Wta Madrid: Na Li, Radwanska, Jankovic e Woz avanti; Cibulkova ko

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Wta Madrid: Na Li, Radwanska, Jankovic e Woz avanti; Cibulkova ko

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TENNIS – Soffre solo nel secondo set la cinese, che ha ragione della Flipkens 6-1 7-6. Va fuori al primo turno, la finalista degli ultimi Australian Open: la Stosur rimonta lo svantaggio iniziale e poi dilaga. Bouchard si spegne dopo un set, Radwanska avanza 7-6(3) 6-2. Facile Halep: 6-2 6-0 a Goerges. Kuznetsova batte Cornet in 3 set, 6-3 4-6 6-1, Wozniacki agile su Makarova, 6-2 6-2, così come Jankovic: 6-4 6-3 a Svitolina.

J. Jankovic b. E. Svitolina 6-4 6-3 (FM)

 

Jelena Jankovic, reduce dalla semifinale a Stoccarda, ha disposto in due set della 19enne ucraina Elina Svitolina, che non ha mai avuto la chance di entrare realmente in partita.

Nel primo set Jelena non ha concesso nessuna palla break, ma ha dovuto comunque lottare per strappare il servizio alla propria avversaria, riuscendoci nel quinto gioco e alla terza palla break conquistata, 3-2. Sul 4-3 Jankovic, Elina viene a capo di un game complicato, annulla una palla break e tiene il servizio ai vantaggi, il set è però ormai compromesso e la serba lo chiude agilmente a zero sul proprio turno di battuta: 6-4.

Il secondo parziale inizia in salita per Svitolina, che si trova subito sotto di un break in apertura, la giovane ucraina però continua a dare battaglia, procurandosi due palle break nel game successivo, annullate però dall’esperienza di Jelena. La serba otterà un ulteriore break, decisivo per l’esito dell’incontro, sul 5-3, chiudendo il match con il 55% dei punti vinti e buona resa al servizio del 70%.

C. Wozniacki b. E. Makarova 6-2 6-2 (FM)

Caroline Wozniacki ha archiviato in due set la pratica Makarova. Un solo game smarrito in tutto l’incontro a fronte dei cinque conquistati sul servizio dell’avversaria per la danese, testa di serie numero 13, che quindi accede al secondo turno, dove affronterà la nostra Roberta Vinci.

Due set non proprio identici se non per il risultato finale. Nel primo c’è stata più battaglia, Caroline ha avuto un inizio incerto, trovandosi ad annullare due palle break, nel primo e terzo gioco, poi è Makarova a cedere il servizio, consentendo alla danese di portarsi avanti 3-1. Un altro game di servizio strappato alla russa per il 5-1, ma al momento di servire per il set, qualche incertezza di troppo consente a Makarova di accorciare 5-2, inutilmente, dato che Wozniacki chiuderà il parziale nel game successivo, alla seconda palla-break/set disponibile.

Nel secondo set Makarova non riesce a convertire due palle break nel primo game, causa una Wozniacki sempre impeccabile in difesa. Si arriva sul 3-2 e finalmente Caroline riesce a piazzare il break che segna l’esito dell’incontro, chiudendo poi nuovamente sul servizio di Makarova: 6-2 6-2 in 1h e 23 min.

S. Kuznetsova b. A. Cornet 6-3 4-6 6-1 (FM)

Reduce da un buon inizio di stagione con semifinale a Parigi, finale a Dubai e titolo a Katowice, Alize Cornet quest’oggi ha avuto la sfortuna di incappare in una rediviva Svetlana Kuznetsova il cui massimo risultato stagionale sono attualmente i quarti a Stoccarda.

Il primo set è stato piuttosto equilibrato fino al quarto gioco, quando Kuznetsova si è procurata le prime tre palle break del match, poi non realizzate, ma annullate con tenacia dalla francese, che nel game successivo ha provato a dare battaglia senza però avvicinarsi davvero a strappare il servizio alla propria avversaria. Sul 3 pari è Svetlana la prima a rompere gli equilibri, portandosi avanti nel punteggio alla seconda palla break disponibile, 4-3. La russa riuscirà poi a chiudere il set sul turno di servizio successivo di Cornet, che si arrenderà ad un parziale di quattro punti ad otto: 6-3.

