Il Re e la Regina della terra: chi è il Goat?

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Il Re e la Regina della terra: chi è il Goat?

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TENNIS FOCUS – Sono ancora vividi i ricordi della finale del Roland Garros, che ha visto vincitore per la nona volta Rafael Nadal. E se nessun tennista attualmente può eguagliare simili record su terra, andiamo nel campo femminile per ritrovare una campionessa del passato che ha saputo eccellere quanto Nadal sul rosso, Chris Evert.

 

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L’8 giugno, Rafael Nadal Parera da Manacor, alza al cielo la sua nona Coppa dei Moschettieri. Nove trofei dello stesso Major sono qualcosa che ti spediscono direttamente nell’Olimpo del tennis. Ed appare un traguardo che attualmente sembra irraggiungibile per chiunque. Ma nel gioco del trono, quello del Goat su questa superficie, che divide da sempre appassionati e addetti ai lavori, c’è una tennista, una donna, che dal passato potrebbe concorrere al titolo: Chris Evert. Dopo la vittoria di Rafa, fra i migliaia di attestati di riconoscimento ed i messaggi di congratulazioni, è proprio lei a definirlo ‘il migliore di sempre sulla terra’. I numeri, che spesso vengono in nostro aiuto, sono da capogiro. Nadal, oltre ai già noti nove titoli del French Open, detiene un record sulla terra parigina di 66-1, solo un uomo in 10 anni è riuscito a battere lo spagnolo nel suo fortino, Robin Soderling nel 2009 (lo svedese poi non vinse il titolo in finale contro Roger Federer). Ancora, sono 81 i match vinti consecutivamente su questa superficie, 45 titoli su 53 finali, e un totale di 318 su 24, che senza alcun dubbio lo consacrano come ‘King of Clay’. E se nessuno nel tennis maschile può vantare una così schiacciante e longeva dittatura sulla terra, è dal lato femminile che ci dobbiamo spostare per vedere se c’è ancora qualcuno a giocarsela con lo spagnolo sul ‘polvo de ladrillo’. Ed è qui che entra in gioco Chris Evert.

Partiamo dalla premessa che è sempre complicato, se non impossibile, paragonare due epoche così distanti, quando oggi il tennis è completamente diverso rispetto a 40 anni fa. Ancora di più se il paragone avviene fra un uomo e una donna. Ma se è un gioco quello a cui vogliamo partecipare, tutto è concesso. La campionessa americana ha vinto 7 Roland Garros, un record nel tennis femminile, e fino alla vittoria di Nadal del 2013, anche un record unico. 125 sono i match consecutivi vinti sulla terra durante gli anni ’70; 44 in più della più lunga scia di vittorie di Rafa. In quella corsa sul rosso perse solo 8 set. Le 125 vittorie arrivarono in un periodo lungo 6 anni, dal 1973 al 1979. Gli 81 successi di Nadal invece sono racchiusi in 2 anni, dal 2005 alla finale del 4 maggio 2007 ad Amburgo, in cui venne sconfitto da Roger Federer. La Evert, dal 1973 al 1981 vinse 189 partite su 190. Infatti, dopo la striscia di 125 vittorie che si interruppe in un tie-break del terzo set contro Tracy Austin nelle semifinali del torneo di Roma nel 1979, ripartì con un’altra striscia positiva di 64 vittorie consecutive sulla terra, fino alla semifinale del Roland Garros nel 1981, in cui perse da Hana Mandlikova. Il record al Roland Garros di Nadal resta isolato e inarrivabile (fa il pari, in ambito di tennis femminile, con i 9 titoli a Wimbledon della Navratilova), ma è vero anche che la Evert, nei tre anni tra il ’76 e il ’78, non prese parte al torneo quando decise, come molti altri, di giocare nel World Team Tennis, un campionato tennistico statunitense. È impossibile ovviamente dire se la tennista di Fort Lauderdale si sarebbe aggiudicata il Major su terra anche in quei tre anni. Ma non è del tutto impensabile, dato che lo vinse nei due anni precedenti e nei due successivi all’abbandono del WTT.

