Il bagel del giorno, day 1: il meraviglioso mondo di Murreì

Tennis da ridere

Il bagel del giorno, day 1: il meraviglioso mondo di Murreì

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TENNIS WIMBLEDON CHAMPIONSHIPS – Prima giornata di tennis: il meraviglioso mondo di Murreì, l’intercambiabilità dei Mayer, la sfortuna della Wozniak e le minacce di Nishikori. Il tutto nella fervente attesa dell’esordio di Estrella-Burgos.

 

 

Comincia finalmente il torneo più importante dell’annata tennistica. Nessuna grande sorpresa fra le teste di serie se si eccettua la sconfitta di Verdasco che elimina così la possibilità della sfida paradossale con Berdych.

Passeggiata sul velluto per il Djoker e il campione in carica Murray, sotto gli occhi attenti della sua nuova allenatrice Mauresmo. In conferenza stampa il britannico ha dichiarato che sotto la guida di Amelie sta scoprendo un meraviglioso mondo, ricordando che ora gli piace scegliere dei sassi piatti da far saltare sull’acqua e rompere la crosta della crème brulée col cucchiaino, oltre ad affrontare Goffin al primo turno.

Ferrer ha tarpato le ali ai sogni di gloria di Carreno-Busta, giunto qui con il morale altissimo dopo la gloriosa vittoria a Caltanissetta. Ferru non ha però battuto ciglio imponendo un pesante score di 3-1 al suo giovane connazionale. In conferenza stampa ha quindi precisato che “Pablo è giovane e forte, e come tutti noi spagnoli prima o poi si farà”.

GLI ITALIANI

A tenere banco sulle testate italiane è l’ennesima sceneggiata di Fognini, che durante il match contro Kuznetsov quello americano ha dato in escandescenze litigando con arbitro e supervisor. L’organizzazione di Wimbledon per cercare di porre un freno al ligure ha contattato il Dalai Lama chiedendogli disponibilità per l’arbitraggio del suo match di secondo turno.

C’è in tabellone anche un Kuznetsov russo originale, che oggi ha battuto Evans, ricordando a tutti che i migliori Kutnetsov si fanno ancora a Mosca e di diffidare dalle imitazioni.

Per quanto riguarda gli altri italiani, controprova di Seppi. Leonardo Mayer non pareva un ostacolo insormontabile anche se voci di corridoio affermano che si sia fatto sostituire all’ultimo da Florian con un sotterfugio.

Sconfitta invece preventivabile per Volandri. Il toscano ha perso il suo 18esimo primo turno consecutivo, ma poco poteva oggi contro RogerVasselin. Il francese non è stato peRVenuto per gran parte del primo set ma dopo aver annullato un set point è salito sulla cattedra scatenando le ire del preside. La Errani ha sprecato un matchpoint contro Garcia e sarà impegnata in un terzo set oggi.

AL FEMMINILE

Passa il turno la croata Ana Konjuh, giocatrice più giovane del tabellone, giunta qui direttamente in triciclo. Semaforo verde anche per Venus Williams. Lei e Serena sono state sorteggiate in parti diverse del tabellone e giocheranno in giorni alterni, circostanza che scongiura quanto accadde a Parigi. le due Williams uscirono in contemporanea, evento che non si verificava dal gran premio di Silverstone 2010.

Impressiona invece la prova della Cibulkova. La slovacca, ovviamente a suo agio sulla sloerba, ha ruminato meno di un’ora sui campi di Church Road per avere ragione della Wozniak, tennista canadese cui per divenire una numero uno è sempre mancato un “ci”.

BAGELERO’

Nella seconda giornata a SW19 scendono in campo Federer e Nadal. Lo Svizzero, nonostante la confusione mostrata nel recente torneo di Halle in semifinale, non dovrebbe avere problemi nel suo primo turno, e presumibilmente disporrà con facilità di Lenny in tempo per mettere a dormire Lorenzi.

Gioca oggi anche Nishikori, che ad Halle aveva provocato Roger nel pre-partita dicendogli “Dimenticati pure di vincere questo match”, avvertimento che lo svizzero prese troppo alla lettera. Rischia invece di più Nadal contro il bombardiere Klizan. Lo spagnolo ha sempre sofferto i giocatori potenti sull’erba, almeno tanto quando il mancino slovacco soffre i numeri uno con 14 Slam all’attivo.

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Tennis da ridere

I manrovesci di Wimbledon 2017

Raccolta di battute semiserie sul terzo slam dell’anno. Le lacrime di Federer, l’ammissione di Cilic, l’organizzazione del team Djokovic e l’amuleto Baldissera

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1. Australian Open, Indian Wells e Wimbledon, cos’hanno in comune i tre successi più importanti dell’anno per te Roger? “Semplice, Luca Baldissera. Anzi, mi ha detto che viene anche a New York: volete che faccia il discorso della premiazione già ora?”.

