RG, day 4: Chardy per Nole; c'è Federer. Flavia, occhio alla Larsson

Roland Garros

RG, day 4: Chardy per Nole; c’è Federer. Flavia, occhio alla Larsson

Pubblicato

il

 
 

TENNIS ROLAND GARROS – E’ giorno di secondi turni a Parigi. Djokovic affronta il francese Chardy. Per Federer un incontro soft con Schwartzman. Anche Berdych non rischia. Occhio a Tsonga-Melzer. Tra le donne si preannuncia vita facile per Serena, Sharapova e Radwanska. Pennetta, occhio alla Larsson.

UOMINI (Danilo Princiotto)

No. 2 Novak Djokovic (SRB) v Jeremy Chardy (FRA)

 

Continua la corsa del numero 2 del mondo all’unico Grande Torneo che ancora manca al suo palmares; diventerebbe l’ottavo uomo nella storia a vincere tutte e 4 le prove dello Slam, non nello stesso anno solare. Sulla sua strada al secondo turno c’è uno degli idoli di casa, Jeremy Chardy, proveniente dall’altisonante successo su Federer a Roma. Giocatore pericoloso Jeremy, quando è in giornata, se non fosse che con Djokovic in 8 scontri diretti non è mai riuscito a strappare un set. Considerando che Nole non perde con un francese da 32 incontri, che non è mai uscito al secondo turno prima d’ora (escluso il 2005 dove, da qualificato, perse da Coria) e che Chardy non ha mai battuto un top three, il pronostico appare ancora più chiuso.

Head-to-head: Djokovic leads 8-0

2009 Australian Open Hard (O) R64 Djokovic 75 61 63

2009 Marseille Hard (I) R32 Djokovic 76(4) 64

2009 Cincinnati-1000 Hard (O) R16 Djokovic 75 63

2010 Rome-1000 Clay (O) R32 Djokovic 61 61

2010 Toronto-1000 Hard (O) QF Djokovic 62 63

2011 Wimbledon Grass (O) R128 Djokovic 64 61 61

2013 Wimbledon Grass (O) R32 Djokovic 63 62 62

2014 Miami-1000 Hard (O) R64 Djokovic 64 63

No. 4 Roger Federer (SUI) v (Q) Diego Sebastian Schwartzman (ARG)

Anche qui partita che si immagina abbia poco da dire in termini di punteggio, se non verificare, una volta di più, lo stato di forma di Roger Federer, che nel match d’esordio è parso abbastanza in palla fisicamente e tennisticamente, in attesa comunque di match più probanti. Il ventunenne argentino Schwartzman non ha giocato neanche un match nel circuito maggiore quest’anno (ottenendo, peraltro, una sola vittoria in carriera) ma viene da due Challenger vinti nel corso di questa stagione, ed ha avuto accesso al tabellone principale dopo aver superato le qualificazioni e Gastao Elias al primo turno. Federer, dal canto suo, cerca la vittoria numero 60 (raggiungerebbe Nadal) sui campi del Roland Garros.

Head-to-head: primo incontro

No. 6 Tomas Berdych (CZE) v Aleksandr Nedovyesov (KAZ)

Numero 6 contro numero 99 Atp. Unico precedente a favore del ceco, giocato quest’anno in Australia. E’ anche vero, però che Berdych non sta esprimendo quest’anno, o ancor meglio, nell’ultimo periodo, il suo miglior tennis, nonostante vanti un titolo all’attivo in quel di Rotterdam. Sul rosso ha rimediato diverse batoste nel 2014 ma non dovrebbe (condizionale d’obbligo) essere questo il caso. Nedovyesov punta a vincere il secondo match consecutivo, a livello Atp, per la prima volta in carriera. Gioca il suo secondo match in uno Slam (il primo è il suddetto, in Australia, perso proprio da Tomas). Per queste ed altre ragioni, anche la testa di serie numero 6 del torneo, non dovrebbe patire grosse difficoltà.