Ma veniamo adesso agli avversari che i due hanno affrontato nel terreno di casa. Chris vinse le sue sette finali contro Olga Morozova, Martina Navratilova (tre volte), Wendy Turnbull, Ruzici, and Jausovec. Nadal invece ha battuto nelle finali del Roland Garros Mariano Puerta, Roger Federer ( quattro volte, tra cui un 6-1, 6-3, 6-0 nel 2008), Robin Soderling (nella finale rivincita del 2010), Novak Djokovic (due volte) e David Ferrer. Ed in questo caso, non c’è dubbio che il vantaggio, per prestigio e forza degli avversari, va a Rafa Nadal. Qualcuno potrebbe obiettare che in entrambi i casi, nessuno dei due ha mai incontrato sul proprio cammino dei tennisti specializzati sui campi di terra. Le avversarie della Evert erano meno forti su questo terreno, anche perché le grandi tenniste degli anni ’70, Martina Navratilova, Billie Jean King, Evonne Goolagong, Virginia Wade, erano delle specialiste a rete, e non delle tenniste da terra rossa. Chris con il suo gioco da fondo campo e con il rovescio a due mani ha dominato sulla terra perché era una pioniera. Nadal ha invece iniziato a giocare in un’epoca in cui la specializzazione si è quasi del tutto estinta. Ormai i grandi campioni sono in grado di giocare un tennis di alto livello su qualunque campo, cosa che ha permesso ad esempio a Roger Federer di essere considerato nell’era Nadal il secondo miglior ‘terraiolo’, con cinque finali ed una vittoria al Roland Garros (ma nessuna su Nadal). Questo allo stesso tempo ha permesso a Rafa di giocare nel giardino dello svizzero, Wimbledon, cinque finali e di vincerne due (una proprio contro Federer nel 2008). Dunque i rapporti di forza vacillano.

È più semplice essere una pioniera e non incontrare alcuno specialista, piuttosto che affrontare  tennisti competitivi su qualunque superficie? Per quanto mi riguarda la risposta è sì. In un tennis che ovviamente non vede più una netta separazione fra superfici, è più facile trovare un tennista molto forte, vedi i due grandi rivali di Nadal, Federer e Djokovic, e poter perdere, ed è quindi più arduo mantenere da quasi 10 anni un livello così straordinario di vittorie. E la domanda che quindi sorge spontanea è perché nessuno (a parte il già citato Soderling) sia riuscito a battere Nadal sulla terra del Philippe Chatrier? I fattori che entrano in gioco sono tanti, e troppi per poterli snocciolare tutti. Sudditanza psicologica, tecnica, strategia, forza mentale, forse tutte o nessuna. Forse Nadal è semplicemente troppo superiore a chiunque nel 3 su 5 al Roland Garros. Chris Evert iniziò a vincere a 24 anni, e il suo declino sulla terra arrivò per mano di tenniste più giovani, Austin, Mandlikova, Jaeger. Anche la sua contemporanea Navratilova riuscì a batterla al French Open nel 1984, ed in maniera netta (6-3, 6-1), prima che la tennista statunitense riuscisse di nuovo a riprendersi le chiavi del Philippe Chatrier nel 1985 e l’anno successivo, nel suo ultimo successo in un Major a 31 anni, ai danni della tennista ceca. Rafael Nadal ha conquistato il suo primo Roland Garros a 19 anni. Oggi ne ha 28, tennisticamente un’età in cui le certezze possono vacillare, in cui potrebbe iniziare una fase calante nella carriera di un tennista. Un segnale probabilmente è arrivato nella stagione su terra pre-Open di Francia, in cui ha perso da Ferrer, da Almagro (il primo non lo batteva da 10 anni, al secondo non era mai riuscito), e da Djokovic a Roma. Ma come detto in precedenza, rimane il maestro del 3 su 5 e l’indiscusso padrone della terra rossa. Se tutto questo non è bastato per propendere per un tennista o per l’altro nel gioco del Goat su terra battuta, possiamo semplicemente pensare che su di un trono possano sedere un Re ed una Regina.

 

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WTA Hua Hin: Zidansek piega Fruhvirtova dopo tre ore di lotta. Bene Wang e Zhu

La diciassettenne Linda Fruhvirtova si arrende alla semifinalista del Roland Garros 2021. Nell’ultimo match di giornata Tsurenko elimina a sorpresa la testa di serie numero quattro Kalinskaya

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Tamara Zidansek – WTA Hua Hin 2023 (Image Credit: 2023 Thailand Open presented by E@)

Si è conclusa nella tarda serata locale la terza giornata del WTA 250 di Hua Hin. Il programma odierno del Thailand Open prevedeva solo quattro match di ottavi di finale, ma tre di questi si sono protratti ben oltre le due ore, con la sfida tra Linda Fruhvirtova e Tamara Zidansek che si è fermata a soli tre minuti dall’ingresso nella quarta ora di gioco. Ad uscire vincente da quello che era il match di cartello di oggi – per le alte aspettative che ruotano attorno alla 17enne ceca, già numero 51 del mondo, e per il valore dell’avversaria cui non fa giustizia la posizione 132 occupata nel ranking – è stata la slovena Zidansek (6-3 4-6 6-4), abile a sfruttare le difficoltà di Fruhvirtova con la seconda di servizio. Ai quarti di finale Tamara troverà la cinese Zhu che, dopo aver eliminato la connazionale e terza favorita secondo il seeding Xiyu Wang, ha superato la coreana Jang con il punteggio di 6-4 7-6.