Nel secondo parziale la francese annulla una palla break nel secondo gioco, e un’altra nel quarto, riscattando un game lungo 12 punti. Arriva quindi una svolta per Alize, che nel game successivo riesce per la prima volta a strappare il servizio alla russa per poi restituire immediatamente il break. Svetlana però accusa nuovamente un passaggio a vuoto, cede il servizio e si va sul 4-3 per la francese, che chiuderà agevolmente il set sul proprio turno di servizio, 6-4.

Il terzo set non lascia dubbi sulla superiorità della russa, specialmente al servizio. Kuznetsova si porta avanti di un break nel secondo gioco e poi nuovamente nel quarto, infilando una striscia di 5 game consecutivi (5-0), per poi chiudere l’incontro sul 5-1, annullando una palla break e il tentativo di Alize per rimanere in partita.

A. Radwanska b. E. Bouchard 7-6(3) 6-2 (Sara Niccolini)

Agnieszka e Eugenie si sono incontrate la prima ed unica volta in occasione della Hopman Cup 2013, torneo che fa parte del circuito di inizio anno, in vista dell’Australian Open, ma giocato in rappresentanza della propria nazione di appartenenza. In quella occasione, una neppure vent’enne Bouchard, ma già numero 32 del mondo, riuscì a trascinare la polacca fino al terzo set conquistando il secondo al tie break.

Dopo i primi tre game piuttosto statici e con pochi scambi, Bouchard ha iniziato a prendere le misure del campo piazzando ottime accelerazioni, sia di rovescio, che di diritto, le quali le hanno permesso di ottenere le prime due palle break del match sul 2-2 e riuscendo a mettere a segno la seconda. Radwanska di inizio match è un pizzico passiva, capace di assegnare pochi vincenti e con difficoltà in risposta sui servizi carichi della canadese. Bouchard gioca sempre a tutto braccio, ciò comporta un buon numero di vincenti a segno, ma anche di errori che potrebbero essere evitati, i quali arrivano spesso al momento giusto per Radwanska, la quale riesce, infatti, ad ottenere il contro break portandosi sul 3 pari. A metà del primo set Eugenie inizia a perdere lucidità, il rovescio la tradisce più di una volta, sia in fase interlocutoria che in accelerazione, errori che mandano in vantaggio la polacca 5 a 3, ma il passaggio a vuoto si affievolisce quando Radwanska concede la prima palla break sul 30 pari mandando in corridoio un diritto incrociato.  La canadese inizia a recuperare terreno e Agnieszka si vede sfumare ben cinque occasioni per portarsi a set point. La rimonta ha successo e si arriva al tie break. Radwanska riesce subito ad avere il vantaggio di 3 punti a 0, sfoggiando le sue doti nella velocità di gambe, ma i colpi di Eugenie, quando in campo, fanno soffrire non poco la polacca che si vede soffiare i due mini break di vantaggio. L’incostanza di Eugenie è sempre presente nei momenti più importanti del match e Radwanska riesce a portarsi sul 6 a 3, con a disposizione tre set points. Bouchard commette il ventesimo errore non forzato della partita e consegna il primo set ad Agnieszka.

Il secondo set inizia da subito in modo combattuto. Si vedono dei bellissimi colpi da entrambi le parti e  clamorosi errori, come la volè di diritto sbagliata dalla canadese in occasione della quinta palla break del game in favore di Agnieszka. I successivi giochi scorrono rapidamente in favore di  Radwanska, la quale riesce a tenere la partita sbilanciata dalla sua parte, anche se traspare il suo stato di incertezza. Dall’altra parte della rete si ha una Bouchard sempre più scarica e ancora immatura nel gestire un match di alto livello contro la numero tre del mondo. La canadese si spenge rapidamente: commette errori, viene infilata dai passanti della polacca, resta sorpresa dalle geometrie dell’avversaria. Le gambe non si muovono più con la stessa destrezza del primo set e, stanca anche mentalmente, subisce il colpo le ko dopo un’ora e trenta di gioco col punteggio di 7-6(3) 6-2.

