WTA Ranking: Wozniacki n.9, Azarenka fuori dalle 20

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WTA Ranking: Wozniacki n.9, Azarenka fuori dalle 20

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TENNIS WTA RANKING – Caroline Wozniacki non ce la fa a vincere il suo primo Slam, ma la finale le consente di tornare nelle dieci.Crollano Li Na e Azarenka. E con loro le italiane Vinci e Giorgi. Peng n.21.

Caroline Wozniacki. È lei la protagonista assoluta di queste due settimane, per quanto mi riguarda. Non me ne vogliano i tifosi di Serena, se non parlerò della loro favorita, del 18° Slam vinto, delle 205 settimane al n.1 e del fatto che è tornata in cima alla RACE. L’americana è troppo forte ed è indiscutibilmente la più brava nonostante una stagione così così, raddrizzata dal risultato di New York. Ma sul suo capo, pende la “maledizione” della prima della classe: se fa bene ha fatto solo il suo dovere. Non è giusto, ma tant’è. Dicevamo, Caroline Wozniacki. La danese, dopo la finale newyorchese, rientra meritatamente in top ten: risale di 2 posti ed è al n.9. Delle recenti ex n.1 è quella che sta facendo meglio: anche Jankovic (che condivide con Wozniacki la poco lusinghiera corona di n.1 senza slam) e Ivanovic sono rientrate recentemente nelle dieci ma Caroline è l’unica ad essere riuscita a tornare in finale in un Major. Jelena vi manca dalla finale agli US open del 2008 mentre Ana dalla vittoria in Francia (sempre 2008). Il loro ritorno tra le migliori è il risultato di una continuità ad alto livello piuttosto che da un exploit. Dove potrà arrivare ora Caroline? Intanto si spera possa partecipare al Masters di fine anno, al quale manca dal 2011. Nella RACE oggi è al n.9 a pochi punti da Ivanovic, ma non dimentichiamo che davanti a loro c’è Li Na, che non ha ancora sciolto i dubbi riguardo alla sua condizione fisica. Poi si vedrà come concluderà la stagione: a dire il vero da qui a fine anno ha ben 925 punti in scadenza (SF a Tokyo, Q a Pechino, vittoria in Lussemburgo), quindi se ce la facesse a restare tra le dieci sarebbe già un buon modo per cominciare il 2015.

Vorrei aprire una piccola parentesi su Halep (n.2) e Kvitova (+1, n.3). Nonostante siano in una posizione di classifica molto alta, hanno deluso. Rispetto all’inizio della campagna nordamericana, hanno perso punti, loro che invece avevano tutte le carte in regola per avvicinarsi a Serena. Simona ne lascia per strada 625, mentre Petra solo 144. Ma non è l’entità della perdita a preoccuparmi, quanto la mancata riconferma, a Flushing Meadows, dei buoni progressi visti fino a Wimbledon. Cosa sta succedendo loro? Le avversarie hanno preso le misure a Simona o è un calo fisiologico dopo 8 mesi giocati a livelli altissimi? I timori sulle capacità di Petra di metabolizzare il successo londinese erano dunque fondati?

 

Per quanto riguarda le altre, perde quota Li Na (-3, n.6), esce dalla top ten Jankovic (-1, n.11) e dalla top 20 Azarenka (-7, n.24). Molto bene invece Sharapova (+2, n.4), Makarova (+3, n.15), Peng (+18, n.21), Bencic (+25, n.33), Lucic-Baroni (+41, n.80), Krunic (+53, n.92) e Sasnovich (+23, n.97).

Infine concludiamo con le italiane. Sono più ombre che luci per le nostre connazionali: Errani (+2, n.12) rivede la top ten a portata di racchetta, Pennetta (-4, n.16), Giorgi (-11, n.42), Vinci (-14, n.44) e Knapp (-18, n.89) retrocedono. Pennetta può consolarsi guardando la classifica di doppio: risale dalla 31a alla 17a posizione mentre Hingis guadagna 25 posti ed è al n.20.

