Pillole dal Roland Garros, giorno per giorno tutte le news dello Slam di Parigi

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Pillole dal Roland Garros, giorno per giorno tutte le news dello Slam di Parigi

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TENNIS ROLAND GARROS – Laura Guidobaldi, Antonio Garofalo, Alberto Giorni, Roberto Salerno e Davide Zirone, nostri inviati a Parigi assieme ad Ubaldo Scanagatta, vi raccontano giorno per giorno tutte le curiosità dello Slam parigino.

Giovedì 29 maggio:

UNA TERRAZZA CON VISTA SUGLI ITALIANI – A metà pomeriggio, Andreas Seppi e Sara Errani giocavano su due campi attigui, il numero 2 e il numero 3. Salendo su una scalinata che porta all’entrata, si accede a un corridoio sopraelevato dal quale è possibile vedere entrambi i campi contemporaneamente. Si formava così una piccola folla di persone che, a ogni pausa, si spostava verso il campo dove il gioco era in corso: una vera e propria “diretta tennis” sugli italiani. Piccolo particolare: in quella posizione non si poteva stare perché è il corridoio dedicato al passaggio dei fotografi. Gli steward per un po’ hanno tollerato gli “abusivi”, prima di invitarli con un certa decisione verso l’uscita. A.Gio.

 

CLERICI E LE PEN – Taylor Townsend ha appena eliminato la padrona di casa Alize Cornet, per la disperazione del popolo parigino. Urla di giubilo si levano in sala stampa, ma il commento da incorniciare è, al solito, quello dello Scriba: ” Vorrei proprio sapere cosa ne pensa la signora Marine Le Pen…”. Il suo Front National, non propriamente schierato sull’integrazione multietnica ha appena sbancato le elezioni europee in Francia, ma il tennis non si adegua al volere delle urne…A.G.

HAAS AL CAPOLINEA? – A 36 anni, Tommy Haas rischia di dover definitivamente appendere la racchetta al chiodo, per colpa, ancora una volta, della spalla destra che l’ha costretto ad abbandonare martedì contro Zopp. Alla Bild infatti ha dichiarato “Se sarò costretto ad operarmi di nuovo – per la terza volta dall’inizio della carriera, ndr – , la mia carriera finirà qui!” D.Z.

TOP 10 DEI VIP A ROLAND GARROS – Curioso trafiletto sull’Equipe, in cui viene stilata una classifica dei VIP più famosi presenti alla Porte d’Auteuil. Primo è l’immancabile ex-presidente americano Bill Clinton che, nel 2001, entrando ed uscendo in continuazione dalla tribuna presidenziale, deconcentrò André Agassi che perse il match valido per i quarti di finale, contro Sébastien Grosjean. In seconda posizione figura l’attore Jean-Paul Belmondo, mentre Leonardo Di Caprio, è solo nono. D.Z.

FEDERER GUADAGNA SENZA GIOCARE  – Sappiamo che Novak Djokovic ha voluto devolvere l’intero montepremi del Masters 1000 di Roma, tramite la propria fondazione, alle popolazioni dei Balcani colpiti dalle inondazioni. Roger Federer, invece, non ha bisogno di conquistare la Coupe des Mousquetaires per compiere un gesto simile. Infatti per festeggiare i 10 anni della Roger Federer Foundation, il Roland Garros ha deciso di donare 25€ per ogni ace registrato nei match maschili e femminili singolari. Per ora, sono 1.298 gli ace registrati per un totale di 32.450€ raccolti. La fondazione dello svizzero si occupa soprattuto della scolarizzazione dei bambini in Africa. D.Z.

IL TENNIS: UNA FONTE DI ENERGIA ALTERNATIVA – Come già anticipato nell’articolo pre-torneo, il Roland Garros da quest’anno ha siglato un accordo di sponsorizzazione con la GDF Suez, azienda energetica parigina che opera nel settore della produzione e distribuzione di energia elettrica, già main sponsor del torneo WTA che si disputa nella capitale francese. Fra le varie pubblicità, segnaliamo una particolarmente originale: è stato calcolato che in un match, in media, vengono colpiti 125 rovesci che equivalgono a ben 437,5 kWh. Dopo il gas, il nucleare, l’idroelettrico, il petrolio ecc. nel futuro, il tennis verrà utilizzato come fonte di energia rinnovabile?! D.Z.

Mercoledì 28 maggio:

FEDERER, RECORD STORICO – Roger Federer è il primo giocatore della storia a raggiungere le 60 vittorie in ciascuno dei quattro Slam: Australian Open 73, Roland Garros 60, Wimbledon 67, Us Open 67.

IL RECORD DI SERENA E LI NA – Non solo è la prima volta nella storia che i campioni degli Australian Open escono al primo turno del Roland Garros. Ma con la sconfitta di Li Na ieri e Serena Williams oggi, il Roland Garros 2014 verrà ricordato anche perché è la prima volta nella storia che le prime due teste di serie del tabellone principale escono prima del terzo turno.

