ATP Montecarlo: Federer, Nadal e Wawrinka in 2 set

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ATP Montecarlo: Federer, Nadal e Wawrinka in 2 set

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TENNIS ATP MONTECARLO – Roger Federer liquida Radek Stepanek per 6-1 6-2 in neanche un’ora di partita. Neanche Rafa soffre più di tanto, 6-4 6-1 per lui.  Tutte le foto della giornata a cura di Felice Calabrò

Ascolta Federer in inglese

Ascolta Federer nel post partita in francese

 

Nel secondo match sul campo centrale si gioca a tennis in maniera diametralmente opposta a quanto fatto vedere da Fabio Fognini e Roberto Bautista-Agut nel match inaugurale della giornata, disturbata dal vento per le prime due ore. Roger Federer e Radek Stepanek mettono in mostra traiettorie basse, colpi raffinati e deliziose volée, essendo dotati entrambi. Roger parte a testa bassa, ma forse sarebbe meglio dire che è Stepanek a partire a testa bassa, commettendo molto errori e lasciando salire Roger subito 3 a 0. Sbaglia due palle per accorciare sul 3 a 1 e quindi Federer va sul quattro a zero che qualche vincente dopo diventa subito 5 a 0. Sono passati 17 minuti e forse l’entourage di Federer sta cercando un campo d’allenamento e un avversario di categoria con cui scambiare qualche palla. Ne passano altri cinque, giusto quelli per permettere a Stepanek di evitare il 6-0 e a Roger di concludere 6-1 in 22 minuti. Le statistiche dicono che Federer vince il 90% di punti sulla prima palla (in pratica ne ha ceduti due: uno su una prima palla e uno su una seconda).

Nel secondo set Stepanek esordisce in battuta e quando sbaglia una comoda volée di diritto per andare 1 a 0 si capisce che il sentiero del match sarà sempre lo stesso. Difatti Roger capitalizza la prima palla break del secondo set rispondendo con un ordinato diritto lungolinea ad una smorzata incrociata del giocatore ceco. Fino a questo momento Roger ha servito solo 2 volte la seconda palla e perso 4 punti al servizio. Federer va sul 2 a 0 giocando di fino sottorete con l’avversario che sta al gioco e aiuta a creare spettacolarità, sopperendo al poco agonismo fin qui espresso. I due, specie Roger, si muovono bene, danzando nei pressi della linea di fondocampo e colpendo la palla sempre in fase ascendente. Federer sale 3 a 2, con la partita finalmente diventata tale ma che appare in pieno controllo dello svizzero. Invece qualche errore di troppo fra cui un doppio fallo concedono 2 palle break a Stepanek. Arrivano 4 punti di fila, di cui due vincenti, e l’allarme-distrazione rientra: 4 a 2 Federer che diventa 5 a 2 quando evidentemente Stepanek si ricorda di un qualche impegno e quindi accelera la sua uscita dal torneo. Roger chiude velocemente per 6-2 il secondo parziale in 52 minuti lanciando la palla verso il pubblico.

Ora per lui Rosol, incrociando poi possibilmente Fognini o Tsonga. Federer è parso in buona forma fisica, rilassato, molto agile e l’unico momento-brivido del match lo ha passato quando ha fatto rimbalzare la palla sul suo piede mentre si preparava a servire, palla braccata subito dopo la sua Wilson prototipo. Lo svizzero, con uno dei completi da tennis più brutti che si ricordino (maglia con maniche bicolore su tonalità di blu, collo a V, roba da pigiama estivo), corona al meglio il suo rientro sui campi del Principato. Quella corona della Rolex alle sue spalle, che spesso in un gioco d’inquadrature si staglia proprio sulla testa dello svizzero, avrà fatto felici molti suoi fan contenti di ritrovarlo a Montecarlo.

