Djokovic: "Sono sicuro che Becker sia la scelta giusta"

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Djokovic: “Sono sicuro che Becker sia la scelta giusta”

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Novak Djokovic, Miami 2014 (foto Art Seitz)
 
 

TENNIS ATP MIAMI INTERVISTE – Intervista a Nole Djokovic dopo il ritiro di Nishikori.

NOVAK DJOKOVIC: Non è mai piacevole dal mio punto di vista che ci sia un ritiro prima della finale. Insomma (Kei) ha giocato una partita incredibile contro Roger, mi ha detto che aveva male alla coscia sinistra. L’ho scoperto dopo il mio riscaldamento. Ora penso solo alla finale e a vincere il titolo.

Hai tre giorni di riposo prima della finale. Cambierai il tuo allenamento questo pomeriggio o domani in vista di domenica e del vincitore dell’altra semifinale (Nadal o Berdych)?
In base a chi vincerà sceglierò uno sparring partner destro o mancino. Sia Nadal che Tomas hanno giocato molto bene questa settimana. Penso che Tomas stia giocando il miglior tennis della sua carriera dall’inizio dell’anno, e credo che possa vincere ancora tante partite importanti. Tutto può succedere.

 

La cosa positiva è che fisicamente hai giocato una partita in meno. Quella cattiva è che questo ti fa perdere il normale ritmo.
Certamente. Non è la prima volta che si ritira un avversario. Forse è la prima in cui se ne ritirano due nello stesso torneo. Devo gestire la situazione. Mentalmente mi sono allenato meglio oggi, per 40 minuti sul campo centrale. Continuo a fare quello che ho fatto negli ultimi dieci giorni. Ho vinto a Indian Wells e giocare tante partite mi ha dato molta fiducia, speriamo che serva a qualcosa.

A che punto è il tuo gioco dopo l’Australia? Sembra che tu sia molto in forma.
Be’ ho iniziato la stagione un po’ più piano rispetto agli ultimi tre anni in cui ho vinto in Australia. Quest’anno ho perso nei quarti di finale contro il campione.
E sia in Australia sia a Dubai contro Roger sono state partite tirate. Sapevo che c’ero come gioco. Dovevo continuare a muovermi, allenarmi e crederci mentalmente. Così è successo ad Indian Wells. Per molte ragioni è stato un torneo speciale: ho vinto nonostante fossi un set sotto in diverse partite e mi ha dato fiducia anche qui a Miami.

Ci sono stati tanti cambi di coach. Avevi portato Becker che qui però non c’è. E’ stato operato alle anche. L’hai fatto allenato troppo?
(Ride) Almeno. Stavamo parlando di recente di quando proveremo a tirare qualche colpo insieme. Non l’ho visto giocare molto negli ultimi due anni. Ora ha appena avuto l’operazione. Mi ha detto che sarà pronto per la stagione sull’erba per fare serve&volley.

Non doveva fare l’operazione alle anche questa settimana, ma ha cambiato piano così è venuto Marian. Quando pensi che tornerà Boris?
Gli ho parlato, doveva essere qui. Da quest’anno è coach a metà nella mia squadra e Marian è il secondo coach. Marian mi conosce da tanti anni, e fortunatamente ha accettato di venire a Miami questa settimana. Sai la gente inizia a dire che ho perso in Australia e a Dubai perché c’era Boris. Io sono sicuro che lui sia la scelta migliore per me. Abbiamo parlato molto con Marian. Sono molto contento di avere una leggenda del tennis nella mia squadra che possa contribuire in maniera positiva.
Siamo all’inizio dell’anno. Il successo di Indian Wells e qui non sono solo merito di Marian, ma sicuramente degli input che Boris mi ha dato nei primi mesi.

