ATP Mosca: un'altra sconfitta per Fognini

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ATP Mosca: un’altra sconfitta per Fognini

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TENNIS ATP – Il tennista ligure sempre in piena crisi, mai in partita contro Kukushkin. Perde Raonic, passano Gulbis, Robredo e Youzhny

 

Cominciamo dalla buona notizia: nessuna accenno di polemica, maleducazione o altro nell’incontro di oggi. Proseguiamo con la cattiva. Oltre al risultato Fognini è apparso abulico, poco interessato al match con la testa lontana. Non lo avrà aiutato sicuramente l’intervista rilasciata da Perlas (di cui riferiamo altrove) ma la sensazione continua ad essere di un giocatore che non sa più bene dove si trova e perché. Persino la cronaca risente di questo smarrimento del giocatore italiano, perché subito il break nel quarto game, Fabio ha giochicchiato senza troppe pretese e nonostante questo ha recuperato il break nel settimo game. Un paio di game normali e poi al servizio sul 4 a 5 il telefonatissimo cedimento. Secondo set ancora più sconcertante, soprattutto nella parte finale. Il kazako vola sul 5 a 1, ma appena arriva al match point Fognini lo fulmina con delle accelerazioni folgoranti e con una pesantezza di palla sconosciuta all’avversario. Fatto il break Fognini forse si ricordava di un appuntamento e consegnava game set e match all’avversario. Cosa aggiungere ancora?

 

Bella prestazione del russo Mikhail Youznhy, classe 1982 ed ex n. 8 del mondo che, dopo 5 anni di assenza dal torneo di casa, fa felice il suo pubbico con la vittoria contro l’argentino Juan Monaco. Dopo un primo set risoltosi rapidamente a favore del tennista di Mosca, i due hanno dato vita ad un intenso secondo parziale, decisosi al tie-break, e in cui l’argentino riesce a salvare 2 matchpoint. Alla fine, però, Youzhny infligge la zampata finale all’avversario e si assicura così la presenza ai quarti di finali, proprio contro Kukushkin.

 

Risultati:

M. Kukushkin b. (4) F. Fognini 6-4 6-2
(6) T. Robredo b. F. Krajinovic 6-3 6-4
(Q) R. Berankis b. (1) M. Raonic 6-3 4-6 6-3
(3) E. Gulbis b. D. Gimeno-Traver 6-3 7-6(3)
(7) M. Youzhni b. J. Monaco 6-3 7-6(6)

Risultati Atp Stoccolma:

M. Copil b. P. Herbert 6-4 6-3
J. Sock b. (6) J. Chardy 76(3) 6-3
M. Bachinger b. (5) L. Mayer 7-6(3) 6-7(4) 6-3
(1) T. Berdych b. D. Brown 7-5 6-3
A. Mannarino b. (4) A. Dolgolopov 6-4 6-7(2) 7-6(4)
 

 

 

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ATP Anversa: Murray in finale dopo più di due anni e mezzo, rimontato Humbert

La finale N.70 della carriera è forse la più dolce di tutte dopo oltre due anni di calvario: giocherà contro Stan Wawrinka per il titolo in Belgio, un epilogo quasi poetico

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Andy Murray – ATP 250 Anversa (foto via Twitter @EuroTennisOpen)

[PR] A. Murray vs U. Humbert 3-6 7-5 6-2

HE’S BACK! – Gli organizzatori del torneo di Anversa non potevano chiedere una finale migliore per la quarta edizione del rinato torneo belga. Una di quelle che non fa rimpiangere quelle leggendarie giocate qui negli anni ’80 e ’90.

Andy Murray completa il suo “comeback” e torna in finale in un torneo ATP dopo due anni abbondanti da incubo per i problemi all’anca che l’hanno costretto a finire sotto i ferri. Sarà il suo primo match per un titolo ATP dal 4 marzo 2017 quando vinse il titolo dell’ATP 500 di Dubai.

Andy ha superato in rimonta il francese Ugo Humbert e sfiderà un altro tre volte campione Slam nell’atto finale: Stan Wawrinka che come lui è tornato ad alti livelli dopo un intervento chirurgico. Certo entrambi sono ancora lontani dal livello mostrato nelle semifinali del Roland Garros 2016 e 2017, la seconda delle quali fu uno straordinario incontro vinto in 5 set dallo svizzero. Murray conduce 11 a 8 nei precedenti ma solo una volta si sono affrontati in finale nel lontanissimo gennaio 2008 a Doha.

 
I due campioni ritrovati nel 2019 si giocano un titolo ATP in Belgio

Murray ha dovuto soffrire e non poco per avere la meglio su Humbert. Nel primo, lo scozzese è molto passivo. Si muove bene e senza paura, ma il palleggio è un po’ corto e soprattutto rimane molto dietro la riga di fondo.
Il francese invece tira su tutto con buone accelerazioni. Nonostante questo Murray è il primo ad avere palle break (due nel quinto game), ma non le sfrutta e perde poi il servizio nel turno successivo. Niente scossoni fino al 6-3.