Na Li b. K. Flipkens 6-1 7-6 (Danilo Princiotto)

Un match interessante solo nel secondo set, quello che ha visto protagoniste la cinese Li Na e la belga Flipkens. Un primo set senza storia con l’allieva di Xavier Malisse fallosissima e poco concentrata. Il 6-1 è frutto di una ventina di minuti di gioco circa. Tra il primo e il secondo parziale, la belga corre ai ripari chiamando l’intervento del suo coach; effettivamente qualcosa cambia, la Flipkens è più cattiva e profonda, riuscendo, inoltre, a dare grosse difficoltà alla sua avversaria specie con precisi dropshot. Ciononostante la Na Li ottiene il break sul 2-2 e va, poco più tardi, a servire per il match. La numero 24 del mondo gioca con coraggio, ottiene il controbreak e costringe la numero 2 al tie-break. Tie-break “anomalo” a dir la verità, visto che i primi 11 punti sono stati tenuti dai rispettivi servizi. Al terzo match point Na Li riesce ad accedere al turno successivo dove sarà derby con la Zheng.

S. Stosur b. D. Cibulkova 6-4 6-0 (Danilo Princiotto)

Finisce subito l’avventura della testa di serie numero 9 del torneo. Dominika Cibulkova infatti non riesce ad approfittare di uno stentato avvio della sua avversaria e si spegne pian piano, con il passare dei game. La slovacca inizia il match con le migliori aspettative, portandosi subito sopra 3-0 con un doppio break di vantaggio e con l’australiana poco attenta, specie al servizio. La numero 19 del mondo però, è brava a non lasciarsi sfuggire il primo parziale e a ritornare lentamente in gioco, piazzando 4 game consecutivi e conquistando, poco più tardi il set. Da questo momento in poi la Cibulkova spegne letteralmente l’interruttore e lascia la strada spalancata alla sua avversaria con un inaspettato bagel: 6-4 6-0 il risultato finale per l’australiana che affronterà, al prossimo match, la Muguruza. Vittoria importante per lei, la prima su una top 30 quest’anno, e prestazione incoraggiante, probabilmente la migliore dell’anno dopo diverse sconfitte ai primi turni nel 2014.

S. Halep b. J. Goerges 6-2 6-0 (Marco Gatti)

Scende in campo per il primo incontro pomeridiano la rumena Simona Halep, no. 5 del ranking WTA, testa di serie no. 4 del torneo, opposta alla tedesca Julia Goerges accreditata del  97° posto del ranking WTA, proveniente dal tabellone delle qualificazioni dove ha superato la King in 3 set (4-6, 6-1,6-4) e la Piter (6-2-, 6-3).

Simona Halep è reduce dalla sconfitta rimediata nel WTA di Stoccarda contro Svetlana Kuznetsova (5-7, 6-7). In precedenza Simona ha raggiunto nei tornei del circuito le semifinali agli AO, dove è stata sconfitta nei quarti dalla Cibulkova (3-6, 0-6); ha vinto il torneo di Doha superando in finale la Kerber (6-2, 6-3). Si è ritirata a Dubai nel match contro la Cornet ed è rimasta ferma una ventina di giorni per ripresentarsi ad Indian Wells, torneo dove ha raggiunto le semifinali, fermandosi solamente dinanzi alla Radwanska (3-6, 4-6). Un bilancio, Fed Cup esclusa, di 13 vittorie 5 sconfitte ed 1 ritiro.

Meno brillante il primo quarto dell’anno di Julia Goerges, attualmente no. 97 del ranking WTA, ma ex no. 15 nel 2012, eliminata a Stoccarda da Ana Ivanovic al secondo turno (6-1, 2-6, 3-6) e reduce da un’eliminazione al 1° turno a Charleston, da una mancata qualificazione a Miami e da una sconfitta contro Maria Sharapova nel secondo turno ad Indian Wells ed altra sconfitta al secondo turno ad Acapulco.

