Wimbledon Day 5: Djokovic con brivido, bene Murray, fuori Berdych

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Wimbledon Day 5: Djokovic con brivido, bene Murray, fuori Berdych

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TENNIS  WIMBLEDON CHAMPIONSHIPS – Il serbo batte in 3 set Simon ma una caduta a metà del terzo set ha fatto temere un infortunio serio alla spalla sinistra. Avanti facilmente Murray, Tsonga e Feliciano Lopez. Dimitrov vince al quinto il match contro Dolgopolov. Cilic elimina Berdych in 3 set e 2 tie-break a ridosso dell’oscurità.

Tutte le foto del day 5

[1] N. Djokovic b. G. Simon 6-4, 6-2, 6-4 (Chiara Bracco)

 

La giornata sul centrale dell’All England Club si apre con la testa di serie n.1 Novak Djokovic opposto al francese Gilles Simon. Si gioca in equilibrio, stranamente sul ritmo del francese, che ‘addormenta’ il match non dando alcun ritmo al serbo, ma il match segue i servizi fino al sesto gioco, quando Simon al servizio da 40-15 cede il game ad un Djokovic molto più ordinato tatticamente. Tuttavia, Simon non si demoralizza, e con due grandi passanti in lungo linea ed una sciagurata demi volée di Djokovic, si riprende il servizio perso in precedenza. Sui turni di servizio del francese si gioca molto di più, anche l’ottavo gioco và ai vantaggi, ma è nel game decisivo, in cui il francese serve per restare nel set, che Nole riesce a far muovere l’avversario e lo porta all’errore. Djokovic si aggiudica il game e il set in 47 minuti per 6-4. Il secondo set appare invece meno equilibrato rispetto al primo, con una serie di break e contro break. Nole, che era riuscito a salire 2-1 cede il servizio a zero. Simon è incapace di cogliere l’opportunità e consegna il contro break all’avversario. Il set nonostante i continui alti e bassi e capovolgimenti di fronte, si chiude ancora una volta a favore del numero 2 del mondo, che strappa per la terza volta il servizio al francese e chiude il secondo parziale, su un doppio fallo di Simon, con il punteggio di 6-2. Il terzo set si apre con il break di Simon ai danni del serbo, ma il francese non riesce a tenere il vantaggio, e al terzo gioco Nole ristabilisce gli equilibri. Sul 3-2 e 40-30 per Simon, il serbo è protagonista di un piccolo incidente, in cui cade e prende un duro colpo alla spalla sinistra. Djokovic è costretto a richiedere l’MTO e l’intervento del fisioterapista, ma riesce a riprendere il gioco e il colpo sembra non aver provocato nulla di grave al tennista di Belgrado, che riesce a portarsi a match point sul 5-4 e chiude con uno smash un match in cui non ha brillato particolarmente, ma in cui si è sicuramente dimostrato solido e concentrato. Sulla distanza è il tennista più forte ad avere la meglio. Djokovic prosegue la sua corsa per confermare la finale dello scorso anno, persa contro Andy Murray.

A.Murray (3) b. R. Bautista-Agut 6-2 6-3 6-2 (Da Wimbledon Stefano Tarantino)

Continua spedita la difesa del titolo per Andy Murray, che dopo aver lasciato appena 2 game allo sloveno Blaz Rola, liquida agevolmente anche lo spagnolo Bautista-Agut, battuto in 3 set con il punteggio di 6-2 6-3 6-3.
Una prova convincente quella del campione uscente, che ha mostrato grandissima fluidità nei colpi, ottimo servizio e discreta condizione fisica, muovendosi molto bene in campo.
Bautista-Agut ha dato qualche fastidio ad inizio match, poi ha cercato di fare partita pari da fondo campo contro Murray, impresa sull’erba a dir poco improba.

Lo spagnolo parte bene, tiene la battuta e poi costringe Murray ai vantaggi nel secondo game, ma è un fuoco di paglia.
Lo scozzese gli prende subito le misure e gli scappa via imperiosamente, salendo in un amen 5-2 con un doppio break e chiudendo nel game successivo il primo set.
L’andamento del secondo parziale rispecchia quasi fedelmente il primo.
Murray regala un paio di pregevoli accelerazioni, breakka di nuovo l’avversario nel terzo e nel settimo game, poi accusa un piccolo passaggio a vuoto cedendo la battuta sul 5-2.
Poco male, un altro paio di vincenti al bacio e arriva il nuovo break per il 6-3 del secondo set.
Due set avanti Murray, vanno in onda i titoli di coda, anche perché Andy sale velocemente 4-0 nel terzo set, cede uno dei due break di vantaggio nel quinto game, per poi chiudere senza problemi 6-2.