2. Spiegato il motivo del tifo tutto pro-Roger sul Centre Court: tra gemelli, genitori, sorelle e via discorrendo durante la finale circa metà degli spettatori si chiamavano Federer di cognome.

3. Djokovic tranquillo sul suo recupero psico-fisico: “Ho capito che per risolvere tutti i problemi è ora di alzare il gomito”.

 

4. “Ciao Andy, come va?”. “Beh Nole, potrebbe andare meglio…”. “Ah guarda, io mi sa che mi ritiro”. “Anca me!”.

5. Berdych fa presente ai commentatori di Ubitennis e a Vittorio Sgarbi che ci tiene al suo soprannome: “Meglio Perdych che Goat! Goat! Goat!”.

6. Rod Laver incoraggiato dalla #NextGen: “Ho deciso, torno a giocare: secondo me ai quarti a New York ci arrivo in carrozza. O in carrozzina. Però ci arrivo”.

7. Federer stizzito con Barilla: “Mi avevano detto che avrei dovuto provare una pennetta, ma qui di Flavia manco l’ombra”.

8. Garbine Muguruza rammaricata al party conclusivo: “Dovevo ballare con Roger, poi lui ha scambiato Conchita Martinez per Mirka e tutto è andato a rotoli”.

9. Nadal spiega il motivo della sconfitta con Muller: “Ho capito male la pubblicità, e ho fatto l’amore con il telone”.

10. Roger in lacrime dopo aver visto Leo e Lenny in tribuna: “E adesso chi glielo dice a Mirka che non ce la posso fare a mettere in bacheca anche otto gemelli?”.

11. Un premio meritato anche per Marin Cilic: i piedi più brutti del torneo sono i suoi.

12. Federer: “I gemelli ancora non capiscono bene. Pensano che questo sia il prato di un parco giochi”. Leo e Lenny: “Mamma mamma, anche noi vogliamo andare a tirare le palline all’orso come papà!”.

13. Cilic alla conferenza post match: “Sì, lo ammetto, è stato un problema di vescica. Farsela addosso davanti a 15mila persone, beh, immaginatevi come può essere”.

14. Proverbio tibetano: se rincorsa a numero uno è rincorsa a Andy Murray allora meglio stare fermi e aspettare che Andy Murray torna indietro a sua dimensione vera.

15. Svelato il nuovo team di Novak Djokovic: Agassi lo allenerà solo nei giorni dispari dei mesi pari dalle 9 alle 10 e dalle 18 alle 19, Vajda lo manderà a quel paese nei weekend, Pepe Ymaz gli telefonerà a ore pasti per accertarsi che non mangi carne, Ancic gli sistemerà il giardino al lunedì e al mercoledì prima del tramonto. Pare che il traguardo dei 20 slam sia cosa fatta.

Alessandro Trebbi

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Don’t let me down, don’t net me down

Il compleanno di Dustin Brown, i tristi numeri da circo all’IPTL, Feliciano Lopez che vuole abolire il let e Nadal che invece la rete voleva alzarla. Cara, vecchia, bistrattata rete

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Oggi è il compleanno di Dustin Brown. Auguri DreddyTenniscome hai saggiamente deciso che la gente debba chiamarti su Twitter. 32 anni ben spesi, nella totale consapevolezza di praticare un tennis che sfiora l’autolesionismo sportivo ma ci fa sentire tutti un po’ più vivi e coraggiosi. Adesso sembri anche un reietto, la federazione tedesca ha escluso soltanto te dalle convocazioni di Davis – graziando Kamke e Mischa Zverev, che come te avevano disertato a settembre contro la Polonia – ma figurati se questo ti fa perdere il sorriso. Al massimo, anzi, è motivo per sfoderarne uno nuovo.

https://twitter.com/DreddyTennis/status/806507216186515457

Qui però la questione della responsabilità non c’entra, si parla di rete. Dustin la onora, vive e gioca per l’obbligo di frequentarla. Un patto che non può essere disatteso, è evidente che non si tratta soltanto di una scelta che può essere revocata nel bel mezzo di una partita, di una carriera, di un tie-break. A rete Dustin semplicemente ci deve andare, peraltro è chiaro che non sempre ci va con in mente un piano preciso: una forza più grande lo schioda da quella zona di campo che per molti tennisti rappresenta l’unico comfort e per lui è soltanto un inevitabile punto di partenza, il gate di un aereoporto che ha fretta di lasciare. Una volta lì è istinto, riflessi, tocco e quella creatività che non guasta. La diapositiva della sua carriera? Ha battuto Nadal due volte su due sfide, ha perso da Benneteau in due occasioni su tre. La rete come necessità.

