Tornei Atp: Murray-Ferrer a Vienna, Dimitrov-Berdych a Stoccolma

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Tornei Atp: Murray-Ferrer a Vienna, Dimitrov-Berdych a Stoccolma

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TENNIS ATP – Lo scozzese liquida in due set il serbo e sfiderà in finale lo spagnolo che in volata batte Kohlschreiber. In Svezia il bulgaro batte in due set Tomic e attende il ceco che supera un ottimo Bachinger. Bautista-Agut batte Gulbis e trova Cilic in finale a Mosca

Andy Murray svolge senza particolari problemi il compitino in terra austriaca e continua la sua marcia di avvicinamento per la qualificazione al Master, battendo nella semifinale di Vienna il serbo Viktor Troicki con il punteggio di 6-4 6-3, centrando così la 44° finale della sua carriera (29 i titoli vinti sino ad oggi).
Non un gran match da un punto di vista tecnico, Murray ha iniziato al piccolo trotto come spesso gli accade, poi una volta vinto il primo set si è disteso salendo come qualità di gioco e mostrando tutta la differenza che c’è oggi tra lui ed il suo avversario.
Troicki dopo la lunga squalifica comminatagli l’anno scorso sta gradualmente tornando ad un buon livello, la semifinale raggiunta a Vienna peraltro partendo dalle qualificazioni lo certifica senza dubbio.

Come detto primo set alquanto equilibrato, Troicki salva subito una palla break all’avversario prima però di cedere il servizio nel quinto game, quando capitola sulla terza palla break nel gioco concessa a Murray sbagliando prima un rovescio e poi mettendo malamente una voleé di rovescio in rete.
Lo scozzese però gioca in maniera discontinua, arrivano così due doppi falli nel game successivo ed il controbreak immediato ne è la logica conseguenza.
Tutto regolare sino al 4 pari, poi Troicki si complica la vita da solo nel nono game, quando spreca dal 30-0, commette un doppio fallo e sulla palla break successiva concessa all’avversario manda fuori un diritto.Murray stavolta non si distrae, game tenuto a 30 e primo set conquisatto con il punteggio di 6-4 in 43 minuti.

 

Lo scozzese si distende come detto in precedenza mentre Troicki inizia a calare, arriva subito il break in apertura per Murray che ora comanda con le accelerazioni di diritto e quando il suo avversario prende la rete lo passa con chirurgica precisione. Troicki fa quel che può, annulla una pericolosa palla del 2-5 ma cede definitivamente le armi nel nono game quando perde la battuta a zero.

Bellissima la seconda semifinale tra David Ferrer e Philipp Kohlschreiber, alla fine la spunta lo spagnolo che da un paio di settimane a questa parte sta riscattando un 2014 non proprio alla sua altezza. Ferrer vince in tre set con il punteggio di 6-3 2-6 7-6 e domani affronterà in finale Andy Murray (7-6 i precedenti per lo scozzese). Partita avvincente ed equilibrata, con i due semifinalisti che hanno dato vita ad uno spettacolo tecnicamente valido, entusiasmando il pubblico sugli spalti.
Kohlschreiber come al solito è venuto meno nel momento topico del match mostrando quelle lacune caratteriali che lo hanno limitato non poche volte in carriera. Il tedesco conduceva 4-2 nel terzo set prima di farsi riprendere e cedere poi nel tie break finale.
Inizia molto bene Kohlschreiber, gli scambi da fondo campo sono molto duri, Ferrer salva 3 palle break nella fase iniziale del match. Lo spagnolo ringhia come ai bei tempi da fondo campo, Kohlschreiber però accetta la battaglia mostrando il solito rovescio ad una mano tecnicamente perfetto. Ferrer trova il break nel quarto game e sale 3-1, salva due palle break nel sesto game, spreca due set point sul 5-2 (bravo Kohlschreiber nell’occasione) ma alla fine si aggiudica il primo set 6-3.
Lo spagnolo sembra avere una marcia in più, quando lo scambio si fa duro è sempre lui ad avere la meglio ed il suo avversario può ben poco. Così anche ad inizio secondo set sembra che Ferrer possa allungare, ma Kohlschreiber salva una palla break sull’1 pari perché il diritto dell’avversario finisce di poco largo. Invece l’occasione sprecata dallo spagnolo cambia direzione al match, Ferrer inizia a sbagliare e Kohlschreiber ringrazia. Arriva il break nel quarto game (altro gratuito dello spagnolo con il diritto), il tedesco sale 4-1 e poi 5-2 chiudendo il settimo gioco al termine di uno scambio da urlo con recuperi incredibili da parte di entrambi i contendenti. Ferrer pare alla frutta e cede servizio e set nel gioco seguente con un inopinato doppio fallo.
Si va al terzo, i due profondono il massimo sforzo, tutto regolare sino al 3-2 Kohlschreiber. Nel sesto game Ferrer commette un paio di gratuiti e lancia l’avversario che allunga 4-2, ma il tedesco si blocca sul più bello, controbreak a zero e lo spagnolo torna in partita. Ora il match sembra essere nelle mani di Ferrer che mette alle corde l’avversario. Sul 4 pari Kohlschreiber si salva dal 15-40 con due ottime prime e poi solo dopo 10 minuti e 16 punti giocati tiene la battuta e si porta sul 5-4. I due non concedono più nulla, si va al tie break.
Si seguono i servizi sino al 2 pari, il primo a sbagliare e il tedesco che manda un diritto lungo. Ferrer allunga sul 4-2 ma poi commette un doppio fallo e restituisce il minibreak. Kohlschreiber pensa bene di imitare l’avversario, doppio fallo e 3-5. Il tedesco è cotto, manda fuori una voleé alta di rovescio a campo aperto e lascia campo libero a Ferrer che chiude 7-3 e raggiunge la 46° finale della sua carriera, la 4° dell’anno.

ATP250 Vienna, Semifinali

(2/WC) A. Murray b. (q) V. Troicki 6-4 6-3
(1/WC) D. Ferrer b. (4) P. Kohlschreiber 6-3 2-6 7-6(3)

 

Grigor Dimitrov continua a coltivare speranze per la qualificazione al Master di fine anno. Il tennista bulgaro si guadagna la 6° finale della sua carriera battendo in due set l’australiano Bernard Tomic con il punteggio di 6-3 7-5 e torna in finale a Stoccolma a distanza di un anno dopo il trionfo contro David Ferrer del 2013.
Per Dimitrov è la quarta finale quest’anno (3 vittorie su 3 superfici diverse), la sesta in carriera.
Non male la prestazione di Tomic, di solito abbastanza fuori forma in questo periodo dell’anno. L’australiano invece dopo una pessima partenza ad inizio match era riuscito ad allungare nel secondo parziale fino al 5-2, ma ha poi accusato un calo clamoroso che ha permesso al suo avversario di conquistare 5 giochi di fila e portare a casa la partita.

L’inizio di Dimitrov è fantastico, annichilisce l’avversario con un paio di accelerazioni e vola sul 3-0 in poco meno di 10 minuti. Tomic prova ad organizzare le contromosse, inizia a servire meglio ed a farsi sentire con i suoi colpi, ma il suo avversario non molla il vantaggio e chiude il primo parziale con un agevole 6-3.
Diversa la musica nel secondo set, il tennista bulgaro accusa un calo e Tomic non si fa pregare per approfittarne. Stavolta è l’australiano che va avanti di un break e sembra poter mandare il match al terzo quando va a servire sul 5-3. Qui invece arriva la svolta del match, Dimitrov trova il controbreak nel momento più opportuno e toglie fiducia all’avversario, che si fa breakkare nuovamente sul 5 pari. La partita è oramai chiusa, ed il campione in carica a Stoccolma chiude la contesa nel 12° game e proverà domani a ripetersi in terra svedese.

Sarà Tomas Berdych a sfidare nella finale del torneo scandinavo Grigor Dimitrov. Il tennista ceco supera in due set molto equilibrati la sorpresa della settimana, il tedesco Matthias Bachinger, sconfitto con il punteggio di 7-6(7) 6-4 ma uscitO a testa altissima dal campo. Davvero bravo il tedesco, sempre aggressivo, votato all’attacco, ottimo in alcune circostanze sotto rete. Unica pecca l’aver sprecato due volte i break conquistati subendo l’immediato controbreak. Molto grave nel primo set, quando si è trovato a servire per il 5-3, un vero peccato nel secondo parziale, quando era stato capace di recuperare un break di svantaggio agguantando Berdych sul 4 pari.
Il ceco è alla quinta finale quest’anno, è sotto 3-1 nei precedenti con Dimitrov e domani giocherà la finale nr. 24 della sua carriera.

La semifinale vede Berdych nettamente favorito, ma Bachinger che è arrivato in semifinale dalle qualificazioni non mostra indecisioni e si difende alla grande. Anzi è proprio il tedesco che opera il primo allungo del match nell’ottavo game, quando centra il break, va sul 5-3 e serve per il set. Ma Berdych riesce a rimediare approfittando forse anche di un minimo di tensione del tedesco, controbreak a 15 e il ceco ritorna in partita. I servizi la fanno da padrona, si arriva al tie break.
I primi 4 punti sono 4 minibreak, il primo a tenere la battuta è Berdych sul 3-2, Bachinger però risponde colpo su colpo, si seguono i servizi, il tedesco arriva a set point sul 6-5 ma il suo avversario centra un ace quanto mai propizio. Sul 7-6 per il ceco è Bachinger che deve fronteggiare un set point, il tedesco si butta avanti e si conquista il 7 pari. Ma nel turno di battuta seguente Berdych trova una risposta profondissima che arriva diritta nei piedi del suo avversario, 8-7 per il ceco che si gioca il set point sul suo servizio. Ottima prima e diritto vincente, il primo set è di Berdych.
Nel secondo parziale Bachinger continua a giocare il suo match, ma il break di Berdych nel terzo game pare chiudere la semifinale.
Invece il tedesco continua a lottare e centra il meritato controbreak nell’ottavo game. Ancora una volta però Bachinger si disunisce nel momento sbagliato, Berdych lo mette sotto pressione, centra un nuovo break nel nono game e chiude la semifinale nel gioco successivo.

ATP250 Stoccolma, Semifinali

(2) G. Dimitrov b. B. Tomic 6-3 7-5
(1) T. Berdych b. (Q) M. Bachinger 7-6(7) 6-4

Nella prima semifinale del torneo Atp di Mosca Roberto Bautista Agut supera in due set Ernests Gulbis e si conquista la terza finale dell’anno (le altre due vinte a Stoccarda e a ‘s-Hertogenbosch, quindi anche la terza su 3 superfici diverse)), la quarta della sua carriera. Lo spagnolo che sta giocando al pari del suo avversario la miglior stagione tra i professionisti, ha giocato un match accorto e perfetto dall’inizio alla fine, tremando solo sul 4-3 del secondo set quando con un doppio fallo ha concesso la prima ed unica palla break della semifinale al tennista lettone.
Gulbis non è stato mai in grado di impensierire l’avversario e l’unica palla break avuta in tutto il match ne è una chiara testimonianza. Il lettone comunque non è apparso in gran forma lamentando dei problemi fisici che probabilmente ne hanno limitato la resa.
Tra i due non corre buon sangue (se ne dissero di tutti i colori dopo un match combattuto), sono 3 i precedenti tutti vinti da Gulbis.
Bautista-Agut gioca il solito match ordinato e costante, Gulbis prova a stargli dietro, ma quando serve qualche piccolo scricchiolio lo mostra. Il lettone salva due palle break sul 2 pari ma capitola nel settimo game (quello della verità come si dice in gergo). Lo spagnolo non concede nulla, sbaglia molto poco e conduce senza problemi in porto il 1° set con il punteggio di 6-4. Gulbis in uno dei cambi campo chiama anche il trainer e scherzando gli dice di aver bisogno di molti medicinali per fargli passare i dolori, il lettone non sembra al top, ma soprattutto non riesce ad essere efficace alla risposta.
Nel secondo set si procede regolari sino al 3 pari, anche se sul 2-2 è ancora una volta Gulbis a dover fronteggiare ed annullare 2 palle break.
Il break arriva di nuovo nel settimo game. Stavolta però Gulbis potrebbe rientrare in partita immediatamente, perché Bautista Agut nel game successivo incappa in un fallo di piede su una seconda di servizio sul 30 pari. E’ la prima palla break del match per il nr.13 del mondo che però non la sfrutta, lo spagnolo si salva e chiude la semifinale con un doppio 6-4.

Sarà una finale inedita quella del torneo russo, perché l’avversario di Roberto Bautista Agut sarà Marin Cilic, vincitore dei recenti Us Open, fresco di matematica qualificazione al Master di fine anno (sarà la sua prima volta), che oggi nella seconda semifinale ha superato in 3 set il kazako Mikhail Kukushkin, avversario dell’Italia in Coppa Davis nel 2015.
Non è stato un match semplice, Cilic si è trovato sotto di un set e di un break prima di venire a capo del match e quindi conquistare la quinta finale dell’anno, la ventiduesima in totale (12-9 il suo bilancio).
Kukushkin si è difeso alla grande nel primo set (ben 8 palle break salvate su 8), ma una volta raggiunto nel secondo è calato alla distanza, perdendo campo e intensità negli scambi e aumentando il numero di gratuiti. Comunque per il kazako un ottimo torneo.

L’inizio del match sembra precludere ad una passeggiata di Cilic. La testa di serie nr.2 del tabellone si procura ben 3 palle break in apertura e altre due nel quarto game, ma Kukushkin resiste, annulla altre due palle break nel corso del set e poi è proprio lui alla seconda occasione ad allungare sul 4-3 e servizio. Cilic spreca un’altra palla break nel decimo gioco e cede così il primo set all’avversario per 6-4.
Il croato è quasi incredulo e comincia nel peggiore dei modi il secondo set, altro break di Kukushkin che sembra lanciato verso un’incredibile vittoria. A questo punto però Cilic infrange il tabù e centra l’immediato controbreak, la semifinale nella sostanza si decide qui. Tutto regolare sino al 3 pari, poi arriva il break di Cilic nell’ottavo game. Il croato chiude il secondo set 6-3 e porta a 5 i game consecutivi salendo 2-0 nel set decisivo. Kukushkin non ne ha più, arriva un altro break di Cilic nel settimo game. Il croato sul 5-2 va a servire per il match, tiene la battuta a 30 e conquista la 5° finale di un’incredibile stagione.

ATP250 Mosca, Semifinali

(5) R. Bautista Agut b. (3) E. Gulbis 6-4 6-4
(2) M. Cilic vs M. Kukushkin 4-6 6-3 6-2

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Seppi accede ai quarti di Mosca, Fabbiano fuori all’esordio

Altra vittoria al terzo per Andreas, che dopo Garin rimonta anche Carballes Baena. Ora Khachanov che salva 5 MP Thomas parte bene ma si spegne presto contro Gerasimov

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Andreas Seppi - Zhuhai 2019 (foto via Twitter, @ZhuhaiChampions)

Si risolve favorevolmente al terzo set la sfida tra Andreas Seppi e lo spagnolo Carballes Baena, di fronte per la prima volta in carriera nel secondo turno della Kremlin Cup 2019.

Dopo la maratona vittoriosa contro Garin, Andreas emerge da un’altra prova di resistenza nonostante un primo set sfuggito sul finale: sotto 6-5, in un game labirinto, il giocatore di Caldaro annulla ben quattro set point e non sfrutta due palle break, prima di consegnare il parziale allo spagnolo (avanti 8-0 negli ace) dopo ben 56 minuti. Inerzia completamente cambiata però da quel momento: nel secondo set – pur andando subito sotto di un break – Seppi sale in cattedra e lascia appena un gioco al suo avversario. La perdita d’efficacia delle prime di Carballes fa il paio con la crescente solidità in risposta del 72 del mondo.

Il trend positivo si protrae nel terzo e decisivo parziale, controllato in modo anche piuttosto vistoso da un Andreas capace di vincere 15 punti in risposta e di breakkare Carballes nel primo e nell’ultimo game del parziale. Saranno quarti di finale per la quarta volta in stagione nel tour maggiore, e Karen Khachanov, favorito nel suo match di ottavi su Philipp Kohlschreiber, promette di essere un test discretamente probante.

 

Si ferma invece all’esordio la corsa moscovita di Thomas Fabbiano. Il tarantino, 89 del ranking, è stato battuto in due set da Egor Gerasimov, proveniente dalle qualificazioni. Il bielorusso, 98 del mondo, ha fatto affidamento sugli 11 ace (a 1) messi a segno per garantirsi al secondo turno l’incrocio con la sesta testa di serie Andrey Rublev. Nel primo set l’azzurro si era trovato anche avanti di un break, vantaggio che però si è visto subito sfuggire dalle mani non capitalizzando i due successivi suoi turni in battuta. A penalizzarlo, anche i cinque doppi falli complessivi e il litigio con la prima di servizio nel secondo set (dentro appena nel 52% dei casi). Nel post US Open, Fabbiano è stato sconfitto in cinque dei sei incontri disputati.

Negli altri incontri incredibile vittoria di Karen Khachanov che nel terzo set annulla 5 match point a Philipp Kohlschreiber prima di chiudere 9 punti a 7 il tie-break decisivo alla prima occasione. Sarà lui ad affrontare Seppi nei quarti venerdì.

Risultati primo turno:

[Q] E. Gerasimov b. T. Fabbiano 6-3 6-4
[WC] A. Avidzba b. [WC] A. Kachmazov 6-1 4-6 6-1

Risultati secondo turno:

A. Seppi b. R. Carballes Baena 5-7 6-1 6-3
[7] A. Mannarino b. M. Kukushkin 7-6(4) 6-2
[4] D. Lajovic b. [Q] L. Rosol 6-4 6-7(6) 6-3
[2] K. Khachanov b. P. Kohlschreiber 3-6 6-3 7-6(7)

Il tabellone completo

a cura di Pietro Scognamiglio ed Emmanuel Marian

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Sinner brillantissimo, ad Anversa arriva la quarta vittoria nel tour. OK Murray

La rivincita su Majchrzak vale a Jannik il secondo turno contro Monfils. Murray non brilla ma vince

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Jannik Sinner - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

CHE SINNER! – In finale al Challenger di Ostrava il 5 maggio scorso, Kamil Majchrzak lo aveva annichilito. In quell’occasione autore di un match perfetto, al primo turno di Anversa il qualificato polacco non ritrova però lo stesso avversario un po’ a corto di energie, bensì la versione migliore di Jannik Sinner che onora la wild card superandolo in due set. Il sipario si apre su un Sinner davvero centrato e reattivo che comanda lo scambio, nel palleggio a ritmo sostenuto si dimostra più solido e capace di muovere il gioco, oltre che di chiudere con accelerazioni puntuali. Majchrzak, nei primi 100 dallo scorso luglio, è stordito da una partenza tanto aggressiva e muove finalmente il punteggio tenendo la battuta al quinto game.

Jannik concede qualche errore con il dritto, ma i suoi piedi sono sempre vicinissimi al campo e si guadagna un set point in risposta sul 5-1. Kamil però lo annulla, prende fiducia e brekka al gioco successivo approfittando di un paio di imprecisioni a rete del giovane azzurro che, viceversa, si irrigidisce un po’ e regala qualche errore di troppo. Di nuovo con la battuta a disposizione, al quarto set point Sinner riesce mettere al sicuro un parziale che si stava complicando.

L’essere arrivato così vicino a girare una partita dalla quale non vedeva via d’uscita fa perdere un po’ di grinta a Majchrzak, quanto basta perché praticamente regali il turno di battuta in apertura a uno Jannik che ritrova invece la tranquillità necessaria e delle percentuali con il servizio migliori rispetto a quelle del primo set. Con una splendida chiusura lungolinea di rovescio, Sinner si prende un altro break al settimo game e, stavolta senza affanni, vola al secondo turno dove lo attende la prima testa di serie, Gael Monfils. Dopo la semifinale Challenger della scorsa settimana, arriva la quarta vittoria nel circuito maggiore per Jannik che ha dominato l’incontro, con solo una piccola flessione nella seconda parte del primo parziale in cui era peraltro ampiamente in vantaggio. Una vittoria che, almeno virtualmente, gli vale un altro piccolo passo verso la top 100 (per ora, sarebbe n. 114) e al cut off dell’Australian Open.

MURRAY SENZA LODE – Rispetto alle ultime incoraggianti apparizioni, è una versione di Andy Murray decisamente sottotono quella che supera 6-4 7-6 la wild card Kimmer Coppejans. Andy arriva ad Anversa forte di una condizione in costante crescita e, per batterlo, ormai c’è bisogno di mettere in campo una prestazione di alto livello, come hanno recentemente dovuto fare Dominic Thiem e Fabio Fognini. Ecco, allora, che la sfida inedita contro il n. 158 ATP rischia di diventare quasi un allenamento per l’ex numero uno del mondo. Un rischio che sembra concretizzarsi dopo il 3-0 iniziale, ma tre doppi falli scozzesi rimettono subito in corsa l’avversario e diventa chiaro in fretta che non assisteremo a un incontro entusiasmante.

Coppejans mette in campo oltre l’80% di prime battute su cui però perde quasi la metà dei punti, il contrario di quello che avviene sul servizio di Andy, prefetto con la prima tranne la parte in cui ne mette dentro una ogni cinque minuti (sarà il 44% alla fine del primo set, per essere più precisi). Concede anche qualche errore di troppo nel palleggio con il dritto, ma resta comunque il più solido e, senza particolari emozioni, incamera il parziale brekkando al decimo gioco.

 

Il secondo set si apre con Kimmer che inizia a fare punti rispondendo al primo servizio e piazza vincenti tra dritto, rovescio e drop shot; insomma, non ci sono più certezze e arriva anche il doppio fallo di Murray sulla palla break. Il venticinquenne di Ostenda rientra in fretta nell’uniforme da Challenger cedendo subito il vantaggio; Andy non sa approfittarne per portare definitivamente l’inerzia dalla propria parte e, anzi, subendo nove punti di fila, deve ricorrere al servizio per evitare di finire sotto un 1-4 pesante. Tanti errori da parte di entrambi, pochi scambi tesi e qualche bella smorzata a catturare temporaneamente l’attenzione.

Il belga non ha le armi per fare davvero male e il suo gioco mal si sposa con quello di Murray che, in una serata tutt’altro che brillante, riesce ad alzare il livello quanto basta per arrivare al tie-break. Lì, un bel punto per uno e il resto sono errori, compreso lo smash finale di Coppejans su una difesa di Andy degna del suo nome. In ogni caso, per l’uomo dall’anca artificialmente rivestita si trattava come sempre di mettere nelle gambe un altro match e guadagnarsi l’opportunità di giocare ancora: missione compiuta. Un giorno di riposo e giovedì gli toccherà il vincente fra Pablo Cuevas e Hugo Dellien, non due assidui frequentatori del duro indoor.

GLI ALTRI MATCH – Passo falso di Richard Gasquet che si fa rimontare il 6-1 iniziale da Soonwoo Kwon, n. 88 ATP in rapida ascesa (era fuori dai 200 a febbraio). L’esperienza non mette Richard al riparo dalla classica reazione di inizio secondo set, ma il francese recupera sul 2 pari. Il ventunenne coreano ha però trovato il tempo sulla risposta e il suo rovescio bimane, piuttosto compatto, è solido ed efficace, come in occasione della palla break che gli permette poi di chiudere con il servizio. Gasquet perde la battuta all’inizio della partita decisiva aprendo con un doppio fallo – come se l’altro non fosse già abbastanza in fiducia – e Kwon mantiene senza problemi il vantaggio fino alla stretta di mano.

Feliciano Lopez torna in campo dopo il match teso con Daniil Medvedev allo US Open. Il trentottenne di Toledo salva tutte le sei palle break concesse e supera 7-6 6-4 Cameron Norrie, pareggiando così il risultato della sfida a Los Cabos dello scorsa anno. Al prossimo turno, se la vedrà con Stan Wawrinka, anch’egli al rientro dopo la sconfitta newyorchese patita dal russo del momento. Dopo quattro sconfitte consecutive, torna alla vittoria Jan-Lennard Struff; a pagare la voglia di riscatto tedesca è il qualificato Gregoire Barrere che raccoglie tre giochi.

Risultati:

[WC] J. Sinner b. [Q] K. Majchrzak 6-4 6-2
[7] J.L. Struff b. [Q] G. Barrere 6-2 6-1
F. Lopez b. C. NOrrie 7-6(2) 6-4
G. Simon b. S. Darcis 6-1 6-2
A. Murray b. [WC] K. Copejans 6-4 7-6(4)
[Q] M. Copil b. F. Delbonis 6-4 7-6(3)
S. Kwon b. R. Gasquet 1-6 6-3 6-4
U. Humbert b. J. Kovalik 6-4 7-5

Il tabellone di Anversa completo e aggiornato

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Classifica ATP, Berrettini nuovo numero 1 d’Italia: è a un passo dai primi 10

La semifinale di Shanghai regala a Matteo l’ottavo posto nella Race e l’undicesimo nel Ranking (superato Fabio Fognini). Nadal prepara il sorpasso su Djokovic e si avvicina al numero 1 di fine anno

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Matteo Berrettini - Shanghai 2019 (foto via Twitter, @atptour)

Settimana sontuosa per chi si dedica al commento della classifica ATP, soprattutto se di nazionalità italiana. Il tennis è sport meno di altri incline a sentimenti filo-patriottici, tranne quando si gioca (o giocava) la Coppa Davis; indipendentemente da questa considerazione, è però bello vedere i propri connazionali vestire i panni dei protagonisti.

Il Masters 1000 di Shanghai ha portato in dote a Matteo Berrettini svariate novità positive, a cominciare dalla posizione in classifica più alta che abbia mai raggiunto in carriera – l’undicesima – a soli 30 punti di distanza dalla decima occupata da Bautista Agut. In questo finale di stagione Berrettini non ha però punti in scadenza a differenza dell’iberico e ha quindi concrete chance di diventare il quarto tennista italiano a raggiungere la top ten da quando nel 1973 venne istituita la classifica come oggi la conosciamo. Prima di lui ci sono riusciti Adriano Panatta (4), Corrado Barazzutti (7) e Fabio Fognini (9).

L’allievo di Santopadre ha poi portato a compimento un’impresa che era nell’aria già da qualche settimana: diventare il capofila del nostro movimento maschile. Un’impresa difficile da prevedere a inizio stagione e che nel corso del 2019 era già brevemente riuscita a Marco Cecchinato. Il futuro ci dirà se Matteo saprà emulare – o superare – Fabio Fognini e Filippo Volandri, che nel corso di questo millennio sono i due giocatori rimasti complessivamente più a lungo al comando del tennis italiano.

 

RACE TO LONDON

La semifinale di Shanghai ha regalato infine a Berrettini l’ottavo posto nella classifica dei migliori giocatori dell’anno:

Posizione Nazione Giocatore Punti
1 Spagna Nadal 9225
2 Serbia Djokovic 7945
3 Russia Medvedev 5875
4 Svizzera Federer 5690
5 Austria Thiem 4525
6 Grecia Tsitsipas 3730
7 Germania Zverev 2855
8 Italia Berrettini 2525
9 Spagna Bautista Agut 2485
10 Belgio Goffin 2325


Fabio Fognini, pur perdendo la leadership italiana, ha comunque brillantemente tenuto vive le sue chance di prendere parte al torneo che chiude la stagione: nella Race è undicesimo con 2235 punti, seguito da Nishikori con 2180 e Monfils con 2170. Rallenta la rincorsa di Djokovic al primato stagionale di Nadal, mentre Daniil Medvedev supera Federer grazie al trionfo cinese.

Questo straordinario atleta, che ricorda vagamente un Buster Keaton allampanato, sta vivendo una seconda parte di stagione eccezionale: finale a Washington, Montreal, US Open e vittoria a Cincinnati, San Pietroburgo e Shanghai. Not too bad per un giocatore sino a pochi mesi era poco considerato dalla maggioranza degli appassionati in considerazione del suo stile di gioco poco ortodosso. A quanto si legge nei commenti alle sue vittorie però, gli italiani – sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori come constatava Ennio Flaiano – hanno quasi unanimamente cambiato idea sulle “magnifiche sorti e progressive” del giovane moscovita residente a Montecarlo. Torniamo alla battaglia per Londra.

Con la semifinale di Shanghai Stefanos Tsitsipas si è matematicamente conquistato il diritto di partecipare per la prima volta in carriera al torneo che a Londra chiude la stagione. Restano quindi ancora quattro posti da assegnare: i due effettivi più le due riserve. Questa settimana tre dei contendenti saranno impegnati in due tornei 250: Fognini a Stoccolma, Goffin e Monfils ad Anversa.

CLASSIFICA NEXT GENERATION

La partecipazione di Tsitsipas al torneo londinese inevitabilmente priverà quello milanese del trionfatore della scorsa edizione ma allo stesso modo rende più interessante la lotta per accedervi. Attualmente ai primi otto posti della classifica troviamo:

Posizione ATP Nazione Giocatore Nato nel Punti
6 Grecia Tsitsipas 1998 3820
17 Canada Auger-Aliassime 2000 1681
26 Australia de Minaur 1999 1430
34 Canada Shapovalov 1999 1255
53 USA Tiafoe 1998 970
59 Norvegia Ruud 1998 931
49 Serbia Kecmanovic 1999 893
70 Francia Humbert 1998 778


Auger-Aliassime, de Minaur e Shapovalov sono già matematicamente qualificati. Ad essi si unirà Jannik Sinner grazie a una wild card. In lizza per i quattro posti ancora disponibili oltre a Tiafoe, Ruud, Kecmanovic e Humbert c’è lo svedese Mikael Ymer, che si è portato a soli 27 punti di distanza da Humbert grazie alla vittoria ottenuta al Challenger 100 di Mouilleron-le-Captif.

CASA ITALIA

Nelle prime 200 posizioni mondiali troviamo ancora 16 italiani:

Classifica Giocatore Variazione
11 Berrettini 2
12 Fognini =
56 Sonego -1
72 Seppi =
73 Cecchinato -4
83 Travaglia 2
89 Fabbiano 2
95 Caruso 3
117 Lorenzi 1
119 Sinner 8
124 Mager -1
145 Giustino -3
147 Giannessi 4
149 Gaio 2
162 Baldi -9
186 Marcora 1


Oltre a Berrettini, anche Salvatore Caruso e Jannik Sinner – semifinalista al Challenger vinto da Ymer – hanno migliorato il proprio best ranking. Questa settimana sullo scacchiere europeo si esibiranno Fognini e Travaglia a Stoccolma, Sonego e Sinner ad Anversa, Fabbiano e Seppi a Mosca. Al momento sono ancora impegnati nell’ultimo turno del torneo di qualificazione Paolo Lorenzi a Anversa e Gianluca Mager a Stoccolma, mentre Caruso ha fallito quella di Anversa.

PRIMI DELLA CLASSE

Una sola variazione rispetto a sette giorni fa tra le prime dieci posizioni: Karen Khachanov ha rimpiazzato Nishikori all’ottavo posto. Il giapponese dovrebbe rientrare a Vienna, fisico permettendo. Più importante è però ciò che si sta profilando all’orizzonte e del quale abbiamo già dato ampio risalto: il sorpasso di Nadal ai danni di Djokovic al termine del Masters 1000 di Parigi-Bercy.

Un po’ più di movimento lo troviamo tra l’undicesima e la ventesima posizione dove, oltre a Berrettini, avanzano Diego Schwartzman, John Isner, Felix Auger-Aliassime, Stan Wawrinka, Lucas Pouille e Guido Pella. Perde invece due posizioni Gael Monfils. Kevin Anderson e Borna Coric escono dalla top 20. La sintesi grafica:

Posizione Nazione Giocatore Punti Variazione
1 Serbia Djokovic 9545 =
2 Spagna Nadal 9225 =
3 Svizzera Federer 6950 =
4 Russia Medvedev 5920 =
5 Austria Thiem 5085 =
6 Germania Zverev 4425 =
7 Grecia Tsitsipas 3900 =
8 Russia Khachanov 2990 1
9 Giappone Nishikori 2860 -1
10 Spagna Bautista Agut 2575 =
11 Italia Berrettini 2545 2
12 Italia Fognini 2415 =
13 Francia Monfils 2410 -2
14 Belgio Goffin 2280  =
15 Argentina Schwartzman 1995 1
16 USA Isner 1985 1
17 Canada Auger-Aliassime 1681 2
18 Svizzera Wawrinka 1670 2
19 Francia Pouille 1645 3
20 Argentina Pella 1620 1


BEST RANKING PER…

Classifica Giocatore Nazione
11 Berrettini Italia
17 Auger-Aliassime Canada
33 Hurkacz Polonia
37 Opelka USA
48 Bublik Khazakistan
51 Londero Argentina
75 M. Ymer Svezia
95 Caruso Italia


Volete sapere che posizione occupavano in classifica questi otto giocatori a inizio 2019? Ecco la risposta:

  • Berrettini: n. 52 (+41 posti)
  • Auger-Aliassime: n. 106 (+ 89)
  • Hurkacz: n. 88 (+ 55)
  • Opelka: n. 102 (+ 65)
  • Bublik: n. 165 ( + 117)
  • Londero: n. 117 ( + 66)
  • M. Ymer: n. 196 (+ 121)
  • Caruso: n. 156 (+ 61)

Complimenti.

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