Per lui negli ottavi il sudafricano Anderson che ha battuto il nostro Fognini, ma questo Murray non crediamo possa temere il nr. 18 del ranking, apparso discontinuo contro l’azzurro.
Che sia Murray il terzo incomodo tra Nadal e Djokovic, apparentemente favoriti per il titolo?

[11] G. Dimitrov b. A. Dolgopolov 6-7(3), 6-4, 2-6, 6-4, 6-1 (Chiara Bracco)

Partita divertente, proprio come ci saremmo aspettati, fra il numero 13 del mondo Grigor Dimitrov e il genio di Alexander Dolgopolov, in un match tiratissimo che si è concluso al quinto set, con l’ucraino che ha alla fine gettato le armi. Il primo set, che vede l’ucraino praticamente perfetto al servizio, si conclude in un tie-break dominato da quest’ultimo, che ha dato ancora una volta prova della classe e del genio di cui è capace, e un Dimitrov che ha presentato qualche problema sui colpi in avanzamento. Nel secondo set, l’ucraino ha continuato a concedere poco sul suo servizio, bravo il bulgaro quindi ad afferrare subito la prima occasione di break, che arriva nel settimo gioco. Grigor fino a questo punto non aveva ottenuto nemmeno una palla break, alla seconda occasione riesce a portarsi in vantaggio 4-3 e a conservare il servizio strappato all’avversario fino a concludere il set per 6-4. Il match segue ancora il ritmo irrequieto di Dolgopolov, che quando riesce a mantenere il controllo e la concentrazione e a portare in campo un piano tattico valido, è capace di lampi improvvisi. La percentuale di prima dell’ucraino resta sempre molto alta, nei suoi turni si gioca poco, ottiene il break in apertura del terzo parziale e sale 2-1, per poi concludere il terzo set con un secco 6-2. Dimitrov, che riesce di nuovo a raggiungere una buona percentuale di prime, il 77%, non si disunisce e colpisce l’avversario nel momento più importante del match, sul 4-4   il bulgaro ha bisogno di 4 palle break per riuscire a mettere in tasca un gioco fondamentale, che lo porterà a servire per il quarto set e per allungare il match al quinto. Dimitrov chiude il decimo gioco con un ace e riporta per la seconda volta la partita in parità. Dolgopolov, che sulla lunghezza spesso soffre, riesce con difficoltà a restare solido, e portandosi dietro gli strascichi del set precedente, in cui avrebbe potuto chiudere una partita che era sembrata per buona parte nelle sue mani, perde il servizio, che era stata la sua arma in più, ben due volte, lasciando i campi dell’All England Club ottenendo un solo gioco nell’ultimo parziale. Molto buona la prova del bulgaro, che soffrendo è riuscito a recuperare un match che ha tratti è sembrato sfuggirgli di mano. Dimitrov incontrerà al prossimo turno Leonardo Mayer, che quest’oggi ha sconfitto in tre set Kuznetsov.

(26) M. Cilic b. (6) T.Berdych 7-6(5) 6-4 7-6(6) (Christian Turba)

Nel match che di chiusura del venerdì londinese, sul campo 3 privo di illuminazione serale, Marin Cilic batte in 3 set (7-6 6-4 7-6)il sesto favorito del seeding Tomas Berdych e accede agli ottavi di finale– dove lo attende il francese Jeremy Chardy- con la concreta possibilità di centrare il quarto che ancora gli manca sull’erba londinese. Si è trattato di un match molto equilibrato, e per questo interessante, ma somigliante piuttosto a uno scontro sul cemento americano che a una sfida sui sacri prati londinesi: i due hanno giocato a specchio, affidandosi entrambi all’efficacia dei rispettivi servizi e a botte da fondocampo, ed è uscito vincitore colui che ha eseguito lo schema al meglio.