Head-to-head: Berdych leads 1-0

2014 Australian Open Hard (O) R128 Berdych 63 64 63

No. 13 Jo-Wilfried Tsonga (FRA) v Jurgen Melzer (AUT)

Ecco finalmente, un incontro un tantino più incerto, con Jo Wilfried Tsonga che affronta l’austriaco Jurgen Melzer in un secondo turno che potrebbe offrire scintille e buon tennis. Il francese non sta giocando il suo miglior tennis ma il fight e il calore del pubblico potrebbero esaltarlo (anche se avanzando il calore si trasforma in pressione, come il povero Tsonga ha dimostrato lo scorso anno contro Ferrer). Melzer, dal canto suo, vanta anche lui una semifinale sulla terra di Parigi, ottenuta nel 2010 (dopo aver rimontato e sconfitto Djokovic che era sopra 2 set a 0). Entrambi sono in fase calante (più il secondo che il primo) ma il gioco propositivo che i due sono in grado di offrire, potrebbe garantire un piacevole spettacolo per tutti coloro che avranno modo di goderselo.

Head-to-head: Tsonga leads 3-0

2008 AMS Miami Hard (O) R64 Tsonga 67(4) 75 61

2008 Bangkok Hard (I) QF Tsonga 63 62

2013 Monte Carlo-1000 Clay (O) R16 Tsonga 63 60

DONNE (Stefano Pentagallo)

[1] SERENA WILLIAMS (USA #1) vs. GARBINE MUGURUZA (ESP #35) – S.Williams leads 1-0 
2013 AUSTRALIAN OPEN HARD O R64 WILLIAMS 62 60

Serena potrebbe incontrare Venus al prossimo turno se la sorella dovesse spuntarla con Anna Schmiedlova. Si affronterebbero in uno Slam a distanza di cinque anni dall’ultima volta, Wimbledon 2009. Nei loro 24 incontri a spuntarla più spesso è stata Serena: 14-10, 7-5 negli Slam. E’ altamente improbabile che la numero 1 del mondo possa fallire nel match che la vede opposta alla spagnola Garbine Muguruza, una delle liete sorprese di questo 2014 con il titolo agguantato ad Hobart ad inizio anno. Sarà la prima volta che la spagnola incontrerà la numero 1 del mondo, lei che è 0-5 contro le top 5 ma 3-8 contro le top 10. Il quarto turno raggiunto in Australia, suo miglior risultato in uno Slam, fa ben sperare. Quel che non fa ben sperare è l’avversaria schiacciasassi che si trova ad affrontare, che se in giornata buona può diventare ingiocabile. Non resta che sperare in una sua giornata storta.

[3] AGNIESZKA RADWANSKA (POL #3) vs. KAROLINA PLISKOVA (CZE #53) – A.Radwanska leads 1-0 
2012 KUALA LUMPUR HARD O R16 RADWANSKA 64 64

Con i suoi 212 ace in 29 match – 18 in più rispetto a Serena che ha però giocato tre match in meno -, Karolina Pliskova può essere considerata la Karlovic in gonnella. Per la prima volta al secondo turno al Roland Garros, dopo due eliminazioni premature nel 2012 e 2013, è attesa da Agnieszka Radwanska, imbattuta al secondo turno in uno Slam dagli Us Open del 2011 quando uscì contro la Kerber. L’unico precedente giocato tra le due, seppur risalente al 2012 sul cemento, sorride alla polacca, che in virtù del quarto raggiunto lo scorso anno a Parigi non può che essere considerata nettamente favorita. Occhio comunque alla ceca, reduce dalla terza finale in carriera persa a Norimberga contro Bouchard.

TSVETANA PIRONKOVA (BUL #42) vs. [7] MARIA SHARAPOVA (RUS #8) – Sharapova leads 4-0 
2007 ISTANBUL CLAY O R16 SHARAPOVA 64 76(1) 
2009 US OPEN HARD O R128 SHARAPOVA 63 60 
2010 BEIJING HARD O R64 SHARAPOVA 64 76(5) 
2012 WIMBLEDON GRASS O R64 SHARAPOVA 76(3) 67(3) 60