Nadal – Gabashvili

Dura praticamente solo un set l’esordio di Rafael Nadal nel torneo di Montecarlo, lo spagnolo parte sotto un break che recupera solo al sesto gioco per poi chiudere 6-4 quando l’avversario è costretto a servire per rimanere nel set. Secondo parziale senza storia, subito 4-0 per Nadal che chiude con un sontuso 6-1. Da mettere a verbale un po’ di nervosismo per Nadal che si becca due warning per aver superato il tempo limite prima di servire. Sempre più evidente inoltre che Rafa soffre le condizioni climatiche di oggi, freddo e umido sono sempre nemici del Nadal sulla terra.

Ma veniamo alla cronaca. Non inizia nel migliore dei modi l’esordio nel torneo di Montecarlo per Rafael Nadal che pronti e via si ritrova sotto 2-0. Il maiorchino s’intestardisce alla ricerca della prima violenta che non ne vuole sapere di entrare e finisce per subire il break. Come giusto che sia il russo prende, come si suol dire, coraggio e continua anche per caratteristiche a giocare bendato tirando a tutto braccio qualsiasi cosa lo spagnolo gli tiri dal suo lato. Passano pochi game e Gabashvili ha addirittura la chance di andare due break avanti quando sul 3-1 si ritrova 30-40 sul servizio di Rafa e solo una volè perfetta spegne le speranze russe. Gira qui il match perché il game dopo Nadal recupera il break a zero riuscendo finalmente a trovare profondità con i colpi. Un Nadal che fino a quel punto era sembrato nervoso, o meglio stizzito dall’inizio sfavorevole. Una volta agganciato il russo non può far più nulla per arginare la forza del favorito numero uno del torneo, rimane in partita fino a quando non si trova spalle a muro. Sul 5-4 Nadal infatti il braccio del n.58 del mondo trema ancor di più ed ecco il break che concede a Rafa il primo set. Il russo paga troppo la seconda di servizio sulla quale i punti raccolti sono solo il 31% anche se probabilmente esclusi Nadal e qualche altro top ten il set l’avrebbe portato a casa con chiunque.

Com’era facilmente pronosticabile nel secondo non c’è storia, Nadal ormai sicuro dalla rimonta appena portata a casa macina il suo avversario nella maniera con la quale per anni ci ha abituato. Sulla terra tutto ciò è ancora più evidente. In un lampo il punteggio è 4-0, Nadal regala anche qualche perla come la smorzata nel quattro game mentre dal punto di vista del gioco non c’è più storia. Dopo l’inizio in sordina il maiorchino lascia solo le briciole al suo avversario che solo con un impeto d’orgoglio recupera un break sul finire di match. La sfida si chiude con l’ultimo break di Nadal, il terzo del set, sul 5-1.

Quella di oggi per lo spagnolo è la vittoria numero 680 in carriera che lo piazza al n.12 della classifica alla time. Prossimo turno, infine, condito con tinte italiane quello di Nadal che affronterà Andreas Seppi uscito vincitore dalla maratona contro Andujar.

(Enrico Serrapede)

 

Altri match:

Nessun problema nemmeno per il campione uscente degli Australian Open, Stan Wawrinka, il quale, in men che non si dica, si sbarazza di un malcapitato Marin Cilic 6-0 6-2. Lo svizzero, apparso in ottima forma, sembra essersi ripreso dal momento di appannamento che lo aveva visto protagonista in Davis e lo dimostra nel primo parziale, che conquista in soli 18 minuti. Al prossimo turno se la vedrà con Almagro che ha avuto la meglio su Mahut (7-6 6-3)

Lascia per strada un set invece, il bulgaro Dimitrov, contro un solido Ramos, proveniente dalle qualificazioni. Dopo un primo set perso per 6 giochi a 4, Grigor è risalito in cattedra vincendo gli altri due parziali 6-3 6-4. Notevoli i miglioramenti dal punto di vista fisico, rispetto a qualche mese fa, con il bulgaro che ha corso su ogni palla come un forsennato. Molto interessante il match con David Ferrer per un posto nei quarti di finale.