L’infortunio a Nishikori riporta la questione di quanto sia duro giocare giorno dopo giorno contro i migliori. Devi riuscire a rimanere sano.
Penso contribuiscano vari fattori. (Incomprensibile). La programmazione. Ho una grande squadra di persone esperte intorno a me che capiscono il modo in cui il mio corpo riposa e lavora. Tutto questo crea una carriera senza troppi dolori o infortuni. Il tennis è uno sport che richiede molto. Viaggi per 10-12 mesi l’anno e cambi superficie ogni settimana. Può avere effetti negativi sul corpo. Fortunatamente ho una buona programmazione e so quando spingere o rallentare. Questo mi sta garantendo una carriera lunga.

Traduzione di Giulia Vai

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Andreescu: “Il pubblico mi spinge in modo meraviglioso”

La giocatrice di casa punta sul calore del suo pubblico per il prosieguo del torneo a Toronto: “Non importa quante energie mi restino, darò tutto quello che ho”.

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Bianca Andreescu - Toronto 2022 (Twitter - @NBOtoronto)
Bianca Andreescu - Toronto 2022 (Twitter - @NBOtoronto)

Bianca Andreescu supera Alize Cornet nell’ultimo match serale del torneo di Toronto, accedendo così agli ottavi di finale. Ad attenderla c’è Zheng che ha superato una malconcia Jabeur.Tre combattuti set sono valsi alla canadese il pass per il turno successivo, in un 6-3, 6-4, 6-3.

Pubblico presente che non si è annoiato in una sfida avvincente come ammette la stessa Andreescu: “Sono stata brava a interpretare i momenti chiave della partita. È fondamentale nelle gare equilibrate fare bene negli scambi clou. Ti dà fiducia, ti dà quella forza di cui ho necessità per ritornare al mio livello. Spero di continuare così nel corso del torneo”.

Prima del match Andrescu/Cornet, in Ontario era andata in scena la sfida tra Bencic e Serena Williams, con quest’ultima battuta in campo, ma vincente fuori con una standing ovation da brividi: “Non ci ho fatto caso prima del match. Ma Serena si merita tutto questo. È una leggenda e sarà davvero difficile non vederla più far parte di questo mondo”.

 

Dopo due gare davvero combattute, il prossimo turno, vedrà Zheng sulla strada di Andreescu: “Non importa chi affronterò. Mi sento bene da capo e darò il cento per cento con le energie che ho. La gente mi ha davvero spinta e spero che lo facciano anche domani”.

Andreescu temeva molto la sfida con Cornet, come anticipato nella conferenza stampa nel giorno prima. Spirito diverso o tattiche differenti nella vittoria dei sedicesimi? “Sicuramente ho cambiato tante cose nel piano partita. Anche una superficie diversa, perché negli ultimi due confronti ho lottato sull’erba. Sono super felice perché mi sono adattata molto bene alla superficie tirando fuori il meglio di me”.

La giocatrice di casa sembra essersi messa alle spalle il brutto periodo di aprile, quando aveva dichiarato di non divertirsi più:Mi piace sfidare me stessa. Prima era una specie di seccatura, ma ora mi diverto davvero. Anche a svegliarmi presto. Non l’ho mai fatto, ma ora lo adoro e direi che sono diventata mattiniera”.

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ATP

ATP Montreal, ad Alcaraz è fatale la tds n.2: “È la prima volta che non riesco a gestire la pressione”

Tommy Paul: “La chiave di volta del match? Quando ho compreso che la fuga di Carlos era dipesa da un vistoso calo del mio livello, e non da un innalzamento del suo”

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Alcaraz in conferenza stampa a Umago 2022
Alcaraz in conferenza stampa a Umago 2022

Dopo essersi dati battaglia per oltre tre ore e venti di partita, Carlos Alcaraz e Tommy Paul si sono presentati in sala stampa, ovviamente con stati d’animo diametralmente opposti. Di seguito i passaggi più rilevanti delle loro conferenze post partita, partendo da quella di Carlitos

ALCARAZ CONTRO SE STESSO – Pur riconoscendo la grande prestazione di Paul, in alcuni tratti della partita si è avuta la sensazione di assistere ad una lotta dello spagnolo contro sé stesso: “In parte sì. Direi che non ho potuto mostrare la mia migliore prestazione qui. Ma come ho sempre detto, nei primi round di ogni torneo, devi combattere contro i tuoi avversari e, naturalmente, anche contro te stesso. Ovviamente è stato difficile gestire quei momenti, sapendo che non mi stavo esprimendo al massimo delle mie possibilità. Naturalmente, quindi, è stata anche una lotta con me stesso”.

