RG uomini, Djokovic e Federer cedono un set, Tsonga facile

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RG uomini, Djokovic e Federer cedono un set, Tsonga facile

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TENNIS – Prestazioni non scintillanti dei due big, che perdono un set al tiebreak. Il serbo supera Cilic 6-3 6-2 6-7 6-4, mentre lo svizzero ha la meglio su Tursunov 7-5 6-7 6-2 6-4. Tsonga manda in delirio il Lenglen strapazzando Janowicz

R. Federer b. D. Tursunov 7-5 6-7 6-2 6-4 (da Parigi, Alberto Giorni)

Ci sono volute più di tre ore a Roger Federer per avere ragione di un coriaceo Dmitry Tursunov e approdare agli ottavi di finale del Roland Garros. Lo svizzero è stato costretto a cedere un set (il primo del torneo) ed è apparso tutt’altro che in grande spolvero, almeno nei primi due set. Dovrà alzare il livello del suo gioco già a partire dalla sfida contro Ernests Gulbis, che quattro anni fa gli ha fatto lo sgambetto agli Internazionali d’Italia: un avversario da non sottovalutare.

 

Federer ha lasciato a desiderare, come al solito, nella concretizzazione delle palle break: ne ha convertite solo 4 su 21, mancando tra l’altro quattro setpoint nel secondo parziale. Seguendo il match dal vivo, è impressionante il sostegno del pubblico nei confronti di “Rodgeur”: tra lui e Nadal non c’è partita nell’applausometro. Nei momenti più difficili, lo svizzero è stato costantemente sostenuto con applausi di incoraggiamento. Quando Tursunov è uscito dal campo per un trattamento medico, Federer si è messo a provare i servizi per tenersi caldo, ricevendo un “olé” a ogni battuta…

Prima di raccontare il match, partiamo da un antefatto. I francesi stamattina si sono svegliati vedendo in prima pagina sull’Equipe una foto gigante proprio di Federer, che ha rilasciato un’interessante intervista che riproponiamo per punti:

Il punto perfetto – “Ne ho due. Il primo è il matchpoint salvato a Nadal nella finale di Wimbledon 2008,  tiebreak del quarto set. Quel rovescio lungolinea ha reso mitico il match, altrimenti Nadal avrebbe vinto in quattro set. Il secondo punto perfetto è il colpo in mezzo alle gambe contro Dabul allo US Open 2010”.

Il giorno in cui ha pianto dopo una sconfitta – “Ora piango soprattutto di gioia, come dopo la nascita di Leo e Lenny. Ricordo che non riuscivo a smettere di piangere nel 2000, dopo la sconfitta contro Haas in semifinale alle Olimpiadi di Sydney”.

Il giorno in cui ha dubitato di se stesso – “L’anno scorso dopo la sconfitta a Gstaad con Brands: ero in grande difficoltà dal punto di vista fisico”.

Il giorno che rivivrebbe: “Quello in cui ho battuto Sampras a Wimbledon 2001”.

Il giorno in cui scriverà la sua autobiografia: “Penso che non lo farò mai. Ho troppi segreti che condivido con la mia famiglia e il mio staff, che non ho voglia di condividere”.

Tornando al match, Federer inizia a spingere sull’acceleratore sul 3-2 del primo set, quando conquista due palle break, annullate dal russo con una volée di rovescio e un dritto vincente. Nel game successivo, è Tursunov ad alzare la testa; una pregevole palla corta lo porta a un’opportunità di break, ma Federer la cancella con un dritto a campo aperto.

Seguito in tribuna dalle gemelline che non stanno ferme un secondo, e dallo sguardo invece attento di Stefan Edberg, Roger sul 6-5 decide che è il momento di giocare un game da par suo. Un dritto fulminante e una bella volée di rovescio lo conducono al setpoint. Dritto in rete di Tursunov e “Come on!”: il ruggito dello svizzero sigilla il 7-5.