I precedenti tra Pironkova e Sharapova danno la bulgara praticamente per spacciata: quattro confronti tutti vinti dalla russa con un solo set lasciato per strada. La bulgara è giocatrice da grandi palcoscenici, come confermano gli ottimi risultati ottenuti in carriera a Wimbledon e Us Open. Non è andata mai troppo bene a Parigi, dove non ha mai raggiunto il terzo turno, ma può contare sul fatto che tre delle sue undici vittorie su top 10 siano arrivate proprio nei major. Sharapova che quest’anno ha perso un solo match su terra, a Roma contro Ivanovic – vincendo Stoccarda e Madrid -, ha sviluppato negli anni una perfetta alchimia su terra battuta, tanto da farla sembrare la sua superficie naturale. Sei degli ultimi otto titoli li ha vinti sul rosso, perdendo solo quattro match dalla semifinale raggiunta ai French Open nel 2011 (3 con Serena, 1 con Ivanovic). E’ scontato dire che la partita è dall’esito scontato.

[12] FLAVIA PENNETTA (ITA #13) vs. JOHANNA LARSSON (SWE #99) Tied 1-1
2013 MIAMI HARD O R128 PENNETTA 64 61
2013 BASTAD CLAY O SF LARSSON 26 63 64

Stranamente la terra del Roland Garros Flavia non l’ha mai ben digerita. In undici partecipazioni si è spinta al massimo fino al quarto turno. Due volte, nel 2008 e 2010. Eppure non si può dire che non si trovi a proprio agio sulla superficie, su cui ha vinto sette dei suoi dieci titoli. Quest’anno che è 19-8 nel bilancio vittorie-sconfitte può essere la volta buona per infrangere quel muro e pensare in grande: il tabellone, con Bouchard, Kerber e Radwanska non le è troppo nemico. Meglio però pensare ad una partita alla volta, considerando che la sua avversaria, Johanna Larrson, l’ha sconfitta l’anno scorso proprio sul mattone tritato, a Bastad, vendicando la sconfitta che aveva subito mesi prima a Miami.

Continua a leggere
Commenti

Flash

Roland Garros, un brutto Sinner vince a fatica

Prestazione negativa di Jannik Sinner che riesce comunque a vincere in quattro set contro lo spagnolo Carballes Baena e avanza al terzo turno dove affronterà Mcdonald

Pubblicato

il

Jannik Sinner - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Da Parigi, il nostro inviato

[11] J. Sinner b. R. Carballes Baena 3-6 6-4 6-4 6-3

Non tutte le partite sono uguali e non tutte le giornate negli Slam sono di luna buona, ma la versione odierna di Sinner è stata davvero troppo brutta per essere vera. Per sua fortuna di fronte c’era Roberto Carbelles Baena, un onesto pedalatore della racchetta numero 89 di un ranking costruito soprattutto nelle dure battaglie dei challenger e il nostro campioncino è riuscito a portare il risultato a casa, sebbene dopo tre ore e quarantaquattro di lotta.

 

Al terzo turno affronterà l’americano Mackenzie Mcdonald numero 60 del mondo, battuto da Jannik 7-5 al terzo nell’unico precedente, la finale di Washington dello scorso anno. Decisamente un tabellone abbordabile sin qui, ma servirà tutt’altra continuità e attitudine per sperare di andare avanti nel torneo. Oggi per lunghi tratti Jannik è apparso tatticamente confuso, incerto tra lo spingere come di consueto o giocare un tennis più ragionato con alcune varianti.

La partita

Per un’ora e dieci c’è una versione sconcertante di Sinner in campo. Fallosissimo, lento e stranamente anche poco esplosivo nei colpi.

Nonostante Carballes Baena non faccia nulla di particolarmente rilevante oltre a rimandare di là della rete ogni cosa e alzare la traiettoria il più possibile, Jannik riesce nella difficile impresa di perdere per ben tre volte il servizio nel primo set, nonostante provi a scuotersi invocando l’aiuto del pubblico del campo 14 (il match era stato programmato inizialmente sul 7), che è tutto dalla sua parte. Il primo parziale si chiude con numeri inquietanti ed eloquenti : 19 errori gratuiti  e 45% di prime in campo.

Le due pericolose palle break  salvate con coraggio  nel secondo gioco del secondo set danno respiro a Jannik che esulta quasi a volersi scuotere e riesce finalmente, sempre tra alti e bassi, ad essere più incisivo e a portarsi in vantaggio (4-2).