I NUMERI DI SERENA AL ROLAND GARROS – Serena Williams, in programma oggi sul Suzanne Lenglen come 2° incontro, incontra la 20enne spagnola Garbine Muguruza, n. 35 del mondo. Ecco alcuni numeri sulla campionissima americana: Serena è alla sua 13esima partecipazione al Roland Garros, con 2 vittorie, nel 2002 e nel 2013; 1 finale e 5 quarti di finale. Ha perso una sola volta prima del 3° turno quando fu sconfitta da Virginie Razzano nel 2012. Nell’edizione del 2013 ha perso un totale di 29 game e in 7 partite ha ceduto un solo set con Svetlana Kuznetsova (L.G.)

 

Martedì 27 maggio:

ANNACONE HA UN PROBLEMA CON LA TECNOLOGIA – In conferenza stampa Sloane Stephens ha preso in giro il suo allenatore Paul Annacone, che a quanto pare non ci sa proprio fare con smartphone e affini: “Non sa quello che fa. Non sa attivare il Wi-Fi per cui in Australia ha dovuto pagare 2.000 dollari di bolletta perché stava sempre su Twitter. Stava connesso in roaming invece di collegarsi al wi-fi. C’era lui che postava le foto su Twitter e io che gli dicevo che non era proprio la cosa ideale“.

SHANGHAI, BYE BYE – Li, Peng, Zheng, Zhang. Non è una filastrocca, ma un bollettino di guerra: sono le quattro cinesi presenti in tabellone al Roland Garros e… subito eliminate al primo turno. Naturalmente l’eliminazione più clamorosa è quella di Na Li, che si è fatta sorprendere in tre set dalla Mladenovic: è un momento difficile per lei, che a Roma era stata eliminata ai quarti di finale da Sara Errani (anche in quell’occasione se aveva parlato di problemi di stomaco). E pensare che, solo tre anni fa, la bandiera cinese saliva sul pennone più alto del Philippe Chatrier e risuonavano le note dell’inno dopo il successo in finale della Li su Francesca Schiavone. Se oggi L’Equipe titolava “Stan-bye” dopo la sconfitta di Wawrinka, è proprio il caso di dire: Shanghai, bye-bye. A.Gio.

FUORI ALMAGRO E HAAS: CHI GIOCA AGLI OTTAVI CONTRO NADAL? – Fuori Almagro e fuori Haas, entrambi per ritiro. E quindi agli ottavi del Roland Garros ci sarà per forza di cose un debuttante. I candidati che possono approfittarne sono: Sock, Lokoli, Johnson, Lajovic e Zopp. Sock è già al secondo turno e aspetta il vincente di Lokoli-Johnson mentre l’altro secondo turno si giocherà tra Zopp e Lajovic. Lajovic ha battuto in tre rapidi set, a sorpresa, Federico Delbonis. Proprio quest’ultimo pareva il favorito naturale per esperienza, adattabilità sulla terra battuta e ranking (è numero 34 del mondo).
L’avversario teorico (e pratico, verrebbe da dire) negli ottavi di chi uscirà da questa parte di tabellone è Rafael Nadal che dunque non dovrebbe avere nessun problema fino ai quarti.

CAMILA GIORGI : NON SI VIVE DI SOLO TENNIS. C’È ANCHE… DISNEYLAND – Camila Giorgi racconta brevemente quali sono i suoi hobbies nel tempo libero, nonché di avere la passione per le opere di Walt Disney. “Ho vissuto a Parigi e mi è piaciuta molto; se dovessi tornarci sarebbe soprattutto per andare nuovamente a Disneyland. Mi piacciono molto le storie della Disney”. E quando è a Tirrenia, cosa fa nel tempo libero? “Se fa bel tempo, vado volentieri a passeggio per Firenze; se piove, mi piace andare al cinema”. (L.G.)

AL ROLAND GARROS IL TENNIS SI SPOSA CON LA MUSICA JAZZ – A Porte d’Auteuil non si gioca solo a tennis. Il Museo della Federazione Francese del Tennisaccoglierà, per il quarto anno consecutivo, una serie di 5 concerti di musica jazz. La manifestazione si terrà dal 27 al 31 maggio e sarà organizzata in collaborazione con il Sunset Jazz Club. I gruppi che si esibiranno sono Musica NudaMaliaCatherine Russell QuartetAnthony Strong Quintet, China Moses and André Manoukian. (L.G.)

Lunedì 26 maggio:

ADRIANO PANATTA QUANDO DISSE A SOLOMON. “TU COSì PICCOLO  E BRUTTO COME PENSI DI BATTERMI? – La rivista quotidiana che viene distribuita al Roland Garros oggi dedica un suo spazio anche ad Adriano Panatta – nella pagina dei ricordi che unisce Jim Courier vincitore qui nel ’91 e nel ’92, Mickael Pernfors finalista nel 1986 (“Il mio miglior ricordo il sostegno del pubblico che tifava per me contro Lendl”) e Jonas Bjorkman vittorioso nel doppio nel 2005 e nel 2006 –   e al ricordo della vittoriosa finale del campione romano nel 1976 contro Harold Solomon: “Il tennis alla mia epoca era meno “controllato” rispetto a oggi, Potevamo permetterci cose diverse. Io e Solomon dovevamo giocare la finale ed eravamo soli nel corridoio prima di scendere in campo. Per cercare di innervosirlo  l’ho avvicinato e gli ho chiesto più seriamente possibile : ‘Dimmi “Solo” ma come fai a pensare di vicnere questo match tu che sei così piccolo?’ Non l’ho detto in modo cattivo. dentro di me volevo soprattutto scherzare, ma è vero che lui era più basso di me di 15 centimetri. Non so se sono riuscito a deconcentrarlo, bisognerebbe chiederlo a lui, ma in ogni modo alla fine sono stato io a vincere!“. Di questa storia ho sentito e letto diverse ricostruzioni. Io ricordaco quella in cui Adriano e Solly si trovavano davanti allo specchio negli spoglliatoi e Adriano disse sì quella frase, ma con l’aggiunta di un “piccolo sorcio” che non so se è stata davvero pronunciata. Un fatto è certo: Adriano ha vinto un solo Slam, ma non solo gli italiani ma anche i francesi non l’hanno dimenticato.

BILANCIO AZZURRO NEGATIVO PER ORA E PAREGGIO IMPOSSIBILE – Sei sconfitte e 2 vittorie per ora. nella migliore delle ipotesi, ma davvero la migliore, chiuderemo il primo tunro con 7 sconfitte e 6 vittorie. Meno male che ci sono i due fidanzati a tenerci su. Pennetta 62 62 all’austriaca Mayr n.74 e Fognini 64 64 61 al tedesco Beck, n.125. E’ vero che erano ampiamente favoriti, però i match bisogna sempre vincerli. E dopo Starace, Volandri e Schiavone che avevano perso ieri, hanno perso oggi la Knapp che pure era avanti 27 posti davanti alla Barthel, 52 contro 79, Lorenzi n.89 contro Bautista Agut e infine anche Roberta Vinci, n.18 contro la Prmentier n.147 e alla sua decima sconfitta al primo turno in quest’anno fin qui disgraziato. Un anno fa qui la Vinci aveva battuto la Foretz, la Voskoboeva e poi la Cetkovska, prima d arredersi allo strapotere di Serena Williams (61 63) negli ottavi. perderà quindi un bel po’ di punti e di posizioni dopo aver sfiorato la top-ten in più occasioni nel 2013. Mi sa che sarà un sogno irrealizzabile, ormai. Mi auguro di sbagliarmi. Questo martedì giocano il derby Bolelli e Arnaboldi, quindi almeno a 3 vittorie ci arriviamoanche se le sconfitte diventeranno sette e non potremo pareggiare, ma anche Sara Errani contro la Keys dovrebbe vincere e portarci a quattro. A 6 vittorie arriveremmo se la Giorgi battesse la Jovanovski, cosa possibile, e se Seppi superasse Santiago Giraldo, cosa assai più complicata, anche se qui a Parigi ricordo una prestazione eccellente di Andreas contro Djokovic.

“CONGRATULAZIONI!” MAHUT: “VERAMENTE HO PERSO” – Incredibile gaffe da parte di un collega durante la conferenza stampa di Nicolas Mahut, ignaro della sconfitta in quattro set patita dal francese contro Mikhail Kukushkin.

Q. Congratulazioni.
NICOLAS MAHUT: Congratulazioni? Ho perso.

Q. Hai perso? Okay. Allora cosa è successo là fuori?
NICOLAS MAHUT: Sei serio? Hai visto la partita?

Q. No, non l’ho vista. Mi è stato detto che hai vinto. Scusami.
NICOLAS MAHUT: Domande in francese, per piacere.

L’AUTISTA POCO SCIOVINISTA – Lunedì difficile a Parigi con la pioggia che costringe i giocatori a parecchi “stop and go”. E’ sempre più imprescindibile un tetto che copra almeno il Philippe Chatrier e la conferma arriva “sul campo” dall’autista della navetta che ci porta al Roland Garros: un servizio molto utile (e gratuito) che può essere sfruttato non solo dagli addetti ai lavori, ma anche dagli spettatori. “C’est incroyable!”, continua a ripetere l’autista, grande appassionato di tennis, durante il breve tragitto. “Non è possibile che il più grande torneo del mondo sulla terra battuta non abbia almeno un campo coperto da un tetto. L’Australian Open ne ha più di uno e anche Wimbledon, dove la tradizione è sacra, ha provveduto. Noi cosa aspettiamo?”. Difficile dargli torto. Mentre stiamo per scendere e gli accenniamo che, nel progetto di allargamento del Roland Garros è prevista la costruzione del tetto sul Philippe Chatrier entro il 2018, ci saluta con sarcasmo: “Tra una decina d’anni forse sarà finito…”. A.Gio.

MARTIN KLIZAN TOP PLAYER – Protagonista di giornata per aver eliminato a sorpresa il giapponese Kei Nishikori, vincitore a Barcellona ma reduce dal forfait a Roma per i problemi alla schiena che l’hanno costretto al ritiro in finale con Nadal a Madrid, Martin Klizan si è autoincensato al termine del match: “Penso che il mio gioco sia buono e posso arrivare in alto in classifica. Penso anche di poter essere un top player in futuro”.

