ITF Futures: Gaio rompe il digiuno in Turchia. Bega e Trusendi, finali amare

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ITF Futures: Gaio rompe il digiuno in Turchia. Bega e Trusendi, finali amare

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TENNIS ITF FUTURES – Resoconto settimanale sui tornei Futures. In Turchia Federico Gaio torna al successo dopo un anno. Finali amare per Alessandro Bega a Sharm El Sheikh e per Walter Trusendi a Santa Margherita di Pula

ITALIA F36 FUTURES – SANTA MARGHERITA DI PULA
Secondo titolo ITF del 2014 per il 18enne francese Johan Sebastien Tatlot (tds quattro). Il transalpino, infatti, ha vinto il singolare maschile della sedicesima settimana di Futures al Forte Village di Santa Margherita di Pula. Semifinalista a Wimbledon junior quest’anno, Tatlot ha sconfitto in finale in rimonta Walter Trusendi (tds sei) prendendosi così la rivincita del match giocato in semifinale sempre su questi campi la settimana scorsa. Piazzamento in semifinale per Gianluca Mager (tds otto) e Davide Della Tommasina sconfitti dai finalisti dopo due match molto equilibrati nonostante si siano conclusi in due set. Ottimo quarto di finale per il qualificato azzurro Giuseppe De Rossi fermato da Mager ma bravo a superare prima Carli e poi Von Massow, giustiziere di Naso (tds tre) al primo turno. Stop nei quarti anche per Antonio Campo che ha ceduto a Della Tommasina nel derby. Ottavi amari per Riccardo Sinicropi reduce dal successo della scorsa settimana ma fermato da Trusendi. Proprio Trusendi ha fermato anche la corsa del belga Joris De Loore (tds due( nei quarti di finale. Male il primo favorito del seeding Maxime Hamou eliminato all’esordio dall’argentino Grimolizzi. Nel torneo di doppio successo per la coppia Caruso/Naso che ha superato in finale il duo Della Tommasina/Trusendi.

TURCHIA F36 FUTURES – ANTALYA
Torna al successo dopo un anno esatto Federico Gaio e lo fa in quel di Antalya. Il faentino, accreditato della prima testa di serie del seeding, ha sconfitto in finale il giapponese Hiroyasu Ehara con il nettissimo punteggio di 16 60 64. Per Gaio finalmente un successo che mancava davvero da troppo tempo e tra l’altra era stato proprio in terra turca. Per raggiungere la finale l’azzurro ha sconfitto nell’ordine il russo Plotniy, il qualificato azzurro Francesco Vilardo, il neozelandese Mclachlan ed il bulgaro Kuzmanov (tds quattro). Piazzamento in semifinale anche per il ceco Jan Hajek (tds tre) fermato da Ehara dopo aver superato negli ottavi Filippo Baldi. Fuori all’esordio Pietro Licciardi sconfitto dal finalista. Finale amara nel doppio per il duo Baldi/Licciardi sconfitti solo 16-14 al supertiebreak dai francesi Jankovits e Rosenzweig.

 

EGITTO F28 FUTURES – SHARM EL SHEIKH
Il circuito future torna in Egitto e lo fai sui campi in cemento del Sierra Hotel di Sharm El Sheikh. Il titolo è andato, come la settimana scorsa, al favorito bosniaco Aldin Sektic che ha trovato un’altra buona settimana ed ha lasciato appena cinque games in finale ad Alessandro Bega, vera sorpresa del torneo. Per il ragazzo di Sarajevo si tratta così del quinto centro stagionale. Ottima settimana per l’azzurro che per raggiungere la finale ha superato gli egiziani Osama e Safwat (tds due e vincitore all’esordio sul qualificato Alessio Giannuzzi), Matteo Marfia ed il serbo Nikola Milojevic (tds quattro). Stop in semifinale anche per il giovane ceco Libor Salaba che ha fermato nei quarti di finale la corsa di Daniele Capecchi, bravissimo a superare Sabry (tds tre) negli ottavi. Come detto in precedenza quarti di finale per Marfia vincitore all’esordio sul qualificato Giorgio Ricca e poi sul qualificato bulgaro Tarpov prima di ritirarsi per un problema fisico dopo appena quattro games contro Bega. Fuori a sorpresa all’esordio il polacco Gadomski (tds cinque) e l’egiziano Hossam (tds sei). Presente in tabellone anche la wc azzurra Marco Stancati eliminato all’esordio dal polacco Cias.

AUSTRALIA F8 FUTURES – TOOWOOMBA
Il circuito future in Australia questa volta fa tappa sui campi in cemento di Toowoomba. Il successo è andato a Jarmere Jenkins (tds tre) che in finale ha superato l’australiano Luke Saville (tds uno) con lo score di 63 75. Jenkins per raggiungere la finale ha approfittato di un discreto tabellone mettendo in riga Bataljin, Look, Banes (tds cinque) e Propoggia (tds sette). Per Jenkins si tratta del quarto titolo stagiona e secondo consecutivo. Buona finale raccolta da Saville che conferma ancora una volta di avere nel proprio bagaglio un tennis di ottima fattura. Per lui sicuramente il miglior match della settimana è stato il quarto di finale vinto solo al tiebreak decisivo sul connazionale Greg Jones. Ancora una semifinale per Christopher O’Connell sconfitto in tre set dal finalista. Quarti di finale per Mitchell Kruger (tds otto) e per Blake Mott (tds nove). Successo anche nel doppio per Jenkins insieme all’amico Krueger.

CILE F6 FUTURES – VILLA ALEMANA
Cristobal Saavedra Corvalan profeta in patria. Il cileno, quarta testa di serie del seeding, ha superato il brasiliano Jose Pereira (tds uno) in due set. Torneo tutto sommato abbastanza tranquillo per il vincitore fino alla semifinale dove per sconfiggere il brasiliano Alan Kohen ha dovuto faticare tantissimo. Piazzamento in semifinale anche per Jorge Aguilar (tds tre) fermato dal finalista. Malissimo il brasiliano Wilson leite (tds due) fermato a sorpresa all’esordio dall’argentino Mariano Kestelboim.