L’allievo di Goran Ivanisevic -uno che con l’erba londinese ha una certa dimestichezza- parte in quarta e si porta subito 3-0, prevalendo nettamente nella lotta da fondocampo grazie alla profondità dei suoi colpi. Arriva persino a trovarsi a due punti dal doppio break, ma a questo punto il numero 6 del mondo reagisce,  inizia a manovrare lo scambio coi suoi dritti tesissimi e recupera il break di svantaggio. Sul 5-4 in suo favore e servizio Berdych, Cilic si trova di nuovo sullo 0-30, ma ancora una volta il ceco si affida al collaudato schema servizio-dritto e prolunga il set. Si arriva come logico al tie-break, che scorre sui binari dell’equilibrio fino al 5 pari: qui il croato esplode una risposta in dritto incrociato nei piedi di Berdych, per poi chiudere in bellezza con un rovescio lungolinea a fil di riga.

Galvanizzato, Marin si procura subito 3 palle break nel 1°game del 2° set, concretizzando al secondo tentativo; una piccola distrazione – e qualche dritto fotonico del ceco – gli costano l’immediato controbreak, ma con gran magnanimità mister Satorova decide di sparacchiare oltre la riga di fondocampo e restituirgli il vantaggio. Sorretto da un ottimo servizio – 20 aces in totale- e chirurgico nel prendere in contropiede l’avversario, il 26enne di Medjugorie tiene con autorità i propri turni di battuta e chiude il secondo parziale sul punteggio di 6-4.

Il match sembra ormai incanalato sui binari di Zagabria, e l’allievo di Tomas Krupa rischia di compiere la frittata nei primi due turni di servizio del 3°set (entrambe le volte Cilic si porta sopra 0-30) ma per sua fortuna ritrova il servizio che gli era mancato nei due set precedenti. Il croato comunque non demorde e nel 9°game si procura una palla break dal sapore di match point, ma il ceco griffato H&M non si lascia sopraffare. Ma è l’undicesimo game quello del probabile turning point dell’incontro: sullo 0-30, Cilic si apre il campo con l’ennesima risposta nei piedi del ceco, ma al momento di chiudere sparacchia in corridoio un facile dritto a metà campo. Con tenacia, il balcanico si procura comunque 4 occasioni di servire per il match, ma Berdych le annulla tutte con servizio ed autorità. Si giunge cosi,a ridosso delle 9.30 britannica, a un “jeu décisif” quanto mai décisif. Il ceco butta in campo le energie residue e si porta subito 3-1, ma sull’ennesima risposta a fil di riga del croato perde la pazienza, si prostra davanti al giudice di sedia perché convinto che la palla fosse uscita e perde quel tanto di concentrazione che basta a Cilic per portarsi davanti e chiudere al secondo match point,facendo esplodere di gioia i tifosi croati presenti sugli spalti.

Si tratta senza dubbio di una vittoria meritata. Cilic è stato superiore in ogni compartimento del gioco: servizio (20 aces a 6), manovra da fondocampo, chiusura – 46 i vincenti finali contro 36 del ceco – e freddezza nei momenti chiave dei tre set. Ancora una volta, invece,il numero 1 della Repubblica Ceca esce ridimensionato da una prova dello Slam: pur con tutti i progressi ottenuti negli ultimi anni quanto a regolarità e spostamenti, l’impressione è che a Tomas manchi quel quid mentale in più per uscire dalle situazioni più difficili, caratteristica essenziale di un aspirante vincitore di Wimbledon..

Tutti i risultati:

[15] Jerzy Janowicz (POL) bt. Lleyton Hewitt (AUS) 7-5, 6-4, 6-7(9), 4-6, 6-3
[14] Jo-Wilfried Tsonga (FRA) bt. Jimmy Wang (TPE) 6-2, 6-2, 7-5
[19] Feliciano Lopez (SPA) bt. Ante Pavic (CRO) 6-4, 7-6(4), 7-5
Santiago Giraldo (COL) bt. [30] Marcel Granollers (SPA) 4-6, 7-6(2), 1-6, 6-1, 7-5
Leonardo Mayer (ARG) bt. Andrey Kuznetsov (RUS) 6-4, 7-6(1), 6-3
[1] Novak Djokovic (SRB) bt. Gilles Simon (FRA) 6-4, 6-2, 6-4
[21] Kevin Anderson (RSA) bt. [16] Fabio Fognini (ITA) 4-6, 6-4, 2-6, 6-2, 6-1
[3] Andy Murray (GBR) bt. Roberto Bautista-Agut (SPA) 6-2, 6-3, 6-3
(26) Marin Cilic (CRO) bt. (6) Tomas Berdych (CZE) 7-6(5), 6-4, 7-6(6)