Anche nell’altro quarto di finale della parte bassa del tabellone ci sarà una giocatrice cinese: la settima testa di serie Xinyu Wang ha infatti sconfitto con un doppio 6-3 la svedese Bjorklund e attende ora la vincitrice del match tra Han e Watson. L’ultimo incontro di giornata è stato quello tra la 24enne russa Kalinskaya e l’esperta ucraina Tsurenko. Quest’ultima ha contraddetto i pronostici, eliminando la numero 4 del seeding per 6-0 6-7 6-4. Ai quarti potrebbe quindi andare in scena un derby con Yastremska che però dovrà prima vedersela con la semifinalista di Wimbledon 2022 Tatjana Maria.

E’ stata semifinalista in uno Slam anche Tamara Zidansek (al Roland Garros nel 2021) che, dopo una stagione negativa, sta provando a scalare nuovamente la classifica. “Sono davvero felice perché l’anno scorso non è stato il migliore per me dopo la trasferta australiana, mentre ora sono in forma, in salute e sto finalmente giocando come voglio. Devo solo ottenere qualche vittoria ma sono molto contenta di come mi sono gestita in campo” – ha detto la slovena dopo la vittoria su Fruhvirtova, che ha provato a rimanere in partita fino all’ultimo. Le condizioni di gioco, però, non hanno agevolato la giovane ceca: l’elevata percentuale di umidità ha infatti reso più lento il campo, dando a Zidansek la possibilità di assorbire con più facilità i colpi offensivi dell’avversaria.

 

Nella giornata di giovedì tornerà in campo, contro la russa Zakharova, la favorita numero 1 del torneo Bianca Andreescu, a caccia di un titolo WTA che le manca dal 2019.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI HUA HIN

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AO Donne, Steve Flink: “Sabalenka ha fatto grandi progressi, sono un po’ preoccupato per Iga Swiatek”

Il giornalista e Hall of Famer risponde al direttore sul tennis femminile: “Nei prossimi due-tre anni vedremo la migliore Coco Gauff”

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Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)

0:04 Ubaldo: parlando del torneo femminile, credo si possa dire che, anche se non molti si aspettavano una nuova sconfitta negli ottavi di finale di Iga Swiatek, abbiamo avuto una delle più belle finali degli ultimi anni a livello Slam. Tra Sabalenka e Rybakina abbiamo avuto del buon tennis con pochi break, cosa che accade spesso nel singolare femminile. Abbiamo avuto una finale tra la numero 2 del mondo e una numero 10 che con i duemila punti del successo a Wimbledon sarebbe una top five.

1:09 Flink: Ubaldo sono arrabbiato con te!

1:13 Ubaldo: come mai? (sorride)

 

1:16 Flink: mi hai tolto le parole di bocca! Sono d’accordo, è stata una splendida finale, e come hai detto tu, è stata una sfida tra due ottime battitrici. Nel primo set Sabalenka ha ceduto il servizio sul quattro pari, e quindi ha perso il il set; ma poi non ha più perso la battuta, e ha vinto con un break per set. Aryna ha messo in campo diciassette ace e solo sette doppi falli, dati molto buoni per lei. Inoltre, il livello di gioco è stato alto, condotto da entrambe in maniera aggressiva. Entrambe hanno giocato molto bene da fondo, soprattutto Sabalenka; non potrei essere più d’accordo sul fatto che questa finale spicca tra quelle giocate nei Major durante l’ultimo biennio. Per come è stata giocata, perché è stata combattuta. Rybakina ha dimostrato che la sua vittoria a Wimbledon non è arrivata per caso, e Sabalenka finalmente c’è l’ha fatta.

L’ho vista più calma, più composta; persino quando ha servito un doppio fallo sul match point nell’ultimo game, non si è disunita. È rimasta concentrata su quello che doveva fare, ha preso un bel respiro e ha chiuso il match; sta crescendo come giocatrice e agonisticamente. Rybakina ha un bel temperamento; possiede un delle migliori prime palle del circuito, e deve migliorare forse la seconda nel kick, altrimenti le migliori ne trarranno vantaggio e lei potrebbe vacillare un attimo, ma aver giocato due finali Slam nell’ultimo anno con una vittoria e per lei incoraggiante. Sabalenka è sempre stata frenetica, sovraeccitata durante i match importanti; questo è un momento fondamentale per lei, non credi Ubaldo? Non dico che vincerà tutti gli Slam, ma ora crede di più in sé stessa.