ANDY MURRAY SEMPRE CON IVAN LENDL MA AL TELEFONO – Lo scozzese che ha vinto Wimbledon cerca un coach ma non lo trova. Ma non trovandolo si affida al vecchio Ivan. Lo sente per telefono, mentre Ivan si allena per giocare i tornei del circuito senior.

DJOKOVIC E IL RACCATTAPALLE – Visto che il tempo non concede molto a Novak Djokovic non è rimasto che affidarsi alle innate doti da showman. Durante l’interruzione per pioggia il serbo ha diviso la panchina con un raccattapalle e ha pure brindato con lui scatenando l’applauso del Philippe Chatrier. Djokovic, mentre teneva l’ombrello per entrambi, ha chiesto al ballboy se gioca a tennis e per quale tennista tifa e la risposta deve averlo preso in contropiede: “Non te lo posso dire“.

 

IL SALUTO DI JUAN MARTIN DEL POTRO – Juan Martin Del Potro fermo da due mesi per una nuova operazione al polso, questa volta sinistro, ha voluto salutare i suoi fan parigini tramite Facebook dando loro appuntamento al prossimo anno. “Fa male non essere al Roland Garros ma, come sapete, non posso essere lì quest’anno trovandomi nella prima fase della riabilitazione dopo l’intervento al polso. Ho grandi ricordi del torneo, specialmente di quando ho giocato la semifinale contro Roger nel 2009. Un grande abbraccio ai tifosi, in particolare agli argentini che sono venuti a sostenermi da Parigi o dalle città vicine. Ci vediamo il prossimo anno.” SP

QUANDO PIOVE E QUANDO NON PIOVE – Se dovessimo mettere sul sito ogni cambiamento del meteo non finiremmo mai. Il consiglio che diamo ai lettori è di seguirci sul Twitter di Ubitennis per avere aggiornamenti in tempo reale.

I SONDAGGI DELL’EQUIPE – Ogni giorno, da qualche giorno, l’Equipe pubblica dei sondaggi per attivare l’interazione con i lettori. Eccone alcuni cui potrebbero rispondere qui anche i lettori di Ubitennis:

  1. Djokovic vincerà finalmente il torneo di Parigi? Il 70 per cento dei lettori dell’Equipe ha risposto sì. Voi come la pensate?
  2. Nadal perderò prima della finale? Il 70% ha risposto no? E voi?
  3. Ci sarà un rappresentante della nouvella vague in semifinale? l’80% ha risposto no.
  4. Wawrinka farà più strada di Federer? I lettori si sono divisi al 50%
  5. Ci sarà un francese nei quarti? Anche qui il 50%.
  6. Questo sondaggio è di Ubitennis: ci sarà un italiano fra uomini e donne nei quarti?
  7. Ci sarà un italiano nella seconda settimana del Roland Garros?

MONTANES, CHE SFORTUNA! – E’ il veterano spagnolo Albert Montanes, al suo 50esimo Slam in carriera – 13esimo Roland Garros -, il primo giocatore costretto al ritiro in questi French Open: sul 3-1 De Schepper nel corso del primo set, Montanes s’è storto una caviglia alzando bandiera bianca. SP

NADAL E IL LENGLEN – Ha fatto rumore la notizia del debutto del numero uno, 8 volte vincitore, nonchè campione uscente del Roland Garros, sul Suzanne Lenglen. Gli organizzatori hanno però, espresso le loro ragioni al riguardo, tentando di smorzare le polemiche: “Innanzitutto, per garantire un equilibrio tra i due campi principali, Djokovic e Nadal non avrebbero potuto giocare sullo stesso campo. Inoltre oggi si celebra la giornata dei presidenti (dei club di tennis in Francia) sul Lenglen e vogliamo offrire un grande spettacolo, con tanti francesi e un grosso nome” . Questa la loro duplice motivazione. Danilo Princiotto

VOLANDRI UNO STRANO RECORDMAN – Filippo Volandri ha perso 17 volte consecutive al primo turno in un torneo dello Slam. Io mi chiedo: ma questo è un record? Per tanti giocatori è durissimo ruscire a mantenere la classifica mondiale per restare fra i 104 tennisti più forti del mondo ed entrare in tabellone agli Slam, senza mai far punti negli Slam. Filippo Volandri è, a suo modo, un eccezione e forse un recordman. L’ultima volta che aveva passato il primo torneo fu il Roland garros 2007 quando arrivò agli ottavi di finale e, purtroppo, mancò una straordinaria opportunità per andare oltre perchè doveva affrontare Acasuso, non un campionissimo. Ma si rasò male i calli di una mano, e non riuscì a tenere più la racchetta in mano. Filippo Voladri ha eguagliato il record di Juan Antonio Marin, giocatore di passaporto costaricense. Perse anche lui al primo turno 17 volte non consecutive, così come non consecutive sono anche quelle di Volandri. Ub.Sca.

