Wta Madrid: Na Li, Radwanska, Jankovic e Woz avanti; Cibulkova ko

WTA

Wta Madrid: Na Li, Radwanska, Jankovic e Woz avanti; Cibulkova ko

Pubblicato

il

TENNIS – Soffre solo nel secondo set la cinese, che ha ragione della Flipkens 6-1 7-6. Va fuori al primo turno, la finalista degli ultimi Australian Open: la Stosur rimonta lo svantaggio iniziale e poi dilaga. Bouchard si spegne dopo un set, Radwanska avanza 7-6(3) 6-2. Facile Halep: 6-2 6-0 a Goerges. Kuznetsova batte Cornet in 3 set, 6-3 4-6 6-1, Wozniacki agile su Makarova, 6-2 6-2, così come Jankovic: 6-4 6-3 a Svitolina.

J. Jankovic b. E. Svitolina 6-4 6-3 (FM)

 

Jelena Jankovic, reduce dalla semifinale a Stoccarda, ha disposto in due set della 19enne ucraina Elina Svitolina, che non ha mai avuto la chance di entrare realmente in partita.

Nel primo set Jelena non ha concesso nessuna palla break, ma ha dovuto comunque lottare per strappare il servizio alla propria avversaria, riuscendoci nel quinto gioco e alla terza palla break conquistata, 3-2. Sul 4-3 Jankovic, Elina viene a capo di un game complicato, annulla una palla break e tiene il servizio ai vantaggi, il set è però ormai compromesso e la serba lo chiude agilmente a zero sul proprio turno di battuta: 6-4.

Il secondo parziale inizia in salita per Svitolina, che si trova subito sotto di un break in apertura, la giovane ucraina però continua a dare battaglia, procurandosi due palle break nel game successivo, annullate però dall’esperienza di Jelena. La serba otterà un ulteriore break, decisivo per l’esito dell’incontro, sul 5-3, chiudendo il match con il 55% dei punti vinti e buona resa al servizio del 70%.

C. Wozniacki b. E. Makarova 6-2 6-2 (FM)

Caroline Wozniacki ha archiviato in due set la pratica Makarova. Un solo game smarrito in tutto l’incontro a fronte dei cinque conquistati sul servizio dell’avversaria per la danese, testa di serie numero 13, che quindi accede al secondo turno, dove affronterà la nostra Roberta Vinci.

Due set non proprio identici se non per il risultato finale. Nel primo c’è stata più battaglia, Caroline ha avuto un inizio incerto, trovandosi ad annullare due palle break, nel primo e terzo gioco, poi è Makarova a cedere il servizio, consentendo alla danese di portarsi avanti 3-1. Un altro game di servizio strappato alla russa per il 5-1, ma al momento di servire per il set, qualche incertezza di troppo consente a Makarova di accorciare 5-2, inutilmente, dato che Wozniacki chiuderà il parziale nel game successivo, alla seconda palla-break/set disponibile.

Nel secondo set Makarova non riesce a convertire due palle break nel primo game, causa una Wozniacki sempre impeccabile in difesa. Si arriva sul 3-2 e finalmente Caroline riesce a piazzare il break che segna l’esito dell’incontro, chiudendo poi nuovamente sul servizio di Makarova: 6-2 6-2 in 1h e 23 min.

S. Kuznetsova b. A. Cornet 6-3 4-6 6-1 (FM)

Reduce da un buon inizio di stagione con semifinale a Parigi, finale a Dubai e titolo a Katowice, Alize Cornet quest’oggi ha avuto la sfortuna di incappare in una rediviva Svetlana Kuznetsova il cui massimo risultato stagionale sono attualmente i quarti a Stoccarda.

Il primo set è stato piuttosto equilibrato fino al quarto gioco, quando Kuznetsova si è procurata le prime tre palle break del match, poi non realizzate, ma annullate con tenacia dalla francese, che nel game successivo ha provato a dare battaglia senza però avvicinarsi davvero a strappare il servizio alla propria avversaria. Sul 3 pari è Svetlana la prima a rompere gli equilibri, portandosi avanti nel punteggio alla seconda palla break disponibile, 4-3. La russa riuscirà poi a chiudere il set sul turno di servizio successivo di Cornet, che si arrenderà ad un parziale di quattro punti ad otto: 6-3.