A inizio secondo set, il fuoriclasse di Basilea concede una palla break, resa vana dalla risposta in rete del russo. Non è un Federer scintillante, e sul 4-4 mette in fila uno smash clamorosamente sbagliato e un doppio fallo, ma non paga pegno. Sul 6-5, sembra riproporsi il copione del primo set: Federer accelera e ottiene tre setpoint di fila, però inanella tre errori e si va al tiebreak. Roger parte con un ace e vola 4-1, Tursunov riconquista il minibreak: 4-4. Setpoint Tursunov sul 6-5: rovescio in corridoio. Setpoint Federer sul 7-6: a segno il dritto del russo. Ancora setpoint Tursunov sull’8-7, e qui il russo esplode un dritto lungolinea che gli vale il set e l’applauso dello Chatrier.

Il sole si fa largo tra le nuvole e a inizio terzo set Federer ritrova l’ispirazione e conquista un break in apertura. Sul 2-1, Tursunov esce dal campo per ricevere un trattamento medico per un problema a una gamba, poi Federer dilaga. Finalmente più sciolto nei colpi, Roger lascia andare il braccio, conquista un altro break con uno spettacolare rovescio lungolinea e non ha problemi a chiudere 6-2.

Nel quarto set, lo svizzero è ancora carente nel concretizzare le palle break. Ne manca ben sei sul 2-2, poi riesce a sfatare il tabù al settimo game, con un dritto vincente. Federer serve per il match sul 5-4 e chiude alla grande con un dritto lungolinea che fa esplodere lo Chatrier.

N. Djokovic b. M. Cilic 6-3 6-2 6-7 6-4 (Da Parigi, Davide Zirone)

Ha voluto imitare Federer, e ci è riuscito. Così anche Nole Djokovic ha faticato per sbarazzarsi di Marin Cilic, 6-3 6-2 6-7 6-4 lo score finale in 3 ore e 11 minuti di gioco. Sotto gli occhi di due miti come Ivanisevic e Becker, i due protagonisti in campo hanno giocato con alti e bassi. Djokovic sembrava una copia sbiadita di quello visto nei precedenti incontri, probabilmente anche per merito di un Cilic   in grado di metterlo in seria difficoltà in certi momenti, salvo poi sbagliare colpi facili.

Parte male il serbo che concede il primo break già nel terzo game. Ma poi fa tutto Cilic: prima perde il break sul 3-3, poi spreca una palla break sul 3-4 e alla fine finisce per cedere il servizio sul 3-5. Nole chiude così la prima frazione di gioco 6-3 in 36 minuti.

Il croato riprende il secondo set con lo stesso piglio del primo e regala due break sul 1-1 e sul 2-4, offrendo al serbo anche il secondo set 6-2, senza che quest’ultimo debba tirar fuori i migliori colpi.

Non si fa mancare nulla Cilic, e nel primo game del terzo set va sotto 0-40 sul proprio servizio. Ma è bravo a rimontare e vincere i 5 punti successivi. Sul 3-2 tocca a Djokovic sbagliare tanto: Cilinc non perdona e prende il break che vale il 4-3. Ma la gioia dura ben poco perché il serbo dal sin cattedra e dimezza il distacco. Prima di arrivare al tie-break, il numero 2 del mondo concede una palla break, ma è proprio nel jeu décisitf che il serbo gioca peggio. Cilic prende un mini-break e sale rapidamente 4-1. Sul 5-2, è anche fortunato quando il rovescio tocca il nastro e cade dall’altra parte. Con uno schiaffo al volo di dritto chiude il terzo set 7-6 in 64 minuti.

Nel quarto set Nole tiene il servizio e converte la prima palla break già nel secondo gioco. Poco dopo si trova 0-40 sul proprio servizio ma, complice un Cilic falloso, rimonta e sale 3-0. In difficoltà, Nole non sfrutta ben sei palle break equamente distribuite fra il quarto game e il sesto e viene punito alla terza occasione sul 4-2. Il set (e il match) sembra riaperto, ma proprio nel momento più delicato, 5-4 30-40 Cilic commette un clamoroso doppio fallo, e regala a Djokovic una partita che sarebbe potuta diventare complicatissima. 6-4 in 54 minuti.

(13) J. W. Tsonga b (22) J. Janowicz 6-4 6-4 6-3 ( da Parigi, Antonio Garofalo)

Per la gioia dei cuginetti d’oltralpe Jo Tsonga prosegue la sua marcia nello slam di casa, sbarazzandosi senza alcun problema di uno stralunato Janowicz.