Giocatrice Punti Tornei Diff. fine 2013 Diff. dal 25/08/14
1 Williams, Serena 9430 17 1 0
2 Halep, Simona 6160 21 11 0
3 Kvitova, Petra 5926 19 6 1
4 Sharapova, Maria 5575 15 4 2
5 Radwanska, Agnieszka 5380 21 5 0
6 Li, Na 5270 13 3 -3
7 Bouchard, Eugenie 4545 24 32 1
8 Kerber, Angelique 4400 23 9 -1
9 Wozniacki, Caroline 4305 19 10 2
10 Ivanovic, Ana 3855 22 16 -1
11 Jankovic, Jelena 3655 21 8 -1
12 Errani, Sara 3215 23 7 2
13 Cibulkova, Dominika 3007 22 15 0
14 Safarova, Lucie 2965 24 29 1
15 Makarova, Ekaterina 2845 18 24 3
16 Pennetta, Flavia 2651 19 31 -4
17 Petkovic, Andrea 2525 25 39 2
18 Suarez Navarro, Carla 2420 25 17 -2
19 Williams, Venus 2370 17 49 1
20 Stosur, Samantha 2110 24 18 1

 

Teen Ranking

Belinda Bencic, in grande spolvero dopo il fantastico US Open giocato, si issa al n.3 del teen ranking. Rientra in classifica Friedsam, al n.7, vincitrice del torneo di Suzhou. Donna Vekic scivola al n.10. le scadevano i 100 punti del secondo turno a New York di un anno fa.

Il Teen-Ranking si ottiene limitando la classifica alle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1994.

Giocatrice Anno Class. WTA Diff. dal 25/08/14
1 Bouchard, Eugenie 1994 7 0
2 Keys, Madison 1995 28 0
3 Bencic, Belinda 1997 33 2
4 Svitolina, Elina 1994 34 -1
5 Beck, Annika 1994 58 -1
6 Schmiedlova, Anna 1994 75 0
7 Friedsam, Anna-Lena 1994 85
8 Smitkova, Tereza 1994 88 2
9 Van Uytvanck, Alison 1994 91 -1
10 Vekic, Donna 1996 92 -3

 

Nation Ranking

La crisi di Vinci (e Giorgi) fanno scendere sempre più giù l’Italia, oggi superata anche dalla Cina di Peng e Li. La Russia riconquista la vetta del ranking. La repubblica Ceca aggancia il secondo posto a pari merito con gli Stati Uniti. Germania e Serbia invece condividono la 4a posizione.

Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione.

Nazione Punteggio Diff. dal 25/08/14
1 Russia 42 1
2 Stati Uniti 47 -1
2 Repubblica Ceca 47 1
4 Germania 56 0
4 Serbia 56 1
6 Cina 59 1
7 Italia 70 -1
8 Slovacchia 107 0
9 Spagna 112 0
10 Romania 116 0

 

Casa Italia

Cambi al vertice del ranking italiano: Errani torna al n.1 e Giorgi scavalca Vinci e diventa la nuova n.3 nazionale.

Il ranking medio delle top 5 italiane oggi è 37,6. È significativo evidenziare che prima degli US Open fosse 29,6.

Giocatrice Class. WTA Diff. fine 2013 Diff. dal 25/08/14
1 Errani, Sara 12 -5 1
2 Pennetta, Flavia 16 15 -1
3 Giorgi, Camila 42 56 1
4 Vinci, Roberta 44 -30 -1
5 Schiavone, Francesca 74 -35 1
6 Knapp, Karin 89 -48 -1
7 Barbieri, Gioia 173 79 0
8 Burnett, Nastassja 197 -30 0
9 Brianti, Alberta 206 2 0
10 Grymalska, Anastasia 239 23 1
11 Gatto Monticone, Giulia 241 5 -1
12 Camerin, Maria Elena 247 -55 0
13 Sanesi, Gaia 302 134 0
14 Matteucci, Alice 392 345 0
15 Balducci, Alice 448 0 1
16 Remondina, Anna 456 -75 -1
17 Paolini, Jasmine 475 149 0
18 Giovine, Claudia 494 118 0
19 Bruzzone, Giulia 502 76 1
20 Caregaro, Martina 503 -36 -1

 

LE TOP 50

Legenda: nelle top 50 trovate, in ogni riga: posizione precedente-classifica-giocatrice- nazionalità-data di nascita-punti-tornei