Nell’unico precedente, che risale ormai alla notte dei tempi, è uscita vincitrice in 3 set la tedesca; per l’incontro odierno, nonostante Halep non sia nelle migliori condizioni di forma, i favori del pronostico sono tutti per lei: Julia Goerges non dovrebbe infastidirla più di tanto.

Scorrono senza sorprese i primi 2 games di servizio (1-1), nel terzo gioco la Halep non perdona tre errori non forzati alla Goerges e piazza il primo break, al servizio poi restituisce il favore alla tedesca, giocando un game disastroso, chiuso con un doppio fallo. Le tenniste sono sul 2-2. Si porta nuovamente avanti di un break, la Halep, che torna al servizio sul 3-2, in un match che stenta a decollare, si lascia rimontare dall’avversaria da 30–0 e concede una palla break, la annulla costringendo la Goerges all’errore, poi gioca in controllo e tiene il servizio, passando a condurre 4–2. La rumena strappa nuovamente il servizio nel settimo gioco: aumenta la sua spinta sulla palla, con la Goerges, in questa fase un po’ pesante e poco mobile che si trova sotto per  2–5. Nell’ottavo gioco la Halep mette quattro buone prime e chiude agevolmente il primo set per 6–2. Elemento decisivo del primo set sono i pochissimi punti conquistati dalla Goerges con la seconda di servizio, poco più del 20%, un vantaggio che la Halep ha capitalizzato senza esitazioni per intascare il set.

Inizia il secondo set con la tedesca al servizio, e subito la Halep, si procura per cinque volte palla break, per quattro volte la tedesca riesce a salvare il game, alla quinta non appena accorcia vede l’avversaria arrivare veloce e mettere dalla sua parte un diritto lungo linea che le vale il primo game del secondo set. Seguono altri 2 giochi dominati dalla Halep più rapida e reattiva della Goerges, serve meglio, non concede campo, gioca in controllo e non appena la tedesca accorcia colpisce con colpi in avanzamento sia di diritto che di rovescio, il tutto basta ed avanza per arrivare con facilità sul 4–0. Nuovo break nel quinto gioco del secondo set e Simona Halep si presenta a servire per il match, in pochi secondi, si guadagna tre palle per conquistare il match, chiude in scioltezza con la seconda il secondo set con un perentorio 6-0.

Un match di primo turno che non lascia molto spazio a commenti: il punteggio esprime con chiarezza la superiorità di Simona Halep, che pur giocando senza forzare si è dimostrata in grado di controllare ogni fase del match senza particolari difficoltà, ha servito meglio, è stata più mobile, più reattiva, meno fallosa e, ad abundantiam, non ha sentito la minima difficoltà di giocare a Madrid in altura, laddove la palla pesa di meno e tende a scappare, senza patire nessun problema di visibilità in uno stadio un po’ troppo chiuso, dove si passava da zone d’ombra a zone di sole.

Lo Goerges non è parsa un test attendibile: prima di servizio non devastante, sulla seconda decisamente attaccabile la Halep ha costruito il suo successo, conquistando punti su punti. Un buon diritto che le ha portato qualche manciata di quindici, molto meno buono il rovescio, è parsa poco mobile e poco reattiva. La mancanza di reattività l’ha portata spesso ad accorciare palla negli scambi e la Halep si è sempre presentata per chiudere con i suoi buoni colpi in avanzamento un match a senso unico.

Tutti i risultati del primo turno:
[3] A. Radwanska b. E. Bouchard 7-6 (3) 6-2
S. Kuznetsova b. A. Cornet 6-3 4-6 6-1
S. Stosur b. [9] D. Cibulkova 6-4 6-0
[13] C. Wozniacki b. E. Makarova 6-2 6-2
A. Pavlyuchenkova b. [WC] M. Torro-Flor 6-4 4-6 6-1
[15] S. Lisicki b. [Q] K. Pliskova 6-2 6-7 (7) 6-3
[6] J. Jankovic b. E. Svitolina 6-4 6-3
[WC] I. Begu b. S. Zhang 6-4 7-5
[4] S. Halep b. [Q] J. Goerges 6-2 6-0
[2] Na Li b. K. Flipkens 6-1 7-6 (7)
[14] C. Suarez Navarro b. Y. Meusburger 7-6 (6) 6-4

