Roland Garros donne, dopo Serena tocca a Masha

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Roland Garros donne, dopo Serena tocca a Masha

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TENNIS – Dopo l’esordio di Serena, tocca all’altra finalista della scorsa edizione, Maria Sharapova. In campo anche Kvitova, Jankovic e Cibulkova. Tra le italiane tocca a Roberta Vinci.

Le foto della prima giornata

Le pillole dal Roland Garros

 

[5] PETRA KVITOVA (CZE #6) vs. ZARINA DIYAS (KAZ #86) – Diyas leads 1-0
2009 PRAGUE CLAY O R16 DIYAS 64 62

Teoricamente non dovrebbero esserci sorprese, nella pratica bisognerà comunque tenere d’occhio il debutto di Petra Kvitova. L’avversaria della ceca è la kazaka Diyas, tre partite negli Slam e alla prima partecipazione a Parigi. Il precedente tra le due è, un po’ a sorpresa, a favore di Diyas ma è un precedente datato 2009: troppo poco affidabile per dare qualche indicazione. L’unico risultato di rilievo Petra l’ha colto a Madrid, dove ha impegnato in semifinale Simona Halep per poi cedere il passo alla romena. Di Diyas c’è poco da dire: ha cominciato ad affacciarsi nel tennis che conta da poco dato che è il secondo Slam a cui partecipa. Agli Australian Open si è qualificata fino ad arrivare al terzo turno, dove perse proprio contro Halep. Prima di allora, la kazaka era principalmente conosciuta per aver battuto la top-10 Jankovic a Mosca nel 2010. Ma nel curriculum c’è poco altro. Dovesse sorprendere Kvitova, raggiungerebbe quota 150 vittorie in carriera. Non male per festeggiare.

[6] JELENA JANKOVIC (SRB #7) vs. SHARON FICHMAN (CAN #77) – Jankovic leads 1-0
2013 TORONTO HARD O R32 JANKOVIC 64 76(6)

A proposito di Jelena Jankovic, oggi debutta anche la serba, numero 6 del tabellone ed uno dei nomi più caldi degli ultimi mesi. JJ è finita in orbita Errani, dalla quale ha perso in semifinale a Roma ed è certamente un pericolo molto serio per tutte coloro che occupano la parte bassa del tabellone. Se nella parte alta si deciderà probabilmente tutto nell’eventuale quarto di finale tra Serena Williams e Maria Sharapova, in quella bassa ci si aspetta un po’ di bagarre: tra le candidate Li, Jankovic, Halep e – perché no? – anche Sara Errani. Oggi Jelena dovrebbe esordire serenamente anche se quest’anno ha già perso da una tennista fuori dalla top-70. Ma si trattava di Caroline Garcia, che dal trionfo di Bogotà sta dimostrando giorno dopo giorno il suo vero valore. La canadese Fichman, sotto 1-0 nei precedenti, difficilmente riuscirà a pareggiare. Ha giocato appena quattro match nei tabelloni principali dei tornei WTA e il Roland Garros non pare il palcoscenico più adatto per cominciare ad ingranare.

[Q] KSENIA PERVAK (RUS #156) vs. [7] MARIA SHARAPOVA (RUS #8) Sharapova leads 1-0
2010 ROLAND GARROS CLAY O R128 SHARAPOVA 63 62

Anche Maria non ha pescato un primo turno da giustificare qualche preoccupazione. Ksenia Pervak, al di là di uno sporadico ottavo di finale a Wimbledon nel 2010, non sembra avere le armi adatte per mettere in difficoltà Maria Sharapova, rigenerata dal mattone tritato e dai più considerata come la favorita numero 2 per il torneo. Peccato che il tabellone abbia deciso di farle incontrare la favorita numero 1 ai quarti. Prima di allora, comunque, ci sono quatttro partite da vincere ed una di queste è contro Pervak, che a Parigi non ha mai vinto una partita e che esordì negli Slam qui quattro anni fa perdendo proprio contro la sua avversaria odierna. La siberiana ha un record di dodici vittorie ed una sola sconfitta on clay nel 2014 e sulla superficie che più odiava e che ora ama più di tutte ha già battuto tre top-5 quest’anno. L’ultima sconfitta contro una tennista classificata fuori dalle prime 150 posizioni risale a Stanford 2011. Ma dall’altra parte c’era Serena Williams, non Ksenia Pervak, con tutto il rispetto.