Botte da orbi sul Lenglen e occhiate disperate dei giudici di linea chiamati ad intercettare servizi sempre oltre i 200 km/h.
Tsonga gioca in casa ed il pubblico è ovviamente tutto per lui ma io sono seduto in un angolo di Cracovia in mezzo ai cronisti polacchi. Uno di loro mi riconosce – al mattino ero sullo Chatrier ad assistere alla disfatta della loro beniamina Radwanska – e mi fa: “Agnieszka Katastrof!” con lo sguardo sconsolato.

Neanche  Janowicz in verità ispira in loro tutta questa fiducia. Dopo il boom di fine 2012 e la semifinale a Wimbledon dello scorso anno che lo avevano portato a ridosso della top10, lo spilungone di Lodz si è presentato al Roland Garros con ben nove sconfitte consecutive sul groppone.

Eppure JJ parte  in modo molto aggressivo, non sfrutta una palla break nel primo gioco  ma mostra ottime accelerazioni e un uso sapiente del drop, oltre al mostruoso servizio.
Il parziale fila veloce con scambi brevissimi fino al 5-4 Tsonga quando il polacco di complica la vita con due doppi falli e con una scellerata palla corta consegna il set al francese che aizza la folla del Lenglen.

Il gioco di Janowicz è così, badilate al servizio e da fondo e palle corte, o la va o la spacca. Il secondo set inizia come il primo ma stavolta il polacco con una bella risposta di rovescio ottiene il break, portandosi sul 2-0.

Nuova sagra di errori, Tsonga più dentro al campo e rapido 2-2.
Il francese, per una volta, si mostra tatticamente più accorto del suo avversario, alternando fasi di spinta ad altre di contenimento.

Il finale di set è identico a quello del primo. Janowicz fa harakiri sul 4-5, Tsonga si procura il set point con uno smash al seguito di un grande lungolinea di rovescio e lo concretizza buttandosi a rete con il polacco che tira fuori il passante.

Sul Lenglen parte la ola, francesi in delirio.
Dopo un’ora e venti siamo due set a zero, uno svantaggio che Janowicz ha recuperato due volte in carriera, sempre in Australia, ma contro gente del livello di Devvarman e Thompson. Insomma si fa dura per i miei vicini polacchi.

Ci riprova ancora per la verità il buon Jerzi, ma il break in apertura di terzo set è restituito subito.
I titoli di coda scorrono praticamente già nel sesto game quando lo scellerato numero 23 del mondo  con un dritto in corridoio e due doppi falli consegna servizio e partita nelle mani del transalpino.

Tsonga é apparso molto solido e concentrato, capace di assorbire apparentemente senza problemi la pressione di giocare in patria. Ma contro Djokovic, domenica prossima, sarà tutta un’altra storia.

Raonic b. Simon 46 63 26 62 75 (da Parigi Roberto Salerno)