 

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Caso Wimbledon, le reazioni dei tennisti. Stakhovsky: “ATP e WTA dalla parte di invasori e assassini”

Aperta condanna dei tennisti ucraini alla decisione di non assegnare punti a Wimbledon. “Giornata vergognosa per il tennis”. E ci sono le proteste di chi non può difendere un buon risultato del 2021

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Nella giornata di vigilia del Roland Garros 2022, si parla quasi più di quanto accadrà al prossimo torneo dello Slam in programma, ovvero Wimbledon (27 giugno – 10 luglio). La discussione è stata accesa dai comunicati di ATP e WTA che hanno annunciato di non assegnare nessun punto valido per i ranking ai partecipanti al torneo quest’anno. La decisione dei due organi del tennis professionistico è arrivata in seguito alla forte e contestata presa di posizione dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club di Wimbledon (insieme alla federtennis britannica) di negare l’accesso all’evento 2022 a tennisti e tenniste russi e bielorussi. Un segnale forte in opposizione all’invasione dell’Ucraina in fine febbraio, consigliata – ma non imposta – dal governo di Boris Johnson.

La scelta dell’ATP implica dunque che i tennisti potranno solo vedersi sottratti i punti conquistati l’anno passato a Church Road (o comunque non potranno migliorarsi). A meno di clamorosi e al momento poco concreti passi indietro delle parti, dal punto di vista prettamente sportivo ciò potrebbe avere dei risvolti pesanti sull’entry list del torneo. Pur tenendo a mente il gran prestigio di quello che è considerato popolarmente e da diversi atleti lo Slam storicamente più prestigioso, c’è da aspettarsi una buona dose di forfait e forse un atteggiamento diverso da parte degli atleti sul campo (anche se i premi sportivi restano comunque intatti, o forse verranno incrementati).

Al di là di questo, il dibattito dai chiari risvolti politici ha coinvolto diversi personaggi del mondo della racchetta. Il punto di vista di tennisti ed ex tennisti ucraini resta inamovibile, come constatato anche in altre occasioni. “C’è una ragione per cui Wimbledon è probabilmente la competizione tennista più conosciuta” ha scritto su Twitter l’ex numero 13 ATP Alexandr Dolgopolov. “Punti o non punti, ci sono cose molto più grandi del tennis in questi tempi così difficili. Wimbledon sta dalla parte giusta e manterrà una perfetta reputazione. Per il resto, è la loro scelta”. È significativo anche il tweet in risposta a un commento che provava a difendere i tennisti che il torneo non potranno proprio giocarlo: “Per adesso loro stanno solo supportando con il silenzio queste azioni. Il ban per loro è la giusta decisione a meno che non si oppongano a questo massacro”.

 

Su Twitter si ritrova anche il pensiero di un altro ex-tennista, Sergiy Stakhovsky: “Dire che sono deluso dall’ATP è dire poco. Non mi sarei mai aspettato che qualcuno potesse prendere le parti di invasori e assassini. Ma mi sembra che anche i miei colleghi giocatori siano dispiaciuti per le invasioni da Russia e Bielorussia. Giocatori che in 85 giorni non sono stati in grado di produrre nessun chiaro messaggio di condanna verso l’invasione dell’Ucraina. È un giorno vergognoso nel tennis”. Per quanto sia giusto restare inamovibili di fronte a ciò che ha subito la popolazione ucraina nei suoi territori, a onor del vero bisognerebbe anche ricordare che azioni come quella di Rublev (che non condannò apertamente il suo Paese, ma lo fece implicitamente scrivendo sulla telecamera in un post-match ‘No alla guerra’) non sono di poco conto.

Inoltre c’è anche il breve commento di Reilly Opelka su Twitter. L’americano ha ri-condiviso la notizia della non assegnazione dei punti e, con la provocatoria ironia che lo contraddistingue, ha scritto il breve commento: “Sono carichissimo per questa esibizione!!”.

Invece la giovane tennista ucraina Marta Kostyuk, attualmente numero 59 WTA, ha pubblicato uno screenshot preso dal canale Telegram di Vladimir Soloviev, noto giornalista russo che condivide in toto le idee del Cremlino. Soloviev ha riportato la notizia riguardo la non assegnazione dei punti ATP e WTA a Wimbledon ’22 sul suo canale Telegram seguito da oltre 1 milione di persone. “Grazie WTA e ATP per essere oggi protagonisti nell’appoggio alla Russia e alle sue news” ha scritto Kostyuk.