Tra gli altri avanti Robredo e Raonic (contro rispettivamente, Benneteau e Lu con i punteggi di 4-6 6-0 6-1 e 6-7 6-2 61) che si affronteranno in ottavi. Fuori invece Dolgopolov, testa di serie numero 17 del torneo, che soffre la regolarità dello spagnolo Garcia Lopez e viene eliminato in due set (6-1 7-5)

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ATP Montreal: Fognini conquista il main draw, battuto Altmaier

Fabio Fognini rimedia alla distrazione del secondo set e battendo Daniel Altmaier entra nel tabellone principale a Montreal

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Fabio Fognini (ITA) Credit: AELTC/Simon Bruty

[2] F. Fognini b. D. Altmaier 6-3 4-6 6-2

Missione compiuta per Fabio Fognini. Il ligure ha superato in tre set Altmaier e si è così qualificato per il main draw dell’Omnium Banque Nationale di Montreal, dove sarà protagonista anche in doppio con Simone Bolelli.

Fabio ha avuto un piccolo blackout nelle fasi conclusive del secondo parziale che gli è però costato il set. Nel terzo l’azzurro non ha avuto comunque problemi, approfittando dei tanti errori del tedesco e amministrando bene il vantaggio.

 

Fognini ha quindi saputo sfruttare un tabellone di qualificazione (in cui era la seconda testa di serie) abbordabile per ottenere un risultato importante se visto alla luce delle difficoltà che sta attraversando in singolo.

IL MATCH – L’ultima (e unica) partita tra Daniel Altmaier e Fabio Fognini si era disputata ad inizio stagione a Sydney, sul cemento australiano, con vittoria comoda dell’italiano in due set. Un trend portato avanti da Fognini nel ben giocato primo set. Che soffre al servizio (è infatti il primo ad offrire palla break in tutta la partita) ma in risposta è chirurgico e breakka Altmaier alla prima occasione portandosi avanti per 2-1. Il tennista italiano deve salvare altre tre palle break nel finale di primo set, ma Fognini dimostra la sua superiorità da fondocampo rimontando da sotto 15-40 e manda nel pallone il tedesco, che nel game successivo subisce il break da 40-0 sopra e regala il primo set a Fognini. Il secondo set non si apre sotto i migliori auspici, con Fognini costretto al medical timeout per un problema fisico.

Dopo mezz’ora abbondante di secondo set senza sussulti, sul 4-4 Fognini gioca il game peggiore della partita: doppio fallo nel primo e nel terzo punto, in mezzo un attacco poco incisivo che permette ad Altmaier prima di alzare un buon pallonetto e poi di chiudere con un passante di rovescio, e per finire un dritto in uscita dal servizio portato abbondantemente fuori dal vento. È quindi break a zero per il tedesco che si ritrova, quasi senza sapere come, a servire per prolungare la partita al terzo.

Fabio avrebbe anche l’opportunità di recuperare lo svantaggio ma non ci riesce un po’ per demerito e un po’ per sfortuna (sul 30-30 una risposta bloccata di dritto viene beffardamente stoppata dal nastro). Altamaier allora chiude il set con una prima vincente: 6-4.

La partenza del ligure nel parziale decisivo non è delle migliori, almeno nei primissimi punti. Con un dritto a metà rete Fognini regala una palla break ma poi si riprende mettendo a segno un bel rovescio lungo linea e poi una palla corta. Potrebbe trattarsi della svolta della partita anche perché nel gioco successivo Altmaier diventa assai falloso dopo essere salito sul 40-15. Sulla parità l’azzurro è bravo a infilare con il rovescio il tedesco sceso a rete dopo un attacco rimasto molto corto. Il resto lo fa ancora il numero 79 del mondo che con un doppio fallo ricambia il regalo ricevuto da Fognini in conclusione di secondo set.