Quale sarà stato il punto di svolta del match, l’eccezionale livello mostrato dall’americano o gli errori di Carlos? L’allievo di Ferrero sembra avere le idee chiare: “Ho avuto delle possibilità. Ovviamente sono stato un break sotto nel secondo set, ma ho avuto l’opportunità di vincere la partita. Però mi è mancato molto. Ovviamente lui ha giocato davvero bene nei momenti difficili. In conclusione quindi direi, un mix di entrambi: lui ha giocato alla grande e io non ho mostrato il mio meglio”.

 

Il 19enne murciano ha sicuramente fatto vedere le migliori cose, nella fase conclusiva del match, quando ha cancellato quattro match point. Quindi quantomeno, potrà comunque portarsi a casa degli aspetti positivi da questa sconfitta, ma la delusione e la rabbia per la prestazione messa in campo non possono lasciare tranquillo il giovane iberico: Sono arrabbiato in questo momento. Ho avuto concrete possibilità per strappargli il servizio all’inizio del terzo set. Ricordo ad esempio alcuni punti, in quel frangente di gara, che stavo dominando e che alla fine però ho perso prendendo decisioni sbagliate. Questo chiaramente mi ha provocato parecchia frustrazione. Forse solo alla fine del terzo set, quando ho annullato quei match point sul 5-3 con Tommy al servizio, ho giocato alla grande. Probabilmente quella è stata l’unica parte della partita in cui ho visto veramente il mio gioco”.

Il n. 4 del mondo si rivela come sempre, molto sincero, riconoscendo caldamente che questa prima volta da n. 2 del tabellone in un torneo così importante gli è costata un brutto scherzo, facendo sì che si trovasse impreparato nel gestire la pressione derivante da un simile status: “In questo momento quello che posso dire, è che si tratta della prima volta in cui non sono riuscito a gestire la pressione. Ho sentito la pressione di essere la testa di serie n. 2 in questo tipo di tornei, da n. 4 al mondo. Era la prima volta che sentivo quella pressione e non sono riuscito a gestirla. Tutto quello che posso affermare, dopo questa partita è che devo allenarmi, devo essere pronto ad avere questa pressione, ad avere questo tipo di momenti e ad imparare a gestirli. Questo è tutto ciò che posso dire in questo momento”. Sulla programmazione a medio termine, il modus operandi è modello Berrettini: ancora qualche dì nella città dell’Ontario e poi dritti verso l’Ohio per il Wester&Southern : “In questo momento penso di passare qualche giorno qui a Montreal e poi concentrarmi su Cincinnati. Devo allenarmi, come ho detto, per prendere delle lezioni da questa partita, cercando di essere al mio massimo a Cincinnati”.

PAUL BRAVO A RITROVARSI NEL MOMENTO PIU’ DIFFICILE – Per il campione del Roland Garros junior 2015, la vittoria su Alcaraz rappresenta un scalpo di enorme prestigio, tuttavia ci tiene a ricordare il valore di ogni singola vittoria, le quali sono propedeutiche a costruire quell’indispensabile stato di fiducia per un tennista: “Sì, voglio dire, penso che ogni vittoria crei fiducia. D’altro canto si sente di giocatori, che abbassano il livello delle competizioni a cui partecipano, per sfidare avversari di livello inferiore e costruire fiducia nei loro mezzi. Penso che ogni vittoria aggiunga fiducia e la costruisca. Ovviamente più batti i migliori giocatori, più grande sarà la soddisfazione e il prestigio del successo”. Tommy con questa vittoria ha centrato la terza vittoria della carriera contro un Top Ten, descrive come si sente ad affrontarli: “Sicuramente è difficile non essere pieni di adrenalina. Quando gioco, ad esempio, contro avversari di questo livello sono davvero eccitato, mi sveglio la mattina alle 6:45 e non penso che sia così male (sorridendo).