Jannik Sinner – Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell’Olivo)

Il pubblico fa la “Ola” trascinata da numerose bandiere spagnole sugli spalti e la nostra giovane stella al momento di chiudere il set sul 5-4 si caccia di nuovo nei pasticci con tre brutti errori. Una prima vincente, un vincente di diritto lungolinea e uno dei rarissimi errori dello spagnolo lo fanno risalire dalla buca. Dopo un’ora e 54 di patimenti, Jannik rivede la luce e lo urla al cielo plumbeo di Parigi.

Lo spagnolo, che la scorsa settimana vinceva il challenger di Tunisi, accusa il colpo e cede subito il servizio in avvio di terzo set. Jannik finalmente rinfrancato, inizia a sciogliere il braccio (con due ore di ritardo) ritrovando anche il servizio fin qui assente ingiustificato.

Come insegna il grande Rino Tommasi, non siamo qui a vendere tappeti e dunque ci tocca dire che il match è oggettivamente orribile.

Due ragazze tedesche che siedono un paio di file sotto di noi decidono che è ora che i rispettivi fidanzati vadano a comprare delle birre per ristorarle dello spettacolo non godibilissimo. Torneranno dopo un’oretta abbondante (le file agli stand sono allucinanti) e le troveranno addormentate, accasciate sugli spalti: non riusciamo a biasimarle.

Jannik prosegue nella sua giornata mediocre, alternando qualche buona accelerazione a troppi errori da fondo. Per fortuna sul finale di set si ricorda della palla corta e ne gioca un paio notevoli che trovano il gradimento di quel che resta del pubblico che lentamente ha preso coscienza che è ora di cena (beati loro): 6-4 e due set a uno avanti.

Le regole non scritte del tennis vorrebbero che ora il giocatore più forte prenda l’abbrivio per una rapida conclusione di partita e invece Jannik continua la sua galleria degli orrori e va subito sotto di un break (0-2). Reagisce subito, almeno il carattere e la tigna sono quelle di sempre, e riesce a ribaltare il parziale portarsi avanti 4-2, approfittando anche di un Carballes che appare in debito di ossigeno. Ma è un’illusione, perché lo spagnolo è un cagnaccio e nel turno di battuta successivo salva ben 5 palle del doppio break  che porterebbero l’azzurro a servire per il match, aggiudicandosi il game fiume da 22 punti e 13 minuti. La sofferenza dura ancora due game poi finalmente Sinner può esultare per lo scampato pericolo, anche se le quasi quattro ore di gioco rischiano di pesare sul prosieguo del torneo.

L’applauso finale del pubblico avrà svegliato anche le due ragazze tedesche: non se ne abbiano a male, ma il tennis è anche sudore e sofferenza.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Continua a leggere

Roland Garros

Roland Garros: Kolar fa vedere i fantasmi a Tsitsipas ma crolla sul più bello. Avanti anche Rublev

Il 25enne ceco ha set point in tre dei quattro set disputati, ma riesce a vincere solo il terzo. Il greco fa valere l’esperienza a questi livelli e approda al terzo turno

Pubblicato

il

Stefanos Tsitsipas - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[4] S. Tsitsipas b. [Q] Z. Kolar 6-3 7-6 (8) 6-7 (3) 7-6 (7)

La partita del giorno è stata senza dubbio quella fra Stefanos Tsitsipas e Zdenek Kolar. Chi si aspettava una facile affermazione del greco dopo le fatiche di martedì contro Lorenzo Musetti sarà sicuramente rimasto deluso, sentimento questo che è probabilmente lo specchio dello stato d’animo anche della testa di serie numero quattro. Che ha vinto, certo, ma faticando molto più del dovuto. Grandi meriti vanno comunque riconosciuti al ceco, numero 134 del mondo (best ranking per lui) che, prima di questo torneo, non aveva mai vinto neppure un set a livello ATP. Nel circuito maggiore, infatti, Kolar aveva disputato solamente un incontro, quando a luglio 2018 venne sconfitto 6-2 7-5 da David Ferrer sulla terra di Båstad. Per il resto, tutte le sue recite sono state principalmente tra Challenger e circuito ITF (rispettivamente tre e quattro titoli in carriera, tutti sulla terra rossa). L’unica, grane differenza con il campione ellenico si è vista soltanto nei momenti importanti (comunque non giocati male da Kolar, anzi), nei tiebreak che hanno deciso il match. Il ceco ha avuto almeno tre set point in ogni set ad esclusione del primo, ma è riuscito a vincerne soltanto uno.