PIOVE A PARIGI – Giornata piovosa oggi nella Ville Lumière. Da stamattina, una pioggia sottile ma costante cade sulla capitale francese. I match al Roland Garros quindi per ora sono sospesi. E, per il resto della settimana, le previsioni annunciano ancora perturbazioni e precipitazioni.

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Roland Garros: per Nadal è una scatenata dozzina, Thiem si deve arrendere

PARIGI – Rafa affonda l’austriaco dopo due set in equilibrio. Dodicesimo trionfo a Parigi e 18esimo titolo dello Slam per lo spagnolo

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Rafael Nadal, a terra - Roland Garros 2019 (via Twitter, @rolandgarros)

[2] R. Nadal b. [4] D. Thiem 6-3 5-7 6-1 6-1 (da Parigi, il nostro inviato)

Chi voleva una partita da questa finale ha avuto una partita, almeno per due set e un po’. Per buoni tratti c’è stato equilibrio. Ma quando poi ci si è allontanati per guardare l’immagine d’insieme, come si fa con un quadro di grandi dimensioni, i tratti del dipinto sono apparsi molto chiari, e molto chiaramente favorevoli a Rafael Nadal. Il maiorchino ha conquistato il suo dodicesimo titolo al Roland Garros (il doppio dei sei vinti da Borg, che già sembravano difficilmente attaccabili) scavando il solco tra lui e Dominic Thiem all’inizio del terzo set, dimostrando come la capacità di mantenere un livello di attenzione agonistica sempre elevatissima lo ha fatto diventare il campionissimo dai numeri stratosferici che tutti conosciamo.

Dopo aver vinto il secondo set sulla dirittura d’arrivo, anche grazie a qualche sbavatura di Nadal, Thiem ha subito un fisiologico abbassamento del livello d’adrenalina che gli ha fatto subire una brutale aggressione (agonistica s’intende) da parte di quell’animale da partite “in rosso” che da ormai quindici anni spadroneggia al Bois de Boulogne a inizio giugno. Con gli altri giocatori ci si può permettere di diminuire i giri del motore per entrare nel set, con Nadal invece è un peccato mortale.

LA PARTITA – Già durante il primo punto, il silenzio del centrale era rotto dal pianto disperato di un bambino, che oltre a causare viva ilarità dei presenti interropeva la litanica preparazione di Nadal per il servizio. Il tema tattico del match non era una sorpresa per nessuno: Nadal a giocare i suoi proverbiali “liftoni” sul rovescio monomane di Thiem e l’austriaco a tentare di aprirsi gli angoli con le sue accelerazioni una volta abbandonati gli amati teloni di fondo. Il primo break era per lui, dopo 27 minuti di gioco, per il tripudio di una platea vogliosa di vedere una partita e ben consapevole dell’importanza del primo set.

Purtroppo per loro, però, due errori non forzati piuttosto banali per Thiem restituivano subito il break a Nadal, che sul 3-3 difendeva il servizio magnificamente in un game da corrida di 12 punti, annullando una chance del 3-4 con un servizio più corto del solito tanto da costringere l’avversario all’errore. Al primo colpo di turbo di Nadal, Thiem perdeva trazione e non riusciva a mantenere la scia: parziale di 10-2 per il maiorchino che chiudeva il primo set in 53 minuti con il punteggio di 6-3.

 

Troppo poco efficace Thiem in fase di risposta, nella quale non riusciva a trovare la giusta posizione, e troppo poco pronto a trovare soluzioni vincenti nei violentissimi scambi da fondo proposti da Nadal e incautamente accettati. Nel secondo parziale però Dominic riusciva a trovare qualcosa in più battuta: solo cinque punti persi nei primi quattro turni di servizio, quando nel set precedente aveva addirittura fatto registrare un saldo negativo nello stesso numero di games (10-11). Tuttavia per sua sfortuna doveva passare mezz’ora nel set prima che Nadal perdesse un ‘quindici’ sul proprio servizio, su un diritto in rete. Ma quando il parziale sembrava ormai pronto per un tie-break, sul 5-6 lo spagnolo accusava il primo piccolo calo del match, e con quattro errori gratuiti consecutivi (due di diritto, due di rovescio) su altrettanti scambi all’ultimo sangue consegnava il secondo set a Thiem con il punteggio di 7-5 in 49 minuti.

Qui l’austriaco perdeva un treno importante, perchè subito in principio di terzo parziale con quattro errori gratuiti (questa volta tre di diritto e uno di rovescio) cedeva la battuta a zero a un Nadal rigenerato dopo la pausa fisiologica e strozzava l’entusiasmo degli spettatori neutrali che si erano vivamente compiaciuti per la raggiunta parità nel punteggio. Il naturale abbassamento dei giri avuto da Thiem dopo la conclusione di un set equilibrato aveva per lui conseguenze devastanti: il parziale di 16 punti a uno mandava Nadal avanti 4-0 in poco più di un quarto d’ora, segnando in maniera irreversibile le sorti del parziale, conclusosi poi 6-1 per Nadal in 30 minuti.