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WTA Ranking: Barty chiude da regina. Conferme e delusioni del 2019, Italia nel baratro

L’australiana termina la stagione in vetta. Un anno fa era n.15. Barty non è l’unica ad aver migliorato la propria classifica: in top 20 ci sono 8 nuove atlete rispetto alla fine del 2018. Giorgi conclude l’anno al n.98

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Ashleigh Barty (via Twitter, @WTA)

Con la vittoria alle Finals di Shenzhen Ashleigh Barty chiude la stagione al n.1 del ranking per la prima volta in carriera. Primato meritatissimo in virtù dei titoli conquistati durante il 2019. Oltre alle Finals, ricordiamo il titolo a Parigi, quelli di Miami e di Birmingham. Esattamente dodici mesi si laureava campionessa a Zhuhai e si assestava al n.15 della classifica. Un balzo di 14 posti che l’ha portata non solo in top ten ma addirittura al n.1, con un vantaggio di 1911 punti sulla seconda, Karolina Pliskova.

TOP 10 E TOP 20 – Rispetto al 2018, ci sono molte novità. Abbiamo 8 nuovi ingressi in top 20, di cui 2 direttamente in top 10. Si tratta di Bianca Andreescu (n.5), che un anno fa era addirittura n.178, e Belinda Bencic (n.8), che registra un bel +29 posti. Rientra nelle venti Johanna Konta (n.12, +27) accanto a cinque esordienti: Sofia Kenin (n.14 e ben 38 posti in più), Petra Martic (n.15, +17), Marketa Vondrousova (n.16, +51), Alison Riske (n.18, +45) e Donna Vekic (n.19, +15).

Chi sono invece quelle che mancano all’appello? Salutano il gruppo delle migliori Sloane Stephens, che precipita dal n.6 al n.25, Anastasija Sevastova, che passa dal n.12 al n.27,  Julia Goerges (n.28, -14), Qiang Wang (n.29, -9) e Garbiñe Muguruza (n.36, -18). Quelle però in maggiori difficoltà sono Caroline Wozniacki, un anno fa n.3 mentre quest’anno è in discesa di 35 posti (n.38),  Caroline Garcia (n.45, -26) e Daria Kasatkina, dal n.10 al n.69 nell’arco di un anno.

 

Mantengono la posizione di un anno fa Kvitova (n.7), Bertens (n.9) e Sabalenka (n.11). Rispetto al finale di stagione 2018, migliorano la propria classifica Pliskova, che sale dal n.8 al n.2, Osaka (n.3, +2) e Serena (+6, n.10). Simona Halep, che ha chiuso per due stagioni al n.1, quest’anno si deve accontentare di terminare al n.4, ma con uno Slam in più nel palmares. Retrocede leggermente Svitolina (n.6, -2) mentre crolla Kerber, precipitando dal n.2 al n.20.

Le giocatrici comprese in top 25 capaci di chiudere la stagione al loro best ranking sono, oltre ovviamente a Barty,
Martic (14), Riske (18), Vekic (19), Muchova (21) e Yastremska (22).