Anche al 25enne del New Jersey viene chiesto un parere su quale potrebbe essere stato il momento di rottura dell’incontro. Questa la disamina di Paul: “Probabilmente il momento di svolta è stato molto prima del match point che ho cancellato, direi quando era sopra 4-1. Ero dalla parte del mio allenatore, mi ha detto che avevo abbassato il mio livello. Allora mi ha indicato la strada per rialzarlo. E mi è bastato pochissimo per rendermi conto subito, che rispetto all’equilibrio del primo set ero calato, lui aveva solo mantenuto quel livello ma non era salito esponenzialmente. Questa era la differenza. Quindi ho cambiato mentalità, ho ripreso il mio livello e gli ho fatto davvero guadagnare il secondo set: qui il match è svoltato, se voleva vincere doveva sudare, io non gli avrei regalato la partita”.

In conclusione viene chiesto al n. 34 ATP se in campo ha percepito la frustrazione di Alcaraz nel vedersi scippare l’incontro, subendo la rimonta. L’americano scherza sulle parole del baby prodigio di El Palmar, in merito al peso di ricoprire il ruolo di secondo favorito dell’evento, dichiarando che spera un giorno di poter godere anche lui della tds n. 2 in torneo così importante: “No, non è qualcosa a cui stavo pensando in campo. Immagino che probabilmente aggiunga un pò di pressione in più. Voglio dire, mi piacerebbe essere il n. 2 qui un giorno e quando lo sarò potrò dirvi cosa si prova (sorridendo). Chiunque poi abbia un set e un break di vantaggio e finisce alla fine per perdere, sarà frustrato”.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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Flash

Serena Williams, il saluto in campo al Canada è commovente: “Toronto, ci rivedremo”

La Regina si congeda dal Canada, il primo dei suoi tre saluti: “E’ stata una gioia poter giocare qui per tutti questi anni”

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Serena Williams - Toronto 2022 (Twitter @wta)
Serena Williams - Toronto 2022 (Twitter @wta)

Quando un grande sportivo si trova a dover preparare il passo d’addio, quell’ultima immagine che resterà per sempre scolpita nel cuore dei tifosi, incredibilmente si scopre debole, vulnerabile come mai lo era stato in campo; come se l’adrenalina e la tensione agonistica, che dovrebbero prosciugare fino all’ultima essenza del corpo, siano in realtà un piacevolissimo sollievo se confrontati con l’ansia del ritiro. Una ribollente spinta interiore che porta il protagonista della vicenda a chiedere una risposta a se stesso, su domande del tipo: ‘Come salutare, qual è la modalità migliore per far sì che il mio ricordo non si sbiadisca nel tempo?’ Tutti quesiti fisiologici e naturali poiché, mentre il campione quando compete è nel suo terreno prediletto, nel momento in cui deve salutare il mondo che ha conosciuto come casa sin d’ adolescente; è spaesato e non sa come comportarsi. Non c’è una regola vera a priori per chiunque, dipende dal carattere di ognuno, ma una cosa certa: viene fuori completamente l’umanità di tutti questi straordinari atleti.

C’è chi conserverà i sentimenti e l’emozione di quell’istante finale della propria carriera solo per sè, non spiattellandolo dinanzi al mondo intero, e che invece lo condividerà con gli appassionati che sono cresciuti assieme alle sue gesta. Serena Williams si sta avvicinando sempre di più al quel frammento finale della propria vita da tennista professionista, dopo l’annuncio tramite un articolo su Vogue a sua firma: oggi la prima tappa, l’ultima danza a Toronto con l’immancabili saluti al pubblico canadese nell’intervista a caldo in campo.