L’inizio del quarto set portava con sè un sensibile abbassamento di temperatura e della luminosità, oltre a un ritorno agli schemi di gioco e di punteggio del primo set, con un maggiore equilibrio negli scambi da fondo e una minore dominanza del servizio. Nel primo game del parziale, il primo ad andare ai vantaggi dal 3-3 nel primo set, regalava a Thiem una palla break per una fuga iniziale nel punteggio, ma Nadal la cancellava con un diritto vincente. Tre gratuiti di Dominic mandavano lo spagnolo subito avanti 2-0, e altre due palle break nel game seguente, vanificate da altrettante risposte mancate di Thiem, segnavano il 3-0 che sembrava già una condanna. Allo scoccare delle tre ore e un minuto di gioco, con una emblematica risposta lunga dell’austriaco sul servizio centrale di Nadal, il match finiva con la consueta celebrazione schiena a terra del maiochino, estatico come la prima volta del suo ennesimo trionfo parigino.

Certo non avrà avuto un tabellone difficilissimo (eufemismo), e sicuramente gli eventi (meteo e non) della seconda settimana lo hanno favorito ancora di più. Ma a 33 anni sulla terra battuta di Parigi, e spesso anche non di Parigi, l’uomo da battere rimane sempre lui. Fino all’anno prossimo la Coupe des Mosquetaires rimarrà nelle sue mani, in attesa che si faccia avanti il prossimo sfidante.

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Roland Garros: Ashleigh Barty, regina di Francia e n. 2 del mondo

PARIGI – Un assolo di Ashleigh Barty che domina Marketa Vondrousova e conquista il suo primo major. Prima Aussie a vincere al Roland Garros dopo la Court (1973) e a conquistare uno slam dopo la Stosur (US Open 2011)

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Ashleigh Barty - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

[8] A. Barty b. M. Vondrousova 6-1 6-3 (da Parigi, la nostra inviata)

Aveva lasciato il tennis per il cricket. Poi, nel 2016, è tornata al suo primo amore ed è stata ricompensata. Ashleigh Barty (8 WTA), a 23 anni, solleva il suo primo trofeo slam battendo una delle grandi sorprese del torneo, la 19enne Marketa Vondrousova (51 WTA), 6-1 6-3 in 70 minuti. Barty è la nuova regina di Parigi ma anche d’Australia, essendo la prima tennista Aussie a vincere il French Open dopo Margaret Court (1973); è inoltre la prima australiana a conquistare un major dopo Samantha Stosur (US Open 2011). Trionfa nella finale slam più giovane da quella del Roland Garros 2008 quando Ana Ivanovic, 20enne, vinse il torneo contro la 22enne Dinara Safina.

Si tratta del loro terzo confronto diretto, il primo sulla terra rossa; per Barty è il 5 titolo in carriera – il quarto è arrivato a Miami quest’anno – e la 25esima vittoria a livello slam. Con il trionfo al Roland Garros, “Ash” diventa n. 2 del mondo e l’ultima australiana ad essere n. 2 fu Evonne Goolagong, nel 1976; l’ultima ad essere nella Top 5 fu la Stosur, nel 2012. È la sesta diversa tennista australiana a raggiungere la finale del Roland Garros nell’Era Open (Court, Gourlay, Goolagong, Turnbull e Stosur). È infine la tennista più vincente (finora) della stagione con 31 vittorie. È la 51esima vincitrice slam dell’Era Open. Niente da fare per Marketa Vondrousova, che non riesce mai ad entrare in partita, totalmente irretita dalle variazioni, dal tennis chirurgico e dalla mano sopraffina di Ashleigh. Disputa comunque un Roland Garros da sogno, con il grande merito di non aver perso neanche un set fino alla finale e, da lunedì, da n.51 entrerà nella Top 20 (n. 15 o 16 WTA).

 

LA PARTITA – Dopo l’interminabile semifinale tra Djokovic e Thiem, la finale femminile tra Ashleigh Barty e Marketa Vondrousova comincia con un’ora e mezza di ritardo. Nuovoloni grigi si alternano a squarci di cielo azzurro. La pioggia dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) concedere una tregua agli organizzatori del French Open. Ashleigh e Marketa cominciano subito ad alternare palle in spin e in slice, soprattutto l’australiana che, sin dai primi scambi, dimostra di avere il braccio saldo e di gestire molto meglio la tensione in un grande rendez-vous. La ceca sembra esitante e soprattutto va troppo spesso fuori misura. I primi tre game sono totale appannaggio di Barty che si allontana sul 3-0. Fa fatica Marketa ad entrare in partita. Rompe il ghiaccio sull’1-4 ma Barty è molto più lucida, dosando alla perfezione backspin e topspin, piazzando ad hoc lungolinea ed incrociati, padrona incontrastata del campo. Il primo set è suo, 6-1 in 28 minuti.