3:36 Ubaldo: sì, ho visto Sabalenka perdere al Roland Garros da Camila Giorgi; ha commesso tantissimi doppi errori, proprio senza testa, senza voler offendere. E ora, come tu dicevi, aver vinto uno Slam dopo aver perso tre semifinali, le darà una grande fiducia. senz’altro potrà anche migliorare la seconda palla, se consideriamo che ha giocato nella finale un colpo molto piatto; un effetto in kick le permetterebbe di risparmiare qualche doppio fallo.

4:50 Flink: non è stato così male, certo può migliorare. Ha iniziato con un doppio fallo, e ne ha fatto uno sul match point, ma servire solo 7 doppi errori in tre set relativamente lunghi non è male, soprattutto se consideriamo che ha servito 17 ace.

Deve migliorare il kick sulla seconda, ma gioca già bene lo slice; sta migliorando, lo scorso anno ne faceva anche venti a match.

5:35 Ubaldo: se non ricordo male lo scorso anno ha servito 428 doppi errori: una media di 8 a match. Ma alcuni match sono finiti 62 61, quindi era come iniziare da 0-15 ogni turno di servizio!

6:03 Flink: sì Ubaldo, ma non credo che lo vedremo più così. Lei migliorerà ancora, anche negli altri aspetti del gioco. Un particolare a suo favore nella finale è che ha difeso meglio, ha colpito meglio da fondocampo. Puoi fare più cose di Rybakina da entrambe le parti del campo. È davvero completa, sa colpire sopra il capo, sa volleare.

6:48 Ubaldo: dal momento che ama prendere dei rischi, forse la terra battuta è la superficie più pericolosa. Se non riesci a chiudere nei primi quattro scambi, allora più provi più rischi di sbagliare. Comunque come dicevi tu è completa e gioca bene sia dritto che rovescio, mentre il dritto di Rybakina non è tra i migliori.

dal punto di vista di un americano, e stata più brutta la sconfitta di Pegula o di Gauff?

7:40 Flink: Pegula ha avuto un ottimo inizio d’anno; ha battuto Iga Swiatek e in tanti si aspettavano facesse grandi cose; per Coco dobbiamo sempre ricordarci che è giovanissima, quindi una sconfitta è comprensibile. la gente si dimentica la sua età e crede che abbia 25 anni solo perché è nel grande tennis da almeno cinque. Quindi è stata più deludente Pegula.

8:18 Ubaldo: in termini di potenziale chi vedi meglio tra le due?

8:29 Flink: Gauff. Nel lungo periodo; lavorerà molto e migliorerà la seconda palla e il dritto, mentre il rovescio è già ottimo adesso. Ha uno splendido atteggiamento sul campo, sa stare calma. Il suo dritto è traballante, e la sua seconda palla. Le ci vorranno due o tre anni. Pegula può andare meglio quest’anno, ma nei prossimi cinque anni scelgo Coco.

9:21 Ubaldo: parlando di delusioni, Iga Swiatek ha perso 64 64 da Rybakina, mentre Ons Jabeur ha ceduto a Vondrousova 61 57 61, risultato deludente per una numero 2 del seeding.

9:52 Flint: delusione perché abbiamo visto Jabeur perdere la finale di Wimbledon da Rybakina e la finale degli US Open da Swiatek, e quindi ci aspettavamo di più da lei. Nel suo puzzle ci sono così tanti pezzi; colpi bellissimi, il servizio la palla corta. Se non è ispirata accadono cose come quelle in Australia. Ma non sono preoccupato per lei, saprà rifarsi più avanti nella stagione.

Riguardo Swiatek, l’anno scorso ha vinto 37 match di fila fino a Wimbledon. durante la sua striscia vincente ha trionfato a Parigi. Poi ha vinto gli US Open. Non credo la vedremo dominare in questo modo; certo vincerà ancora altri Slam e rimarrà a lungo tra le prime tre o quattro del ranking. Per la consistenza del suo gioco. Ma punto di più su Rybakina. Iga si affida molto al suo gioco in difesa; prova ad essere più aggressiva, cosa che le serve per restare al top, ma non è a suo agio. È stata così convincente a Miami e Indian Wells, e poi a Parigi.

Quest’anno per lei sarà in altalena; potrebbe rimanere numero 1 del mondo, ma non rimarrei scioccato se alla fine della stagione fosse terza o quarta. Sono curioso di vedere cosa combinerà quest’anno; non ha vinto agli US open e adesso ha cominciato l’anno con questa caduta. Sono un po’ preoccupato per lei.