SPAGNA F31 FUTURES – MADRID
Oriol Roca Batalla si aggiudica il future sul cemento di Madrid. Lo spagnolo, testa di serie numero tre del seeding, ha superato in finale in due set il connazionale Roberto Ortega Olmedo (tds uno) con lo score di 7-5 6-4. Per il 21enne di Barcellona si tratta del quinto successo stagionale. Piazzamento in semifinale per l’iberico Jaime Pulgar Garcia (tds otto) e per il belga Yannick Mertens (tds due). Quarti di finale fatali a Gerard Granollers Pujol (tds cinque) fermato proprio da Mertens. Stop all’esordio per il britannico Marcus Willis (tds quattro) fermato a sorpesa dalla wc di casa Alberto Romero De Avila Senise. Semaforo rosso all’esordio anche per Gleb Sakharov (tds sei) ed Ivan Arenas Gualda (tds sette).

USA F28 FUTURES – MANSFIELD, TX
Sul cemento di Mansfield il titolo è andato a Liam Broady. Il britannico ha rispettato i favori del pronostico che lo vedevano prima testa di serie del seeding ed ha battuto in finale in rimonta il bulgato Dimitar Kutrovky (tds quattro). Per il ventenne di Manchester si tratta del terzo sigillo stagionale. Piazzamento in semifinale per la wc di casa Michael Mmoh e per il brasiliano Henrique Cunha (tds tre). Fuori all’esordio Darian King (tds due) sconfitto facilmente dall’americano Dadamo. Vittoria anche nel doppio per Broady in coppia con l’americano Dennis Novikov..

FRANCIA F23 FUTURES – CAP D’AGDE
L’ennesimo future del 2014 in terra francese è andato a Maxime Authom che in finale ha superato il francese Alexandre Sidorenko con lo score di 64 62. Ottima settimana per il belga (tds due) che per raggiungere la finale ha sconfitto nell’ordine Bois, Salisbury, Hoang (tds sette) e Rousset. Per il 27enne di La Louviere è arrivato così il secondo successo della stagione. Settimana di grande tennis per Sidorenko bravissimo a superare prima Gosea (tds cinque) in ottavi e soprattutto Eysseric (tds uno) nei quarti. Semifinale, oltre che per Rousset, anche per il qualificato francese Thomas Grinberg fermato dal finalista ma vincitore nei quarti su Rudy Coco (tds quattro).

PORTOGALLO F10 FUTURES – PONTA DELGADA
Sul cemento portoghese il successo è andato a Frederico Ferreira Silva. Il 19enne di Caldas Da Rainha, terza testa di serie del seeding, ha sconfitto in finale l’irlandese Sam Barry (tds due) in due set. Per il portoghese si tratta del secondo titolo stagionale e terzo della carriera. In semifinale Silva si era preso la rivincita del match perso la settimana scorsa su Frederico Gil vincendo in tre set al termine di un match molto equilibrato. Gil aveva fermato all’esordio la corsa del connazionale e primo favorito del seeding Rui Machado. Semifinale per la vera sorpresa del torneo Javier Pulgar Garcia che ha messo in riga contro pronostico l’americano Evan Song (tds tre) ed il portoghese Andre Gaspar Murta (tds cinque) prima di cedere al finalista. Presenti in terra portoghese tre azzurri: ottavi di finale per Luca Pancaldi e Filippo Leonardi sconfitti rispettivamente da Barry e Ribeiro Navarrete, semaforo rosso all’esordio invece per Fabio Mercuri eliminato dalla wc di casa Henrique Sousa.

PERU’ F8 FUTURES – LIMA
Duilio Beretta ancora profeta in patria. Il peruviano ha sconfitto in finale con lo score di 60 64 l’ecuadoregno Gonzalo Escobar (tds due). Per Beretta si tratta del secondo successo consecutivo e quinto della carriera. Ottima settimana per Beretta che ha ottenuto una wc dagli organizzatori a pochi giorni dall’evento e non ha ceduto neanche un set. Il peruviano per raggiungere la finale ha messo in riga nell’ordine il connazionale Sanchez, il nipponico Makiguchi (tds sette) e i monegaschi Arneodo e Balleret (tds otto). Semifinale anche per il brasiliano Sorgi sconfitto dopo una dura lotta da Escobar ma vincitore all’esordio sul cileno Saez (tds cinque). Fuori nei quarti l’ecuadoregno Emilio Gomez (tds uno) sconfitto in due set da Balleret.

KAZAKHSTAN F14 FUTURES – SHYMKENT
Secondo successo consecutivo per lo spagnolo Enrique Lopez Perez. Torneo dominato sin dal primo turno dallo spagnolo che in finale ha sconfitto il russo Ivan Gakhov, unico giocatore capace di strappargli un set. Per il 23enne iberico si tratta del sesto sigillo stagionale. Piazzamento in semifinale per il qualificato olandese Sebastiaan Bonapart e per l’ucraino Alexandr Kushakov. Male Vladyslav Manafov (tds quattro), il georgiano Aleksandre Metreveli (tds sette) ed il bulgaro Alexander Lazov (tds tre) tutti sconfitti negli ottavi di finale.

GERMANIA F16 FUTURES – BAD SALZDETFURTH
E’ Jan Mertl a vincere sulla cemento di Bad Salzdetfurth. Il ceco, primo favorito del seeding, ha superato in finale il connazionale Marek Michalicka (tds due) in tre set. Torneo non facile per Mertl che anche nei primi due match contro i tedeschi Barth e Netuschil è dovuto ricorrere al set decisivo. Piazzamento in semifinale per il tedesco Matthias Wunner e per l’olandese Alban Meuffels. Quarti di finale invece per l’americano Connor Smith (tds tre) e l’americano Peter Kobelt (tds otto).