C’è anche la posizione di quei giocatori che, avendo ottenuto un buon risultato a Wimbledon la scorsa stagione, vedranno scomparire quei punti dal loro ranking, senza – ed è questa la novità – aver la possibilità di difenderli. Marton Fucsovics, che nel 2021 ha raggiunto i quarti di Wimbledon, scrive su una Instagram Story: “Non ci sono punti per il ranking in palio a Wimbledon e non c’è la possibilità di difenderli. Siete seri ATP Tour? Dal numero 60 del mondo finirò al 120. Grazie!”.

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ATP

Replica di Wimbledon: “Profonda delusione. Chiedere ai giocatori dichiarazioni scritte è un rischio”

Secondo l’AELTC, non assegnare punti è una “decisione sproporzionata e dannosa per tutti i giocatori”

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Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)

Si è fatta attendere circa un’ora la replica dell’All England Lawn Tennis & Croquet Club, il circolo che organizza il torneo di Wimbledon, alla decisione da parte di ATP e WTA di non assegnare punti per il prossimo Slam londinese. Nel comunicato, vengono rispiegate le motivazioni che hanno portato all’esclusione dei tennisti russi e bielorussi dai tornei sul suolo britannico (cioè la forte presa di posizione del governo locale contro la Russia), e si sottolinea il fatto che interpellare giocatori russi e bielorussi singolarmente – magari con dichiarazioni scritte – possa rappresentare un “rischio significativo”.

“Apprezziamo il fatto che le opinioni divergano in relazione alla nostra decisione di rifiutare le iscrizioni di giocatori russi e bielorussi ai Championships di quest’anno e ci rammarichiamo profondamente per l’impatto di questa decisione sulle persone colpite. Tuttavia, data la posizione assunta dal governo del Regno Unito per limitare l’influenza globale della Russia, e la risposta diffusa di governo, industria, sport e istituzioni creative, rimaniamo del parere che abbiamo preso l’unica decisione praticabile per Wimbledon come evento sportivo di fama mondiale e istituzione britannica, e sosteniamo la decisione che abbiamo preso.

Come abbiamo affermato in precedenza, dopo un’attenta considerazione contro una varietà di fattori e obbligati ad agire in conformità con le linee guida della direttiva del governo del Regno Unito, siamo giunti a due solide conclusioni che hanno costituito la base di questa decisione. Non eravamo preparati a intraprendere alcuna azione che potesse mettere a rischio l’incolumità personale dei giocatori o delle loro famiglie. Riteniamo che richiedere dichiarazioni scritte da parte dei singoli giocatori – e ciò si applicherebbe a tutti i giocatori rilevanti – come condizione per l’ingresso nelle circostanze di alto profilo di Wimbledon comporterebbe un controllo e un rischio significativo.

 

Inoltre, rimaniamo riluttanti ad accettare che il successo o la partecipazione a Wimbledon vengano utilizzati a beneficio della macchina di propaganda del regime russo, che, attraverso i suoi media statali strettamente controllati, ha una storia riconosciuta di utilizzo del successo sportivo per sostenere una narrativa trionfante per le persone russe. Desideriamo quindi esprimere la nostra profonda delusione per le decisioni prese da ATP, WTA e ITF di rimuovere punti in classifica per i Championships. Riteniamo che queste decisioni siano sproporzionate nel contesto delle circostanze eccezionali ed estreme di questa situazione e della posizione in cui ci siamo trovati, e dannose per tutti i giocatori che gareggiano nel Tour. Stiamo valutando le nostre opzioni e ci stiamo riservando la nostra posizione in questa fase. Stiamo anche discutendo con i nostri colleghi del Grande Slam. Nel frattempo, rimaniamo concentrati sui nostri entusiasmanti piani per i Campionati di quest’anno”.

