Il Bagel del giorno - …ma libera Gilles dal Marin

Tennis da ridere

Il Bagel del giorno – …ma libera Gilles dal Marin

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TENNIS DA RIDERE – Settultima giornata di tennis a New York. In questa puntata: un peana per Simon-Cilic, un panegirico per la Errani e un elogio per Nishikori. Il tutto in attesa di altre belle parole.

“Alle 18:15 il presidente diede l’ordine di attivare Skynet per il sistema di difesa missilistico. Alle 18:18 Skynet prese il controllo della rete impedendo tutte le possibilità di disattivazione manuale da parte del umani. Alle 18:20 Skynet mandò in diffusione mondiale la replica di Simon-Cilic, ottavi di finale degli Us Open 2014. La fine della civiltà umana stava cominciando” 

 

–         Dal film “Terminator 2 – Il giorno del giudizio”

 “Si sta, come d’autunno, agli Us Open, Nishikori” 

–         Poesia ermetica giapponese
L’inizio della fine era stato Monfils-Dimitrov. Un match che sulla carta prometteva spettacolo, hotshots, cinque set di puro divertimento. Ed è stato una grossa delusione. Poi ci fu l’appassire in due puntate delle stelle alpine, schiacciate sotto la pressione della seconda settimana. Il tutto preludio alla madre di tutte le maratone pallose, 5 set di corri e tira in mondovisione dal Grandstand. In un momento in cui non c’era alcuna altra partita in programma, a parte un doppio misto degli juniores sul campo 74, dove si sono riversati nove decimi degli spettatori.

All’inizio del quinto i primi svenimenti sulle tribune, Simon e Cilic han dovuto gestirsi da soli perché nel frattempo l’arbitro si era addormentato sul seggiolone. Allo scoccare della quarta ora si è sparsa voce che sul megaschermo fuori dallo stadio davano in diretta la serie C canadese di curling e tutti hanno optato per andare a seguire quella ma insomma, alla fine l’ha spuntata Cilic.
La sessione serale sul centrale è stata inaugurata da Federer, oggi opposto a Bautista Agut. Il maggiordomo era assieme al giocoliere Simon l’ultimo esponente del team Bagel ancora in gioco, ma si è arreso allo strapotere svizzero ed è stato sconfitto in 3 set. Per Federer si son contate 52 discese a rete, un dato che fa sorgere interrogativi sullo stato attuale del tennis.

Il presidente della BTA (Boring Tennis Association) ha esposto i suoi dubbi: Oggi, nel 2014, ancora c’è gente che gioca a tennis come 30 anni fa. Il nostro sport non si sta evolvendo, di questo passo le nuove generazioni cresceranno senza voglia di innovare. Abbiamo allo studio idee di cambiamento, ad esempio un bel rallentamento generale delle superfici”

A chiudere la giornata la brutta sconfitta patita dalla nostra Sara Errani, travolta da un’insolita Wozniacki nell’azzurro cemento di settembre. Sara è uscita per la disperazione nel pubblico Newyorkese che tanto l’ha amata e sostenuta in questi 10 giorni. Un 6-0 6-1 che parla da solo e che di sicuro farà felici quei tifosi che mettono da parte ogni spirito patriottico e gioiscono quando la nostra portacolori le prende, battezzandola pallettara e dandogli della scontrosa con la puzza sotto il naso. Sono sicuro anzi che molti avranno tifato Wozniacki solo perché più simpatica, o per la sua avvenenza fisica.

Quei tifosi che certo davanti allo schermo avranno urlato “Dai Caroline, sommergila”. Quei tifosi che della danese hanno anche l’autografo e che lo han messo di fianco allo schermo del pc proprio durante il match, come un artefatto ispiratore. Quei tifosi che per lei ieri sono andati a dormire alle 4 di mattina e che quindi oggi han prodotto un Bagel sciapo. Ecco, quei tifosi non voglio neanche nominarli.

Intanto ci si prepara alla ricca giornata di tennis odierno. Nishikori sfida Wawrinka in un match fra risuscitati. Il giapponese ha una nuova pretattica pronta per oggi “Sarà molto difficile per me giocare un buon tennis, perché il mercoledì gioco sempre male, è il mio tallone d’achille. Poi in queste condizioni di caldo e umidità ancora peggio, o mi nusgnùr, Wawrinka-San ha un’autostrada verso la semifinale”, ha fatto sapere il paranippo.

Il piatto forte sarà però la sfida fra Djokovic e Murray. Le previsioni danno il 92% di umidità, il che fa presagire una grande sfida da giocarsi fra il rovescio del serbo e i reumatismi dello scozzese.