[9] DOMINIKA CIBULKOVA (SVK #10) vs. VIRGINIE RAZZANO (FRA #78)

Series tied 2-2

2007 GUANGZHOU HARD O SF RAZZANO 36 61 61
2008 GOLD COAST HARD O R32 CIBULKOVA 62 62
2009 AUSTRALIAN OPEN HARD O R32 CIBULKOVA 75 75
2012 FED CUP WEEK 1 HARD I R1 RAZZANO 64 64

Interessante il primo turno di Dominika Cibulkova, anche perché la terra non è esattamente la superficie prediletta dalla trottolina slovacca. È pur vero che proprio sulla terra parigina Dominika ha cominciato a farsi strada tra le grandi (semifinale al Roland Garros nel 2009, nel 2012 raggiunse i quarti battendo Azarenka) ma quest’anno Cibulkova ha raccolte solo sconfitte sulla terra. Razzano può provare un altro sgambetto dopo quello a Serena nel 2012? Forse no, anche perché il 2014 della francese non è stato esaltante. Virginie non ha mai vinto due partite di fila quest’anno e nei tornei su terra non è mai riuscita a qualificarsi. Strada apparentemente chiusa ma quantomeno Razzano potrà contare sull’atmosfera e sul tifo del pubblico parigino.

[17] ROBERTA VINCI (ITA #20) vs. [WC] PAULINE PARMENTIER (FRA #145) – Vinci leads 4-0 (2-0 in main draw matches)

2003 ITF/SAINT RAPHAEL HARD I R16 VINCI 60 61
2004 ROLAND GARROS CLAY O QUAL VINCI 64 75
2009 BARCELONA CLAY O R32 VINCI 64 76(7)
2012 TOKYO HARD O R32 VINCI 63 61

Carburare alla ricerca della fiducia perduta. Questo il compito di Roberta Vinci che a Madrid e Roma ha dato qualche segno di risveglio dopo un 2014 fatto di torpore e delusioni. La francese Pauline Parmentier, numero 145 del mondo ed entrata con una wild-card, pare un buon debutto in vista dei futuri match dato che in quattro incontri, anche se solo uno è recente, non ha mai perso un set. Ad essere ottimisti, una Vinci in forma potrebbe addirittura puntare agli ottavi con Serena Williams (esattamente come successo l’anno scorso). Intanto c’è da pensare al primo turno, “scoglio” che Roberta non ha superato per ben sei volte in nove partecipazioni (l’ultima nel 2012). Anche Pauline ha all’attivo nove partecipazioni ma non è mai andata oltre il secondo turno, che ha raggiunto solo in due occasioni. Dovesse vincere al debutto, Roberta pareggerebbe i conti: per ora il suo record nei primi turni Slam è di diciotto vittorie e diciannove sconfitte.