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ATP

UFFICIALE: niente punti ATP e WTA a Wimbledon

Dura presa di posizione dell’ATP di fronte al ban di tennisti russi e bielorussi: “Decisioni unilaterali di questa natura, se non affrontate, stabiliscono un precedente dannoso”

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Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)

La decisione che si paventava negli ultimi giorni è diventata realtà: l’ATP non assegnerà punti per l’edizione 2022 del torneo di Wimbledon. Come si legge nel comunicato ufficiale dell’Association of Tennis Professionals, la motivazione alla base di questa scelta è semplice: “La possibilità per i giocatori di qualsiasi nazionalità di partecipare ai tornei in base al merito, e senza discriminazioni, è fondamentale per il nostro circuito”. La spaccatura nel mondo del tennis, gestita da sette organi differenti (ATP, WTA, ITF e le quattro federazioni che organizzano gli Slam) torna ad acuirsi, mostrando tutta la precarietà che regna nel dietro le quinte di questo sport, e la carenza di comunicazione tra le parti.

Ciò significa che, al termine dello Slam in programma dal 27 giugno al 10 luglio, ai vari tennisti verranno sottratti i punti ottenuti lo scorso anno e non verrà aggiunto nulla. Djokovic perderà i 2000 punti per la vittoria del 2021, Berrettini i 1200 per aver raggiunto la finale; paradossalmente a sorridere per questa decisione è proprio Medvedev che 12 mesi fa raggiunse gli ottavi di finale e quindi dovrà fare a meno solamente di 180 punti.

Intanto l’AELTC, il circolo che organizza il torneo di Wimbledon ha replicato esprimendo profonda delusione per questa decisione.

Sulla stessa lunghezza d’onda dell’ATP, c’è anche la Women’s Tennis Association che in un comunicato pubblicato sul proprio sito, certifica la decisione di non assegnare punti validi per il proprio ranking durante il major londinese.

 

La decisione di Wimbledon di vietare ai giocatori russi e bielorussi di gareggiare nel Regno Unito quest’estate mina questo principio e l’integrità del sistema di ranking ATP” prosegue la nota ufficiale ATP. “Non è inoltre coerente con il nostro accordo sulle classifiche. In assenza di un cambiamento nelle circostanze, è con grande rammarico e riluttanza che non vediamo altra opzione che rimuovere i punti ATP Ranking da Wimbledon per il 2022. Le nostre regole e accordi esistono per proteggere i diritti dei giocatori nel loro insieme. Decisioni unilaterali di questa natura, se non affrontate, stabiliscono un precedente dannoso per il resto del Tour. La discriminazione da parte dei singoli tornei semplicemente non è praticabile in un Tour che opera in più di 30 paesi”.

“Apprezziamo molto le nostre relazioni di lunga data con Wimbledon e LTA (Federazione britanniza) e non sottovalutiamo le difficili decisioni affrontate nel rispondere alle recenti indicazioni del governo del Regno Unito. Tuttavia, notiamo che si trattava di una guida informale, non di un mandato, che offriva un’opzione alternativa che avrebbe lasciato la decisione nelle mani dei singoli giocatori che gareggiavano come atleti neutrali attraverso una dichiarazione firmata. Le nostre discussioni interne con i giocatori interessati, infatti, ci hanno portato a concludere che questa sarebbe stata un’opzione più gradevole per il Tour. Rimaniamo fiduciosi che ulteriori discussioni con Wimbledon portino a un risultato accettabile per tutti gli interessati”.

“Più in generale, riteniamo che questa questione evidenzi ancora la necessità di una struttura di governance unita in tutto il tennis professionistico in modo che decisioni di questa natura possano essere prese in modo comune. Separatamente, come annunciato in precedenza, confermiamo che i punti in classifica rimarranno agli eventi ATP Tour a Queen’s (ATP 500), Eastbourne (ATP 250) e ATP Challenger nel Regno Unito. Abbiamo preso questa decisione sulla base del fatto che in quelle settimane sono aperte opportunità di gioco alternative ai giocatori russi e bielorussi, a differenza di Wimbledon, che riduce al minimo qualsiasi impatto sull’integrità della classifica. Le sanzioni relative alla violazione delle regole ATP da parte di LTA saranno valutate separatamente. La nostra condanna della devastante invasione russa dell’Ucraina rimane inequivocabile. È stata intrapresa un’azione immediata per sospendere l’evento ATP Tour a Mosca e far competere gli atleti russi e bielorussi sotto bandiere neutrali durante il Tour. Parallelamente, abbiamo continuato il nostro sostegno umanitario verso l’Ucraina, insieme agli altri organi di governo del tennis, oltre a fornire assistenza finanziaria diretta a molti giocatori colpiti”.

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