E’ finita con un Riccardo Piatti incontenibile e con Ivan Ljubic contento come forse non lo era dai tempi in cui giocava. Si parla molto dei miglioramenti di Raonic che grazie alla “cura Ljubic” è entrato nella top 10 ma soprattutto ha messo in mostra grandi progressi sulla terra rossa. La splendida semifinale giocata a Roma contro Djokovic sembra, nonostante la sconfitta, aver dato al canadese la definitiva consacrazione tant’è che parecchi lo ritengono il più pericoloso avversario per il serbo nel suo cammino verso Nadal. Oggi, il canadese migliorato, si è trovato di fronte al famigerato Gilles Simon, che l’anno scorso aveva fatto tremare Federer. L’avvio di partita era  tremendamente complicato per Raonic. Il francese non pativa particolarmente le bordate di servizio e che si procurava con grande facilità le palle break e Raonic che non trovava contromosse. Il break del nono gioco arrivava quasi naturalmente con il canadese incapace di fermare Simon. Eppure nel secondo set la musica cambiava. A Raonic riusciva subito il break, non riusciva a conservarlo a lungo, ma stavolta era Simon a distrarsi e a perdere il set di vantaggio. Nel terzo la partita si accendeva sul 3-2 per il francese che sembrava ingranare una marcia in più e, aiutato da un pubblico che cominciava a fare persino la ola volava sul 62. Ma come nel primo set Gilles si distraeva e consentiva a Raonic di restituire il parziale con l’identico punteggio. Si arrivava così al quinto set con un pubblico elettrizzato che esplodeva in un boato per ogni 15 del francese, arrivando ad applaudire anche un doppio fallo di Raonic, comportamento non proprio da apprezzare. Già a partire dal secondo game dunque il match era una corrida e Raonic decideva di rompere gli indugi e venire a rete non appena possibile. I risultati erano confortanti e al terzo game, complice un nastro che rendeva impossibile raggiungere un passante, indispettiva l’intero pubblico francese e faceva scagliare rabbiosamente le palle al povero Simon, arrivava il break. Qui forse Raonic commetteva un piccolo errore e smetteva di asfissiare con attacchi continui il buon GIlles, affidandosi principalmente alle bordate di servizio. Ma la partita era ugualmente avviata verso la sua inesorabile conclusione ma aveva un colpo di coda proprio in quello che doveva essere l’ultimo game. Prima Simon passava con un gran rovescio, poi Raonic prima metteva in corridoio e poi in rete due facili gratuiti e insomma Simon sembrava riacciuffare per i capelli una partita già persa. Non durava, purtroppo per lui, perché forse tradito dalle ultime energie nervose il francese restituiva subito il break. Stavolta Raonic non tremava e al secondo match point si regalava l’ottavo di finale contro il vincente di Klizan – Granollers. C’è di peggio.

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Roland Garros, un brutto Sinner vince a fatica

Prestazione negativa di Jannik Sinner che riesce comunque a vincere in quattro set contro lo spagnolo Carballes Baena e avanza al terzo turno dove affronterà Mcdonald

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Jannik Sinner - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Da Parigi, il nostro inviato

[11] J. Sinner b. R. Carballes Baena 3-6 6-4 6-4 6-3

Non tutte le partite sono uguali e non tutte le giornate negli Slam sono di luna buona, ma la versione odierna di Sinner è stata davvero troppo brutta per essere vera. Per sua fortuna di fronte c’era Roberto Carbelles Baena, un onesto pedalatore della racchetta numero 89 di un ranking costruito soprattutto nelle dure battaglie dei challenger e il nostro campioncino è riuscito a portare il risultato a casa, sebbene dopo tre ore e quarantaquattro di lotta.

 

Al terzo turno affronterà l’americano Mackenzie Mcdonald numero 60 del mondo, battuto da Jannik 7-5 al terzo nell’unico precedente, la finale di Washington dello scorso anno. Decisamente un tabellone abbordabile sin qui, ma servirà tutt’altra continuità e attitudine per sperare di andare avanti nel torneo. Oggi per lunghi tratti Jannik è apparso tatticamente confuso, incerto tra lo spingere come di consueto o giocare un tennis più ragionato con alcune varianti.

La partita

Per un’ora e dieci c’è una versione sconcertante di Sinner in campo. Fallosissimo, lento e stranamente anche poco esplosivo nei colpi.

Nonostante Carballes Baena non faccia nulla di particolarmente rilevante oltre a rimandare di là della rete ogni cosa e alzare la traiettoria il più possibile, Jannik riesce nella difficile impresa di perdere per ben tre volte il servizio nel primo set, nonostante provi a scuotersi invocando l’aiuto del pubblico del campo 14 (il match era stato programmato inizialmente sul 7), che è tutto dalla sua parte. Il primo parziale si chiude con numeri inquietanti ed eloquenti : 19 errori gratuiti  e 45% di prime in campo.

Le due pericolose palle break  salvate con coraggio  nel secondo gioco del secondo set danno respiro a Jannik che esulta quasi a volersi scuotere e riesce finalmente, sempre tra alti e bassi, ad essere più incisivo e a portarsi in vantaggio (4-2).