IL MATCH – A differenza della partenza a rilento contro Musetti, in questa occasione Tsitsipas parte anche bene. Con un break in avvio di match, infatti, il greco si porta rapidamente sul 4-1 e, sfruttando tanti vincenti e pochi gratuiti (13-6), oltre ad una buona percentuale di prime, chiude senza troppi problemi 6-3. Kolar si dimostra concentrato e con la testa ben salda dentro alla partita, aspetto assolutamente da non dare per scontato, crescendo punto dopo punto sia a livello tennistico che, soprattutto, mentale. Nel secondo set, infatti, si verifica la stessa situazione del primo parziale, ma a parti invertite: è il qualificato ceco a prendersi il break nel quarto game e ad allungare sul 4-1. La veemente reazione di Tsitsipas non si fa attendere, con la testa di serie numero quattro che infila a sua volta tre giochi di fila e impatta sul 4-4. Il set si prolunga e, sotto 5-6, il 23enne di Atene si ritrova costretto a salvare due set point, sventati entrambi con coraggio. Kolar non può nulla e, giunto al tiebreak, prima annulla a sua volta un set point e poi si porta nuovamente ad un punto da conquistare il secondo parziale. Qui però Tsitsipas è ancora fenomenale con il servizio e, dall’8-8, estrae dal cilindro due altri dritti impressionanti per chiudere 7-6 e portarsi in vantaggio di due set. Nel quinto game della terza frazione Kolar cancella una pericolosissima palla break in favore del suo avversario, riuscendo a mantenersi sempre avanti nel punteggio e a portare Tsitsipas nuovamente al tiebreak. Tutto il Suzanne Lenglen si schiera con il ceco, che questa volta riesce ad arginare l’esuberanza greca e a dimezzare lo svantaggio con un nuovo 7-6.

 

L’apoteosi del match arriva però in un quarto set carico di pathos. Le statistiche sono praticamente tutte alla pari, a dimostrazione di quanto l’incontro sia equilibrato e di come, diversamente da quello che si potrebbe credere, Tsitsipas sia effettivamente in partita. È evidente che la testa di serie numero 4 non sia al top della forma, ma non riconoscere gli enormi meriti di Kolar sarebbe un peccato capitale. Il numero 134 ATP dimostra di crederci fino in fondo, insistendo con le armi che lo hanno portato a giocarsi alla pari un match così importante: la smorzata e il rovescio incrociato. Tsitsipas, infatti, fa molta fatica sulla diagonale sinistra, andando quasi sempre fuori giri per primo. È forse per questo motivo che il vincitore di Montecarlo inizia, a partire dal quinto gioco, a chiamare a raccolta il pubblico quasi ad ogni punto vinto. Il tifo sugli spalti a quel punto si spacca, con la bilancia che pare però pendere un po’ di più dalla parte di Kolar. Che, per la prima volta da metà secondo set, subisce un break che dal sapore di resa. Invece lui, come se niente fosse e con la tranquillità che lo ha distinto fino a quel momento, in men che non si dica strappa subito il servizio a Tsitsipas, collocando nuovamente il match in parità. Nel settimo game cancella (sempre con grande coraggio) l’ennesima chance per il greco di tornare avanti, e la stessa situazione si ripete nell’undicesimo gioco. Si gioca ormai punto a punto, con il finalista della scorsa edizione che sembra piuttosto provato e, infatti, giunti al tiebreak è il primo a concedere. E concede tanto: sul 2-3 commette un grave errore di dritto e un doppio fallo, mandando Kolar a servire per il quinto sul 5-2. Il profumo del set decisivo si fa ancora più intenso sul 6-2, con il ceco che ha quattro possibilità consecutive rimandare ogni verdetto. Tsitsipas lascia andare il braccio e, con un po’ di fortuna, trova una riga esterna con cui salva il primo set point, poi con altri due dritti vincenti risale fino al 5-6. La fiamma di Kolar si spegne sul più bello, con il 25enne di Bystrice Nad Pernstejnem che accorcia troppo con il dritto e viene rimontato fino al 6-3 7-6 (8) 6-7 (3) 7-6 (7) finale, con il suo avversario che scaglia a terra la racchetta subito dopo aver concretizzato il secondo match point. Con ben più eleganza, Kolar esce dal campo comunque con il sorriso e tra gli applausi scroscianti del Lenglen.