[1]       1          Williams, Serena        United States 26 Sep 1981    9430    17
[2]       2          Halep, Simona            Romania         27 Sep 1991    6160    21
[4]       3          Kvitova, Petra             Czech Republic           08 Mar 1990   5926    19
[6]       4          Sharapova, Maria      Russia 19 Apr 1987    5575    15
[5]       5          Radwanska, Agnieszka           Poland             06 Mar 1989   5380    21
[3]       6          Li, Na   China   26 Feb 1982    5270    13
[8]       7          Bouchard, Eugenie     Canada           25 Feb 1994    4545    24
[7]       8          Kerber, Angelique      Germany         18 Jan 1988    4400    23
[11]     9          Wozniacki, Caroline   Denmark         11 Jul 1990     4305    19
[9]       10        Ivanovic, Ana Serbia 06 Nov 1987   3855    22
[10]     11        Jankovic, Jelena          Serbia 28 Feb 1985    3655    21
[14]     12        Errani, Sara    Italy     29 Apr 1987    3215    23
[13]     13        Cibulkova, Dominika Slovakia          06 May 1989 3007    22
[15]     14        Safarova, Lucie           Czech Republic           04 Feb 1987    2965    24
[18]     15        Makarova, Ekaterina             Russia 07 Jun 1988    2845    18
[12]     16        Pennetta, Flavia         Italy     25 Feb 1982    2651    19
[19]     17        Petkovic, Andrea        Germany         09 Sep 1987    2525    25
[16]     18        Suárez Navarro, Carla           Spain   03 Sep 1988    2420    25
[20]     19        Williams, Venus         United States 17 Jun 1980    2370    17
[21]     20        Stosur, Samantha       Australia         30 Mar 1984   2110    24
[39]     21        Peng, Shuai     China   08 Jan 1986    1905    25
[23]     22        Cornet, Alizé   France             22 Jan 1990    1900    24
[22]     23        Kuznetsova, Svetlana Russia 27 Jun 1985    1860    18
[17]     24        Azarenka, Victoria      Belarus           31 Jul 1989     1813    16
[26]     25        Muguruza, Garbiñe    Spain   08 Oct 1993    1803    19
[25]     26        Pavlyuchenkova, Anastasia    Russia 03 Jul 1991     1775    23
[24]     27        Stephens, Sloane        United States 20 Mar 1993   1690    22
[27]     28        Keys, Madison            United States 17 Feb 1995    1670    21
[32]     29        Dellacqua, Casey        Australia         11 Feb 1985    1621    17
[29]     30        Zahlavova Strycova, Barbora    Czech Republic           28 Mar 1986   1601    23
[28]     31        Lisicki, Sabine             Germany         22 Sep 1989    1546    19
[34]     32        Zhang, Shuai   China   21 Jan 1989    1362    30
[58]     33        Bencic, Belinda          Switzerland     10 Mar 1997   1332    21
[35]     34        Svitolina, Elina            Ukraine           12 Sep 1994    1315    27
[36]     35        Jovanovski, Bojana     Serbia 31 Dec 1991   1290    28
[42]     36        Pliskova, Karolina       Czech Republic           21 Mar 1992   1285    30
[33]     37        Nara, Kurumi Japan   30 Dec 1991   1262    27
[40]     38        Koukalova, Klara        Czech Republic           24 Feb 1982    1210    29
[38]     39        Vandeweghe, Coco    United States 06 Dec 1991   1189    23
[48]     40        Diyas, Zarina Kazakhstan      18 Oct 1993    1177    27
[43]     41        Rybarikova, Magdalena         Slovakia          04 Oct 1988    1145    28
[31]     42        Giorgi, Camila            Italy     30 Dec 1991   1135    22
[52]     43        Lepchenko, Varvara   United States 21 May 1986 1132    23
[30]     44        Vinci, Roberta            Italy     18 Feb 1983    1122    25
[50]     45        Kanepi, Kaia    Estonia            10 Jun 1985    1110    22
[41]     46        Garcia, Caroline         France             16 Oct 1993    1103    26
[46]     47        Watson, Heather        United Kingdom         19 May 1992 1100    25
[47]     48        Flipkens, Kirsten         Belgium          10 Jan 1986    1095    26
[54]     49        Pironkova, Tsvetana   Bulgaria          13 Sep 1987    1054    22
[44]     50        McHale, Christina      United States 11 May 1992 1045    22

RACE

Legenda: trovate, in ogni riga: posizione precedente-classifica-giocatrice- nazionalità-data di nascita-punti-tornei