Jannik Sinner – Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell’Olivo)

Il pubblico fa la “Ola” trascinata da numerose bandiere spagnole sugli spalti e la nostra giovane stella al momento di chiudere il set sul 5-4 si caccia di nuovo nei pasticci con tre brutti errori. Una prima vincente, un vincente di diritto lungolinea e uno dei rarissimi errori dello spagnolo lo fanno risalire dalla buca. Dopo un’ora e 54 di patimenti, Jannik rivede la luce e lo urla al cielo plumbeo di Parigi.

Lo spagnolo, che la scorsa settimana vinceva il challenger di Tunisi, accusa il colpo e cede subito il servizio in avvio di terzo set. Jannik finalmente rinfrancato, inizia a sciogliere il braccio (con due ore di ritardo) ritrovando anche il servizio fin qui assente ingiustificato.

Come insegna il grande Rino Tommasi, non siamo qui a vendere tappeti e dunque ci tocca dire che il match è oggettivamente orribile.

Due ragazze tedesche che siedono un paio di file sotto di noi decidono che è ora che i rispettivi fidanzati vadano a comprare delle birre per ristorarle dello spettacolo non godibilissimo. Torneranno dopo un’oretta abbondante (le file agli stand sono allucinanti) e le troveranno addormentate, accasciate sugli spalti: non riusciamo a biasimarle.

Jannik prosegue nella sua giornata mediocre, alternando qualche buona accelerazione a troppi errori da fondo. Per fortuna sul finale di set si ricorda della palla corta e ne gioca un paio notevoli che trovano il gradimento di quel che resta del pubblico che lentamente ha preso coscienza che è ora di cena (beati loro): 6-4 e due set a uno avanti.

Le regole non scritte del tennis vorrebbero che ora il giocatore più forte prenda l’abbrivio per una rapida conclusione di partita e invece Jannik continua la sua galleria degli orrori e va subito sotto di un break (0-2). Reagisce subito, almeno il carattere e la tigna sono quelle di sempre, e riesce a ribaltare il parziale portarsi avanti 4-2, approfittando anche di un Carballes che appare in debito di ossigeno. Ma è un’illusione, perché lo spagnolo è un cagnaccio e nel turno di battuta successivo salva ben 5 palle del doppio break  che porterebbero l’azzurro a servire per il match, aggiudicandosi il game fiume da 22 punti e 13 minuti. La sofferenza dura ancora due game poi finalmente Sinner può esultare per lo scampato pericolo, anche se le quasi quattro ore di gioco rischiano di pesare sul prosieguo del torneo.

L’applauso finale del pubblico avrà svegliato anche le due ragazze tedesche: non se ne abbiano a male, ma il tennis è anche sudore e sofferenza.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Roland Garros: Kolar fa vedere i fantasmi a Tsitsipas ma crolla sul più bello. Avanti anche Rublev

Il 25enne ceco ha set point in tre dei quattro set disputati, ma riesce a vincere solo il terzo. Il greco fa valere l’esperienza a questi livelli e approda al terzo turno

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Stefanos Tsitsipas - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[4] S. Tsitsipas b. [Q] Z. Kolar 6-3 7-6 (8) 6-7 (3) 7-6 (7)

La partita del giorno è stata senza dubbio quella fra Stefanos Tsitsipas e Zdenek Kolar. Chi si aspettava una facile affermazione del greco dopo le fatiche di martedì contro Lorenzo Musetti sarà sicuramente rimasto deluso, sentimento questo che è probabilmente lo specchio dello stato d’animo anche della testa di serie numero quattro. Che ha vinto, certo, ma faticando molto più del dovuto. Grandi meriti vanno comunque riconosciuti al ceco, numero 134 del mondo (best ranking per lui) che, prima di questo torneo, non aveva mai vinto neppure un set a livello ATP. Nel circuito maggiore, infatti, Kolar aveva disputato solamente un incontro, quando a luglio 2018 venne sconfitto 6-2 7-5 da David Ferrer sulla terra di Båstad. Per il resto, tutte le sue recite sono state principalmente tra Challenger e circuito ITF (rispettivamente tre e quattro titoli in carriera, tutti sulla terra rossa). L’unica, grane differenza con il campione ellenico si è vista soltanto nei momenti importanti (comunque non giocati male da Kolar, anzi), nei tiebreak che hanno deciso il match. Il ceco ha avuto almeno tre set point in ogni set ad esclusione del primo, ma è riuscito a vincerne soltanto uno.