IL DETTAGLIO DELLA TOP 50

Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
0 [AUS] Ashleigh Barty 23 7851 15
0 [CZE] Karolina Pliskova 27 5940 19
0 [JPN] Naomi Osaka 22 5496 17
1 [ROU] Simona Halep 28 5462 17
-1 [CAN] Bianca Andreescu 19 5192 15
2 [UKR] Elina Svitolina 25 5075 22
-1 [CZE] Petra Kvitova 29 4776 17
-1 [SUI] Belinda Bencic 22 4745 25
1 [NED] Kiki Bertens 27 4245 27
-1 [USA] Serena Williams 38 3935 10
3 [BLR] Aryna Sabalenka 21 3120 24
-1 [GBR] Johanna Konta 28 2879 17
0 [USA] Madison Keys 24 2767 15
-2 [USA] Sofia Kenin 20 2740 24
0 [CRO] Petra Martic 28 2617 18
0 [CZE] Marketa Vondrousova 20 2390 12
1 [BEL] Elise Mertens 23 2290 26
1 [USA] Alison Riske 29 2210 24
1 [CRO] Donna Vekic 23 2205 23
-3 [GER] Angelique Kerber 31 2175 22
5 [CZE] Karolina Muchova 23 1864 15
2 [UKR] Dayana Yastremska 19 1825 24
-1 [GRE] Maria Sakkari 24 1820 23
-3 [USA] Amanda Anisimova 18 1793 17
-2 [USA] Sloane Stephens 26 1737 20
-1 [EST] Anett Kontaveit 23 1645 19
0 [LAT] Anastasija Sevastova 29 1617 23
0 [GER] Julia Goerges 31 1610 21
0 [CHN] Qiang Wang 27 1563 20
0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 28 1560 22
0 [USA] Danielle Collins 25 1558 18
0 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1505 24
0 [CZE] Barbora Strycova 33 1491 21
0 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1460 25
0 [RUS] Ekaterina Alexandrova 24 1425 28
0 [ESP] Garbiñe Muguruza 26 1412 16
0 [KAZ] Elena Rybakina 20 1401 27
0 [DEN] Caroline Wozniacki 29 1383 16
1 [CHN] Saisai Zheng 25 1375 25
-1 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1360 27
0 [RUS] Veronika Kudermetova 22 1351 27
0 [POL] Magda Linette 27 1320 27
0 [SWE] Rebecca Peterson 24 1275 23
0 [LAT] Jelena Ostapenko 22 1250 27
0 [FRA] Caroline Garcia 26 1235 25
0 [CHN] Shuai Zhang 30 1216 25
1 [BEL] Alison Van Uytvanck 25 1175 24
-1 [CHN] Yafan Wang 25 1165 25
0 [SLO] Polona Hercog 28 1145 24
0 [BLR] Victoria Azarenka 30 1115 18

CASA ITALIA

La nota dolente è che Camila Giorgi perde ancora 4 posizioni e chiude quest’annata da dimenticare al n.98. L’Italia rischia di non avere giocatrici in top 100 a inizio 2020, quando a Camila scadranno i punti ottenuti in Australia. Un anno fa Giorgi concludeva la stagione migliore della sa carriera al 26esimo posto. Questa invece sarà la stagione peggiore dal 2011, quando si fermò per la pausa invernale al n.149. Segnaliamo, tra le altre, i 39 posti in più di Sara Errani che torna al n.200 dopo aver raggiunto la finale all’ITF di Asuncion, dove ha perso da un’altra italiana, Elisabetta Cocciaretto (+60, n.215).

Camila Giorgi
Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
98 -4 Camila Giorgi 680 17
117 2 Jasmine Paolini 571 29
153 8 Martina Trevisan 393 25
175 5 Giulia Gatto-Monticone 350 24
199 2 Martina Di Giuseppe 297 28
200 39 Sara Errani 297 20
215 60 Elisabetta Cocciaretto 281 15
311 29 Martina Caregaro 177 16
315 -5 Stefania Rubini 173 20
343 -5 Jessica Pieri 149 24
356 -4 Lucia Bronzetti 140 25
364 0 Cristiana Ferrando 134 20
371 -4 Bianca Turati 128 14
397 -11 Deborah Chiesa 112 22
411 1 Camilla Scala 106 16
429 -25 Federica Di Sarra 100 15
430 -5 Lucrezia Stefanini 99 20
447 -9 Claudia Giovine 93 15
454 -13 Gaia Sanesi 92 18
463 9 Camilla Rosatello 89 14

NEXT GEN RANKING

Dayana Yastremska supera Amanda Anisimova al n.3 nel ranking Next Gen. Entra per la prima volta in classifica Katarina Zavatska, nella posizione più bassa, il n.10. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 5
2 0 Marketa Vondrousova 1999 16
3 1 Dayana Yastremska 2000 22
4 -1 Amanda Anisimova 2001 24
5 0 Elena Rybakina 2000 37
6 0 Iga Swiatek 2001 61
7 0 Cori Gauff 2004 68
8 0 Anastasia Potapova 2001 93
9 0 Varvara Gracheva 2000 105
10 Katarina Zavatska 2000 110