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Tennis da ridere

I manrovesci di Wimbledon 2017

Raccolta di battute semiserie sul terzo slam dell’anno. Le lacrime di Federer, l’ammissione di Cilic, l’organizzazione del team Djokovic e l’amuleto Baldissera

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1. Australian Open, Indian Wells e Wimbledon, cos’hanno in comune i tre successi più importanti dell’anno per te Roger? “Semplice, Luca Baldissera. Anzi, mi ha detto che viene anche a New York: volete che faccia il discorso della premiazione già ora?”.

2. Spiegato il motivo del tifo tutto pro-Roger sul Centre Court: tra gemelli, genitori, sorelle e via discorrendo durante la finale circa metà degli spettatori si chiamavano Federer di cognome.

3. Djokovic tranquillo sul suo recupero psico-fisico: “Ho capito che per risolvere tutti i problemi è ora di alzare il gomito”.

 

4. “Ciao Andy, come va?”. “Beh Nole, potrebbe andare meglio…”. “Ah guarda, io mi sa che mi ritiro”. “Anca me!”.

5. Berdych fa presente ai commentatori di Ubitennis e a Vittorio Sgarbi che ci tiene al suo soprannome: “Meglio Perdych che Goat! Goat! Goat!”.

6. Rod Laver incoraggiato dalla #NextGen: “Ho deciso, torno a giocare: secondo me ai quarti a New York ci arrivo in carrozza. O in carrozzina. Però ci arrivo”.

7. Federer stizzito con Barilla: “Mi avevano detto che avrei dovuto provare una pennetta, ma qui di Flavia manco l’ombra”.

8. Garbine Muguruza rammaricata al party conclusivo: “Dovevo ballare con Roger, poi lui ha scambiato Conchita Martinez per Mirka e tutto è andato a rotoli”.

9. Nadal spiega il motivo della sconfitta con Muller: “Ho capito male la pubblicità, e ho fatto l’amore con il telone”.

10. Roger in lacrime dopo aver visto Leo e Lenny in tribuna: “E adesso chi glielo dice a Mirka che non ce la posso fare a mettere in bacheca anche otto gemelli?”.

11. Un premio meritato anche per Marin Cilic: i piedi più brutti del torneo sono i suoi.

12. Federer: “I gemelli ancora non capiscono bene. Pensano che questo sia il prato di un parco giochi”. Leo e Lenny: “Mamma mamma, anche noi vogliamo andare a tirare le palline all’orso come papà!”.

13. Cilic alla conferenza post match: “Sì, lo ammetto, è stato un problema di vescica. Farsela addosso davanti a 15mila persone, beh, immaginatevi come può essere”.

14. Proverbio tibetano: se rincorsa a numero uno è rincorsa a Andy Murray allora meglio stare fermi e aspettare che Andy Murray torna indietro a sua dimensione vera.

15. Svelato il nuovo team di Novak Djokovic: Agassi lo allenerà solo nei giorni dispari dei mesi pari dalle 9 alle 10 e dalle 18 alle 19, Vajda lo manderà a quel paese nei weekend, Pepe Ymaz gli telefonerà a ore pasti per accertarsi che non mangi carne, Ancic gli sistemerà il giardino al lunedì e al mercoledì prima del tramonto. Pare che il traguardo dei 20 slam sia cosa fatta.

Alessandro Trebbi

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Don’t let me down, don’t net me down

Il compleanno di Dustin Brown, i tristi numeri da circo all’IPTL, Feliciano Lopez che vuole abolire il let e Nadal che invece la rete voleva alzarla. Cara, vecchia, bistrattata rete

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Oggi è il compleanno di Dustin Brown. Auguri DreddyTenniscome hai saggiamente deciso che la gente debba chiamarti su Twitter. 32 anni ben spesi, nella totale consapevolezza di praticare un tennis che sfiora l’autolesionismo sportivo ma ci fa sentire tutti un po’ più vivi e coraggiosi. Adesso sembri anche un reietto, la federazione tedesca ha escluso soltanto te dalle convocazioni di Davis – graziando Kamke e Mischa Zverev, che come te avevano disertato a settembre contro la Polonia – ma figurati se questo ti fa perdere il sorriso. Al massimo, anzi, è motivo per sfoderarne uno nuovo.

https://twitter.com/DreddyTennis/status/806507216186515457

Qui però la questione della responsabilità non c’entra, si parla di rete. Dustin la onora, vive e gioca per l’obbligo di frequentarla. Un patto che non può essere disatteso, è evidente che non si tratta soltanto di una scelta che può essere revocata nel bel mezzo di una partita, di una carriera, di un tie-break. A rete Dustin semplicemente ci deve andare, peraltro è chiaro che non sempre ci va con in mente un piano preciso: una forza più grande lo schioda da quella zona di campo che per molti tennisti rappresenta l’unico comfort e per lui è soltanto un inevitabile punto di partenza, il gate di un aereoporto che ha fretta di lasciare. Una volta lì è istinto, riflessi, tocco e quella creatività che non guasta. La diapositiva della sua carriera? Ha battuto Nadal due volte su due sfide, ha perso da Benneteau in due occasioni su tre. La rete come necessità.