È un assolo di Barty, che continua a disegnare geometrie con grande savoir faire mentre, dall’altra parte della rete, Vondrousova non riesce a liberarsi dal tennis ordinato e velenoso dell’avversaria. La ceca rompe il ghiaccio nel secondo ma “Ash” continua a veleggiare verso il primo successo slam, salendo 3-1. Palle corte deliziose e micidiali, variazioni da fondo e ricerca degli angoli spiazzano totalmente Marketa che non riesce a trovare il bandolo della matassa per impensierire la tennista Aussie, che avanza ancora sul 4-2. Marketa tenta comunque di rimanere a galla, scambiando a più non posso e procurandosi tre palle del 4-5; ma oggi Barty è troppo forte per lei.

Continua ad attaccare, sempre in spinta e centrata. Al primo e unico matchpoint il Roland Garros è suo. Ashleigh Barty vince 6-1 6-3 il suo primo major e, da lunedì, sarà n. 2 del mondo. È la prima tennista Aussie a trionfare a Porte d’Auteuil dopo Margaret Court (1973) e la prima a vincere un major dopo Samantha Stosur (US Open 2011). Una prestazione perfetta, senza sbavature. Potente al servizio, Barty ha messo a segno nel torneo ben 38 ace (3 nella finale). Contro Vondrousova, su 20 discese a rete ha conquistato 15 punti e ha messo a segno ben 27 winner a fronte dei soli 10 dell’avversaria. I 26 gratuiti, del resto, rivelano la costante ricerca del punto. Ma quanto sarà contenta ‘Ash’ di aver rinunciato al cricket per tornare al tennis?

Certo, sono un po’ triste perché ho perso” ammette Vondrousova, “ma sono state due settimane fantastiche. Ho la mia famiglia qui ed è sempre meraviglioso per me“. Cosa è stato nel tennis di Barty che non ha permesso a Marketa di fare il proprio gioco? “È stata troppo forte oggi, penso abbia giocato un tennis fantastico e non ho avuto molte chance. Sì, credo mi abbia dato una lezione oggi“. E le smorzate della ceca? “Era ventoso ma lei non mi ha permesso di esprimere il mio gioco”. Un momento indimenticabile di queste due settimane? “Mi ricordo il matchpoint con Martic perché c’era nervosismo ma l’ho vissuto intensamente. Ma anche la semifinale, perché ero sotto 3-5 in entrambi i set. Ho lottato in tutti i match e sono fiera di me. Dopo queste due settimane, penso che le persone ricorderanno di me il mio spirito combattivo e le smorzate“.

In che cosa consiste ora il Barty Party? “È per tutti gli australiani” ha detto una raggiante Ashleigh ai giornalisti, “per noi è una festa ma non solo per queste due settimane ma anche per questi ultimi due o tre anni, per me stessa e per il mio team. Ho un gruppo straordinario intorno a me, di persone autentiche e sincere. È una cosa incredibile. Non mi sarei mai sognata di essere un giorno seduta qui, al French Open, con questo trofeo. O meglio, certo, abbiamo sogni e obiettivi quando siamo bambini, ma tutto ciò è incredibile”.  

Alcuni anni fa ‘Ash’ si prende una pausa dal tennis e si dedica al cricket. Nel 2016 però ritorna: “Non ho mai chiuso la porta al tennis. Avevo bisogno di fare un passo indietro, di vivere una vita normale perché quella da tennista non è una vita normale. Penso di aver avuto bisogno di crescere come persona, di maturare. Ho lasciato la porta aperta alle varie opzioni ed è stato un percorso che mi ha riportata al tennis. Ma ero sempre impegnata nel tennis, ogni giorno, col mio coach Jim. Palleggiavo e lui mi guidava. Poi mi sono mancate le gare, l’emozione della battaglia in campo con l’avversaria, le emozioni della vittoria ma anche quelle della sconfitta“.

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Roland Garros: Thiem spezza il sogno di Djokovic, seconda finale a Parigi

PARIGI L’austriaco vince in 5 set un match dai mille colpi di scena e un’altra interruzione per pioggia. Rematch della finale con Nadal. Djokovic dice addio al secondo Nole Slam

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Dominic Thiem - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

dal nostro inviato a Parigi

[4] D. Thiem b. [1] N. Djokovic 6-2 3-6 7-5 5-7 7-5

Tra le polemiche suscitate dalla sospensione venerdì sera a causa di (errate) previsioni meteorologiche ed i capovolgimenti di scena visti sabato, questa seconda semifinale del Roland Garros 2019 non finirà tanto presto di suscitare discussioni e polemiche. Dominic Thiem alla fine è riuscito a conquistare la sua seconda finale consecutiva al Bois de Boulogne nonostante le sospensioni per il maltempo siano sempre arrivate quando l’inerzia del match era a suo favore e nonostante la clamorosa paralisi emotiva che l’ha colto sul 5-3 40-15 nel quinto set, quando ha rimesso in gara un avversario che sembrava già battuto.