È lo strappo decisivo: da lì il match è assolutamente in discesa per l’ex top ten italiano che sul 5-2 si procura con una veronica di rovescio due match point sul servizio dell’avversario. Il secondo è quello buono: dopo 2 ore e 17 minuti Fognini chiude con il punteggio di 6-3 4-6 6-2. Il ligure torna così a vincere due partite di fila dopo tre mesi e mezzo (anche se in un tabellone di qualificazione) e si guadagna il main draw del 1000 di Montreal. Tra i possibili accoppiamenti nel primo turno del National Bank Open by Rogers ci sono quelli con Bautista Agut, Rune e Nishioka. Ma Fabio potrebbe anche sfidare un altro qualificato con la prospettiva di incrociare poi Sinner (sarebbe uno spicchio di tabellone a forti tinte tricolori vista la presenza anche di Berrettini) o in alternativa Tsitsipas.

(Ha collaborato Andrea Mastronuzzi)

Il tabellone completo dell’ATP di Montreal

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ATP Washington: Nishioka inarrestabile, battuto anche Rublev. Altra prestazione allucinante di Kyrgios al servizio

Il giapponese Nishioka si guadagna la terza finale della carriera contro il n. 1 del tabellone. Riuscirà Nick Kyrgios a tornare al successo nel luogo dell’ultima gioia?

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Yoshihito Nishioka - Washington 2022 (via Twitter @CitiOpen)

Y. Nishioka b. [1] A. Rublev 6-3 6-4

Partiamo dalla fine, dal secondo ed ultimo match della sessione serale, ovvero quello che ha posto fine alla penultima giornata di gare del Citi Open, evento di categoria ‘500’ di scena a Washington DC. Vogliamo cominciare dagli ultimi sgoccioli di tennis – nella notte italica – ammirati sulla costa orientale degli States, perché è proprio nella seconda semifinale che si è materializzata la grande sorpresa del torneo: il n. 1 del tabellone Andrey Rublev ha ceduto il passo al sempre più infuocato Yoshito Nishioka per 6-3 6-4 in poco più di un’ora e venti di partita. Il mancino del Sol Levante miete così un’ulteriore vittima di prestigio, in questa sua strabiliante settimana sul cemento a stelle e strisce, estromettendo il n. 8 del ranking nel loro terzo confronto diretto dopo i due tenutisi in terra australiana: negli ottavi di Sydney 2019 vinse proprio il giapponese, mentre all’inizio della scorsa stagione il russo si rifece in ATP Cup.

IL TABELLONE DELL’ATP 500 DI WASHINGTON

 

Con la conquista della sua terza finale nel Tour maggiore, il 26enne di Tsu compirà un grande balzo in classifica ritornando nei primi 60 giocatori del mondo. Infatti nonostante adesso si trovi al n. 96 del ranking, l’attuale n. 2 di Giappone – ma che tra pochi giorni scavalcherà il connazionale Taro Daniel, mentre colui che rappresentato il tennis maschile asiatico negli ultimi decenni ha ripreso ad allenarsi – aveva già messo in mostra un livello decisamente interessante due stagioni fa, quando si spinse fino al n. 48 del mondo. In quella circostanza Yoshito fu veramente molto sfortunato, dato che la miglior fase della sua carriera venne interrotta bruscamente a causa della pandemia da COVID 19, e nel momento in cui il circuito riprese il suo abituale svolgimento non è più riuscito a ripetere quelle prestazioni, condizionato pesantemente anche da tanti problemi di carattere fisico.

Almeno sino a prima di questi sette giorni sul veloce della capitale americana, dove pare aver riallacciato il filo interrotto due anni orsono. A rendere ancor più eccezionale il percorso svolto dal nipponico, è la qualità degli avversari battuti nel corso del torneo: aveva infatti già messo in fila in un paio di occasioni quattro vittorie a livello ATP, mai però vi era riuscito eliminando avversari Top 40. Nishioka ha infatti fatto fuori nei primi turni, due tra i giocatori più in palla di questa parte di stagione, i freschi finalisti di Atlanta De Minaur e Brooksby, per poi superare l’ex n. 8 Khachanov con un doppio tie-break. Un cammino assolutamente di primissimo livello, con la ciliegina dell’affermazione su Rublev, che rappresenta per il n. 96 la terza vittoria su quattro semifinali disputate in carriera: in precedenza sconfitti Verdasco a Shenzen nel 2018 e Humbert a Delray Beach nel 2020.