Altri match da seguire:

[15] SLOANE STEPHENS (USA #19) vs. PENG SHUAI (CHN #57) – Peng leads 2-0
[WC] FIONA FERRO (FRA #416) vs. [16] SABINE LISICKI (GER #17) – First meeting
MONICA PUIG (PUR #41) vs. [19] SAMANTHA STOSUR (AUS #18) – First meeting
[20] ALIZE CORNET (FRA #21) vs. [WC] ASHLEIGH BARTY (AUS #172) – First meeting
[Q] SOFIA SHAPATAVA (GEO #204) vs. [27] SVETLANA KUZNETSOVA (RUS #28) – First meeting

 

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Djokovic, il governo francese: “Niente Roland Garros per i non vaccinati”

Il ministro dello sport Maracineanu smentisce le proprie affermazioni dei giorni scorsi. Intanto il Daily Mail conferma la squalifica di tre anni dall’Australia

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Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

Non è finita nemmeno quando è finita. Sebbene la vicenda relativa alla presenza di Novak Djokovic all’Australian Open 2022 si sia conclusa domenica 16 gennaio, con l’obbligo per il numero uno del mondo di lasciare il paese, i suoi strascichi sembrano destinati a permeare le cronache almeno per qualche altro giorno. Nelle ultime ore, infatti, il ministro dello sport francese Roxana Maracineanu ha confermato che il vaccino sarà necessario per giocare il Roland Garros.

Abbiamo deciso di adottare il pass vaccinale“, ha tweettato. “Da quando la legge entrerà in vigore sarà obbligatorio per gli spettatori e per i giocatori (sia francesi che stranieri) per poter entrare negli ERP [établissement recevant du public o luoghi preposti ad eventi pubblici, ndr] dove è già necessario un pass sanitario”.

 

Si tratta di una notevole giravolta rispetto alle parole pronunciate qualche giorno fa, quando Maracineanu stessa aveva affermato: “Oggi, per entrare in Francia, non abbiamo lo stesso regolamento in vigore in Australia. Il green pass viene richiesto per gli atleti, francesi o stranieri, che vivono o hanno domicilio in Francia e che intendono usufruire di un impianto sportivo; ma, per i grandi eventi, [come lo Slam parigino, ndr], ci sono dei protocolli scelti dalle federazioni che vengono ad aggiungersi a quelli già in vigore per le attività sportive quotidiane. Questo permetterebbe ad atleti come Djokovic di fare comunque ingresso nel territorio francese”.

Allo stesso tempo, tuttavia, questa svolta non è inaspettata: nelle scorse settimane, infatti, Emmanuel Macron aveva affermato: “Ai non vaccinati, ho tanta voglia di rompere le scatole. E quindi continueremo a farlo, fino alla fine. Questa è la strategia“. Era quindi prevedibile che la linea del governo si raddrizzasse sulla base delle parole non esattamente conciliatorie del presidente della repubblica transalpina. Detto questo, la costituzionalità del provvedimento non è ancora stata confermata: nuovi sviluppi potrebbero seguire nell’eventualità di un pollice verso da parte delle corti. E se le ultime parole del ministro dello sport non erano rivolte direttamente al campione uscente dello Slam parigino, ci ha pensato Christophe Castaner, membro di spicco del partito di Macron La République en Marche! a mettere le cose in chiaro su chi sia il bersaglio quantomeno più noto del provvedimento: “Djokovic non potrà giocare se non rispetterà le regole che valgono per tutti gli spettatori, i raccattapalle e i professionisti che lavoreranno al Roland Garros“.

DJOKOVIC, TRE ANNI DI ESCLUSIONE DALL’AUSTRALIA?

Nel frattempo, il Daily Mail ha riportato le parole di Karen Andrews, ministro degli affari interno del governo Morrison, al Today Show. Stando alle sue parole, Djokovic sarà effettivamente bandito dall’Australia per tre anni come prevede la normativa. Sembra quindi che la possibilità di una riduzione del ban, inizialmente riportata in virtù delle clausole sezione 133C(3) del Migration Act che parlano di “compelling circumstances” e “compassionate or compelling circumstances” che avrebbero potuto convincere l’esecutivo a rivalutare la propria scelta, non verranno prese in considerazione. Andrews però non ha chiuso completamente la porta, aggiungendo che nuove richieste d’ingresso nel Paese da parte di Nole “potrebbero essere valutate in futuro, ma al momento siamo nel campo delle ipotesi”.