IL MATCH – A differenza della partenza a rilento contro Musetti, in questa occasione Tsitsipas parte anche bene. Con un break in avvio di match, infatti, il greco si porta rapidamente sul 4-1 e, sfruttando tanti vincenti e pochi gratuiti (13-6), oltre ad una buona percentuale di prime, chiude senza troppi problemi 6-3. Kolar si dimostra concentrato e con la testa ben salda dentro alla partita, aspetto assolutamente da non dare per scontato, crescendo punto dopo punto sia a livello tennistico che, soprattutto, mentale. Nel secondo set, infatti, si verifica la stessa situazione del primo parziale, ma a parti invertite: è il qualificato ceco a prendersi il break nel quarto game e ad allungare sul 4-1. La veemente reazione di Tsitsipas non si fa attendere, con la testa di serie numero quattro che infila a sua volta tre giochi di fila e impatta sul 4-4. Il set si prolunga e, sotto 5-6, il 23enne di Atene si ritrova costretto a salvare due set point, sventati entrambi con coraggio. Kolar non può nulla e, giunto al tiebreak, prima annulla a sua volta un set point e poi si porta nuovamente ad un punto da conquistare il secondo parziale. Qui però Tsitsipas è ancora fenomenale con il servizio e, dall’8-8, estrae dal cilindro due altri dritti impressionanti per chiudere 7-6 e portarsi in vantaggio di due set. Nel quinto game della terza frazione Kolar cancella una pericolosissima palla break in favore del suo avversario, riuscendo a mantenersi sempre avanti nel punteggio e a portare Tsitsipas nuovamente al tiebreak. Tutto il Suzanne Lenglen si schiera con il ceco, che questa volta riesce ad arginare l’esuberanza greca e a dimezzare lo svantaggio con un nuovo 7-6.

 

L’apoteosi del match arriva però in un quarto set carico di pathos. Le statistiche sono praticamente tutte alla pari, a dimostrazione di quanto l’incontro sia equilibrato e di come, diversamente da quello che si potrebbe credere, Tsitsipas sia effettivamente in partita. È evidente che la testa di serie numero 4 non sia al top della forma, ma non riconoscere gli enormi meriti di Kolar sarebbe un peccato capitale. Il numero 134 ATP dimostra di crederci fino in fondo, insistendo con le armi che lo hanno portato a giocarsi alla pari un match così importante: la smorzata e il rovescio incrociato. Tsitsipas, infatti, fa molta fatica sulla diagonale sinistra, andando quasi sempre fuori giri per primo. È forse per questo motivo che il vincitore di Montecarlo inizia, a partire dal quinto gioco, a chiamare a raccolta il pubblico quasi ad ogni punto vinto. Il tifo sugli spalti a quel punto si spacca, con la bilancia che pare però pendere un po’ di più dalla parte di Kolar. Che, per la prima volta da metà secondo set, subisce un break che dal sapore di resa. Invece lui, come se niente fosse e con la tranquillità che lo ha distinto fino a quel momento, in men che non si dica strappa subito il servizio a Tsitsipas, collocando nuovamente il match in parità. Nel settimo game cancella (sempre con grande coraggio) l’ennesima chance per il greco di tornare avanti, e la stessa situazione si ripete nell’undicesimo gioco. Si gioca ormai punto a punto, con il finalista della scorsa edizione che sembra piuttosto provato e, infatti, giunti al tiebreak è il primo a concedere. E concede tanto: sul 2-3 commette un grave errore di dritto e un doppio fallo, mandando Kolar a servire per il quinto sul 5-2. Il profumo del set decisivo si fa ancora più intenso sul 6-2, con il ceco che ha quattro possibilità consecutive rimandare ogni verdetto. Tsitsipas lascia andare il braccio e, con un po’ di fortuna, trova una riga esterna con cui salva il primo set point, poi con altri due dritti vincenti risale fino al 5-6. La fiamma di Kolar si spegne sul più bello, con il 25enne di Bystrice Nad Pernstejnem che accorcia troppo con il dritto e viene rimontato fino al 6-3 7-6 (8) 6-7 (3) 7-6 (7) finale, con il suo avversario che scaglia a terra la racchetta subito dopo aver concretizzato il secondo match point. Con ben più eleganza, Kolar esce dal campo comunque con il sorriso e tra gli applausi scroscianti del Lenglen.