Non rispetta invece la sua fame di “Re dei 500” Andrey, che nonostante sia soltanto il secondo giocatore ad aver vinto in stagione due titoli consecutivi (a Marsiglia e nel ‘500’ di Dubai) ha perso le ultime due semifinali disputate, recentemente abbattuto nettamente da Baez a Bastad. Dunque si frantuma il sogno del sesto titolo di questa categoria per l’ex n. 5 ATP, che fra l’altro aveva perso l’unica semifinale in tornei ‘500’ proprio a Washington nel 2019. Sicuramente un percorso positivo quello del n. 1 del tabellone, con anche poche energie consumate, ma come è accaduto in Svezia giunti alle fasi conclusive della settimana i pochi match nelle gambe si sono fatti sentire.

IL MATCH – Nishioka è bravissimo a salvare una palla break in apertura, concessa facendosi rimontare dal 40-15 ma riuscendo alla fine ad uscire indenne dopo 12 punti giocati. Questo break evitato nel primo game del match, è propedeutico a garantire l’allungo nipponico nel quarto gioco. Uno strappo controllato sino al termine del parziale. Nel secondo, questa volta il mancino asiatico non può evitare lo strappo immediato in favore del russo. Ma Andrey spreca tutto concedendo il contro-break immediato. A questo punto i servizi si fanno sempre più traballanti: tre break di fila dal settimo all’ottavo game, ma l’ultimo e decisivo è a marca giapponese. I dati maggiormente divisivi tra i due tennisti, che hanno dunque delineato il differenziale sono stati le palle break salvate e i punti in risposta sulla seconda: rispettivamente 60% per Yoshito contro il 20% del russo, 69% contro il 48%.

IL TABELLONE DELL’ATP 500 DI WASHINGTON

N. Kyrgios b. M. Ymer 7-6(4) 6-3

Tre anni fa era stato De Minaur ad interrompere la corsa di Rublev in questo torneo, l’australiano avrebbe poi lasciato strada spianata al connazionale Nick Kyrgios. Ebbene al finalista di Wimbledon, un torneo in bacheca manca proprio dal successo maturato al William H.G. FitzGerald Tennis Center nel 2019. Grazie infatti all’affermazione contro lo svedese Miakel Ymer per 7-6(4) 6-3 in 1h36, questa sera attorno alle 20:30 proverà a centrare il successo nella capitale USA cercando di ritrovare quelle sensazioni vissute dopo le meravigliose partite contro Tsitsipas e Medvedev, che gli regalarono il sesto e – finora – ultimo titolo della carriera. Anche la settimana di tennis del Citi Open, ci sta restituendo la convinzione che questa possa essere davvero la stagione della svolta del 27enne di Canberra.

Un’inversione di marcia, che possa donare agli amanti di questo sport nella parte conclusiva dei suoi anni da atleta, non solo il sempre apprezzabile spettacolo pirotecnico e balistico derivante dall’immenso talento del giocatore originario della Malesia ma anche risultati di rilievo nei tornei più importanti. Dopo averlo ammirato già tonico da un punto di vista fisico durante il Sunshine Double, Nick ha sprigionato tutto sé stesso sui prati londinesi. Ma ciò che sorprende maggiormente e che si distacca profondamente dal passato, è la tenuta mentale accompagnata da una concentrazione continuamente mantenuta al massimo. Infatti pur mostrando costantemente quell’aria di leggerezza, il cambio rispetto a qualche tempo fa per Kyrgios è da riscontrare nel focus che mette su ogni singolo quindici. Altrimenti non sarebbe stato in grado di cancellare 5 match point nei quarti contro Tiafoe, e di vincere 5 delle 7 partite che ha disputato in stagione al set decisivo – 2/3. Un 2022, dove con il successo odierno eguaglia il numero di vittorie ottenute nel 2018 (26), con la differenza che nell’arco di quei 12 mesi ne perse 14, mentre quest’anno ne ha lasciate per strada esattamente la metà.