NATION RANKING

L’unica novità della classifica di fine anno per compagini nazionali è l’ingresso del Kazakistan al n.10. Esce dalla top 10 la Svizzera. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Repubblica Ceca 25
2 0 Stati Uniti 37
3 0 Ucraina 98
4 0 Russia 106
5 0 Cina 114
6 0 Germania 121
7 0 Bielorussia 128
8 0 Francia 145
9 0 Australia 148
10 Kazakistan 149

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WTA

Per Barty è un trionfo da N.1: sue le Finals di Shenzhen

Grande prova dell’australiana che supera in due set Svitolina e si porta a casa l’assegno più ricco della Storia del tennis, 4,4 milioni di dollari

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [8] E. Svitolina 6-4 6-3

La più classica delle ciliegine sulle torte. Coronando la stagione che l’ha vista conquistare la prima posizione mondiale e il primo titolo Slam in carriera a Parigi, Ashleigh Barty ha vinto le WTA Finals, di scena per la prima volta a Shenzhen, in Cina. Per riuscire in quest’ennesima impresa del suo meraviglioso 2019, la tennista australiana ha dovuto spezzare un incantesimo chiamato Elina Svitolina, che l’aveva ipnotizzata in tutti i cinque precedenti scontri diretti. Nell’occasione più importante a prevalere è stata però Barty, in due set, con il punteggio di 6-4 6-3, facendo valere il suo tennis, composto di continue variazioni di angoli e ritmo. La regolarità e solidità da fondocampo di Svitolina non si è rivelata sufficiente per contrastare il suo talento.

Grazie a questo successo la 23enne di Ipswich consolida ulteriormente la sua leadership, portandosi a 1900 punti di distanza da Karolina Pliskova. Nella prima parte di 2020 potrebbe addirittura incrementare il vantaggio. E dire che qualcuno dopo il Roland Garros la riteneva una numero uno pro tempore.

 

Il MATCH – Inizio di match segnato dal dominio del servizio. Le due tenniste danno il loro meglio con questo fondamentale, lasciando le briciole a chi sta in ribattuta. Quando si entra nello scambio comincia ad emergere però il tanto prevedibile quanto tutto sommato gradevole tema tattico della partita. È Barty a costruire gioco, con il suo ampissimo arsenale di colpi: rovesci in slice, dritti a sventaglio e colpi al volo. Svitolina pure fa la Svitolina, ovvero si getta su ogni palla, cerca di limitare al massimo gli errori, e di tenere alto il ritmo.

Nel nono gioco, guadagnarsi la prima palla break, grazie ad un recupero straordinario, è proprio la tennista ucraina. Barty però riesce a salvarsi e ad andare avanti per 5 a 4, mettendo così pressione alla battuta alla propria avversaria. E Svitolina, che fino a quel momento era stata impeccabile nei suoi turni di battuta, si squaglia, mette poche prime e regala diversi set point. Il terzo è quello buono per la giocatrice aussie che chiude con una risposta vincente su una seconda molto morbida il primo set in suo favore, dopo tre quarti d’ora di gioco.

Di marca molto diversa il secondo parziale. Seguendo il suggerimento del suo allenatore Andrew Bettles, Svitolina tenta di essere meno remissiva e più propositiva. La tattica paga ed è lei ad ottenere un primo allungo, andando 2 a 1 e servizio. Purtroppo per Svitolina, dall’altra parte della rete c’è un’avversaria alquanto ispirata. Da sotto 0-30, Barty mette in fila una serie di punti magistrali, alternando diverse soluzioni tecniche. Con uno smash vincente, l’australiana realizza l’immediato controbreak. Non paga, Barty strappa il servizio nuovamente alla sua avversaria nel sesto gioco, salendo 4 a 2.