Se ancora non fosse chiara la bontà della partita di Tsitsipas, forse i 67 vincenti (25 dei quali sono ace) a fronte di 43 gratuiti lo spiegano meglio, così come il 74% di punti vinti con la prima. 57 winners (9 dal servizio) e 44 non forzati invece per un Kolar davvero positivo, che se continua su questi livelli ben presto sfonderà il muro della top100, ottenendo qualche vittoria in più nel circuito maggiore. Il ceco ha poi ricevuto anche i particolari complimenti del finalista dello scorso torneo nell’intervista a fine partita, a cui è giunto particolarmente provato dal punto di vista fisico (già quasi otto ore in campo nei primi due match). Mi ha fatto impazzire, è stato un match molto frustrante perché lui arrivava su tutte le palle – ha dichiarato Tsitsipas – Voglio congratularmi con Mr. Kolar per la sua grande prestazione, ha messo ogni parte del suo corpo dietro ogni singola palla. Forse ho avuto un po’ di fortuna nel tiebreak del quarto, ma va bene così”.

VINCE IN QUATTRO ANCHE RUBLEV – Stessi set vinti e persi per Andrej Rublev, che però siamo abbastanza certi abbia faticato decisamente meno rispetto al greco contro Federico Delbonis. Il russo è stato estremamente cinico nel primo set, dove ha avuto la prima palla break nell’ottavo game e l’ha immediatamente sfruttata. Al servizio per il set, per la testa di serie numero sette è stata solo una formalità chiudere 6-3 il primo parziale, tenendo bene anche nel secondo. Nella fase finale del set, tuttavia, si è verificata la scena opposta, con l’argentino bravo a sfruttare il primo break point della partita in suo favore per salire 5-3 e servizio. Anche per lui nessun problema a restituire il 6-3, ma da quel momento Rublev perderà solo più cinque game. Un break in apertura nel terzo gli garantisce un comodo vantaggio, certificato in un lungo quinto game al servizio e sublimato con un secondo break nell’ottavo gioco. Anche nel quarto parziale è un solo allungo a fare la differenza, ancora di marchio russo, grazie al quale pochi minuti dopo chiuderà 6-3 3-6 6-2 6-3. Al prossimo turno per Rublev si presenta l’ostacolo Garin, vincitore anche lui in quattro set su Ivashka, in una partita che ci interessa molto da vicino. Chi trionferà in questo incontro, infatti, se la vedrà agli ottavi con il vincente di Sinner-McDonald, con l’italiano bravo a gestire le difficoltà e a superare Carballes Baena.

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Roland Garros: giornata di sorprese nel femminile, dopo Pliskova fuori anche Halep e Collins

Continuano a cadere, una dopo l’altra, le teste di serie nel tabellone femminile del Roland Garros. Prima di oggi erano nove, cui se ne aggiungono oggi altre quattro

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Paula Badosa - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non si ferma l’ecatombe di teste di serie in questa edizione del Roland Garros femminile. Prima dell’inizio della giornata odierna, erano nove ad aver già salutato Parigi (Samsonova, 25; Jabeur, 6; Kontaveit, 5; Muguruza, 10; Krejcikova, 2; Kvitova, 32; Raducanu, 12; Sakkari, 4; Cirstea, 26), cui se ne aggiungono altre quattro: Pliskova (8), Alexandrova (30), Halep (19) e Collins (9).