Finisce così l’ottima cavalcata del minore dei fratellini scandinavi, che dopo essere riuscito pochi giorni fa dalla Top 100, è virtualmente di nuovo tra i primi 70. La prima semifinale in un ‘500’ non poteva giungere in un momento migliore per il tennista di origini etiopi, poiché non avendo difeso i punti dei quarti del 2021 a Gstaad e Kitzbuhel, questo gruzzoletto è puro ossigeno oltre che conferirgli tanta fiducia in vista della finale da difendere a Winston Salem. A dimostrazione dell’imprevedibilità del risultato raggiunto da Mikael, ci si può limitare a sottolineare che prima di questa settimana; l’ultima vota che aveva superato il primo turno di un torneo era stata addirittura nel mese di febbraio sul veloce indoor di Montpeller, anche in quella circostanza si spinse fino alla semifinale perdendo da Zverev.

IL MATCH – Nel primo set 0 palle break concesse, e quindi inevitabilmente si giunge al tie-break: dopo uno scambio di mini-break, Nick mette la freccia nel nono punto del gioco decisivo. Anche la seconda frazione è dominata dai servizi, con il n. 63 ATP che piazza la zampata finale nell’ottavo game per poi chiudere senza problemi. Un’altra prestazione dirompente in battuta per il nativo di Canberra: 10 ace, 71% di prime in campo, 77% di trasformazione e 79% di punti vinti con la seconda (15/19).

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ATP Los Cabos: Medvedev si ritrova sull’amato cemento d’oltreoceano, 14°titolo della carriera

Il n. 1 del mondo Daniil Medvedev centra il primo successo del 2022, ponendo fine ad una striscia di cinque finali perse. Cameron Norrie non riesce a difendere il titolo dello scorso anno, mancando il terzo sigillo stagionale

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Daniil Medvedev - Los Cabos 2022 (via Twitter @AbiertoLosCabos)

[1] D. Medvedev b. [3] C. Norrie 7-5 6-0

Daniil Medvedev nella notte italiana ha conquistato il primo titolo stagionale, sconfiggendo la tds n. 3 dell’Abierto de Tenis Mifel di Los Cabos e n. 12 ATP Cameron Norrie con lo score di 7-5 6-0 in 1h23. Il n. 1 del mondo, nonché principale favorito del torneo, completa così un rientro alle competizioni da favola mettendo in bacheca il quattordicesimo alloro, senza neanche smarrire un set lungo il percorso, e ritornando ad alzare un trofeo che mancava dallo scorso Us Open.

Dunque non poteva iniziare meglio la difesa della corona di re del circuito ATP, che sarà preservata almeno sino alla fine dell’ultimo Slam del 2022, da parte del russo; il quale è pronto a giocarsi le sue carte sul cemento nordamericano in un periodo che si prospetta il più emotivamente – e a livello di aspettative riposte in lui – pesante e arduo da quando compete ad alti livelli. Ma allo stesso tempo, si ha la certezza di fondo che il 26enne moscovita non sceglierebbe nessun altro momento della stagione per affrontare questa impresa titanica. Infatti lo swing estivo sul cemento outdoor nordamericano, risultati alla mano, è la fase dell’anno dove Daniil si esprime al meglio delle sue possibilità. Basti pensare che con l’aggiunta al proprio palmares dell’evento messicano, Medvedev può vantare la finale in tutti e sei gli appuntamenti sul cemento all’aperto d’oltreoceano ai quali ha preso parte in carriera: nel 2018 vinse a Winston Salem, ultimo torneo in preparazione a Flushing Meadows; poi ci fu quell’incredibile cavalcata del 2019 con tre finali consecutive, oltre alla vittoria di Cincinnati su Goffin – suo primo titolo ‘1000’ – raggiunse anche le finali a Washington e Montreal perdendo da Kyrgios e Nadal; infine il trionfo a Toronto lo scorso anno su Opelka.  