[3]       1          Williams, Serena        United States 26 Sep 1981    6931    15
[1]       2          Sharapova, Maria      Russia 19 Apr 1987    5575    13
[2]       3          Halep, Simona            Romania         27 Sep 1991    5189    17
[4]       4          Radwanska, Agnieszka           Poland             06 Mar 1989   4318    17
[6]       5          Kvitova, Petra             Czech Republic           08 Mar 1990   4049    16
[5]       6          Li, Na   China   26 Feb 1982    3970    11
[7]       7          Bouchard, Eugenie     Canada           25 Feb 1994    3901    19
[8]       8          Ivanovic, Ana Serbia 06 Nov 1987   3650    17
[15]     9          Wozniacki, Caroline   Denmark         11 Jul 1990     3491    16
[9]      10        Kerber, Angelique      Germany         18 Jan 1988    3245    19
[17]    11        Makarova, Ekaterina             Russia 07 Jun 1988    2900    17
[10]    12        Cibulkova, Dominika Slovakia          06 May 1989 2810    18
[12]    13        Errani, Sara    Italy     29 Apr 1987    2795    20
[11]    14        Jankovic, Jelena          Serbia 28 Feb 1985    2765    18
[16]    15        Pennetta, Flavia         Italy     25 Feb 1982    2578    16

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WTA Finals: trionfo di Garbine Muguruza davanti al “suo” pubblico

Garbine Muguruza supera in finale Anett Kontaveit e chiude l’anno con il prestigioso trofeo delle Finals. Titolo di doppio a Krejcikova/Siniakova

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Garbine Muguruza - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

G. Muguruza b. A. Kontaveit 6-3 7-5

Con una progressione di condizione e adattamento ai 1600 metri sul livello del mare di Guadalajara, Garbine Muguruza è riuscita a conquistare il titolo delle Akron WTA Finals 2021, prima giocatrice spagnola ad aggiudicarsi questo prestigioso torneo nella storia della manifestazione.

Credo abbia un’importanza simile ai tornei dello Slam, perché anche se manca la tradizione che rende gli Slam speciali, qui ogni due giorni si gioca una finale di un torneo importante contro una giocatrice fortissima”. Questo aveva detto Muguruza durante la conferenza stampa dopo la semifinale vinta con Paula Badosa. E la sua reazione al momento della vittoria, con le mani portate al volto, lo sdraiarsi a terra e la celebrazione in gruppo del suo team guidato dall’allenatrice Conchita Martinez conferma quanto ci tenessero tutti a questa vittoria, soprattutto perché arrivata durante la prima edizione delle Finals disputata in America Latina.

 

L’inizio di partita è stato titubante per le due giocatrici, ma certamente lo è stato di più per Kontaveit, all’esordio in partite di questa importanza, che ha commesso decisamente molti più errori del solito: 22 grautiti per lei alla fine del primo parziale, contro solamente sei colpi vincenti.

Dopo essersi fatta recuperare immediatamente il break di vantaggio preso al terzo gioco, Muguruza è riuscita a infilare una serie di cinque giochi consecutivi che ha chiuso il primo set per 6-3 in 43 minuti. Nel secondo parziale, a causa di un calo di Muguruza soprattutto al servizio (dal 75 al 55 per cento di prime palle) e di alcuni errori grossolani a rete in alcune occasioni delicate, è stata Kontaveit ad andare in vantaggio di un break sul 4-3 per poi arrivare a servire per il match sul 5-4. Lì, come aveva tremato Muguruza qualche game prima regalando il turno di battuta con quattro errori gratuiti, anche Kontaveit ha dimostrato di non avere i nervi d’acciaio ed ha restituito il favore per il 5-5. Sul rush finale del set è stato evidente che era Muguruza quella ad avere più benzina nel serbatoio e il parziale finale di 12-4 ha siglato la fine del match e la vittoria delle WTA Finals per Muguruza.

Mi sento davvero felice, e anche un po’ sollevata – ha raccontato la spagnola in conferenza stampa – perché all’inizio del torneo ho fatto fatica a trovare un buon gioco, ma poi sono riuscita progressivamente ad adattarmi. Questa vittoria significa ancora di più perché è stata ottenuta qui in America Latina, e specialmente in Messico, dove il pubblico mi ha sempre sostenuta fin dalla prima volta che sono venuta a giocare qui, quando ero una giocatrice sconosciuta”.

Credo davvero che questa sia stata la mia migliore stagione in carriera, anche se non ho vinto tornei dello slam. È stata una stagione in cui sono riuscita a trovare continuità nel gioco, anche se con alti e bassi nel risultato. Le ultime stagioni sono state altalenanti, ma mai per colpa del mio tennis: qualche volta magari non riesco a mettere tutti i pezzi insieme, ma il mio tennis è sempre lì. Ora sono riuscita a trovare un equilibrio verso cui ho lavorato tanto con il mio team: questa vittoria ci dimostra che il lavoro paga e che stiamo seguendo la strada giusta.

I tornei dello Slam sono più grandi, più famosi, c’è la tradizione. Ma qui alle Finals si sa che ci sono soltanto le migliori, e se si vince questo torneo si può davvero dire di essere la migliore dell’anno”.

Con questo successo Muguruza sale alla terza posizione della classifica mondiale, mentre la finalista Kontaveit, reduce da un finale di stagione straordinario ma sconfitta due volte su due negli ultimi tre giorni da Muguruza, conclude questa sua magnifica annata al n. 7.

Nel torneo di doppio, vittoria della testa di serie n. 1 Barbora Krejcikova/Katerina Siniakova che hanno sconfitto in finale Su Wei Hsieh/Elise Mertens per 6-3, 6-4.

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WTA Finals: Muguruza di forza, Kontaveit di grinta. Saranno loro a contendersi il titolo di “maestra”

Garbine Muguruza vince il derby spagnolo con Paula Badosa e in finale ritrova Anett Kontaveit, vincitrice di Maria Sakkari

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Garbine Muguruza - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

G. Muguruza b. P. Badosa 6-3 6-3

C’è stata sicuramente la tensione di un match importante tra due atleti dello stesso Paese, soprattutto due Top 10 che non si erano mai incontrate prima, ma non c’è stato l’equilibrio della grande sfida. Nella prima semifinale delle Akron WTA Finals di Guadalajara Garbine Muguruza ha battuto senza appello Paula Badosa, che si era classificata prima nel suo girone Chichen Itza, ma che forse nella inutile partita di lunedì persa contro Iga Swiatek ha perso il ritmo gara ed ha finito per entrare in campo senza il giusto spirito.

Non so per quale motivo oggi il mio tennis non era in campo – ha detto Badosa dopo la sconfitta – se lo sapessi forse avrei potuto fare qualcosa mentre ero in campo. Non mi sono sentita me stessa durante il match, fin dall’inizio, ma non voglio togliere meriti a [Garbine] che ha fatto quello che doveva fare, cogliendo le occasioni che ha avuto e vincendo con pieno merito la parita”.

 

Muguruza ha strappato il servizio all’avversaria al terzo game e sulla sua battuta è stata granitica, concedendo le briciole nei suoi turni di servizio. Badosa dopo il break, è invece sempre stata in affanno, dovendo rimontare due volte da 0-30 e perdendo la battuta una seconda volta alla fine del set. Muguruza ha mantenuto quasi costantemente in mano il pallino del gioco, aprendo il campo alla prima occasione senza aver paura di esporsi ai colpi di Badosa. Molto profonda negli scambi da fondo, Muguruza ha usato molto bene i lungolinea per spostare l’avversaria e crearsi delle aperture per chiudere sia a rete sia a fondo.

Il match ha preso definitivamente la strada di Muguruza nei primi game del secondo set: sullo 0-1 Badosa ha servito un game da 16 punti nel quale ha finito per cedere la battuta alla quarta palla break; subito dopo si è giocato l’unico gioco combattuto del match sul servizio Muguruza, nel quale Badosa non è riuscita a concretizzare ben tre occasioni del controbreak.

Una volta capitalizzato il vantaggio sul 3-0 Muguruza ha inserito il pilota automatico fino alla fine, e il punteggio avrebbe potuto anche essere più severo dato che Badosa ha continuato a faticare nei propri turni di servizio senza avere mai la chance di poter fare qualcosa alla risposta.

In totale Muguruza ha sfruttato solamente tre delle 11 palle break avute, ed ha avuto occasioni per strappare il servizio a Badosa in altre due occasioni rendendo il punteggio molto più pesante di quello che in realtà è stato.

“Sono molto contenta di come ho giocato oggi – ha confermato Garbine alla stampa – sicuramente è stata la mia miglior partita in questo torneo. Era un match difficile, due spagnole una contro l’altra, in un’occasione così importante, in un match inedito che comporta sempre qualche aggiustamento. La partita si è giocata molto di più a livello mentale che non tecnico, e sono stata concentrata e decisa dal primo minuto di gioco. Sono felice di essere riuscita a migliorare progressivamente il mio modo di giocare in queste condizioni di altura, soprattutto al servizio, ma anche negli altri reparti del mio gioco”.

A. Kontaveit b. M. Sakkari 6-1 3-6 6-3

Per decidere l’avversaria di Garbine Muguruza in finale si sono affrontate nella sessione serale la vincitrice del girone Teotihuacan Anett Kontaveit e la vincitrice del “quarto di finale virtuale” del girone Chichen Itza Maria Sakkari. Due giocatrici che si conoscono molto bene (11 precedenti incontri diretti, 6-5 in favore di Kontaveit il bilancio) e si rispettano.

Si pensava che il fattore atletico potesse giocare un ruolo in favore di Kontaveit, che aveva avuto un giorno di riposo in più tra il girone e la semifinale, e invece è stata proprio la estone a dare l’impressione di essere più stanca verso la fine delle 2 ore e 2 minuti di match, ma è riuscita a supplire con la “garra” alla minore prestanza atletica, approfittando di una Sakkari che ancora una volta ha tentennato nei momenti più importanti del match.

Il primo set è volato nelle mani di Kontaveit in soli 27 minuti: troppi errori per Sakkari (13, contro solamente 2 vincenti), decisamente tesa per l’occasione e incapace di lasciare andare i suoi colpi usuali colpi vincenti da fondocampo. La greca tuttavia non si è persa d’animo e ha iniziato a combattere colpo su colpo, prima aggrappandosi ai propri turni di servizio e poi, dopo aver tenuto un difficile game da 16 punti sul 3-3 ha piazzato la zampata vincente aggiudicandosi il secondo parziale per 6-3 e trascinando la partita al terzo con un’avversaria che pareva decisamente in difficoltà con le gambe.

Il grande equilibrio dell’inizio del terzo set sembrava essersi interrotto quando Sakkari ha dato un colpo di acceleratore prendendosi il campo e il break di vantaggio per il 3-2. Ma dopo aver restituito immediatamente il favore (cedendo la battuta a zero, peraltro), ha commesso l’errore fatale quando, sul 3-4, si è fatta rimontare un game di servizio da 40-0, invischiandosi in una battaglia di 18 punti chiusa con un doppio fallo e un errore gratuito e consegnando quindi la vittoria a Kontaveit.

Davvero troppi i 31 errori gratuiti di Sakkari contro solamente 17 vincenti (32-34 il bilancio per Kontaveit), che non è riuscita a nascondere la delusione davanti ai microfoni dopo la fine della partita: “Ero molto vicina a cogliere questa grande occasione e l’ho buttata via, un’altra occasione sprecata. Questo è uno degli aspetti su cui voglio lavorare per la prossima stagione, soprattutto dal punto di vista mentale”.

“Partita molto dura – ha dichiarato invece Kontaveit – Maria ha migliorato molto il suo gioco dopo il primo set, soprattuttu al servizio Quando sono andata in svantaggio di un break nel terzo set mi sono detta che mi sarei divertita il più posibile per cui sono riuscita a decontrarmi e a giocare in maniera più rilassata.”

I precedenti ufficiali tra Muguruza e Kontaveit parlano di 3 vittorie a 2 in favore di Muguruza, l’ultima delle quali arrivata proprio due giorni fa in questo stesso torneo. Tuttavia tre di questi cinque incontri sono datati 2016 e 2017, quindi il loro risultato probabilmente non è troppo rilevante.

La finale si giocherà mercoledì sera alle 19.30 locali, le 2.30 in Italia.

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Flash

WTA Finals: Sabalenka smarrisce il servizio, in semifinale va Sakkari

Tra equilibrio e tanti errori Maria Sakkari supera Aryna Sabalenka e raggiunge Kontaveit in semifinale

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Maria Sakkari - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

M. Sakkari b. A. Sabalenka 7-6(1) 6-7(7) 6-3

È indubbio che il tennis è uno sport creato per l’eliminazione diretta, dove chi vince va avanti e chi perde va a casa. Semel in anno si gioca con il girone all’italiana, nelle Finals dei due circuiti, ma è quando si può assaporare l’atmosfera del “dentro o fuori” che il tennis dà il meglio di sé.

Alle Akron WTA Finals di Guadalajara l’ultimo incontro del round robin nel gruppo Chichen Itza tra Aryna Sabalenka e Maria Sakkari era di fatto un quarto di finale, perché la vincitrice avrebbe conquistato il secondo posto nel girone avanzando alle semifinali per incontrare Anett Kontaveit, vincitrice del gruppo Teotihuacan.

 

In un match tra due giocatrici non certo famose per i loro nervi d’acciaio, è stata Maria Sakkari a mantenere maggiormente il controllo delle sue emozioni nelle due ore e 47 minuti di gioco. Una grossa mano gliel’ha data il servizio dell’avversaria, in una delle sue peggiore giornate in quel colpo: 59% di prime palle, ma 36% di punti vinti sulla seconda e soprattutto 19 doppi falli, di cui due consecutivi molto pesanti nel tie-break del primo set. La qualità del tennis non è stata eccelsa: 29 vincenti e 56 errori gratuiti per Sabalenka, 27 vincenti e 36 gratuiti per Sakkari. Ma l’equilibrio, la tensione e la grande partecipazione del pubblico, che ha inneggiato ora l’una ora l’altra giocatrice hanno reso il match speciale.

All’inizio del match il nervosismo per la posta in palio era palpabile, nessuna delle due riusciva a dare continuità al proprio gioco. Lo stile di gioco delle due protagoniste è noto, simile ma diverso: più potente per Sabalenka, più atletico per Sakkari. Due rapidi break nelle fasi iniziali hanno subito dato l’impressione che i servizi non avrebbero dettato legge nella partita, anche se non è mai capitato che una delle due giocatrici di avvantaggiasse sull’altra di più di due game. Sakkari cedeva un game tostissimo dal 40-15 mandando Sabalenka a servire per il match, ma l’occasione se ne andava più velocemente di quanto non fosse arrivata. Si arrivava a una piccola chance sul 6-5 30-30 per la Bielorussa, ma il suo diritto volava in corridio. Si giungeva quindi al tie-break, dove la differenza la faceva questa volta la battuta: tre aces per Sakkari, due doppi falli per Sabalenka, e 7-1 per la greca.

Il secondo set è andato via abbastanza tranquillo per i primi sei game, fino al break subito da Sakkari sul 3-3. Sabalenka sul 5-3 si procurava anche due set point sul servizio dell’avversaria, ma era Sakkari ad annullare con gran coraggio. Lo psicodramma a quel punto era in pieno svolgimento: tre break degli ultimi tre giochi del set, e nuovo tie-break. Questa volta si procedeva punto a punto, il primo doppio fallo di Sabalenka arrivava sul 3-3, ma si rimaneva con il testa a testa. Il primo set point è per Aryna, ma è il secondo a essere quello buono.

Oltre due ore di gioco per arrivare al terzo set. Inevitabilmente all’inizio del parziale decisivo c’è stato un po’ di rilassamento, e Sabalenka iniziava con il suo show di doppi falli, minimo due per turno di battuta. Due break nei primi due giochi, poi la bielorussa metteva male un piede, ma le reazioni si limitavano a qualche smorfia. Sul punto a punto era Aryna ad avvantaggiarsi sul 3-1, ma da quel momento in poi diventava schiava del suo servizio: “Davvero non riesco a credere di aver servito così male oggi – ha detto una comprensibilmente delusa Sabalenka dopo il match – non sono riuscita a trovare il ritmo per tutta la partita ed è stato un disastro”. Ben 19 per lei i doppi falli totali, di cui 10 soltanto nei cinque turni di battuta del terzo set. Con una striscia di cinque games di fila Sakkari prendeva il controllo del punteggio, se non della partita, e conquistava la semifinale alla sua prima partecipazione alle WTA Finals.

È stata davvero una partita da montagne russe – ha dichiarato Sakkari nell’incontro post-match con la stampa – prima era avanti lei, poi io, alla fine ho giocato con il cuore e sono riuscita a vincere. Giocare per la prima volta di notte è ho impiegato un po’ ad abituarmi alle condizioni. Aryna ha un’apertura alare notevole, è difficile riuscire a servire in modo da metterla in difficoltà, ma una volta che sono riuscita a trovare il giusto schema le cose sono migliorate”.

Il torneo ovviamente non è ancora finito, ma sono molto contenta di essere arrivata in semifinale, cercherò di divertirmi il più possibile domani“.

Nel pomeriggio si era disputata l’altra partita del girone, totalmente ininfluente ai fini della qualificazione, nella quale la spagnola Paula Badosa, già con la testa alla semifinale di martedì, aveva perduto contro la già eliminata Iga Swiatek per 7-5 6-4.

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