 

Un altro è Feliciano Lopez, eleganza e gesti classici con spiccata propensione offensiva. Servizio mancino ad uscire, rovescio coperto solo come extrema ratio e fede incondizionata nei colpi tagliatiQui la rete, sì, è una scelta. È ottimizzazione delle proprie potenzialità, naturale prosecuzione di un’impostazione tennistica che oggi tende all’estinzione. Qualche giorno fa lo spagnolo ha paventato addirittura la possibilità di modificare la regola del let a servizio, complici le bizzarrie dell’IPTL – in corso di svolgimento – in cui questa regola non viene utilizzata. “Non ha senso che se la palla tocca la rete sul servizio il punto viene ripetuto, mentre negli scambi normali non è così“. Qualcosa affascina Feliciano nelle corse affannose a cui sarebbero costretti i tennisti in caso di prima di servizio che pizzica il nastro e scavalca la rete. La rete come espressione.

Sempre dalla Spagna, sempre col mancino ma meno in sintonia con le volèe di opposizione è Rafael Nadal. Tempo fa anche lui aveva pensato che si potesse modificare l’approccio del tennis alla rete, addirittura alle fondamenta. Come? Andandoci ancora meno. E come? Alzando la rete, per allungare ulteriormente gli scambi. Il maiorchino se non altro si è dimostrato parecchio diligente, proseguendo sull’onda delle dichiarazioni dello zio Toni che voleva rallentare le palline perché “non si può aspettare un’ora e mezza per applaudire“. La rete come “ma che stiamo dicendo?”.

Dicevamo invece dell’IPTL, il circus itinerante a cui Federer aveva prima promesso una passerella e poi ha fatto ciao con la manina. Elaborate le cinque fasi del lutto il carrozzone lascia in queste ore Singapore per trasferirsi a Hyderabad, nel cuore dell’India. C’è Berdych, c’è uno scatenato Verdasco assolutamente desideroso di far bene ogni qual volta non c’è il rischio di vincere qualcosa di concreto, c’è Martina Hingis che regola agilmente avversarie che a tennis ci giocano eccome, c’è un bizzoso Safin che si tuffa alla Becker e poi si dedica al turpiloquio, c’è Kyrgios e c’è un nugolo di doppisti che traina il pubblico a suon di tweener e lob liftati. Nishikori, per esempio, fa i ricami. Non si può fare a meno di pensare al velo di tristezza che ricopre il (non) fascino dell’esibizione fine a sé stessa, in cui i tennisti provano a sembrare quello che proprio non hanno il coraggio di essere durante l’anno, quando la palla scotta troppo e una prima di servizio può valere migliaia di dollari. La rete come pretesto, la rete come ipocrisia.

No, non vuole essere un de profundis, più che altro un tributo elargito con grande anticipo. Nel caso sia necessario, s’intende: è vivo il desiderio di aver preso una cantonata, di poter ripensare a questo incauto pessimismo tra cinque anni davanti a una finale di Wimbledon disputata tra due volleatori. Nel dubbio, ci si porta avanti con i saluti.

Addio net, e grazie per tutto il pesce.

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Tennis da ridere

Addio Vine, alla fine è stato… divertente

Vine chiude. Noi abbiamo raccolto i mini-video più divertenti dal mondo della racchetta. Avete le ore contate (forse)

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Duecento milioni di utenti attivi e un miliardo e mezzo di visualizzazioni al giorno non sono bastati a salvare Vine. La piattaforma di condivisione di mini-video da sei secondi sarà prossimamente dismessa. La notizia è arrivata circa un mese fa, quando Twitter, che aveva acquistato Vine nel 2013, ha comunicato la decisione di chiudere i battenti. A detta dei vertici del micro-blogging con sede a San Francisco, l’applicazione rimarrà online e i contenuti saranno ancora disponibili per un po’. Noi non ci fidiamo e abbiamo così scelto di raccogliere i più divertenti e stilare una breve classifica di siparietti in-court e off-court.

10Nadal e i suoi problemi di sudorazione eccessiva. Serve una mano?

9“Genie, è il tuo turno” – “Devo proprio?”

 

8 – Palombella danese di inizio stagione

7A Charleston Andrea Petkovic ha sempre dato il meglio (e lo scorso anno con Jelena Jankovic, fu protagonista di questa folle intervista)

6 – Quando esattamente Murray ha deciso di diventare numero uno del mondo

5Ancora Alizè Cornet (Il campo era lo stesso del famoso “come fai a darmi warning“)

4 – Challenge!

3Adele o Madonna?

2Kyrgios & Kokkinakis

Tris di Vine al numero 1. Ladies and Gentleman, l’uomo che ha dato il la alla crisi di Novak Djokovic

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