Nel secondo, Humbert perde il servizio con una serie di errori nel quarto game, ma Murray gli rende subito il favore. Si seguono i servizi senza occasioni, finché ad un passo dal tiebreak Humbert si incarta e regala il set a Murray con una volée comodissima in rete (7-5).

Nel terzo è andato sotto 0-40 nel primo gioco, ma si è salvato e ora sta 3-0, sempre grazie ad un paio di accelerazioni lunghe del francese. Ora Murray gioca col pilota automatico e veleggia serena verso il 6-2 finale con un secondo break per festeggiare la finale ATP N.70 della carriera.
Forse la più dolce, la più attesa, la più emozionante. Dopo due anni e mezzo così, come potrebbe non essere diversamente?

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Seppi non ha chance, Mannarino in finale a Mosca

Andreas non è mai in partita contro il francese che concede appena 10 punti al servizio e zero palle break. Nona finale ATP per Mannarino che trova Rublev vincitore su Cilic

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[7] A. Mannarino b. A. Seppi 6-3 6-4

NO CONTEST – L’anno scorso la semifinale di Mosca tra Seppi e Mannarino era finita 7-5 7-5 per il francese, quest’anno c’è stata ancora meno storia: Andreas raccoglie le briciole sul servizio dell’avversario e al N.7 del seeding è sufficiente un break per set per portare a casa il nono confronto diretto con l’azzurro (5-4 Francia ora). Un match mai in discussione in cui Mannarino ha trovato il break in apertura in ciascuno dei due parziali, dominando poi i suoi turni di battuta. 40 su 50 (80%) quando ha servito, differenze minime tra il rendimento della prima e della seconda palla (82 a 77%).

Con questi numeri impensabile fare partita, troppo più costante Mannarino da fondo e anche particolarmente paziente, per lui ora è in arrivo la nona finale ATP in carriera ma delle 8 precedenti ne ha vinta solamente una sull’erba di S’Hertogenbosch nel 2017. L’anno scorso in Russia perse nettamente da Karen Khachanov. Quest’anno toccherà a un altro idolo del pubblico, Andrey Rublev. Di certo dopo una semifinale durata 1h15, il francese non sarà particolarmente stanco.

 

RUBLEV IN SPOLVERO – Karen Khachanov non potrà bissare il titolo dello scorso anno, ma ci proverà un altro giovane russo: Andrey Rublev supera in due set Marin Cilic in 1h32. Il croato sciupa un vantaggio di 5-3 e servizio nel primo set, perdendo 4 giochi consecutivi e dunque il parziale. Nel secondo dopo uno scambio di break in apertura si arriva fino al 4 pari quando nel fatidico nono gioco il croato perde il servizio per la quarta volta ed è quella fatale. Per Rublev è la seconda finale dell’anno dopo quella persa ad Amburgo contro Basilashvili.

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Anversa: Murray centra la prima semifinale da metà 2017

Andy fatica contro Copil ma vince ancora. Wawrinka batte Gilou dilagando nel terzo set e raggiunge Sinner in semi

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Andy Murray – ATP 250 Anversa (foto via Twitter @EuroTennisOpen)

ANDY LOTTA E VINCE – Dopo la prestazione opaca contro Kimmer Coppejans al primo turno e quella decisamente buona offerta di fronte a Pablo Cuevas, contro Marius Copil ci si attende un Andy Murray ormai centrato in questo torneo. A un primo parziale poco brillante, lo scozzese fa seguire una buona seconda partita ma si inceppa alla fine, salvo poi uscire vincitore dopo oltre due ore e mezza di battaglia. Il rendimento del dritto è salito nel corse dell’incontro, la “mano” non è in discussione e non c’è più timore nella corsa né nei cambi di direzione; poche le prime in campo (51%) e un rovescio che dovrebbe incidere di più. Intanto, il risultato gli vale un balzo di almeno sessanta posti in classifica, andando a piazzarsi attorno n. 180, in attesa della semifinale – la prima dal Roland Garros 2017 – contro il vincente fra Guido Pella e Ugo Humbert.

DUE SET, QUASI MATCH – L’inizio promettente dello scozzese si esaurisce in fretta e a Copil basta salire appena di livello per riprenderlo sul 2 pari. Il rumeno gioca un tennis elegante che predilige le condizioni indoor, ma non brilla certo per la rapidità negli spostamenti e la sua categoria rimane tra i Challenger e i primi turni ATP; la prossima settima, inoltre, gli usciranno i 320 punti della finale di Basilea, praticamente metà del suo bottino e, sempre che non riesca a riproporre le prestazioni di dodici mesi fa, il crollo in classifica sarà doloroso. Murray sbaglia con il dritto e, se nemmeno lui arriva al 50% di punti vinti sulla propria seconda battuta, il 3 su 13 di Marius è piuttosto indicativo delle sue difficoltà e degli altri due brek che gli costano il set.

La ripresa vede Andy aggiustare il dritto che si mette a funzionare bene in spinta ed è lì che fa la differenza, anche se sono i suoi tocchi dal lato destro, quando corre in avanti o lateralmente su palle lontanissime, a strappare gli applausi più fragorosi, insieme ai lob precisi. Copil capitola al quarto game, ma poi salva quattro palle dell’1-5 che gli permettono di rimanere in corsa, anche se nulla fa presagire un suo rientro. Invece, sarà che “Muzza” si mette a pensare di essere già a un passo dalla semifinale dopo aver ricominciato a giocare con un po’ di fiducia solo un mese fa, sarà che gli imprevisti capitano altrimenti non avrebbero coniato il termine, ma con due stecche e un doppio fallo Andy serve il contro-break. Bravo Copil al decimo gioco nel tenere il turno di servizio più difficile del match vincendo un gran primo punto che Murray aveva dirottato sui propri binari e dopo qualche minuto è tie-break. Il perfido nastro ferma la drop volley di Marius lanciando lo scozzese verso il traguardo, ma poi rimette più che generosamente le cose in parità. Copil annulla un match point, risponde profondo sulla seconda e allunga al terzo set.

SENZA RISCHI – Gioca bene adesso, il rumeno, ma l’ex numero uno del mondo non accenna a risentire della pressione di servire per secondo, anzi, la rispedisce al mittente tenendo con facilità i propri turni di battuta a dispetto della bassissima percentuale di prime. Ecco allora che Marius deve venire avanti a salvare una palla break al settimo game. Due giochi dopo, Andy sbaglia un paio di passanti di rovescio a ricordarci che non è ancora rientrato nei suoi panni più veri, ma la combinazione smorzata-rovescio al volo lo manda di nuovo a servire per chiudere: tre quarti d’ora dopo il primo match point, Murray non fallisce guadagnandosi una semifinale che è un altro piccolo grande traguardo.

 

APPREZZABILI SPRAZZI DI STAN – Ci sono anche momenti di stanca in mezzo a giocate di alto livello, ma è complessivamente un bel match quello che Stan Wawrinka fa suo in tre set contro Gilles Simon, il quale non si fa impressionare dall’inizio dell’avversario in modalità “The Man” e gli rimane attaccato ai pantaloncini, ma nulla può quando torna ad alzare il livello. L’avvio possente è appunto di Wawrinka, che fa valere il peso superiore di palla con entrambi i colpi al rimbalzo: il rovescio lungolinea è già pronto a incendiare l’aria, la risposta di dritto fa un buco per terra ed è break al primo gioco. Con Stan che non molla la presa, non ce n’è per Gilou che perde ancora il servizio alla fine del parziale.

Il trentaquattrenne di Nizza si mette pazientemente a disporre i mattoni della sua personale Maginot, le pietre del “go” e altre metafore, mentre calano spinta e precisione svizzere con la naturale conseguenza di un allungo francese. Simon ci mette del suo per cedere la battuta sul 5-4 con tre gratuiti fra cui un doppio fallo, ma il passante stretto di rovescio in corsa di Stan, quasi spalle alla rete sulla precisa volée francese di approccio, è da urlo. Infatti, Stan fa sentire la propria voce e, nel tie-break, arriva a match point con il servizio a disposizione. Uno scambio estenuante, Wawrinka costretto due volte a tirare il dritto con la continental, Simon che difende come il miglior sé stesso e arriva l’errore esausto del rovescio monomane.

Un altro paio di punti e i due si ritrovano seduti in attesa di un set decisivo che non promette bene per il tre volte campione Slam. Forse risentito per le considerazioni sul suo calo fisico che (giustamente) immagina, Stan riprende da dove aveva iniziato, anzi, anche meglio visto che si invola sul 4-1 pesante con una leggerezza degna del suo avversario, per poi chiudere 6-2 con il marchio di fabbrica, il rovescione lungolinea che tutti, avversario compreso, restano immobili ad osservare. Un Wawrinka a tratti devastante, con prevedibili pause di cui potrebbe approfittare Jannik Sinner in semifinale.

Risultati:

[4/WC] S. Wawrinka b. G. Simon 6-3 6-7(6) 6-2
A. Murray b. [Q] M. Copil 6-3 6-7(7) 6-4
U. Humbert b. [5] G. Pella 5-7 6-4 6-4

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