Dopo i soli quattro game racimolati da Karolina Pliskova contro la numero 227 WTA Leolia Jeanjean, ben più combattuto è il match di Ekaterina Alexandrova, che dopo aver vinto al tiebreak il primo set si spegne perde il secondo parziale e si fa rimontare due volte nel terzo da Irina-Camelia Begu. La russa infatti, testa di serie numero 30, nel set decisivo va due volte avanti di un break: prima sul 2-0, poi sul 4-2, ma in entrambi i casi perde immediatamente il servizio. Saranno decisivi i soli sette punti vinti con la prima (su 18) nel terzo set, che consentiranno alla rumena di recuperare dallo svantaggio di 2-4 infilando quattro game consecutivi e chiudendo 6-7 (3) 6-3 6-4. Al terzo turno Begu troverà proprio Jeanjean, con la ghiotta chance di eguagliare il suo miglior risultato in uno slam, cioè gli ottavi di finale, ottenuti proprio qui a Parigi nel 2016 e all’Australian Open nel 2015).

La numero 63 del ranking rimane così l’unica rumena in tabellone, complice l’inaspettata sconfitta di Simona Halep. La testa di serie numero 19 cede alla giovane Zheng Qinwen (e ad una non perfetta condizione fisica), non sfruttando un set e un break di vantaggio. La campionessa del 2018 vince infatti facilmente il primo set – in cui commette solo quattro gratuiti contro i 13 della sua avversaria – e si porta avanti anche nel secondo, salendo 2-1 e servizio. Da quel momento, però, la partita cambia: dopo un game a tratti stellare da dieci minuti, la giovane cinese trova il controbreak immediato e vince cinque game di fila, strappando il servizio all’ex numero uno del mondo in altre due occasioni e portando il match al terzo. Il suo gioco molto aggressivo e un contemporaneo calo fisico di Halep, costretta a chiamare due volte il fisioterapista, chiudono precocemente la contesa in favore di Zheng, che si impone 2-6 6-2 6-1 sfruttando un immacolato 100% di punti vinti con la prima (13/13) e ben 27 vincenti.

 

L’ultima sorpresa di giornata vede l’uscita di scena della finalista dell’Australian Open Danielle Collins, sconfitta in due set da Shelby Rogers (non proprio una terraiola doc). Dopo essersi immediatamente ritrovata sotto 0-4 ad inizio match, la testa di serie numero nove riesce in qualche modo a risalire la china fino al 4-4, dove però perde nuovamente il servizio e, di fatto, consegna alla sua avversaria le chiavi del primo set. Con altri tre break (sei in totale) Rogers si porta a casa anche un secondo set mai in discussione, in un incontro in cui a fare la differenza sono senz’altro i tanti errori gratuiti di Collins (28).

SOPRAVVIVONO RYBAKINA, KEYS E SABALENKAAlla roboante vittoria di Iga Swiatek – in striscia aperta da 30 partite consecutive – si aggiungono anche i successi di Elena Rybakina, Madison Keys e Aryna Sabalenka. La kazaka fa un po’ più fatica soltanto nel primo set, dove comunque è sempre lei a fare la partita, conquistandolo al fotofinish. Da quel momento saranno otto i giochi consecutivi conquistati dalla testa di serie numero 16, che si impone 6-4 6-0 sfruttando ben 34 vincenti. Perde gli stessi game Aryna Sabalenka, in un incontro piuttosto simile a quello di Rybakina. La bielorussa vince 6-1 6-3 anche grazie a 37 winners, raggiungendo al terzo turno Camila Giorgi, che oggi si è imposta su Yulia Putinseva. Ben più laboriosa l’affermazione di Madison Keys, che estromette dal torneo Caroline Garcia. Match in cui la statunitense, numero 22 del seeding, è comunque sempre stata in vantaggio e in controllo. Nel primo set Keys rischia di sciupare sul più bello il break ottenuto nel sesto gioco, perdendolo quando va a servire per il set sul 5-3. Per sua fortuna, tuttavia, nel game successivo arriva un altro break, che le regala un primo set sublimato dal 93% di punti vinti con la prima. L’equilibrio regna anche nel secondo parziale, dove nessuna delle due giocatrici riesce mai a prendere il largo. Si arriva così al tiebreak, in cui Keys parte meglio e si porta sul 5-2 con due servizi a disposizione. Finisce 6-4 7-6 (3) in suo favore, con una prestazione particolarmente aggressiva che, con 33 vincenti, porta i risultati sperati.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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