Se ancora non fosse chiara la bontà della partita di Tsitsipas, forse i 67 vincenti (25 dei quali sono ace) a fronte di 43 gratuiti lo spiegano meglio, così come il 74% di punti vinti con la prima. 57 winners (9 dal servizio) e 44 non forzati invece per un Kolar davvero positivo, che se continua su questi livelli ben presto sfonderà il muro della top100, ottenendo qualche vittoria in più nel circuito maggiore. Il ceco ha poi ricevuto anche i particolari complimenti del finalista dello scorso torneo nell’intervista a fine partita, a cui è giunto particolarmente provato dal punto di vista fisico (già quasi otto ore in campo nei primi due match). Mi ha fatto impazzire, è stato un match molto frustrante perché lui arrivava su tutte le palle – ha dichiarato Tsitsipas – Voglio congratularmi con Mr. Kolar per la sua grande prestazione, ha messo ogni parte del suo corpo dietro ogni singola palla. Forse ho avuto un po’ di fortuna nel tiebreak del quarto, ma va bene così”.

VINCE IN QUATTRO ANCHE RUBLEV – Stessi set vinti e persi per Andrej Rublev, che però siamo abbastanza certi abbia faticato decisamente meno rispetto al greco contro Federico Delbonis. Il russo è stato estremamente cinico nel primo set, dove ha avuto la prima palla break nell’ottavo game e l’ha immediatamente sfruttata. Al servizio per il set, per la testa di serie numero sette è stata solo una formalità chiudere 6-3 il primo parziale, tenendo bene anche nel secondo. Nella fase finale del set, tuttavia, si è verificata la scena opposta, con l’argentino bravo a sfruttare il primo break point della partita in suo favore per salire 5-3 e servizio. Anche per lui nessun problema a restituire il 6-3, ma da quel momento Rublev perderà solo più cinque game. Un break in apertura nel terzo gli garantisce un comodo vantaggio, certificato in un lungo quinto game al servizio e sublimato con un secondo break nell’ottavo gioco. Anche nel quarto parziale è un solo allungo a fare la differenza, ancora di marchio russo, grazie al quale pochi minuti dopo chiuderà 6-3 3-6 6-2 6-3. Al prossimo turno per Rublev si presenta l’ostacolo Garin, vincitore anche lui in quattro set su Ivashka, in una partita che ci interessa molto da vicino. Chi trionferà in questo incontro, infatti, se la vedrà agli ottavi con il vincente di Sinner-McDonald, con l’italiano bravo a gestire le difficoltà e a superare Carballes Baena.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Continua a leggere

Flash

Roland Garros: giornata di sorprese nel femminile, dopo Pliskova fuori anche Halep e Collins

Continuano a cadere, una dopo l’altra, le teste di serie nel tabellone femminile del Roland Garros. Prima di oggi erano nove, cui se ne aggiungono oggi altre quattro

Pubblicato

il

Paula Badosa - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non si ferma l’ecatombe di teste di serie in questa edizione del Roland Garros femminile. Prima dell’inizio della giornata odierna, erano nove ad aver già salutato Parigi (Samsonova, 25; Jabeur, 6; Kontaveit, 5; Muguruza, 10; Krejcikova, 2; Kvitova, 32; Raducanu, 12; Sakkari, 4; Cirstea, 26), cui se ne aggiungono altre quattro: Pliskova (8), Alexandrova (30), Halep (19) e Collins (9).