BIELORUSSIA F3 FUTURES – MINSK
A Minsk è Dzmitry Zhyrmont a far da padrone. Il bielorusso, terza testa di serie del tabellone, ha sconfitto in finale il moldavo Maxime Dubarenco (tds quattro) al termine di un match davvero durissimo conclusosi solo al tiebreak decisivo dopo quasi tre ore di gioco. Anche in semifinale Zhyrmont aveva dovuto faticare tantissimo per avere la meglio sul lituano Laurynas Grigelis (tds uno). Il bielorusso tra l’altro ha confermato ancora una volta un rendimento super nei tornei di casa portando così a tre successi in altrettanti tornei il suo bilancio di quest’anno. Piazzamento in semifinale anche per il francese Laurent Lokoli (tds due).

GRECIA F8 FUTURES – HERAKLION
Terzo successo stagionale per Jan Satral. Il ceco (tds cinque) ha fatto suo il future numero otto in terra greca dopo aver battuto in finale il belga Alexandre Folie in rimonta in tre set. Gran bel torneo per Satral che per raggiungere la finale ha messo in riga nell’ordine il qualificato bulgaro Bakalov, il belga Merckx, lo sloveno Kocevar Desman (vincitore negli ottavi sul favorito Vaisse) ed in semifinale il tedesco Daniel Masur (tds sette). Piazzamento in semifinale anche per qualificato serbo Boris Conkic vincitore nei quarti sul ceco Dusan Lojda (tds quattro) e negli ottavi su Omar Giacalone (tds otto). Quarti di finale per Thomas Fabbiano, wc dell’ultimo minuto e seconda orza del seeding, che ha ceduto al finalista Folie dopo aver liquidato il belga Geerts ed il tedesco Simon. Semaforo rosso all’esordio per Ferdinando Bonuccelli che ha ceduto al venezuelano Ricardo Rodriguez (tds tre) non senza lottare.

ZIMBABWE F1 FUTURES – HARARE
A vincere il primo future del 2014 nello Zimbabwe è Boy Westerhof. L’olandese, primo favorito del seeding, ha superato in finale il sudafricano Ruan Roelofse (tds quattro) in due set. Torneo dominato dall’orange che ha ceduto appena un set nel match d’esordio contro il sudafricano Van Wyk. Piazzamento in semifinale per Antal Van Der Duim (tds due) e per Tucker Vorster (tds tre). Quarti di finale invece per il sempreverde Oscar Hernandez (tds otto), Greg Barrere (tds sei), Arthur Surreaux (tds sette) e per Nicolaas Scholtz (tds cinque). Da segnalare che tutte ed otto le teste di serie hanno raggiunto i quarti di finale. Vittoria anche nel doppio per Westerhof insieme all’amico Van Der Duim.

BRASILE F9 FUTURES – FERNANDOPOLIS
Caio Zampieri profeta in patria. Il brasiliano, prima testa di serie del seeding, ha sconfitto in finale il connazionale Daniel Dutra Da Silva (tds quattro) con il punteggio di 61 26 75. Per Zampieri si tratta del terzo succedo in questo 2014. In un tabellone con trentadue giocatori brasiliani hanno trovato spazio fino alla semifinale Andre Miele (tds tre) e Filipe Brandao, giustiziere negli ottavi di Ricardo Hocevar (tds due). Quarti di finale per Severino (tds otto), Sakamoto, Romboli (tds cinque) e Matos.

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Coppa Davis

Coppa Davis, RTF-Germania 2-1: Rublev e Medvedev perfetti. Finale con la Croazia domenica alle 16

Il numero 5 liquida Koepfer in 50 minuti, Medvedev stronca un volenteroso Struff. Krawietz e Puetz vincono il doppio della bandiera

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Andrey Rublev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

RTF-GERMANIA 2-1
A. Rublev b. D. Koepfer 6-4 6-0

D. Medvedev b. J.-L. Struff 6-4 6-4
K. Krawietz/T. Puetz b. A. Karatsev/K. Khachanov 4-6 6-3 6-4

Subito in discesa per la RTF (la squadra della federazione russa) la seconda semifinale della Davis Cup by Rakuten: Andrey Rublev ha infatti giocato di gran lunga la miglior partita del suo torneo, regolando Dominik Koepfer in soli 50 minuti. A questo punto Daniil Medvedev potrebbe chiudere i giochi già nel secondo singolare che lo vede nettamente favorito contro Jan-Lennard Struff (numero uno della squadra in contumacia Zverev, il quale ha rimarcato in più occasioni che non giocherà in Davis finché l’attuale format permarrà) e regalare ai suoi un posto in finale contro la Croazia in programma domani, domenica 5 dicembre, a partire dalle ore 16.

Ricordiamo che la squadra russa non vince il titolo dal 2006: ciononostante è è sempre stata considerata la favorita per la vittoria finale, potendo contare su due Top 5 e altri due Top 30. In caso di vittoria odierna, domani potrebbe centrare un’inedita doppietta Davis-ATP Cup: Medvedev e Rublev erano già stati protagonisti di una vittoria per il loro Paese a febbraio in Australia.

 

PRIMO SINGOLARE – Prima sfida fra i due che si preannunciava di difficile lettura: Rublev aveva vinto due delle tre partite disputate finora ma senza convincere, andando sempre al terzo con avversari di caratura decisamente inferiore alla sua e venendo addirittura rimontato da Feliciano Lopez; questi tentennamenti rispecchiano una seconda parte di stagione che da Barcellona in poi lo ha visto vincere 25 match su 41 disputati contro un record iniziale di 26-6.

Anche Koepfer era stato indecifrabile durante la manifestazione a squadre: ha giocato un eccellente esordio battendo Filip Krajinovic con una gragnuola di vincenti da fondo, ma il giorno successivo ha completamente sbagliato la partita contro il collega di mancinismo Jurij Rodionov, finendo quindi in panchina per il quarto di finale contro la Gran Bretagna. Il problema è che mentre la china discendente di Koepfer è proseguita, Rublev è sceso in campo con tutt’altra concentrazione rispetto ai giorni scorsi, trasformando l’incontro in un massacro.

Dominik ha cercato di prendere l’iniziativa da subito, rispondendo in maniera aggressiva soprattutto con il dritto, ma ha peccato di precisione e iniziato a sbagliare presto. Rublev è parso invece molto più posato: sull’1-1 ha mostrato di non soffrire minimamente la curva slice da sinistra e piazzato una risposta vincente in cross, breakkando su due errori dell’avversario. Il teutonico ha iniziato a trovare maggiormente i colpi, ma non è riuscito a creare molto in risposta, anche perché Rublev è stato più che efficiente: 73% di prime in campo nei primi tre turni di servizio con il 91% di conversione (10/11, 18/19 a fine parziale).

L’unico spiraglio per Koepfer è arrivato sul 4-3 Rublev, quando il teutonico ha approfittato di due seconde del rivale per portarsi 30-30, ma Andrey è stato bravo a trovare due servizi vincenti per rimanere avanti, chiudendo il set in appena 28 minuti con due servizi vincenti e due ace (sette in totale nel parziale).

All’inizio del secondo Rublev si è procurato il vantaggio immediato: sotto 30-0 in risposta, ha piazzato una bella risposta vincente in salto, portandosi successivamente a palla break con una combinazione di dritti che ha ricordato la sua brillantezza di fine 2020-inizio 2021 (tracciante incrociato e chiusura in avanzamento dal footwork immacolato sulla palla corta e bassa di Koepfer); è quindi salito 1-0 e servizio grazie ad un doppio fallo di Dominik.

L’incontro si è di fatto chiuso lì, anche perché Rublev ha letteralmente dominato la diagonale di sinistra, presagio letale per un avversario Southpaw: nel terzo gioco Koepfer ha continuato ad andare sotto pressione con il dritto, ammassando ulteriori unforced che hanno dato il secondo break al giocatore russo. Da quel momento Andrey ha giocato a braccio completamente libero, infilando dritti tonitruanti in serie: con due sventagli si è guadagnato altre due palle break, e ha infornato il bagel con una risposta vincente in cross.

“La grande differenza con i giorni scorsi è che oggi sono stato super-concentrato fin dall’inizio, ho cercato di giocare meglio game dopo game”, ha detto il vincitore. “Credo che per Daniil sarà una partita difficile, Struff ti dà poco ritmo perché serve bene e scende spesso a rete; credo partano alla pari”.

D. Medvedev b. J.L. Struff 6-4 6-4

Dopo la facile vittoria di Rublev le speranze della Germania sono riposte nel nr.1 Jan-Lennard Struff. Suo il compito, tutt’altro che agevole, di battere il nr.2 del mondo Daniil Medvedev e portare i tedeschi sull’1-1 e quindi al doppio decisivo, dove Puetz e Krawietz sarebbero sicuramente favoriti.

Sono 5 i precedenti tra i due tennisti, Medvedev conduce 4-1, Struff ha vinto quest’anno sull’erba di Halle. Due i precedenti quest’anno, entrambi sull’erba. Quello citato in precedenza e l’altro a Wimbledon vinto da Medvedev.

Si incomincia con Struff al servizio, il tedesco mostra subito una buona varietà di colpi e una buona attitudine a rete, Medvedev non potrà concedersi distrazioni. Struff picchia soprattutto con il rovescio lungolinea e appare molto deciso, caratteristica oggi fondamentale per non soccombere di fronte al più quotato avversario. La continua pressione del tedesco dà fastidio a Medvedev, 3-2 Struff senza break. I servizi filano via veloci, Medvedev non riesce ad incidere alla risposta ma è perfetto al servizio e arriva al 4-4 senza aver commesso nemmeno un gratuito. Nel nono gioco però Struff paga la sfrontatezza del suo gioco. Un serve & volley in rete, due brutti gratuiti di diritto e Medvedev vola 0-40. Il tedesco è bravissimo ad annullare le prime due palle break con la sua tattica arrembante, ma sulla terza la sua demi-voleé nei pressa della rete si ferma sul nastro, break Russia, Medvedev andrà a servire per il primo set dopo il cambio di campo. Nella tribuna autorità molti rappresentanti delle varie federazioni, domattina vi saranno i sorteggi delle Qualifiers 2022 e la presentazione della prossima edizione che, come abbiamo già accennato in altro articolo, prevedrà alcune novità, di formula e logistiche. Medvedev serve una meraviglia nel decimo gioco e dopo 33 minuti chiude il primo set 6-4. Molto cinico il russo, Struff onestamente sta facendo quel che può.

Struff non ha alcuna intenzione di cambiare la sua strategia di gioco, capitan Kohlmann approva serafico in panchina, due ace nel primo turno di battuta del secondo set e il tedesco riparte convinto. Il coraggio e la caparbietà di Struff sono encomiabili ma scardinare il muro Medvedev sembra impossibile, il russo pare aver inserito il pilota automatico. 2-2 senza particolari emozioni nel secondo set. Quinto gioco, Struff commette un doppio fallo e spiana la strada al suo avversario che prima sale 15-40 e poi grazie ad un gratuito di diritto del tedesco centra al secondo tentativo il break. Partita finita? Nella sostanza sì, perché il russo continua ad essere ingiocabile al servizio. Anche se Struff ci prova fino alla fine e quando Medvedev serve per il set si procura anche la prima palla break di tutto il match, facendo anche sbuffare capitan Tarpischev sulla panchina. Sarà l’unica, il russo si salva con il servizio e poi chiude il match. Finisce con un doppio 6-4 dopo un’ora e 6 minuti di gioco. Russia in finale, appuntamento domani alle 16 contro la Croazia.

Sono felice che la squadra abbia raggiunto la finale. Sono state due settimane fantastiche: battere la Spagna a Madrid è stata la cosa migliore della settimana, in spogliatoio eravamo davvero contenti di aver eliminato la squadra di casa, è una bella sensazione“, ha detto Medvedev a fine partita, venendo letteralmente subissato di fischi. “La Croazia ha decisamente il miglior doppio al mondo, e anche se abbiamo fiducia nel nostro doppio dobbiamo cercare di chiuderla con i singolaristi. è molto divertente, e lo dico dal 2019 [allo US Open venne sistematicamente fischiato fino alla finale, ndr], la gente non ha ancora capito come farmi perdere: dovete tifare per me, altrimenti continuerò a vincere; comunque va bene, continuate così!

DOPPIO – A risultato già acquisito, la Germania si toglie la soddisfazione di vincere un punto grazie a Kevin Krawietz e Tim Puetz, che rimontano l’inedita accoppiata russa Karatsev/Khachanov (quest’ultimo ha sostituito Rublev). Veramente un grande torneo per la coppia teutonica che ha vinto quattro incontri su quattro, tre dei quali decisivi ai fini del risultato.

Nel primo set la Germania si è portata avanti 3-1 solo per perdere quattro giochi consecutivi, trovandosi abbastanza a sorpresa sotto di un set – Krawietz e Puetz hanno avuto due palle break consecutive sul 3-4, ma non sono riusciti a convertirle. Nel secondo hanno salvato una palla break in apertura, ma da quel momento hanno avuto molti meno problemi nei propri turni, breakkando nel sesto gioco; hanno quindi salvato un’opportunità russa salendo così 5-2. Il terzo set è stato parco di aperture per entrambe le coppie, ed è quindi bastato un unico passaggio a vuoto delle due K per consentire alla Germania di scappare: sul 2-2, Khachanov e Karatsev sono rientrati dal 15-40, ma alla terza palla break hanno capitolato.

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Coppa Davis

Fine anno da dimenticare per Djokovic. Fiducia incrinata per l’incerto 2022?

Tutti falliti, dopo agosto, i 4 obiettivi che voleva centrare. Ma… “Non rimpiango di aver giocato i tornei dopo Wimbledon”. Australia sì o no? Ogni decisione provocherà pesantissime critiche

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Novak Djokovic - Coppa Davis 2021 (Photo by Manuel Queimadelos / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Repetita iuvant, anche se possono annoiare. La Croazia di Gojo, di Mektic e Pavic – sì, più di loro tre che del n.1 Marin Cilic – è in finale dopo aver battuto la Serbia del n.1 del mondo Novak Djokovic che da solo non è riuscito a rimediare alle insufficienti prestazioni del n.2 Lajovic nonché a quelle del partner di doppio improvvisato, Krajinovic, mostratosi nell’occasione decisamente modesto e di gran lunga il peggiore dei quattro scesi in campo nel doppio decisivo fra croati e serbi. Davanti a 6.854 spettatori paganti – non pochi per un match fra serbi e croati giocato nella Madrid Arena di Casa de Campo capace di contenerne 12.000 – Mektic e un superbo Pavic hanno concesso una sola palla-break a Djokovic e Krajnovic, una più di quante ne avevano concesso a Fognini e Sinner. In diverse occasioni Djokovic è stato letteralmente preso a pallate.

Repetita iuvant, dicevo sopra, perché ricopio pari pari una delle frasi iniziali, se non proprio il… “comincio”, di quel che scrissi la sera in cui Novak perse a Torino nelle semifinali ATP con Sascha Zverev (che l’indomani avrebbe battuto anche Medvedev) ora che ha perso anche la chance di conquistare un’altra Coppa Davis. Per Djokovic che è n.1 a fine anno per 7 degli ultimi 10 anni!, questo resta un anno fantastico, campione di tre Slam con una finale raggiunta nel quarto. Non c’è tennista al mondo che non sognerebbe un’annata così, perfino Federer e Nadal che sono abituati a sognare in grande.

Tuttavia tutti i grandi traguardi che Novak aveva dichiarato di voler raggiungere dopo aver trionfato a Wimbledon sono clamorosamente sfumati, proprio falliti anzi: 1) l’oro olimpico a Tokyo (che mai più potrà essere da lui raggiunto: a Parigi per i Giochi 2024 avrà 37 anni… d’altra parte non ce l’ha fatta neppure Federer a conquistare l’oro in singolare, mentre il Ringo Starr dei Beatles della racchetta, Andy Murray si è preso una gran rivincita vincendone due! Nadal si è accontentato di un oro in singolo e un altro in doppio, alla faccia di chi non lo considera eccellente volleador), 2) il Grande Slam 3) il sesto Masters ATP per eguagliare i sei successi di Federer 4) la Coppa Davis per la sua amata Serbia e… a seguito di una sconfitta patita proprio con i rivali… più rivali, i croati!

 

In Serbia, anche se Novak che ha per coach il croato Goran Ivanisevic, è una sconfitta che brucia più che se fosse venuta con tennisti di qualsiasi altro Paese. E per tutte queste vicende di record sfiorati ma mancati, chi conosce bene Novak Djokovic se lo immagina più dispiaciuto del finale d’anno che contento di tutto il resto della stagione. Una situazione, forse, assimilabile – sia pur un poco alla lontana – con quella del tennis italiano che ha sì vissuto un’annata straordinaria a conclusione di un epico miniciclo di 11 tornei vinti dall’aprile 2019 con 13 finali raggiunte da più azzurri, ma proprio alla fine si ritrova però un po’ la bocca amara per l’infortunio di Matteo Berrettini che ci ha privato di un grande protagonista nelle prime finali ATP “torinesi” e poi per la successiva evitabilissima sconfitta con la Croazia di Gojo e soci.

Vedere la Croazia capace di battere anche la Serbia, e più o meno con lo stesso doloroso andamento che avevamo sofferto noi italiani a Torino quando credevamo che della Croazia avremmo fatto un solo boccone, ci ha fatto doppiamente male. Gojo ha battuto anche Lajovic dopo essere stato ben indietro all’inizio. Con Lorenzo era stato indietro 4-1 e palla del 5-1. Con Lajovic è stato indietro di un set. I nostri rimpianti per quel che poteva essere e non è stato sono cresciuti a dismisura. Temo che a Lorenzo Sonego fischieranno le orecchie per un bel po’ anche se Gojo battendo uno dopo l’altro il n.63 Popyrin, lui n.27 e poi Lajovic n.33, lo ha forse consolato un po’ e contribuito a cicatrizzare in parte una ferita difficile da rimarginare.

Ho tentato in tutti i modi di far dire a Novak Djokovic quali fossero le sue prossime intenzioni, dopo che aveva anticipato: “Userò i prossimi giorni per recuperare e dimenticare il tennis. Sono davvero stanco per questa stagione, preferisco restare un po’ in famiglia nel modo migliore e poi vedremo che cosa porterà il futuro”.

Non rassegnato a lasciar perdere allora io gli ho detto: “Beh, Novak sappiamo che non ti vedremo più quest’anno… e allora ci piacerebbe sapere almeno quando ti rivedremo l’anno prossimo. Intuisco che non lo dirai stasera, ma almeno potresti dirci se esista una dead line, e quando sarebbe. Così ci prepariamo…”

Tutto ciò l’ho detto sapendo benissimo che era un tentativo destinato a fallire. Quelle risposte non le avrei mai avute. Riuscire a farlo sorridere, nel momento immediatamente successivo a una sconfitta con i croati, era già qualcosa. Ha sorriso e, sorridendo comprensivo: “Ubaldo…verrai informato. Lo so che cosa vuoi, ma non ti darò una risposta questa notte. So che cosa mi vuoi chiedere. Ma te lo dirò. Questa è la sola cosa che posso dirti e non posso darti alcuna data. Naturalmente l’Australia è dietro l’angolo, quindi lo saprai molto presto…”

E io: “Magari prima di Natale…” ridendo. E lui per tutta risposta: ”Merry Christmas!”.

Un paio di minuti prima gli avevo chiesto se, per quanto tutti i giocatori del mondo avrebbero voluto essere al posto suo, con 3 vittorie in altrettanti Slam nel primo semestre dell’anno – l’avevo premesso per addolcirgli la pillola e metterlo in buona… sono vecchie tecniche pre-interviste – non avrebbe desiderato chiudere il suo magnifico 2021 a agosto, cioè prima delle Olimpiadi, dell’US Open, delle Finali ATP, della Coppa Davis. “Paradossalmente un grande anno è finito male… ma questo è lo sport, capisco che non è un bel momento questo per ricordatelo… ma come reagisci?”

Djokovic: “La stagione finisce oggi e quindi non rimpiango di aver giocato alcun torneo dopo le date che hai ricordato. Ho dato il mio massimo per la mia nazionale. Per me è importante e anche per tutti noi. Una vittoria in singolare non basta. Questa competizione è crudele perché devi vincere ogni match che giochi e anche ogni set perché conta. Ci siamo qualificati come secondo team del gruppo, abbiamo giocato i quarti, le semifinali… non mi pento di nulla. Si cerca di imparare delle lezioni da momenti come questi. Anche se fanno male a me personalmente e alla squadra. Sono comunque le migliori opportunità per diventare più forti, per crescere a svilupparsi anche per diventare persone e giocatori migliori. Ci sono molte cose che possiamo fare per migliorare individualmente e come squadra. Ma l’obiettivo è sempre andare avanti in Coppa Davis perché tutti ci teniamo a giocare per questa squadra e il nostro Paese”.

Riferito alcune delle frasi dette da Nole – e altre le leggerete a parte – resta valido il discorso accennato dopo Torino e la sua sconfitta, anzi la serie delle sue sofferte sconfitte che hanno bocciato tutti i suoi obiettivi dichiarati dacché aveva vinto Wimbledon e il 20mo Slam. Non c’è stato neppure l’atteso sorpasso a Federer e Nadal, sebbene loro si fossero fermati. Avrebbe potuto essere una situazione ideale. Ma Novak a New York è stato bloccato dall’eccesso di tensione e… dalla gran giornata di Medvedev. Adesso, se Nole non andasse in Australia – davvero non c’è stato verso di capire qui a Madrid se pensa di andarci alla fine oppure no; forse Ubitennis nei prossimi giorni potrebbe organizzare un sondaggio fra voi lettori: Djokovic andrà in Australia o no? Che ne dite? – il rischio di vedersi sorpassare da Rafa Nadal nel conto degli Slam, potrebbe essere realistico. Vero che Djokovic ha vinto l’ultimo Roland Garros, ma secondo voi è facile considerare Rafa sfavorito a Parigi dopo 13 Roland Garros trionfali solo perché ha perso l’ultimo?

L’altro quesito che mi pongo e vi pongo è di natura psicologica. Checché possa dire oggi Novak, queste ultime sono state brutte e pesanti botte alla sua innata fiducia. Prima Medvedev a New York e poi Zverev a Torino confermando quella che poteva essere stata una giornata di straordinaria follia giapponese – a Tokyo Nole vinceva 6-1 3-2 con break prima di perdere 10 game dei successivi 11; dai non fu normale! Non fu solo merito di Zverev, Nole divenne improvvisamente l’ombra di se stesso – lo hanno messo alla frusta, lo hanno dominato come non gli era capitato da tempo e gli hanno certamente insinuato dei gran dubbi: “Sono ancora o non sono più il più forte tennista del mondo? Non starò mica improvvisamente accusando anch’io il peso degli anni, che sono 34 e mezzo e non così pochi anche se ho un fisico bestiale, come è accaduto prima a Roger e poi a Rafa?”.

Questi dubbi all’interno della sua testa sono certamente più importanti di quelli che magari aleggiano nella testa di quella parte dell’opinione pubblica che attribuisce questi falliti obiettivi della seconda metà della stagione di Novak alla crescita competitiva dei suoi più giovani rivali. In particolare Medvedev e Zverev, senza dimenticare Tsitsipas che aveva vinto i primi due set nella finale del Roland Garros. Ma ho già sentito dire a diversi addetti ai lavori che Novak sarebbe vittima anche di un calo fisico. Non solo non ha fatto che dire, ultimamente, di essere molto stanco, sebbene dopo l’US Open si fosse preso un lungo break per ritemprarsi. Ma negli scambi più prolungati sia con Medvedev a New York sia con Zverev a Torino, è stato visto perderne la maggior parte e addirittura boccheggiare. Poi è insorto pure il discorso mentale. Forse, per un tipo come Novak, l’aspetto mentale è preponderante.

Di sicuro, se queste appena accennate fossero solo supposizioni, c’è che i suoi migliori inseguitori non lo temono più. Lo affrontano spavaldi, convinti di poterlo battere. E anche questo atteggiamento pesa. Ha pesato e ancor più inciderà sui possibili suoi risultati futuri. Ciò detto, mai vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso, ma i primi mesi del 2022 saranno tosti per Djokovic. Più di sempre.

Intanto perché vada o non vada in Australia qualunque sua decisione solleverà un mare di polemiche. Se andrà sottoponendosi pubblicamente al vaccino verrà probabilmente accusato o di essersi piegato ai diktat del Governo dello Stato di Victoria o, chissà, di mancata coerenza con le sue dichiarazioni di… indipendenza. Per i no vax sarà un brutto colpo. Soprattutto in Serbia sono tanti che non si sono vaccinati, persuasi dall’atteggiamento del carismatico Novak. Se invece non andrà forse gli altri tennisti non si dispiaceranno troppo – anzi, avranno un forte concorrente in meno – ma potrebbero mettere in discussione le sue pretese di leadership, con o senza PTPA, quando il 90% di tutti i tennisti ritiene invece giusto vaccinarsi e giocare regolarmente a Melbourne (e, per chi può, anche in ATP Cup).

E che farebbe poi Novak per Indian Wells e Miami se anche per giocare in California e Florida valessero le stesse regole dello stato di Vittoria? Giorni fa Nole aveva detto: “Wait and see”. Aspettiamo e vediamo. Ma ora mi sa che il tempo dell’attesa sia quasi scaduto.

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Coppa Davis

Coppa Davis, semifinali: Russia favorita contro la Germania (ore 13)

Medvedev e Rublev nettamente favoriti nei singolari. I tedeschi hanno nel doppio il loro punto di forza, ma serve un miracolo per arrivarci

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Daniil Medvedev - Coppa Davis 2021 (Photo by Diego Souto / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

La seconda semifinale di Coppa Davis in programma quest’oggi a Madrid (ore 13) tra Russia e Germania, vede Medvedev e Rublev nettamente favoriti. I tedeschi arrivati a questo punto della manifestazione imbattuti hanno nel doppio formato da Kevin Krawietz e Tim Puetz il loro punto di forza, ma per potersi giocare le loro carte e sperare nel raggiungimento della finale devono realizzare praticamente un miracolo in uno dei due singolari. Perché sulla carta Jan-Lennard Struff e uno tra Dominik Koepfer e Peter Gojowczyk sembrano davvero spacciati contro Daniil Medvedev e Andrey Rublev.

La Germania ha vinto con merito il round robin battendo Austria e Serbia e garantendosi così il primo posto e l’automatico accesso ai quarti. Dove ha poi battuto la Gran Bretagna grazie al doppio (tutti vinti quelli giocati sin qui), vendicando la sconfitta nelle Finals 2019 sempre ai quarti. I tedeschi mancavano nelle semifinali dal 2007 quando furono sconfitti proprio dalla Russia sulla terra rossa indoor dell’Olympic Stadium. I russi si imposero per 3-2 e recuperarono dall’1-2 dopo il doppio con le vittorie nell’ultima giornata di Youzhny su Petzschner e Andreev su Kohlschreiber. Il singolarista con la miglior classifica e quindi numero 1 tedesco è Jan-Lennard Struff, quest’anno finalista a Monaco. Struff è nr. 51 del ranking ATP e sopravanza di 3 posizioni Dominik Koepfer, numero 2 teutonico. In formazione come detto anche Peter Gojowczyk, nr. 86, che con Koepfer si giocherà il ruolo di numero 2 nella semifinale (Koepfer appare favorito).

La Germania ha vinto 3 volte la Coppa Davis nell’epoca d’oro di Boris Becker e Michael Stich. I titoli sono stati vinti nel 1988, nel 1989 e nel 1993. Le prime due finali furono giocate contro la Svezia, quella del 1993 contro l’Australia. Nel 1988 l’impresa fu realizzata a Goteborg dove i tedeschi chiusero la pratica per il loro primo titolo già nel doppio. Il miracolo lo realizzò Carl-Uwe Steeb che in 5 set piegò Mats Wilander sulla terra rossa indoor. Becker ebbe facilmente la meglio su Edberg, poi in coppia con Jelen vinse in 5 set su Edberg e Jarryd. Sia nel singolare con Steeb sia nel doppio i tedeschi rimontarono due set di svantaggio (allora si giocava 3 su 5) dando ancora più risalto all’impresa contro i mostri sacri di allora svedesi.

 

Nel 1989 il titolo fu replicato sull’tappeto indoor di Stoccarda, dove i tedeschi si imposero grazie a un super Boris Becker per 3-2. Stavolta Wilander si vendico di Steeb (sempre in 5 set), ma Becker travolse sia Edberg che poi Wilander la domenica (6-2 6-0 6-2!) e in doppio con Jelen ebbe la meglio in 5 set su Jarryd e Gunnarsson. L’ultimo titolo risale al 1993 quando sulla terra rossa indoor di Stoccarda fu battuta l’Australia 4-1. Stavolta l’eroe della 3 giorni fu Michael Stich (Becker era assente). Vinse entrambi i suoi singolari, con Stoltenberg il venerdì e con Richard Fromberg la domenica. Fromberg aveva battuto in un incontro epico (9-7 al quinto) Markus Goellner (famoso per il cappellino indossato al contrario) nella prima giornata. Alla fine risultò decisivo il doppio dove Kuhnen e lo stesso Stich vinsero in 4 set sui terribili Woodforde e Woodbridge. La Germania è stata finalista anche nel 1970 (battuta dagli Sati Uniti) e nel 1985 (battuta in casa dalla Svezia).

La Russia è come detto l’ovvia favorita di questa semifinale. Nel suo cammino verso il match di oggi ha perso un solo incontro, quello di Rublev contro Feliciano Lopez. Il livello del team russo è di indiscusso valore. Medvedev è nr.2 del ranking ATP, Rublev 5, Karatsev 17, Khachanov 29 e Donskoy, unico fuori i 100 (131). I russi hanno sconfitto nel loro cammino l’Ecuador, la Spagna padrona di casa (eliminata al doppio senza cadere nella tentazione una volta acquisita la matematica qualificazione ai quarti di perderlo per concedere ai padroni di casa di passare il turno) e poi la Svezia dei fratelli Ymer nei quarti. Un cammino alquanto facile. Rublev è apparso sicuramente quello più incerto in questi match, perdendo come detto con Feliciano Lopez, ma vincendo solo al terzo sia contro Quiroz che contro Mikael Ymer.

Sulla panchina russa è seduto Shamil Tarpischev, oramai una leggenda nel suo ruolo di questa manifestazione. Oggi per lui sarà la 100esima panchina, un traguardo davvero storico. Tarpischev ha guidato la Russia alle due vittorie nella manifestazione, quella del 2002 in Francia e quella del 2006 contro l’Argentina. La Russia ha perso anche 3 finali, le due consecutive giocate in casa tra il 1994 e il 1995 (battuti prima dagli Usa e poi dalla Svezia) e poi quella del 2007 (netta sconfitta negli Stati Uniti). Nel 2002 Safin e Kafelnikov vinsero un match incredibile a Parigi-Bercy. Sotto 2-1 dopo il doppio (vittoria di Escude e Santoro contro Safin e Kafelnikov), nell’ultima giornata Safin siglò il 2-2 battendo in 3 set Grosjean e poi un giovanissimo Mikhayl Youzhny si trovò a sostituire nel match decisivo un esausto Kafelnikov e rimontò al suo esordio nella manifestazione due set a un timoroso Paul Henry Mathieu che si fermò sul più bello schiacciato dalla responsabilità della posta in palio.

Nel 2006 a Mosca invece i russi sconfissero, sempre per 3-2, gli argentini guidati da David Nalbandian che provò in tutte le maniere a portare la prima insalatiera in terra sudamericana. Il tennista argentino batté sia Davydenko che Safin, ma fu decisivo in quell’occasione il doppio vinto dalla coppia Safin/Tursunov e le sconfitte dei due numero 2 argentini, Chela, il primo giorno contro Davydenko e Acasuso sul 2-2 contro Safin. La Russia come detto ha anche perso 3 finali, le prime due giocate in casa nel 1994 e nel 1995, la terza nel 2007 negli Stati Uniti. Nel 1994 a Mosca la Svezia chiuse la pratica già con il doppio ma clamorosa fu la sconfitta di Alexander Volkov contro Setfan Edberg nel primo singolare. Il russo serviva per il match nel quinto set quando l’arrivo di Yeltsin (ricordato a Tarpischev da Scanagatta nelle interviste a Madrid) e di alcuni uomini politici fece sospendere il match per una decina di minuti. Alla ripresa Edberg recuperò il break e vinse 8-6 al quinto. Larsson batté Kafelinkov al quinto e Apell e Bjorkman vinsero il doppio contro Kafelnikov e Olhovskyi (ancora 8-6 al quinto).

L’anno successivo sempre in quel di Mosca furono gli USA a passare per 3-2. Decisivo nell’occasione Pete Sampras, vincitore dei suoi due singolari e del doppio in coppia con Todd Martin. Fondamentale il primo punto, vinto 6-4 al quinto contro Chesnokov con il tennista americano divorato dalla fatica a fine match e accompagnato fuori campo a braccia. Non bastò ai russi il pantano in terra battuta allestito per l’occasione. Netta invece la sconfitta del 2007 contro gli Stati Uniti, un 4-1 senza scampo con Andy Roddick e i fratelli Bryan sugli scudi.

Ritornando alla sfida di oggi, vediamo cosa ci dicono i precedenti tra i numeri 1 e quelli tra i numeri 2. Medvedev conduce 4-1 nei precedenti su Struff, ci ha perso quest’anno sull’erba di Halle, il russo si è poi però vendicato a Wimbledon. Se contiamo anche i precedenti nei challenger il bilancio diventa 5-2. Rublev invece non ha mai incontrato Koepfer mentre ha perso l’unico precedente contro Gojowczyk nel circuito principale, nel 2019 a Washington. Se contiamo anche i precedenti nei challenger il bilancio diventa 3-2 per il tedesco. Insomma, se qualche speranza c’è per la Germania, si deve cercare una vittoria in uno dei due singolari e quello contro Rublev appare il più indicato. Russia comunque favorita, la Croazia attende in finale.

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