 

Un altro è Feliciano Lopez, eleganza e gesti classici con spiccata propensione offensiva. Servizio mancino ad uscire, rovescio coperto solo come extrema ratio e fede incondizionata nei colpi tagliatiQui la rete, sì, è una scelta. È ottimizzazione delle proprie potenzialità, naturale prosecuzione di un’impostazione tennistica che oggi tende all’estinzione. Qualche giorno fa lo spagnolo ha paventato addirittura la possibilità di modificare la regola del let a servizio, complici le bizzarrie dell’IPTL – in corso di svolgimento – in cui questa regola non viene utilizzata. “Non ha senso che se la palla tocca la rete sul servizio il punto viene ripetuto, mentre negli scambi normali non è così“. Qualcosa affascina Feliciano nelle corse affannose a cui sarebbero costretti i tennisti in caso di prima di servizio che pizzica il nastro e scavalca la rete. La rete come espressione.

Sempre dalla Spagna, sempre col mancino ma meno in sintonia con le volèe di opposizione è Rafael Nadal. Tempo fa anche lui aveva pensato che si potesse modificare l’approccio del tennis alla rete, addirittura alle fondamenta. Come? Andandoci ancora meno. E come? Alzando la rete, per allungare ulteriormente gli scambi. Il maiorchino se non altro si è dimostrato parecchio diligente, proseguendo sull’onda delle dichiarazioni dello zio Toni che voleva rallentare le palline perché “non si può aspettare un’ora e mezza per applaudire“. La rete come “ma che stiamo dicendo?”.

Dicevamo invece dell’IPTL, il circus itinerante a cui Federer aveva prima promesso una passerella e poi ha fatto ciao con la manina. Elaborate le cinque fasi del lutto il carrozzone lascia in queste ore Singapore per trasferirsi a Hyderabad, nel cuore dell’India. C’è Berdych, c’è uno scatenato Verdasco assolutamente desideroso di far bene ogni qual volta non c’è il rischio di vincere qualcosa di concreto, c’è Martina Hingis che regola agilmente avversarie che a tennis ci giocano eccome, c’è un bizzoso Safin che si tuffa alla Becker e poi si dedica al turpiloquio, c’è Kyrgios e c’è un nugolo di doppisti che traina il pubblico a suon di tweener e lob liftati. Nishikori, per esempio, fa i ricami. Non si può fare a meno di pensare al velo di tristezza che ricopre il (non) fascino dell’esibizione fine a sé stessa, in cui i tennisti provano a sembrare quello che proprio non hanno il coraggio di essere durante l’anno, quando la palla scotta troppo e una prima di servizio può valere migliaia di dollari. La rete come pretesto, la rete come ipocrisia.

No, non vuole essere un de profundis, più che altro un tributo elargito con grande anticipo. Nel caso sia necessario, s’intende: è vivo il desiderio di aver preso una cantonata, di poter ripensare a questo incauto pessimismo tra cinque anni davanti a una finale di Wimbledon disputata tra due volleatori. Nel dubbio, ci si porta avanti con i saluti.

Addio net, e grazie per tutto il pesce.

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Addio Vine, alla fine è stato… divertente

Vine chiude. Noi abbiamo raccolto i mini-video più divertenti dal mondo della racchetta. Avete le ore contate (forse)

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Duecento milioni di utenti attivi e un miliardo e mezzo di visualizzazioni al giorno non sono bastati a salvare Vine. La piattaforma di condivisione di mini-video da sei secondi sarà prossimamente dismessa. La notizia è arrivata circa un mese fa, quando Twitter, che aveva acquistato Vine nel 2013, ha comunicato la decisione di chiudere i battenti. A detta dei vertici del micro-blogging con sede a San Francisco, l’applicazione rimarrà online e i contenuti saranno ancora disponibili per un po’. Noi non ci fidiamo e abbiamo così scelto di raccogliere i più divertenti e stilare una breve classifica di siparietti in-court e off-court.

10Nadal e i suoi problemi di sudorazione eccessiva. Serve una mano?

9“Genie, è il tuo turno” – “Devo proprio?”

 

8 – Palombella danese di inizio stagione

7A Charleston Andrea Petkovic ha sempre dato il meglio (e lo scorso anno con Jelena Jankovic, fu protagonista di questa folle intervista)

6 – Quando esattamente Murray ha deciso di diventare numero uno del mondo

5Ancora Alizè Cornet (Il campo era lo stesso del famoso “come fai a darmi warning“)

4 – Challenge!

3Adele o Madonna?

2Kyrgios & Kokkinakis

Tris di Vine al numero 1. Ladies and Gentleman, l’uomo che ha dato il la alla crisi di Novak Djokovic

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