Nel secondo parziale la francese annulla una palla break nel secondo gioco, e un’altra nel quarto, riscattando un game lungo 12 punti. Arriva quindi una svolta per Alize, che nel game successivo riesce per la prima volta a strappare il servizio alla russa per poi restituire immediatamente il break. Svetlana però accusa nuovamente un passaggio a vuoto, cede il servizio e si va sul 4-3 per la francese, che chiuderà agevolmente il set sul proprio turno di servizio, 6-4.

Il terzo set non lascia dubbi sulla superiorità della russa, specialmente al servizio. Kuznetsova si porta avanti di un break nel secondo gioco e poi nuovamente nel quarto, infilando una striscia di 5 game consecutivi (5-0), per poi chiudere l’incontro sul 5-1, annullando una palla break e il tentativo di Alize per rimanere in partita.

A. Radwanska b. E. Bouchard 7-6(3) 6-2 (Sara Niccolini)

Agnieszka e Eugenie si sono incontrate la prima ed unica volta in occasione della Hopman Cup 2013, torneo che fa parte del circuito di inizio anno, in vista dell’Australian Open, ma giocato in rappresentanza della propria nazione di appartenenza. In quella occasione, una neppure vent’enne Bouchard, ma già numero 32 del mondo, riuscì a trascinare la polacca fino al terzo set conquistando il secondo al tie break.

Dopo i primi tre game piuttosto statici e con pochi scambi, Bouchard ha iniziato a prendere le misure del campo piazzando ottime accelerazioni, sia di rovescio, che di diritto, le quali le hanno permesso di ottenere le prime due palle break del match sul 2-2 e riuscendo a mettere a segno la seconda. Radwanska di inizio match è un pizzico passiva, capace di assegnare pochi vincenti e con difficoltà in risposta sui servizi carichi della canadese. Bouchard gioca sempre a tutto braccio, ciò comporta un buon numero di vincenti a segno, ma anche di errori che potrebbero essere evitati, i quali arrivano spesso al momento giusto per Radwanska, la quale riesce, infatti, ad ottenere il contro break portandosi sul 3 pari. A metà del primo set Eugenie inizia a perdere lucidità, il rovescio la tradisce più di una volta, sia in fase interlocutoria che in accelerazione, errori che mandano in vantaggio la polacca 5 a 3, ma il passaggio a vuoto si affievolisce quando Radwanska concede la prima palla break sul 30 pari mandando in corridoio un diritto incrociato.  La canadese inizia a recuperare terreno e Agnieszka si vede sfumare ben cinque occasioni per portarsi a set point. La rimonta ha successo e si arriva al tie break. Radwanska riesce subito ad avere il vantaggio di 3 punti a 0, sfoggiando le sue doti nella velocità di gambe, ma i colpi di Eugenie, quando in campo, fanno soffrire non poco la polacca che si vede soffiare i due mini break di vantaggio. L’incostanza di Eugenie è sempre presente nei momenti più importanti del match e Radwanska riesce a portarsi sul 6 a 3, con a disposizione tre set points. Bouchard commette il ventesimo errore non forzato della partita e consegna il primo set ad Agnieszka.

Il secondo set inizia da subito in modo combattuto. Si vedono dei bellissimi colpi da entrambi le parti e  clamorosi errori, come la volè di diritto sbagliata dalla canadese in occasione della quinta palla break del game in favore di Agnieszka. I successivi giochi scorrono rapidamente in favore di  Radwanska, la quale riesce a tenere la partita sbilanciata dalla sua parte, anche se traspare il suo stato di incertezza. Dall’altra parte della rete si ha una Bouchard sempre più scarica e ancora immatura nel gestire un match di alto livello contro la numero tre del mondo. La canadese si spenge rapidamente: commette errori, viene infilata dai passanti della polacca, resta sorpresa dalle geometrie dell’avversaria. Le gambe non si muovono più con la stessa destrezza del primo set e, stanca anche mentalmente, subisce il colpo le ko dopo un’ora e trenta di gioco col punteggio di 7-6(3) 6-2.

Na Li b. K. Flipkens 6-1 7-6 (Danilo Princiotto)

Un match interessante solo nel secondo set, quello che ha visto protagoniste la cinese Li Na e la belga Flipkens. Un primo set senza storia con l’allieva di Xavier Malisse fallosissima e poco concentrata. Il 6-1 è frutto di una ventina di minuti di gioco circa. Tra il primo e il secondo parziale, la belga corre ai ripari chiamando l’intervento del suo coach; effettivamente qualcosa cambia, la Flipkens è più cattiva e profonda, riuscendo, inoltre, a dare grosse difficoltà alla sua avversaria specie con precisi dropshot. Ciononostante la Na Li ottiene il break sul 2-2 e va, poco più tardi, a servire per il match. La numero 24 del mondo gioca con coraggio, ottiene il controbreak e costringe la numero 2 al tie-break. Tie-break “anomalo” a dir la verità, visto che i primi 11 punti sono stati tenuti dai rispettivi servizi. Al terzo match point Na Li riesce ad accedere al turno successivo dove sarà derby con la Zheng.

S. Stosur b. D. Cibulkova 6-4 6-0 (Danilo Princiotto)

Finisce subito l’avventura della testa di serie numero 9 del torneo. Dominika Cibulkova infatti non riesce ad approfittare di uno stentato avvio della sua avversaria e si spegne pian piano, con il passare dei game. La slovacca inizia il match con le migliori aspettative, portandosi subito sopra 3-0 con un doppio break di vantaggio e con l’australiana poco attenta, specie al servizio. La numero 19 del mondo però, è brava a non lasciarsi sfuggire il primo parziale e a ritornare lentamente in gioco, piazzando 4 game consecutivi e conquistando, poco più tardi il set. Da questo momento in poi la Cibulkova spegne letteralmente l’interruttore e lascia la strada spalancata alla sua avversaria con un inaspettato bagel: 6-4 6-0 il risultato finale per l’australiana che affronterà, al prossimo match, la Muguruza. Vittoria importante per lei, la prima su una top 30 quest’anno, e prestazione incoraggiante, probabilmente la migliore dell’anno dopo diverse sconfitte ai primi turni nel 2014.

S. Halep b. J. Goerges 6-2 6-0 (Marco Gatti)

Scende in campo per il primo incontro pomeridiano la rumena Simona Halep, no. 5 del ranking WTA, testa di serie no. 4 del torneo, opposta alla tedesca Julia Goerges accreditata del  97° posto del ranking WTA, proveniente dal tabellone delle qualificazioni dove ha superato la King in 3 set (4-6, 6-1,6-4) e la Piter (6-2-, 6-3).

Simona Halep è reduce dalla sconfitta rimediata nel WTA di Stoccarda contro Svetlana Kuznetsova (5-7, 6-7). In precedenza Simona ha raggiunto nei tornei del circuito le semifinali agli AO, dove è stata sconfitta nei quarti dalla Cibulkova (3-6, 0-6); ha vinto il torneo di Doha superando in finale la Kerber (6-2, 6-3). Si è ritirata a Dubai nel match contro la Cornet ed è rimasta ferma una ventina di giorni per ripresentarsi ad Indian Wells, torneo dove ha raggiunto le semifinali, fermandosi solamente dinanzi alla Radwanska (3-6, 4-6). Un bilancio, Fed Cup esclusa, di 13 vittorie 5 sconfitte ed 1 ritiro.

Meno brillante il primo quarto dell’anno di Julia Goerges, attualmente no. 97 del ranking WTA, ma ex no. 15 nel 2012, eliminata a Stoccarda da Ana Ivanovic al secondo turno (6-1, 2-6, 3-6) e reduce da un’eliminazione al 1° turno a Charleston, da una mancata qualificazione a Miami e da una sconfitta contro Maria Sharapova nel secondo turno ad Indian Wells ed altra sconfitta al secondo turno ad Acapulco.

Nell’unico precedente, che risale ormai alla notte dei tempi, è uscita vincitrice in 3 set la tedesca; per l’incontro odierno, nonostante Halep non sia nelle migliori condizioni di forma, i favori del pronostico sono tutti per lei: Julia Goerges non dovrebbe infastidirla più di tanto.

Scorrono senza sorprese i primi 2 games di servizio (1-1), nel terzo gioco la Halep non perdona tre errori non forzati alla Goerges e piazza il primo break, al servizio poi restituisce il favore alla tedesca, giocando un game disastroso, chiuso con un doppio fallo. Le tenniste sono sul 2-2. Si porta nuovamente avanti di un break, la Halep, che torna al servizio sul 3-2, in un match che stenta a decollare, si lascia rimontare dall’avversaria da 30–0 e concede una palla break, la annulla costringendo la Goerges all’errore, poi gioca in controllo e tiene il servizio, passando a condurre 4–2. La rumena strappa nuovamente il servizio nel settimo gioco: aumenta la sua spinta sulla palla, con la Goerges, in questa fase un po’ pesante e poco mobile che si trova sotto per  2–5. Nell’ottavo gioco la Halep mette quattro buone prime e chiude agevolmente il primo set per 6–2. Elemento decisivo del primo set sono i pochissimi punti conquistati dalla Goerges con la seconda di servizio, poco più del 20%, un vantaggio che la Halep ha capitalizzato senza esitazioni per intascare il set.

Inizia il secondo set con la tedesca al servizio, e subito la Halep, si procura per cinque volte palla break, per quattro volte la tedesca riesce a salvare il game, alla quinta non appena accorcia vede l’avversaria arrivare veloce e mettere dalla sua parte un diritto lungo linea che le vale il primo game del secondo set. Seguono altri 2 giochi dominati dalla Halep più rapida e reattiva della Goerges, serve meglio, non concede campo, gioca in controllo e non appena la tedesca accorcia colpisce con colpi in avanzamento sia di diritto che di rovescio, il tutto basta ed avanza per arrivare con facilità sul 4–0. Nuovo break nel quinto gioco del secondo set e Simona Halep si presenta a servire per il match, in pochi secondi, si guadagna tre palle per conquistare il match, chiude in scioltezza con la seconda il secondo set con un perentorio 6-0.

Un match di primo turno che non lascia molto spazio a commenti: il punteggio esprime con chiarezza la superiorità di Simona Halep, che pur giocando senza forzare si è dimostrata in grado di controllare ogni fase del match senza particolari difficoltà, ha servito meglio, è stata più mobile, più reattiva, meno fallosa e, ad abundantiam, non ha sentito la minima difficoltà di giocare a Madrid in altura, laddove la palla pesa di meno e tende a scappare, senza patire nessun problema di visibilità in uno stadio un po’ troppo chiuso, dove si passava da zone d’ombra a zone di sole.

Lo Goerges non è parsa un test attendibile: prima di servizio non devastante, sulla seconda decisamente attaccabile la Halep ha costruito il suo successo, conquistando punti su punti. Un buon diritto che le ha portato qualche manciata di quindici, molto meno buono il rovescio, è parsa poco mobile e poco reattiva. La mancanza di reattività l’ha portata spesso ad accorciare palla negli scambi e la Halep si è sempre presentata per chiudere con i suoi buoni colpi in avanzamento un match a senso unico.

Tutti i risultati del primo turno:
[3] A. Radwanska b. E. Bouchard 7-6 (3) 6-2
S. Kuznetsova b. A. Cornet 6-3 4-6 6-1
S. Stosur b. [9] D. Cibulkova 6-4 6-0
[13] C. Wozniacki b. E. Makarova 6-2 6-2
A. Pavlyuchenkova b. [WC] M. Torro-Flor 6-4 4-6 6-1
[15] S. Lisicki b. [Q] K. Pliskova 6-2 6-7 (7) 6-3
[6] J. Jankovic b. E. Svitolina 6-4 6-3
[WC] I. Begu b. S. Zhang 6-4 7-5
[4] S. Halep b. [Q] J. Goerges 6-2 6-0
[2] Na Li b. K. Flipkens 6-1 7-6 (7)
[14] C. Suarez Navarro b. Y. Meusburger 7-6 (6) 6-4

Continua a leggere
Commenti

Flash

WTA Indian Wells: Azarenka trema, è Badosa che alza il trofeo

A due punti dal match, Victoria Azarenka smarrisce la vittoria e permette a Paula Badosa di conquistare il primo trionfo in un WTA 1000. Per la spagnola quasi sicura anche la qualificazione alle WTA Finals

Pubblicato

il

Paula Badosa - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[21] P. Badosa b. [27] V. Azarenka 7-6(5) 2-6 7-6(2)

È stata una splendida finale, come davvero non se ne vedevano da tanto tempo nei grandi tornei femminili. Due giocatrici con stili abbastanza simili, ma in fasi diverse delle rispettive carriere e con un’interpretazione differente del loro gioco. Victoria Azarenka aveva la possibilità di diventare la prima giocatrice a vincere il torneo per tre volte, dopo le affermazioni del 2012 e del 2016, ed è arrivata a due punti (forse uno e mezzo) da questo traguardo, ma i nervi l’hanno tradita ed ha rimesso in gara Paula Badosa che sembrava aver alzato bandiera bianca. Nel tie-break finale poi è stato quasi un monologo della spagnola fino al diritto vincente conclusivo seguito dalla caduta a terra “stile Nadal”.

Badosa è stata sicuramente nel corso del match la migliore colpitrice, ha espresso un tennis decisamente più potente rispetto ad Azarenka, ma anche più monocorde. La campionessa bielorussa almeno per tutto il primo set, ha giocato con grande attenzione colpi a parabola arcuata per mettere in difficoltà i fondamentali di spinta di Badosa, e così come è poi successo nel finale di partita, era arrivata molto vicina a trovare la chiave del match.

 

Nel combattutissimo primo set ci sono state due coppie di break, quasi omologhe: prima nel settimo e ottavo game (in entrambi i casi a “15”) e poi nell’undicesimo e dodicesimo game, quando due straordinari punti in difesa di Azarenka hanno rimediato il patatrac compiuto nel game precedente (tre errori gratuiti negli ultimi quattro punti) trascinando il set al tie-break. Qui, dopo una partenza sprint di Badosa (4-0), Azarenka ha ancora una volta rimontato fino all’aggancio sul 5-5, ma sul set point per l’avversaria si è inspiegabilmente messa a fare a pallate, dopo averlo evitato per quasi un’ora e venti minuti, prendendosi un rovescio vincente in faccia e ritrovandosi sotto di un set.

Victoria Azarenka – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

L’approccio mentale al secondo set di Azarenka, dopo aver perso un primo set così combattuto, è stato di quelli che si devono insegnare nelle scuole tennis: totalmente positiva, carica al punto giusto, tanto da entrare in campo e travolgere una Badosa che sicuramente aveva fatto calare la tensione. Vika è andata 3-0 pesante in un attimo, ha rintuzzato il tentativo di rimonta di Badosa per tornare sul 4-1, mettendo poi il sigillo al terzo set in soli 33 minuti.

Il set decisivo è stato uno dei migliori dell’anno: 72 minuti di grandi scambi ed emozioni a non finire, con Badosa che è arrivata vicinissima a perdere il bandolo della matassa facendosi rimontare sue volte un game da 40-15 e salvandone un terzo per il rotto della cuffia. Era stata la spagnola a sprintare subito 2-0, ripresa però immediatamente dalla sua avversaria sul 2-2. Sul rettilineo finale è successo di tutto: nel nono game Badosa dal 40-15 ha infilato un doppio fallo e tre errori gratuiti mandando Azarenka a servire per il match. La bielorussa, però, una volta issatasi 30-0 ha mancato un diritto piuttosto comodo per andare a tre match point inanellando una serie di quattro errori gratuiti che hanno riaperto completamente la finale.

Il tie-break finale, come detto, non ha avuto storia: Badosa era troppo più sicura nei suoi colpi da fondo campo ed è andata subito 3-0, poi 5-1 e infine 7-2.

Con questa vittoria Paula Badosa conquista il suo primo titolo WTA 1000 e sale all’11° posto della classifica WTA, ma soprattutto si qualifica (quasi) matematicamente alle WTA Finals di Guadalajara, che ora vedono il proprio campo di partecipazione già completato (Sabalenka, Krejcikova, Pliskova, Swiatek, Sakkari, Muguruza, Badosa e Jabeur, dando per scontato il forfait di Barty, già tornata in Australia).

Per Victoria Azarenka come detto sfuma la possibilità del terzo titolo a Indian Wells, deve registrare una sconfitta in un match in cui ha vinto nove punti in più dell’avversaria, un match che durando 3 ore e 4 minuti è diventato la finale del BNP Paribas Open più lunga della storia (superando di un minuto la finale 2017 tra Vesnina e Kuznetsova), ma può celebrare il ritorno tra le prime 30 approdando al n. 26.

Continua a leggere

Flash

WTA Indian Wells: Azarenka ferma Ostapenko, in finale trova Badosa

Pubblicato

il

Victoria Azarenka - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[27] V. Azarenka b. [24] J. Ostapenko 3-6 6-3 7-5

Grandi emozioni, se non proprio grande spettacolo, nella prima semifinale femminile del BNP Paribas Open di Indian Wells che ha visto di fronte Victoria Azarenka e Jelena Ostapenko. Due ore e 20 minuti che per buona parte sono stati caratterizzati da una giocatrice (Ostapenko) che sparava a tutto braccio senza troppo discernimento tattico e un’altra (Azarenka) che invece cercava di resistere al bombardamente cercando di far perdere il ritmo dei colpi all’avversaria.

Per i primi 40 minuti di gioco non c’è stata molta partita: Ostapenko sembrava aver trovato il tennis dei giorni migliori e i vincenti piovevano da tutte le parti. “Ero la migliore giocatrice in campo oggi – ha detto Ostapenko dopo il match – i miei colpi erano troppo veloci per lei. Giocavo solo contro me stessa”. Poi, come spesso accade, come troppo spesso accade, l’incantesimo si è spezzato e i colpi della lettone hanno iniziato a finire fuori dalle righe. Dal 6-3 2-0 Azarenka è riuscita a rientrare in partita ribaltando il risultato nel secondo set e trascinando la partita al terzo.

 

Lì la giocatrice bielorussa ha forse commesso l’errore di non aver insistito abbastanza sul diritto di Ostapenko, che era molto in difficoltà, permettendo alla sua avversaria di ritrovare il suo gioco quanto bastava per tornare in parità sul 3-3 e giocare il match fino alla fine.

Jelena Ostapenko – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Sul 5-5 per Azarenka è stato sufficiente aspettare gli errori di Ostapenko, che puntualmente sono arrivati: quattro gratuiti consecutivi completamente senza senso dal 30-0 hanno concesso il break ad Azarenka, che ha chiuso il match al servizio non senza aver annullato tre palle del sei pari, una delle quali con uno splendido schema di palla corta seguita a rete con volée vincente. “Mi ero promessa di fare una sola palla corta, e l’ho fatta su quel punto” ha scherzato Azarenka con chi le ha chiesto di come avesse pensato a una soluzione simile.

Credo che la cosa più importante di oggi, ciò di cui sono più orgogliosa, è stato il mio spirito combattivo. Ci sono alcune cose che avrei potuto fare meglio, ma lei nel primo set ha giocato davvero bene, per cui ho cercato di trovare occasioni per rientrare nel match, combattendo su ogni palla,” ha dichiarato Azarenka alla fine.

[21] P. Badosa b. [12] O. Jabeur 6-3 6-3

L’avversaria di Vika in finale sarà Paula Badosa, alla sua prima apparizione nella finale di Indian Wells (Azarenka ne ha già disputate due, nel 2012 e nel 2016, vincendo il titolo in entrambe le occasioni) e alla sua prima esperienza nel match decisivo di un WTA 1000. In semifinale ha battuti in un match a senso unico la tunisina Ons Jabeur che con la vittoria nei quarti di finale aveva celebrato l’ingresso nella Top 10 WTA, traguardo storico per un’atleta proveniente dal mondo arabo.

Paula Badosa (sinistra) abbraccia Ons Jabeur (destra) – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Evidentemente le emozioni di questa settimana hanno giocato un brutto scherzo a Jabeur, che ha disputato un incontro estremamente sconclusionato, senza alcun filo tattico e pieno zeppo di errori gratuiti.  Solo sul 6-3, 5-2 per l’avversaria Jabeur è riuscita ad annullare tre match point facendo infiammare per un attimo il pubblico sulle tribune che era rimasto a sostenere le protagoniste fino alla fine. Ci sono voluti altri tre match point nel game successivo perché Badosa potesse sdraiarsi a terra, mani sul viso, per festeggiare incredula questo grande risultato.

Il tabellone femminile di Indian Wells con i risultati aggiornati

Continua a leggere

Flash

WTA Indian Wells: Jabeur realizza il sogno della Top 10

Battendo Kontaveit nei quarti di finale, Ons Jabeur irrompe nella Top 10. Affronterà Paula Badosa in semifinale

Pubblicato

il

Ons Jabeur - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[12] O. Jabeur b. [18] A. Kontaveit 7-5 6-3

Dopo la falsa partenza di mercoledì, quando la WTA aveva precipitosamente anticipato i tempi e aveva inviato le sue congratulazioni prima del dovuto, ora è ufficiale: da lunedì prossimo Ons Jabeur sarà nella Top 10 della classifica WTA, sarà la prima giocatrice proveniente da un Paese arabo a raggiungere questo prestigioso obiettivo.