 

Difficile individuare un filo conduttore comune tra tutti gli spezzoni di partita disputati tra un giorno e l’altro. Certo è che dopo l’ultima sospensione per pioggia i due protagonisti hanno rifiutato quasi sistematicamente gli scambi prolungati sulle diagonali, cercando quasi sempre di aprire il campo, mentre nei segmenti precedenti si è visto un Djokovic piuttosto propenso a prendere la rete, forse per mascherare le fasi di relativa insicurezza da fondocampo, e un Thiem che si è progressivamente ritirato nel suo orticello 3-4 metri oltre la linea di fondo, dovendo tentare spesso e volentieri colpi molto difficili per rintuzzare gli attacchi di Djokovic.

LA CRONACA – Dopo un paio di “scentrate” rimediate con l’annullamento di una palla break nel game di apertura, Thiem si lasciava invischiare in alcuni scambi prolungati che, due giochi più tardi, gli costavano il controbreak. Djokovic, molto meno nervoso della sera precedente e più ben disposto ad accettare il vento, si metteva in opzione “metronomo” senza sbagliare mai e otteneva due delicate chance del 5-4, annullate da Thiem con coraggio e un pizzico di fortuna. Ma è sul 6-5 Thiem che arrivava il Nole che non ti aspetti: tre errori gratuiti piuttosto grossolani, tre set-point annullati con grande risolutezza, ma sul quarto il passante di rovescio dell’austriaco era troppo basso e radente per essere addomesticato da Nole e dopo due ore e un quarto di gioco (di cui solo 47 nella giornata di sabato) il numero uno del mondo si trova sotto per due set a uno.

Djokovic si tratteneva a stento dallo scagliare la pallina nelle serre d’Auteuil, ma l’arbitro gli appioppava comunque un’ammonizione per “condotta antisportiva”, apparentemente per aver commentato “Bravo, ti sei fatto un nome, tutti si ricorderanno di te”, riferendosi ad un episodio di qualche game prima quando, dopo aver ricevuto un “time violation”, il campione serbo si era lamentato perchè il punteggio veniva chiamato troppo presto.

Era comunque Nole a sprintare in vantaggio all’inizio del quarto set, con un break ottenuto sull’1-1 grazie anche a un piccolo calo di attenzione di Thiem, che sbagliava due rovesci non impossibili per lui. Il controbreak però arrivava immediatamente dopo, alla terza chance, grazie a un fortunatissimo passante di rovescio che il nastro rendeva imprendibile. Tutto inutile, comunque, perchè con un game sottotono Thiem si lasciava scappare di nuovo Djokovic, che metteva a segno una striscia di sette punti consecutivi per andare 4-2 0-15. Ma nessuno dei due riusciva a dare continuità al proprio gioco: altri due errori piuttosto inconsueti di Nole riportavano il punteggio in parità sul 4-4. La soluzione del parziale veniva all’undicesimo game, quando Thiem perdeva la battuta per la terza volta nel set, chiudendo il game con un doppio fallo, dando il via libera a Djokovic per portare il match al quinto dopo tre ore e cinque minuti.

Il livello di gioco non era eccelso all’inizio del set decisivo: parecchi errori, da ambo le parti, la stanchezza e la tensione la facevano da padrone, spingendo Thiem sempre più indietro rispetto alla linea di fondo e consigliando Djokovic a essere meno aggressivo nei palleggi, affidandosi piuttosto a qualche estemporanea discesa a rete. Le palle break nei primi due game svanivano come erano arrivate, ma sull’1-1 altri due errori non forzati del serbo davano il break a Thiem che poi si issava 4-1. Quando nel gioco successivo Nole doveva affrontare la palla dell’1-5 il match sembrava quasi finito, ma Giove Pluvio non aveva ancora finito di divertirsi con questa partita, e apriva i rubinetti, propiziando la fuga dei giocatori verso gli spogliatoi.

Si riprendeva dopo un’ora e sei minuti di pausa con Djokovic che fermava il gioco su un colpo di Thiem il quale invece veniva dato in campo, regalando all’austriaco la seconda palla del 5-1. Salvatosi bene con la battuta, il serbo andava a riprendersi il break subito dopo, arringando la folla con la mano quando, sulla palla break, il pallonetto di Thiem atterrava appena oltre la riga di fondo. Ma nell’ennesimo colpo di scena di questa partita da film thriller, sul 3-4 30-0 Djokovic si “autobreakkava” con quattro errori gratuiti mandando a servire per il match il suo avversario, il quale a sua volta, arrivato a due match-point sul 40-15, infilava altri quattro gratuiti riaprendo la partita. La fine però arrivava poco dopo: al terzo match-point sul 6-5 servizio Djokovic, un diritto vincente di Thiem poneva fine a questa partita infinita dopo 4 ore e 13 minuti.

ANCORA LORO – La finale del singolare maschile sarà dunque la stessa dell’edizione 2018, con Rafel Nadal che avrà avuto oltre 24 ore di riposo in più rispetto a Thiem, oltre ad aver giocato quasi due ore in meno in semifinale. I numeri sembrano tutti a favore del dodicesimo titolo del maiorchino, che è in vantaggio 8-4 nei precedenti (curiosamente tutti tranne uno disputatisi sulla terra battuta) ed è sicuramente un altro giocatore rispetto a quello che poche settimane fa perse l’ultima sfida tra i due a Barcellona.

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