Dopo i soli quattro game racimolati da Karolina Pliskova contro la numero 227 WTA Leolia Jeanjean, ben più combattuto è il match di Ekaterina Alexandrova, che dopo aver vinto al tiebreak il primo set si spegne perde il secondo parziale e si fa rimontare due volte nel terzo da Irina-Camelia Begu. La russa infatti, testa di serie numero 30, nel set decisivo va due volte avanti di un break: prima sul 2-0, poi sul 4-2, ma in entrambi i casi perde immediatamente il servizio. Saranno decisivi i soli sette punti vinti con la prima (su 18) nel terzo set, che consentiranno alla rumena di recuperare dallo svantaggio di 2-4 infilando quattro game consecutivi e chiudendo 6-7 (3) 6-3 6-4. Al terzo turno Begu troverà proprio Jeanjean, con la ghiotta chance di eguagliare il suo miglior risultato in uno slam, cioè gli ottavi di finale, ottenuti proprio qui a Parigi nel 2016 e all’Australian Open nel 2015).

La numero 63 del ranking rimane così l’unica rumena in tabellone, complice l’inaspettata sconfitta di Simona Halep. La testa di serie numero 19 cede alla giovane Zheng Qinwen (e ad una non perfetta condizione fisica), non sfruttando un set e un break di vantaggio. La campionessa del 2018 vince infatti facilmente il primo set – in cui commette solo quattro gratuiti contro i 13 della sua avversaria – e si porta avanti anche nel secondo, salendo 2-1 e servizio. Da quel momento, però, la partita cambia: dopo un game a tratti stellare da dieci minuti, la giovane cinese trova il controbreak immediato e vince cinque game di fila, strappando il servizio all’ex numero uno del mondo in altre due occasioni e portando il match al terzo. Il suo gioco molto aggressivo e un contemporaneo calo fisico di Halep, costretta a chiamare due volte il fisioterapista, chiudono precocemente la contesa in favore di Zheng, che si impone 2-6 6-2 6-1 sfruttando un immacolato 100% di punti vinti con la prima (13/13) e ben 27 vincenti.

 

L’ultima sorpresa di giornata vede l’uscita di scena della finalista dell’Australian Open Danielle Collins, sconfitta in due set da Shelby Rogers (non proprio una terraiola doc). Dopo essersi immediatamente ritrovata sotto 0-4 ad inizio match, la testa di serie numero nove riesce in qualche modo a risalire la china fino al 4-4, dove però perde nuovamente il servizio e, di fatto, consegna alla sua avversaria le chiavi del primo set. Con altri tre break (sei in totale) Rogers si porta a casa anche un secondo set mai in discussione, in un incontro in cui a fare la differenza sono senz’altro i tanti errori gratuiti di Collins (28).

SOPRAVVIVONO RYBAKINA, KEYS E SABALENKAAlla roboante vittoria di Iga Swiatek – in striscia aperta da 30 partite consecutive – si aggiungono anche i successi di Elena Rybakina, Madison Keys e Aryna Sabalenka. La kazaka fa un po’ più fatica soltanto nel primo set, dove comunque è sempre lei a fare la partita, conquistandolo al fotofinish. Da quel momento saranno otto i giochi consecutivi conquistati dalla testa di serie numero 16, che si impone 6-4 6-0 sfruttando ben 34 vincenti. Perde gli stessi game Aryna Sabalenka, in un incontro piuttosto simile a quello di Rybakina. La bielorussa vince 6-1 6-3 anche grazie a 37 winners, raggiungendo al terzo turno Camila Giorgi, che oggi si è imposta su Yulia Putinseva. Ben più laboriosa l’affermazione di Madison Keys, che estromette dal torneo Caroline Garcia. Match in cui la statunitense, numero 22 del seeding, è comunque sempre stata in vantaggio e in controllo. Nel primo set Keys rischia di sciupare sul più bello il break ottenuto nel sesto gioco, perdendolo quando va a servire per il set sul 5-3. Per sua fortuna, tuttavia, nel game successivo arriva un altro break, che le regala un primo set sublimato dal 93% di punti vinti con la prima. L’equilibrio regna anche nel secondo parziale, dove nessuna delle due giocatrici riesce mai a prendere il largo. Si arriva così al tiebreak, in cui Keys parte meglio e si porta sul 5-2 con due servizi a disposizione. Finisce 6-4 7-6 (3) in suo favore, con una prestazione particolarmente aggressiva che, con 33 vincenti, porta i risultati sperati.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement