativo di Montreal si è affidato a lui per forgiarsi come tennista.
“Da quando avevo 16 anni, ha guidato la mia crescita e mi ha aiutato a vivere momenti straordinari grazie a questo sport. È stato al mio fianco anche nei momenti più difficili della mia carriera. In quelle circostanze, ho sempre trovato in lui la calma, la lucidità e la saggezza di cui avevo bisogno per superare quelle sfide”.
Infine Auger-Aliassime ha tirato le somme di questo percorso durato dieci anni.
“Ripensandoci oggi, posso dire che, oltre a essere stato un allenatore eccezionale, è stato un vero mentore durante tutto il mio percorso verso l’età adulta.
Fred, grazie per essere stato un esempio da seguire in tutti questi anni trascorsi insieme. Senza di te non sarei il giocatore che sono oggi. Ti auguro il meglio per tutto ciò che il futuro ti riserverà”.
I dieci anni di collaborazione tra Auger-Aliassime e Fontang: 9 titoli ATP, il best ranking di n. 4 e i quarti in tutti gli Slam
Nel 2016 Auger-Aliassime aveva 16 anni e aveva già dimostrato tutta la sua stoffa. L’anno precedente era divenuto il primo giocatore nato negli anni 2000 ad accaparrarsi punti ATP e tutti parlavano di lui come talentino emergente.
Frederic Fontang è entrato nella vita tennistica di Felix proprio dieci anni fa, nella stagione che, a livello Junior, lo ha consacrato, con la finale del Roland Garros e la vittoria dello US Open di categoria.
Il percorso del canadese nel tennis dei grandi è stato lineare per i primi tempi. Nel 2019 il classe 2000 ha centrato le prime tre finali ATP, sulla terra di Rio de Janeiro e Lione e sull’erba di Stoccarda.
Coeve sono anche le prime affermazioni contro i top 10 e le soddisfazioni nei Masters 1000. A fine stagione ha chiuso in top 20, sinonimo di una crescita lampante, dato che aveva iniziato l’anno fuori dai primi 100.
Nel 2020 la maledizione delle finali è proseguita per Auger-Aliassime. Altri tre titoli sono sfumati a un passo dal successo, a Rotterdam, Marsiglia e Colonia.
Tuttavia, spesso è solamente una questione di tempo. Le delusioni non possono essere permanenti ad appena 20 anni.
Felix è dovuto passare per otto finali perse consecutivamente prima di sperimentare la gioia del primo trionfo. A Rotterdam nel 2022 ha rotto la maledizione. I quarti a Wimbledon e la semifinale allo US Open avevano fatto presagire il meglio. Un meglio che si è concretizzato proprio nel 2022, con i quarti all’Australian Open e quattro titoli ATP. E un best ranking di numero 6.
Tra il 2021 e il 2022 Auger-Aliassime si è avvalso anche della consulenza di Toni Nadal, soprattutto per la stagione sul rosso. Una figura esperta da affiancare a Fontang, con cui la collaborazione proseguiva senza soluzione di continuità. Anche quando nel 2023 una crisi ha segnato un’importante battuta d’arresto. Poi la stagione successiva ha lasciato spazio a una rinascita, con la prima finale in un Masters 1000 a Madrid.
È stato il 2025, però, a riportare il canadese in auge. Tre trofei e una coda dell’anno, con la semifinale dello US Open e la finale al Masters di Parigi, che hanno consegnato a Felix la qualificazione alle ATP Finals.
In questa annata di alti e bassi, che sta segnando il ritocco al rialzo del best ranking alla quarta posizione, Auger-Aliassime ha messo in bacheca la nona coppa ATP, l’ultima al fianco di Frederic Fontang.
Con tutta probabilità nelle settimane a venire il numero 4 del mondo ufficializzerà il nuovo allenatore che si avvicenderà sulla sua panchina. Nonostante la delusione di due quarti di finale Slam non andati a buon fine, tutto è ancora aperto per lui. La Race annuale lo vede al settimo posto. Ed è in arrivo la sua superficie prediletta, il cemento. Meglio ancora se con un tetto sopra la testa.