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Amélie Mauresmo è la nuova direttrice del Roland Garros

Per l’ex numero uno WTA tre anni di contratto. È la prima donna della storia a ricoprire l’incarico

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Amelie Mauresmo - Montecarlo 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Adesso è ufficiale: Amélie Mauresmo è la nuova direttrice dell’Open di Francia. Ex numero uno della classifica WTA, venticinque titoli in carriera tra cui due nei tornei del Grande Slam, Mauresmo prende il posto di Guy Forget, dimessosi nei giorni scorsi dopo cinque anni al comando adducendo una totale mancanza di dialogo col presidente federale Moretton. “Sono orgogliosa di entrare a far parte del team del Roland Garros” ha detto Mauresmo. “Ho accettato la carica di direttrice con ambizioni chiare, e le perseguirò con la libertà, la passione e le alte aspettative verso me stessa che mi hanno sempre guidata e contraddistinta“.

Già capitana di Fed Cup e Coppa Davis, nonché coach di Andy Murray e Lucas Pouille, che sotto la sua guida arrivò in semifinale all’Australian Open, Amélie Mauresmo è la prima donna nella storia a ricoprire il delicato incarico. L’ex numero uno del mondo dirigerà un torneo che non ha mai vinto: non solo, curiosamente è lo Slam in cui ha fatto meno bene, raggiungendo al massimo i quarti di finale nel 2003 e nel 2004, mentre nel 2006 riuscì a vincere Australian Open e Wimbledon. Per quanto riguarda il Masters 1000 di Parigi Bercy, l’altro torneo che era diretto sin dal 2012 da Guy Forget, bisogna attendere “Il nuovo direttore del torneo indoor di Bercy sarà annunciato all’inizio del 2022”, ha fatto sapere Gilles Moretton, il presidente federale francese.

 

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Roland Garros, Guy Forget lascia la carica di direttore

Lasciato anche l’incarico di Bercy. Non ancora note le motivazioni, ma l’ex-N.4 ATP era recentemente stato coinvolto nei Pandora Papers in quanto proprietario di una società offshore

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Guy Forget - Roland Garros 2016 (foto di Roberto Dell'Olivo)

Come riportato dall’Équipe, Guy Forget si è dimesso dalla carica di presidente del Roland Garros e del Rolex Paris Masters di Bercy; era in carica rispettivamente dal 2016 e dal 2012. Non sono ancora note le motivazioni di questa decisione, ma è forte il sospetto che sia legata al suo coinvolgimento nei Pandora Papers, uno studio su circa 12 milioni di documenti provenienti da 14 società finanziarie che ha rivelato l’esistenza di circa 29.000 entità offshore.

Era infatti emerso come Forget, vincitore di 11 titoli di singolare e 28 di doppio con rispettivi best ranking di N.4 e N.3, fosse stato proprietario per undici anni di una società offshore con sede presso le Isole Vergini Britanniche chiamata Mainland Group Limited. Fondata nel 2005, la compagnia creata per “detenere proprietà intellettuali” è stata liquidata nel 2016 con un attivo di 1,4 milioni di euro.

Forget aveva negato il suo coinvolgimento, attribuendo la gestione di tutti i suoi interessi alla IMG, forse il gruppo più potente nel mondo del tennis come dimostra la recentissima acquisizione del Mutua Madrilena Open. La società di management sportivo aveva però negato, affermando che i rapporti con il tennista transalpino si erano interrotti al momento del suo ritiro avvenuto nel 1997 (secondo Guy, invece, IMG avrebbe continuato a rappresentarlo fino al 2012, anno in cui ha lasciato l’incarico di capitano di Davis ricevuto nel 1999). Le dimissioni di Forget fanno quindi pensare che ci sia stato un sostanziale sviluppo nell’inchiesta in corso, probabilmente non a suo favore; aggiorneremo l’articolo appena ci saranno degli sviluppi.

 

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