 

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI LOS CABOS

Quindi la maledizione del primo successo nel 2022 è finalmente spezzata, dato che la rimonta subita dal toro di Manacor all’Australian Open aveva inaugurato una tendenza piuttosto negativa con altri due ko, abbastanza netti, subiti negli atti conclusivi dei tornei, entrambi sui prati a ‘S-Hertogenbosh per mano di Van Rijthoeven e ad Halle sotto i colpi di Hurkacz. Una striscia contraria, che se allargata al rush finale della scorsa stagione vedeva l’orso del tennis moderno aver perso le ultime 5 finali disputate: Parigi Bercy e le Finals torinesi contro Djokovic e Zverev.

Il mancino di origini sudafricane non riesce invece ad ottenere il suo terzo titolo dell’anno, dopo quelli portati a casa a Delray Beach e Lione, alla sua quarta finale stagionale – la seconda in Messico dopo la sconfitta contro Nadal ad Acapulco – e conferma quindi la tradizione avversa a coloro che hanno iscritto il proprio nome nell’albo d’oro del torneo, visto che anche gli altri quattro campioni passati di Cabo San Lucas non sono riusciti a difendere con successo il trofeo conquistato la stagione precedente.  Un solo confronto diretto, vittoria del russo al secondo turno di Shanghai 2019 per 6-3 6-1.

Il momento cruciale della partita si è materializzato proprio sul finire del primo set, quando il n. 1 Medvedev pur portandosi sul 40-15 nel decimo gioco, non è riuscito a sfruttare i due set point consecutivi che si era costruito subendo così il ritorno di Norrie ed il contro-break. Ma Medvedev non si è scomposto, né si è innervosito mantenendo i nervi saldi anche quando nel primo punto della secondo set ha raschiato la mano a terra provocandosi una ferita che ha richiesto l’intervento del fisioterapista per tamponare il sanguinamento, e mostrando uno straordinario cinismo (a fine match saranno 6 palle break concretizzate sulle 9 avute a disposizione) ha allungato nuovamente per poi mettere in ghiaccio il set, ma di fatto anche il match vincendo gli ultimi 8 game della partita.

LE DICHIARAZIONI A CALDO DEI DUE PROTAGONISTI DURANTE LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE:

Medvedev: “Ogni partita della settimana è stata molto buona, ma la finale è sempre speciale. In finale si gioca contro il miglior giocatore della settimana in questione, quindi è sempre una partita di alto livello e sono davvero felice di essere riuscito a mostrare un buon livello di gioco, e alcune buone soluzioni in un match così importante. Nel primo set ci siamo strappati il servizio l’un l’altro per essere poi sul 5-5, quando lui è ritornato dal 40-15 ma io ho giocato male quel decimo game. Quindi sapevo che dovevo solo rimanere lì, e in questo senso la ferita alla mano mi ha aiutato a pensare un pò di più a come avrei dovuto tenere meglio i miei nervi. Da allora sono riuscito a giocare bene ed oggi è bastato“.

Norrie: “Ho combattuto il più duramente possibile, ma Daniil è stato troppo bravo. Complimenti a lui e alla sua squadra, sicuramente si sono meritati il trofeo in questa settimana”.

IN CONFERENZA STAMPA Medvedev: “L’aspetto positivo del tennis è in che in una settimana puoi dare una svolta alla tua stagione. Venendo qui avevo perso cinque finali di fila. Non è bello, avevo e ho voglia di fare meglio. Non si sa mai se succederà o no, e di sicuro prima di questa finale ero un po’ nervoso, un po’ più del solito. Ma ora sono davvero felice di essere ritornato a vincere. Non è stato facile, Cam [Norrie, ndr] è un giocatore straordinario, quindi è stato davvero un match molto intenso. Quando giochi contro di lui, sai che devi lottare su ogni punto“.

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