La vittoria che ha sancito il risultato è stata quella arrivata nei quarti di finale del BNP Paribas Open contro una delle giocatrici più in forma del momento, Anett Kontaveit. Il match è stato controllato da Jabeur dall’inizio alla fine, se si eccettua quel momento nel primo set nel quale la giocatrice tunisina si è fatta riprendere dal 5-1 al 5-5. “Onestamente ho giocato una grande partita – ha detto Jabeur – è sempre difficile giocare contro Anett, mi conosce molto bene, è stato difficile eseguire le palle corte. Sono molto contenta di essere rimasta calma quando ne avevo bisogno. Alla fine è stato complicato chiudere, ma ora perché fermarsi alla semifinale? Perché non andare fino in fondo?

 

Arrivare nelle prime 10 del ranking è una di quelle tappe che tutti i giocatori professionistici sognano quando iniziano a fare questo mestiere: il primo punto, l’ingresso nei primi 100, il primo titolo, sono tutti passaggi di una carriera che rimangono indelebili nella mente di chi gira il mondo inseguendo una pallina gialla: “Non guardavo tanto il ranking prima dell’inizio del torneo, guardavo più alla race. È quasi come un sogno che si avvera, qualcosa che aspettavo da quando avevo 16 anni. Ma la Top 10 è solo l’inizio, il traguardo finale è la prima posizione mondiale. So di meritarmi la Top 10, è un po’ che gioco a questo livello, ma voglio dimostrare di meritarmi questa posizione”.

Per Ons è stato certamente più difficile che per altre giocatrici: chi cresce in Tunisia non ha il supporto di una federazione ricca, deve arrangiarsi con i propri mezzi e lavorare ancora più duro per superare quei piccoli ostacoli che gli altri giocatori magari non conoscono neppure. Viaggiare con il passaporto tunisino vuol dire dover richiedere visti su visti per qualunque posto si debba raggiungere per il prossimo torneo. E quando si è soltanto una giovane armata di racchetta e speranze non è facile ottenere quei visti. “ Chi è americano, francese o australiano ha tanti esempi di altri giocatori da seguire, tanti tennis club, tanti tornei. Sono stata messa da parte da potenziali sponsor per il Paese da cui provengo, e non è giusto. L’ho accettato, l’ho superato, e sono orgogliosa della persona che sono diventata oggi.”

Tutti, in un modo o nell’altro, hanno dovuto superare delle difficoltà nella propria carriera, non voglio dire che le mie sono state superiori a quelle di altri. Volevo farcela, volevo realizzare il mio sogno senza dipendere da uno sponsor o da qualcuno a cui magari il tennis non interessa nemmeno”.

Dopo uno US Open abbastanza deludente, terminato con la sconfitta al terzo turno per mano di Elise Mertens, Jabeur e il suo team hanno fatto una scelta coraggiosa: sono rimasti negli Stati Uniti ad allenarsi e hanno fatto una mini pre-season per preparare la fine della stagione. “Siamo lontani da casa dal torneo di Montreal – ha spiegato la tunisina – ma sono molto contenta della decisione che abbiamo preso, evitando di tornare in Europa. Fortunatamente il mio fisio è mio marito, il mio coach Issam è una persona che conosco da tantissimi anni, ci capiamo a meraviglia. Siamo tutti una sola famiglia e ci vogliamo bene. E soprattutto mi capiscono, e questa per me è la cosa più importante”.

Nel corso della stagione aveva ricevuto diverse critiche per questa sua scelta autarchica nella composizione del suo entourage. “Sono dovuta intervenire per difendere il mio team dagli attacchi, arrivati principalmente in Tunisia. Lavoriamo duro, è davvero duro essere attaccati da chi non sa tutto il lavoro e i sacrifici che ci sono dietro. Non è giusto nei loro confronti, prima ancora che nei miei. E quando qualcuno attacca la mia famiglia divento molto aggressiva”.

In semifinale Jabeur affonterà Paula Badosa, che nella sessione serale ha disposto in due set di Angelique Kerber con il punteggio di 6-4, 7-5.Paula gioca davvero bene, è una giocatrice molto aggressiva. Ha raccolto vittorie molto prestigiose contro Gauff, Pliskova, è incredibile quello che ha fatto. Sarà un match molto complicato”.

Il tabellone femminile di Indian Wells con i risultati aggiornati

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement