La Francia vuole fermare la R.Ceca dei record

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La Francia vuole fermare la R.Ceca dei record

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TENNIS COPPA DAVIS – EquiIibrata ed affascinante semifinale tra transalpini e R.Ceca sulla terra rossa del Roland Garros. Stepanek e Berdych sono i bicampioni in carica e non perdono dal 2011. I francesi proveranno dopo 4 anni a tornare in finale

Se la semifinale tra Svizzera e Italia sembra sulla carta segnata, quella tra Francia e Repubblica Ceca programmata nel fantastico scenario del Roland Garros appare molto più equilibrata e ricca di contenuti tecnici.

I cechi proveranno a centrare la terza finale di fila dopo le vittorie nei due anni precedenti, impresa che da quando è stato istituito il World Group è riuscita solo all’Australia nel triennio 1999-2001, mentre solo la Svezia ha raggiunto la finale (1986) dopo aver vinto le due edizioni precedenti (1984-85) prima di cedere all’Australia.

 

La R.Ceca è il paese che guida il ranking per nazioni ed è la squadra insieme agli Usa che vanta il maggior numero di presenze nel Wolrd Group (33, entrambi i team hanno saltato un solo anno).

Se i cechi dovessero vincere in Francia agguanterebbero la loro 12° vittoria consecutiva (l’ultima sconfitta risale al 1° turno del 2011 contro il Kazakhstan) e si isserebbero  da soli al 3° posto di questa speciale classifica capeggiata dagli Usa a quota 17.

Per quanto riguarda invece i francesi, proveranno a tornare dopo 4 anni in finale, forti di una squadra davvero completa sotto tutti i punti di vista.
Tsonga, Gasquet, Monfils e Benneteau (probabilmente impiegato nel doppio) rappresentano un mix ideale per provare a fermare i lanciatissimi cechi e conquistarsi una meritata finale.

La Francia è stata nr.1 del ranking ed ora occupa la posizione nr.5, ha vinto 9 volte la Davis ed è l’unica nazione insieme agli Usa ad aver vinto la Davis su tutte le superfici (erba, terra, cemento e carpet).

E’ al terzo match consecutivo in casa ed ha vinto 7 degli ultimi 8 incontri disputati sul suolo amico.

L’ultima sconfitta risale a Montecarlo nel 2012 quando i francesi furono battuti dagli Usa.

 

FRANCIA

Arnaud Clement ha scelto come titolari Tsonga (nr. 12 del ranking), Gasquet (21), Monfils (18) e Benneteau (nr. 29, che probabilmente sarà impiegato solo nel doppio).
Qualitativamente in campo un bel vedere, ci sono sembrati più in forma i francesi nell’ultimo periodo, con Tsonga e Monfils (e la riserva Simon) sugli scudi.

Clement ha dichiarato: “Con questi convocati ho a disposizione varie combinazioni”, come dargli torto, il team francese appare davvero completo.

R.CECA

Formazione tipo invece per Navratil, Berdych (nr.6 delle ultime classifiche) e Stepanek (nr.38) singolaristi e doppisti con Rosol (nr. 27) valida alternativa ed il giovane Vesely (77) a completare la rosa.

In calando nell’ultimo periodo i cechi, Berdych sembra lontano dalla forma migliore (battuto da Cilic sia a Wimbledon che a Flushing Meadows), Stepanek sulla terra non dovrebbe rappresentare un problema, ma il vecchio leone in Davis si gasa sempre.

Ancora acerbo Vesely, anche per Rosol la terra non è la superficie preferita, anche se il tennista ceco quando in giornata se la gioca dovunque ed è un cattivo cliente.

 

PRECEDENTI TRA LE NAZIONALI

Francia-R. Ceca 7-7 (6-4 sulla terra)

E’ la quarta volta che le due nazionali si affrontano da quando esiste il World Group, in generale trionfa spesso il fattore campo (solo due volte ha vinto chi ha giocato in trasferta, una volta a testa).

L’ultimo successo fuori casa negli scontri tra Francia e R.Ceca è avvenuta nel 1979 quando furono i cechi a vincere proprio al Roland Garros per 4-1 contro i francesi.

Quella nazionale fu poi sconfitta nella finale della zona Europea dall’Italia di Panatta e Barazzutti.

Piccola curiosità, è la quarta volta che la sfida tra le due nazionali si gioca nel complesso del Roland Garros.

 

PRECEDENTI TRA I GIOCATORI

Tsonga-Berdych 2-6 (0-1 nei challenger)

I due hanno sempre giocato sul veloce, ultimo scontro l’anno scorso a Dubai vinto da Berdych 6-4 6-3.

L’ultima vittoria di Tsonga risale alla finale di Marsiglia 2013 quando il tennista transalpino si impose con il punteggio di 3-6 7-6(6) 6-4.

 

Tsonga-Stepanek 3-1

Non hanno mai giocato sulla terra rossa, non si affrontano dal 2012 (3° turno ad Indian Wells, vittoria di Tsonga 6-7(2) 6-3 6-2).
L’unica vittoria di Stepanek è arrivata sull’erba di Eastbourne nel 2011 (ottavi di finale, 6-2 6-3)

Tsonga-Rosol 1-0

Unico precedente nel 2012 a Dubai (6-3 6-4)

 

Tsonga-Vesely

Nessun precedente

Gasquet-Berdych 5-3

1-1 sulla terra, ultimo scontro nel 2013 sul cemento di Miami nei quarti di finale, vittoria in due set di Gasquet (6-3 6-3)

Gasquet-Stepanek 1-3

Stranamente il ceco pare la bestia nera di Gasquet che ha vinto l’unica sfida diretta al Roland Garros nel 2011 in tre comodi set (unico precedente sulla terra). L’ultimo risale al 2012, sedicesimi di finale a Shanghai (doppio 6-4 del tennista ceco)

Gasquet-Rosol 1-0

Unica sfida datata 2008 sulla terra di Stoccarda, vittoria di Gasquet in 3 set, 6-7(7) 6-3 6-2

Gasquet-Vesely

Nessun precedente
Monfils-Berdych 1-3

L’unica vittoria di Gael risale al 1° turno dell’anno scorso al Roland Garros quando vinse in 5 set tiratissimi. 1-1 i precedenti sulla terra rossa

Monfils-Stepanek 6-3

Anche qui 1-1 sulla terra, i due si sono sfidati quest’anno al Masters Series di Montreal, vittoria del francese in due set (6-3 7-5)

Monfils-Rosol

Nessun precedente

Monfils-Vesely 0-1

Unico precedente quest’anno sull’erba di Wimbledon al 2° turno, bella vittoria del ceco in cinque set.

Benneteau-Berdych 1-4 (0-1 nei challenger)

L’unica vittoria di Benneteau è addirittura datata 2004 (1°turno di Wimbledon), ultimo precedente l’anno scorso agli Us Open vinto nettamente dal ceco. Non si sono mai affrontati sulla terra

Benneteau-Stepanek 4-2

Stepanek non batte Benneteau dal torneo di Metz nel 2008, l’ultimo precedente risale all’anno scorso al torneo di Cincinnati (vittoria del francese in 3 set). Un solo precedente sulla terra, vinto da Benneteau al Roland Garros nel 2006 in 4 set.

Benneteau-Rosol 1-2 (0-1 nei challenger)

Un solo precedente sulla terra, vinto da Benneteau a Gstaad nel 2011. Rosol invece l’anno scorso a Shanghai in 3 set (6-3 1-6 6-3).

Benneteau-Vesely

Nessun precedente

PRONOSTICO

Stavolta il compito dei cechi che come scritto sono reduci da 11 vittorie consecutive nella manifestazione e sono bi-campioni in carica appare davvero ardua.
I francesi oltre ad essere un bel gruppo equilibrato hanno a ragion veduta scelto la terra per neutralizzare Stepanek che in Davis dà sempre il meglio di sé.

Il peso della sfida è quindi dalla parte ceca per buona parte sulle spalle di Berdych, che però non ci sembra in un periodo di forma ottimale.
Dando per scontato che i francesi facciano i due punti contro il nr.2 ospite, Berdych deve provare a vincere i suoi match per rendere decisivo il doppio, dove i cechi sia nella variante Berdych-Stepanek che in quella Berdych-Rosol sono molto pericolosi.

Per noi restano favoriti i padroni di casa che potrebbero dopo 4 anni tornare in finale (l’ultima nel 2010 persa a Belgrado dopo essere stati in vantaggio 2-1 dopo il doppio)

 

Francia 60% – R.Ceca 40%

 

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Coppa Davis

Coppa Davis 2020, il sorteggio: Italia con USA e Colombia

Gli azzurri nel Girone E con gli Stati Uniti e la Colombia. Serbia con Germania e Austria, Spagna con Russia ed Ecuador

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Madrid, Finali Coppa Davis 2019 (foto via Twitter, @DavisCupFinals)

Si è tenuta come da programma presso gli uffici ITF di Londra la cerimonia per il sorteggio dei gironi delle Finals di Madrid della Coppa Davis giunte alla loro seconda edizione dopo il cambio di format della manifestazione. La cerimonia, come ovvio che fosse, si è svolta in tono molto dimesso per la minaccia Coronavirus che oltre a destare preoccupazione per la salute di tutti noi a causato lo stop praticamente di tutto lo sport nel mondo (o quasi). Il presidente Haggerty ha infatti subito preso la parola e parlato del rinvio delle Finals di Fed Cup (che avrebbero dovuto svolgersi a Budapest la settimana dopo Pasqua) e dei relativi play-off. Mentre ha poi dichiarato (e probabilmente si è augurato) che per le Finals di Madrid non ci dovrebbero essere problemi (e ce lo auguriamo tutti).

La cerimonia ha visto come madrina e moderatrice Anabel Croft, ex tennista e giornalista di Eurosport che proprio in collaborazione con il presidente Haggerty ha poi avviato la cerimonia del sorteggio. Buone notizie per l’Italia, finita nel girone E in compagnia degli Stati Uniti, come l’anno scorso, e la Colombia, che rispetto al Canada dell’edizione 2019 rappresenta un avversario sicuramente più abbordabile seppur con un doppio di primissimo livello (Cabal/Farah, numeri 1 della speciale graduatoria).

Ma andiamo per ordine. La Spagna campione in carica e inserita nel gruppo A avrà come avversarie di nuovo la Russia e la grande sorpresa dell’Ecuador, autore di una qualificazione davvero storica e inaspettata. È chiaro che qui la lotta per il primato nel girone ci sarà tra i padroni di casa e la Russia come l’anno scorso. Nel gruppo B i vice campioni del Canada sono stati accoppiati con Kazakistan e Svezia. Se al completo i canadesi partono con i favori del pronostico, occhio però al solito Kazakistan dei miracoli in Davis con la stellina Bublik. La Svezia dei fratelli Ymer pare la vittima sacrificale.

Nel gruppo C la Francia, testa di serie nr.3 se la vedrà con la Gran Bretagna e la Repubblica Ceca. Sicuramente la Francia parte favorita ma occhio ai britannici che hanno un doppio di primo livello che nelle sfide 2 su 3 ha un peso specifico non indifferente. La Repubblica Ceca non è più lo squadrone di qualche anno fa, Vesely e Rosol sembrano non poter impensierire francesi e Gran Bretagna. Nel gruppo D la Croazia, campione 2018 e vera delusione della passata edizione, affronterà Australia e Ungheria. Testa a testa interessante tra croati e “aussie” con questi ultimi leggermente favoriti. Anche in questo caso la squadra di terza fascia pare avere poche possibilità di dire la sua.

Passiamo quindi al nostro raggruppamento. Gli Stati Uniti ci hanno battuto l’anno scorso 2-1 con il famoso doppio finito alle 4.05 di notte. Fish come capitano sta puntando sulle nuove leve, in primis Opelka, Fritz e Paul. I Bryan hanno giocato contro l’Uzbekistan e dovrebbe essere stato il loro addio alla manifestazione, cambieranno idea a novembre? Occhio anche a Jack Sock che sembra in ripresa e che potrebbe tornare tra i convocati. La Colombia come detto non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile, Galan e Giraldo sul veloce sono ampiamente (ad oggi)) alla portata dei nostri. Il doppio invece è davvero superlativo. Cabal e Farah hanno vinto a Wimbledon nel 2019 e sono davvero ostici. Insomma, dovremmo giocarci il passaggio del turno con gli USA, speriamo stavolta di riuscire a passare ai quarti, da questo punto di vista il sorteggio una piccola mano ce l’ha data.

Interessantissimo il girone F, come si dice in questi casi il veleno è nella coda. La Serbia di Novak Djokovic sfiderà la Germania (senza Zverev?) e l’Austria (con Thiem?). Ipotizzando le tre squadre al completo è tecnicamente il girone più valido, vedremo chi aderirà alla manifestazione. Certo la Serbia pare favorita, ma occhio anche alle altre due squadre.

Sorteggiato già anche il tabellone dai quarti in poi dove passano le vincenti di ogni girone più le due migliori seconde. La vincente del girone A e la vincente del girone B situate all’estremità del tabellone saranno sorteggiate con le due migliori seconde. La vincente del girone C affronterà invece quella del girone F e quella del girone D la vincente del girone E. Quindi ipotizzando di passare il turno l’avversario potrebbe essere o l’Australia o la Croazia (sulla carta). Ecco il dettaglio dei gironi e del tabellone.

Gruppo A
Spagna
Russia
Ecuador

Gruppo B
Canada
Kazakistan
Svezia

Gruppo C
Francia
Gran Bretagna
Repubblica Ceca

Gruppo D
Croazia
Australia
Ungheria

Gruppo E
USA
Italia
Colombia

 

Gruppo F
Serbia
Germania
Austria

Tabellone fase finale
W Gruppo A vs Migliore seconda 1 o 2
W Gruppo C vs W Gruppo F

W Gruppo E vs W Gruppo D
Migliore seconda 1 o 2 vs W Gruppo B

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Coppa Davis

Coppa Davis: l’Italia fa il suo, sorpresa Ecuador. Il ritorno di Austria e Svezia

Fognini & Co. superano la Corea del Sud. Passano secondo pronostico USA, Croazia, Germania e Australia. Si confermano Colombia e Kazakistan. Gran rimonta Ungheria, la Repubblica Ceca vince il derby con la Slovacchia

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Lorenzo Sonego, Fabio Fognini e Simone Bolelli - Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

Il weekend di Coppa Davis che oramai secondo il nuovo format va in scena su due giorni (venerdì e sabato) ci ha lasciato in dote come al solito molte emozioni ma soprattutto le 12 squadre qualificate per le Finals di Londra che si vanno ad aggiungere alle 4 semifinaliste dell’anno scorso (Spagna, Canada, Gran Bretagna e Russia) e alle due nazionali omaggiate di wild card (Francia e Serbia). Eccovi di seguito la lista delle nazionali vincenti in questo week-end: Italia, Ungheria, Croazia, Australia, USA, Repubblica Ceca, Austria, Kazakistan, Germania, Colombia, Ecuador e Svezia. Per Ungheria, Repubblica Ceca, Austria e Svezia sarà la prima volta alle Finals, solo Germania e Australia tra le 12 qualificate avevano superato l’anno scorso la fase a gironi, venendo poi eliminate entrambe ai quarti.

Il sorteggio per la composizione dei 6 gruppi a 3 squadre che troveremo alle Finals di Madrid (23-29 novembre) avverrà nella sede dell’ITF a Londra giovedì 12 marzo alle ore 17 italiane. La Spagna, campione in carica, verrà automaticamente inserita come testa di serie nel gruppo A, il Canada vicecampione invece sarà inserito nel gruppo B. Le altre squadre verranno dotate di testa di serie seguendo il ranking per squadre nazionali che verrà pubblicato lunedì 9 marzo dall’ITF. Va da sé che le squadre classificate tra le prime quattto oltre Canada e Spagna saranno inserite con sorteggio nei gironi dal C al F, le seguenti sei saranno sorteggiate casualmente ognuna in uno dei singoli gironi e così via per le restanti sei con teste di serie più basse. Le perdenti di questo weekend saranno invece sorteggiate venerdì 13 marzo con le vincenti dei vari raggruppamenti zonali del World Group I per aggiudicarsi la possibilità di giocarsi le Qualificazioni alle Finals 2021.

Quale il bilancio di questo weekend di Coppa Davis? Come al solito tante emozioni, spettacolo e anche una buona partecipazione di pubblico, soprattutto nella seconda giornata ed è ovvio essendo il sabato festivo per la maggior parte del pubblico potenziale.

 

Come detto in precedenza ci stiamo abituando a questo nuovo format su due giorni e con le gare al meglio dei 3 set. Cosa possiamo dire dopo due anni della nuova formula? Da un punto di vista pratico i vantaggi ci sono. In due giorni le sfide finiscono, operativamente per gli addetti ai lavori è tutto più facile e meno estenuante, le emozioni (e lo vedremo di seguito) comunque non mancano. Certo, il 3 su 5 è un altro sport, i risultati epici di una volta un po’ ci mancano, forse si potrebbe lasciare i doppi al meglio dei 5 set, il problema però starebbe poi nel far giocare eventualmente uno dei doppisti subito in uno dei singolari seguenti dell’ultima giornata e ipotizzando una durata lunga la cosa non sarebbe fattibile. Insomma, un minimo di nostalgia della vecchia formula c’è, ma forse a conti fatti i vantaggi del nuovo format superano i difetti.

Cosa ci rimane da un punto di vista agonistico della due giorni appena conclusa? Innanzitutto la prova onesta e autoritaria dei nostri ragazzi, che chiamati ad affrontare la modesta Corea, oltretutto priva di due buoni giocatori (Chung e Kwon), hanno assolto il loro compitino. Un 4-0 rotondo, senza il minimo tentennamento, senza lasciare un set, per confermare che comunque come dice il nostro capitano, “siamo una squadra forte e a Madrid vogliamo giocarci le nostre carte”. Nulla da dire sulla prova corale dei nostri tennisti. Bene Fognini, benissimo Mager chiamato ad un esordio che qualche insidia l’ha nascosta ma dalla quale ha saputo venire fuori con orgoglio e cuore, bene Bolelli in doppio, pedina importantissima anche in ottica Finals, in scioltezza Travaglia nell’ultimo singolare ininfluente. Certo, non è che la vittoria sulla Corea ci metta di conseguenza tra le nazionali favorite per la vittoria finale, ma cosa avremmo detto se avessimo perso un solo set oppure un incontro? E ricordiamoci che mancavano Berrettini e Sinner (non senza qualche velata polemica dei presenti), due elementi che in condizioni normali si giocheranno un posto tra i titolari, quindi nessuna esaltazione ma complimenti ai ragazzi. Esistono i match facili sulla carta che poi bisogna però vincere sul campo.

Negli altri match segnaliamo le vittorie altrettanto agevoli della Croazia sull’India (dove Paes e Bopanna hanno ancora dato lezioni in doppio), degli USA sull’Uzbekistan nella splendida cornice di Honolulu (con l’addio naturalmente vittorioso dei Bryan alla manifestazione), dell’Australia non senza patemi su un ostico Brasile. Da rimarcare la vittoria del doppio brasiliano Demoliner/Meligeni e le buone prove di Seyboth Wild e Thiago Monteiro che solo un Millman concentratissimo e tenace poteva battere. Le assenze di Kyrgios e De Minaur potevano essere un macigno pesantissimo per l’australiano, che però ne è venuto fuori con grandissima maturità aiutato non poco dal suo capitano Hewitt.

Vittorie autoritarie anche per Germania e Repubblica Ceca. I tedeschi hanno superato la Bielorussia di Gerasimov, troppo solo per portare il suo team alla vittoria. I cechi invece hanno vinto un match duro in Slovacchia. Molto bene Jiri Vesely che nel circuito è sparito da un po’ ma che nel weekend di Davis ha messo l’anima in campo in entrambi i singolari poi vinti. Chiaramente fondamentale l’ultimo, quello in cui ha recuperato un set ed un break di svantaggio allo slovacco Martin prima di vincere con tanto di match point annullato. Kazakistan e Colombia sono invece le piacevoli conferme del weekend. Le imprese kazake oramai non fanno più notizia, certo con un Bublik in più nel motore e con un ritrovato Golubev in doppio il Kazakistan qualche grattacapo lo potrà creare alle Finals, occhio a sottovalutarlo. Molto bene anche la Colombia che ha battuto nel derby sudamericano l’Argentina. Ambiente caldissimo a Bogotà sugli spalti, Galan e il doppio Cabal/Farah eroi della “due giorni”, gli argentini sono arrivati alla sfida senza un vero leader.

Ungheria e Austria sulla carta erano favorite contro Belgio e Uruguay, ma le loro vittorie fanno piacere ai vecchi appassionati della Davis. Perché seppur in epoche diverse i due movimenti tennistici hanno brillato in passato e ritrovare queste due nazionali alle Finals fa piacere. Era dai tempi di Muster e Skoff che l’Austria non raccoglieva un risultato di prestigio e l’assenza di Thiem rende la vittoria conseguita a Graz ancor più importante. Bravissimo Denis Novak, vincitore di entrambi i fratelli Cuevas, ma fondamentale il doppio costituito dai veterani Marach e Melzer che dando per scontata le presenza di Thiem a Madrid costituiranno sicuramente un fattore importante e renderanno gli austriaci la mina vagante dei sorteggi.

L’Ungheria invece la ricordiamo ai tempi dell’ottimo Balasz Taroczy, autore contro l’Italia di una delle vittorie più importanti della storia ungherese in Davis nel 1978. L’assenza di Goffin ha sicuramente facilitato il compito agli ungheresi, ma poi ci vuole anche la forza di ribaltare l’1-2 dopo il doppio a favore degli avversari. Bravissimi Balasz e Fucsovics a vincere i due singolari finali per la storica rimonta ungherese. Le sorprese più belle sono però state date probabilmente da Ecuador e Svezia.

Era dai tempi di Andres Gomez e i fratelli Lapentti che l’Ecuador non saliva alla ribalta della cronaca in Coppa Davis. Inoltre la trasferta in Giappone pareva proibitiva, anche dopo il fofait del numero 1 locale Kei Nishikori. E invece Emilio Gomez (figlio di Andres, campione Roland Garros nel 1990) e il cugino Roberto Quiroz (a sua volte nipote di Andres Gomez), frequentatori di challenger e niente più, hanno giocato due singolari stupendi battendo Soeda e Uchiyama, sicuramente più esperti e tecnicamente superiori. L’impresa davvero storica è stata completata dal doppio Escobar/Hidalgo (alzi la mano chi li ha mai sentiti nominare) per il 3-0 definitivo. L’Ecuador sarà una cenerentola a Madrid ma il solo fatto di essere lì sarà per i suoi componenti un risultato eccezionale.

Fa invece tanto piacere ritrovare nel tennis che conta la Svezia, sprofondata nel 2017 nella serie C della manifestazione. Sono ancora lontani i tempi dei vari Wilander, Edberg, Jarryd e così via, ma qualcosina si inizia a intravedere. E guarda caso la qualificazione alle Finals arriva con Robin Soderling in panchina. Uno dei pochi a potersi vantare di aver battuto Rafa Nadal e Roger Federer al Roland Garros. Terminata la carriera per colpa della mononucleosi, Soderling in panchina ha guidato Mikael Ymer al fondamentale successo contro Alejandro Tabilo nel match decisivo della sfida contro il Cile. Sul 2-1 per gli svedesi, grazie al doppio Eriksson/Lindstedt (43 anni), Ymer ha saputo ribaltare con coraggio e un po’ di fortuna un match incredibile. Sotto un set e 4-5 match point contro, lo svedese ha poi vinto al terzo portando la Svezia alle Finals. Sarà tutta esperienza a Madrid per i fratelli Ymer, in attesa che arrivi qualcun altro alle loro spalle per riportare il movimento svedese ai fasti di un tempo.

I match Ymer-Tabilo e quello Martin-Vesely vanno sicuramente rimarcati tra i più emozionati del weekend, ma i due singolari di Millman in Australia-Brasile e il doppio della stessa sfida e quello di Croazia-India sicuramente a livello di spettacolo e agonismo non sono stati da meno. Appuntamento a giovedì per il sorteggio dei gironi, speriamo che l’urna sia benevola con i nostri ragazzi che hanno voglia a Madrid di regalarci e regalarsi un’impresa.

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Coppa Davis

Coppa Davis: i Bryan mandano gli USA a Madrid

I gemelli, all’ultima (teorica) presenza, regalano il terzo punto al loro Paese, eliminando l’Uzbekistan

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Bob Bryan e Mike Bryan - Coppa Davis 2020 (via Twitter, @DavisCup)

Coppa Davis, qualificazioni Finals: USA b. Uzbekistan 4-0
B. Bryan/M. Bryan b. S. Fayziev/D. Istomin 6-3 6-4
T. Paul b. D. Istomin 6-3 6-0

Come da pronostico, la nazionale americana, capitanata da Mardy Fish, batte l’Uzbekistan per 4-0 diventando la diciottesima e ultima squadra a qualificarsi per le finali di Davis in programma a novembre alla Caja Magica. Dopo i successi di Fritz e Opelka di venerdì, sono stati i gemelli Bryan a dare il terzo punto a Team USA, battendo Istomin e Fayziev per 6-3 6-4 in 67 minuti.

Particolarmente significativo questo successo per gli statisti del doppio, che non giocavano insieme in Davis dal 2016 (sconfitta con la Croazia), e che, ricordiamo, hanno deciso di lasciare dopo lo US Open. Questo significa che al momento non dovrebbero giocare le finali a squadre, anche se hanno detto scherzosamente al sito della competizione che potrebbero riciclarsi come massaggiatori, e che questa è stata la loro ultima partita con la nazionale – ma il colpo di teatro è sempre dietro l’angolo, quindi mai dire mai.

Venticinquesima vittoria su 30 doppi disputati in Coppa Davis per loro (Mike è anche primatista all-time per match disputati con gli Stati Uniti), e mai in discussione: fuga iniziale sul 5-0 prima di una mini-rimonta degli uzbeki che hanno sfruttato l’unica palla break avuta, ma troppo tardi per salvare il set. I gemelli hanno poi breakkato subito nel secondo senza più concedere niente, regalando anche un momento vintage.

Pessimo weekend infine per Denis Istomin, che dopo aver perso un singolare e il doppio è dovuto scendere in campo per un’esibizione competitiva contro un talento in ascesa come Tommy Paul, alla prima partita in Davis e vincitore per 6-3 6-0 in 55 minuti.

 

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