11:56 Ubaldo: penso che non sia facile continuare a vincere per chi non ha nel dritto il proprio colpo migliore. Tu puoi avere il miglior rovescio del mondo; guarda Djokovic. Lui ha probabilmente il miglior rovescio del mondo, specialmente il lungolinea e la risposta, ma i vincenti più importanti li ottiene con il dritto. È anche il limite di Rybakina, che ha un gran rovescio ma un dritto da migliorare.

Steffi Graf invece aveva un rovescio non tra i migliori, ma giocava un dritto straordinario; è difficile dominare a lungo senza un gran dritto.

13:23 Flink: sono d’accordo. L’anno scorso Swiatek ah ha migliorato il colpo e ha giocato diversi vincenti…

13:36 Ubaldo: sulla terra forse, dove hai più tempo per colpire.

13:47 Flint: no, anche agli US Open, ma sono d’accordo su quanto dici sulla terra battuta. Il dritto è importante un po’ per tutte; Rybakina ha un ottimo servizio e quindi può compensare in un game con tre punti diretti. Swiatek ha un servizio buono, non un grande servizio, e quindi non può ricavarci gli stessi punti.

Hai parlato di Steffi: il suo rovescio non era una grande arma, ma sapeva tenere lo slice molto basso per poi riuscire a colpire con il dritto, e lo sapeva fare in maniera meravigliosa.

Il dritto di Swiatek è la chiave; avrà bisogno di migliorarlo del 10-20%.

14:48 Ubaldo: grazie mille Flint, abbiamo spaziato su diversi argomenti di questi Australian Open. Un’ultima cosa: chi vincerà i singolari al Roland Garros?

15:10 Flint: tra le donne dico Swiatek, che gioca sulla sua superficie preferita, dove ha vinto due volte negli ultimi tre anni. Tra gli uomini forse ti aspetti che io dica Nadal per il suo quindicesimo trofeo. Ma non è al meglio, e in Australia si è infortunato ancora, contro McDonald. Penso che Djokovic potrà fare il colpo. Se Nadal sta bene può farcela. Cosa ne dici Ubaldo?

16:02 Ubaldo: che non è più il miglior Rafa; non lo vediamo al meglio da almeno sei mesi. Il favorito sarà Djokovic, anche se è difficile dirlo quattro mesi prima.

16:34 Flint: se Rafa non torna in condizione, Djokovic sarà il favorito. Inoltre, se nemmeno quest’anno potrà giocare negli Stati Uniti, ne trarrà giovamento dal punto di vista fisico, perché si presenterà fresco per la stagione sulla terra battuta.

17:12 Ubaldo: si ritroveranno a Montecarlo.

17:17 Flint: sì, non farà troppa differenza se Djokovic salta due tornei sul duro. Lui è determinato, ha vinto il suo secondo Roland Garros due anni fa e l’anno scorso ha perso nei quarti da Nadal. E’ dura batterlo, anche sulla terra rossa. È il secondo giocatore del mondo sulla terra battuta.

17:41 Ubaldo: grazie Flint, ottimo amico grande collega e… altri complimenti te li farò in privato!

Danilo Gori

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WTA Lione: parte bene Jasmine Paolini

Primo turno superato agevolvemente contro Masarova, ora Andreeva

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Parte col piede giusto l’avventura di Jasmine Paolini al WTA di Lione. Nel primo turno del torneo, l’azzurra batte Rebeka Masarova con il punteggio di 6-3, 6-2 in 1h e 14′. La russa era arrivata al primo turno superando Juvan nell’ultimo atto delle qualificazioni, ma poco ha potuto contro l’ottima gara disputata dalla n. 66 del mondo.

Per Jasmine, qualche difficoltà incontrata solo nel corso del terzo gioco del primo set, quando offre tre palle break alla sua avversaria. Ma le percentuali al servizio parlano italiano e, alla prima occasione utile, Paolini strappa il servizio e chiude al secondo setpoint.

Malgrado il 71% di prime palle servite, la russa ha fatto i conti con il 71% di punti vinta dall’italiana sulla seconda di servizio.

 

Nel secondo parziale, i giochi vinti di fila dall’italiana diventano sei, con Paolini avanti 3-0 con doppio break di vantaggio. Nel quarto game la russa interrompe l’emorragia e strappa il servizio, portandosi poi 2-3 dopo aver annullato l’ennesima palla break della giornata.

Da lì in poi, Paolini domina con il servizio e chiude 6-2 regalandosi il secondo turno contro Andreeva.

Il tabellone completo

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