Svitolina è però nota per essere un osso duro ed è determinata a confermare il titolo conquistato dodici mesi fa. La 25enne di Odessa rimane mentalmente in partita e accorcia le distanze, sfruttando un passaggio a vuoto di Barty. La partita è ora più che piacevole e i break si susseguono. Quello decisivo giunge nell’ottavo di gioco. Svitolina fa fatica a contenere sulla seconda e soprattutto non appena Barty la mette sul tocco va completamente in palla. L’australiana va così a servire per il match e senza alcuna esitazione porta a casa l’incontro e le WTA Finals dopo poco meno di un’ora e mezza di gioco. Più che le percentuali di prime in campo o i punti vinti con la seconda, a raccontare l’esito di questo match è la differenza notevole nella mole di vincenti ed errori tra le due tenniste. Ovviamente a favore di Barty. A conferma di una tennista che spesso impone il suo gioco sulle avversarie. E questa è una qualità da n.1.

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WTA Finals: Pliskova spegne la luce, Barty ne approfitta e vola in finale

L’australiana perde il primo set contro un’ottima Pliskova, poi dilaga. In finale sfiderà Elina Svitolina

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [2] Ka. Pliskova 4-6 6-2 6-3

Sarà Ashleigh Barty la seconda finalista delle WTA Finals 2019. L’australiana se l’è vista brutta contro Karolina Pliskova, praticamente perfetta per un set e mezzo, ma, dopo aver ottenuto il break nel secondo parziale, è stata in grado di cambiare marcia e di portare a casa il match. Barty torna dunque avanti nei precedenti contro la ceca (3-2), ma soprattutto domenica potrà tentare di coronare la propria stagione da sogno contro Elina Svitolina, che l’ha sconfitta in tutti i cinque precedenti incroci

IL MATCH – La partita si prospetta combattuta fin dagli esordi. In particolare il servizio di Barty è quello che scricchiola di più anche perché Pliskova entra in campo con coraggio su ogni seconda, trovando anche soluzioni vincenti. L’australiana salva, con due rovesci vincenti e un ace, tre palle break già nel primo gioco, poi altre due nel terzo. Successivamente è lei ad avere la chance di strappare il servizio all’avversaria, ma non riesce a sfruttarla e sul 2-2 è infine costretta a capitolare all’ottava occasione concessa. Dopo questi primi cinque game di grande lotta, seguono improvvisamente quattro turni di servizi rapidi e indolori che conducono Pliskova a servire per chiudere il primo set. Un po’ di tensione della ceca regala a Barty l’occasione di rientrare. Pliskova però si riscuote e, supportata da servizio e dritto, archivia il primo set col punteggio di 6-4.

 

Il secondo set si apre sulla falsariga del primo con Pliskova molto arrembante e una Barty invece un po’ in difficoltà, soprattutto col dritto. L’australiana sbaglia troppo e subisce l’aggressività della ceca, ritrovandosi sotto 0-40 nel terzo gioco. Con l’ausilio dell’avversaria, riesce però a risalire la china e a tenere il servizio, non prima di aver annullato anche una quarta palla break. Nel gioco successivo, quasi dal nulla, Pliskova incappa in qualche errore di troppo e regala il break a Barty. Da questo momento la partita cambia volto. L’australiana infatti allunga sul 4-1 e comincia a prendere il comando degli scambi. Al servizio non soffre quasi per niente, contrariamente al difficile primo set, il dritto in manovra ora funziona a meraviglia e lo slice fa ammattire Pliskova. Costretta a colpire spesso in posizione scomoda o fuori equilibrio, la ceca cede nuovamente la battuta e il set col punteggio di 6-2.

Nel parziale decisivo i servizi tornano ad essere dominanti da entrambe le parti: nei primi cinque game si vedono solo tre punti vinti dalla giocatrice in risposta. Nel sesto però, Pliskova combina un pasticcio, come nel secondo parziale, e spedisce Barty avanti 4-2. La ceca palesa tutto il suo nervosismo quando, dopo l’ennesimo dritto in rete, scaglia con violenza la propria racchetta sul campo di gioco. Le chance per lei sono infatti pochissime perché Barty sta servendo benissimo adesso. Un piccolo momento di difficoltà arriva sul 5-3, al momento di chiudere, quando Barty che fino ad allora aveva concesso appena due punti in tutto il set con la battuta a disposizione, viene costretta ai vantaggi da una orgogliosa Pliskova. La ceca annulla infatti con coraggio due match point, ma deve poi arrendersi al terzo.

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