L’intervistatrice: Vedo che ti guardi intorno e voglio solo darti il ​​​​momento per assorbire l’emozione che stai provando

Serena Williams: Grazie e grazie a Belinda, per quelle belle parole.

L’intervistatrice: Il tuo annuncio meno di un giorno fa è stato assolutamente il discorso del mondo del tennis e non solo. Vorrei sapere com’è stato per te scendere in campo stasera e cosa ha significato per te la reazione che il pubblico ha avuto finora.

Serena Williams: “Sì, ci sono state molte emozioni. Ovviamente mi piace giocare qui. Ho sempre amato giocare qui. E, sì, avrei voluto giocare meglio, ma Belinda (Bencic, ndr) ha giocato così bene oggi. Ma sì dai, direi che sono state 24 ore piuttosto interessanti”.

L’intervistatrice: Posso solo immaginare. Bene, la nostra Tracy Austin allo stand ti ha ringraziato per averlo detto alla gente in modo tale che avessimo l’opportunità di assaporare queste ultime settimane del tuo tennis. Vorrei sapere come riuscirai ad assaporare queste ultime esperienze sul campo, partendo da quella di stasera.

Serena Williams: “Sai, non lo so”.

Dagli spalti: “Serena, sei la migliore”.

Serena Williams: “Grazie, vi amo tutti. È stato così memorabile. Sai, come ho detto nel mio articolo, sono terribile nel salutare. Ma addio, Toronto”.

L’intervistatrice: lunedì mi hai detto che non sapevi se avresti mai avuto la possibilità di giocare di nuovo qui a Toronto, figuriamoci vincere. Vorrei sapere, con cosa te ne andrai per quanto riguarda i tuoi ultimi ricordi e cosa ricorderai dell’Open del Canada?

Serena Williams: “Sai, ho sempre passato dei momenti fantastici qui, sia dentro che fuori dal campo. Tornerò solo come visitatrice di questa città. Ma per il resto, è stato tutto notevole. Ho avuto delle partite davvero fantastiche, oltre che alcune vittorie pazzesche qui. È stato piuttosto intenso. Ad ogni modo, è stato quello che è stato. Sono davvero felice di essere qui oggi in campo e di aver giocato di fronte a voi ragazzi. Grazie per il supporto”.

L’intervistatrice: Hai detto che tornerai come visitatrice a Toronto. A nome di tutti noi qui, sarai sempre la benvenuta in questa città. Vogliamo inoltre assicurarci che quando tornerai avrai esattamente ciò di cui hai bisogno e quando ne avrai bisogno. Questo è un regalo dei Toronto Maple Leafs [squadra di hockey], dei Toronto Raptors e di tutti i tuoi amici qui a Toronto

Serena Williams: “Grazie”.

L’intervistatrice: Sappiamo che anche il tuo fan numero 1 è qui. Nel caso in cui Olympia avesse bisogno di qualcosa quando torna a Toronto, abbiamo pensato anche a lei. C’è un numero 22 sul retro della tua maglia così puoi ricordare la tua ultima partita qui a Toronto e c’è un numero 5 sul retro di Olympia così quando festeggierà il suo compleanno potrà farlo in stile Toronto.

Serena Williams: “Grazie. Grazie molte. Toronto ha grandi team in tutti gli sport, quindi sono entusiasta di questo. Non festeggio i compleanni, come tutti sapete, nemmeno quello di Olympia. Ma grazie, grazie dal profondo del mio cuore. È stata una gioia giocare davanti a voi ragazzi in tutti questi anni quindi ancora mille volte grazie”.

IL TABELLONE DEL WTA 1000 DI TORONTO

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