Australian Open, donne: vincono tutte le favorite

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Australian Open, donne: vincono tutte le favorite

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Maria Sharapova lascia solo tre game alla malcapitata Peng mentre la canadese è costretta al terzo set dalla Begu. Nessun problema per la Makarova che ferma la corsa della Georges e la Halep. La Bouchard costretta al terzo

[3] S. Halep b. Y. Wickmayer 6-4 6-2 (di Gabriele Orio)

 

 

Non ci crede mai veramente la Wickmayer, ansiosa e insicura, che perde la partita ancora prima di entrare in campo.
Compitino per la Halep, che si limita a indurre l’avversaria all’errore e raccoglie il risultato.
Wickmayer fa tutto da sola e va subito sotto 2-1 con break regalando errori nel tentativo di accorciare gli scambi. Halep fa correre la belga, molto poco mobile, e chiude nel campo aperto. La rumena risponde con i piedi dentro il campo, aggredisce la seconda a e forza i doppi falli dell’avversaria. Altro break, 4-1.
Non ci sta la Wickmayer, che incrementa la precisione dei colpi e inizia a raccogliere qualche vincente. Recupera il break e va sul 4-3 con una bella volée. La partita si riaccende. La belga cerca di controllare il gioco e forza i colpi. Ne risultano pero’ tanti errori gratuiti nella chiusura del punto, anche quando la Halep non e’ precisa nei recuperi. Rimane aggrappata al match la belga, ma non e’ abbastanza attenta nel rispondere ai servizi piazzati della numero 3 del mondo: 6-4 Halep.
La 25enne ex numero 12 del mondo alza ulteriormente il ritmo, ma la 23enne rumena regge l’impatto e guadagna il break con palle profonde e tanta corsa. Wickmayer anticipa di piu’ la risposta e si riprende il break: 2-2. Una minima difesa della Halep e’ pero’ sufficiente a forzare i gratuiti della Wickmayer, sempre fallosa quando si tratta di spingere un colpo in piu’. Altro break e la Wickmayer non ci crede più: 6-2.
Partita mai in discussione. Troppo poco in fiducia la Wickmayer per proporre il gioco d’attacco in grado di scalfire gli anticipi della Halep. La numero 3 del mondo incontrerà ai quarti la Makarova.

 

[2] M. Sharapova b. S. Peng [21] 6-3 6-0 (da Melbourne Angelo Lo Conte)

Il secondo match di giornata sul centrale vede opposte la campionessa del 2008 Maria Sharapova contro Shuai Peng, semifinalista allo US Open 2014, che oggi eguaglia il suo miglior risultato qui a Melbourne rinverdendo i fasti del 2011 quando fu eliminata in tre set dalla Radwanska. La vincente di questo incontro troverà nei quarti di finale la testa di serie numero 7: Eugenie Bouchard, appena uscita dal campo dopo aver sconfitto in tre set Irina Begu.

Nella prima giornata fredda di questo Australian Open 2015, Sharapova parte contratta accusando i già noti problemi al servizio che tanto l’hanno afflitta nel suo match di secondo turno contro la qualificata Alexandra Panova. A fine match Maria avrà servito il 45% di prime e questo la dice lunga sul quanto la russa debba migliorare questo fondamentale per essere davvero competitiva in questo torneo. Pur non essendo incisiva alla battuta, Masha non concede palle break e anzi strappa il servizio all’avversaria nel quinto gioco. Nel game successivo però la russa non mette una prima e dopo una lunga sequela di palle break Shuai Peng riesce a riequilibrare l’incontro.

Dopo quanto visto nei primi sei game sembra davvero ci possa essere partita: mai impressione fu più sbagliata. Da qui in poi la semifinalista degli US Open 2014 non farà più un game concedendo bel otto giochi consecutivi a Masha alla quale basta alzare lievemente il livello di gioco per mandare fuori giri l’avversaria.

Vinto il primo set con il punteggio di 6-3, la bella siberiana vince un game fiume all’inizio del secondo parziale strappando il servizio al terzo tentativo grazie ad un doppio fallo della numero 22 del mondo . È la pietra tombale sulla partita: Masha perde solo quattro punti sul suo servizio nel corso di tutto il secondo set e chiude 6-3 6-0 in 1 ora e 15 minuti.

[7] E. Bouchard b I. Begu 6-1 5-7 6-2 (di Raffaello Esposito)

Cominciano gli ottavi e le superstiti del tabellone principale si disputano il prestigioso accesso alla seconda settimana di gioco dello slam down-under. Nella tarda mattinata scendono sul cemento della Rod Laver Arena l’ultima stella del “corri e tira” Eugenie Bouchard e la rumena Irina Begu, che al primo turno ha giustiziato con merito la numero nove del seeding Angelique Kerber. L’ingresso della Bouchard è salutato con un boato dalla “Genie Army”, i supporters personali che la seguono dall’anno scorso. Serve Bouchard, inizia subito a picchiare e si aggiudica il game ai vantaggi. Serve Begu e si inizia a capire che il cannone di Bouchard ha l’alzo giusto; picchia ancora la palla negli angoli e strappa il servizio a Begu con due siluri consecutivi, colpiti piatti da fondocampo. Va subito tre a zero giocando velocissimo, troppo sopra ritmo per la rumena che perde ancora il servizio e non ha tempo per pensare il suo tennis. Dopo un quarto d’ora siamo quattro a zero e dopo un game combattuto si va cinque a zero. La Begu soffre ancora alla battuta perché la canadese risponde con i piedi sulla riga ma riesce finalmente a conquistare il suo primo gioco, che salva l’onore perché poco dopo Bouchard chiude il set con una seconda sulla riga carica di spin. 6-1 in 29 minuti. Bouchard va avanti di impeto fino al tre a zero pesante anche nel secondo set e poi scompare dal campo; comincia a sbagliare in modo imbarazzante e dopo un set caratterizzato dai numerosi break la rumena prevale per sette a cinque. La Bouchard è alle prese con il lato negativo del gioco “run and gun”: quando si smarrisce il timing perfetto i colpi piatti sono troppo rischiosi. Il terzo set si apre con la canadese che brekka, conferma per il due a zero ma non sfrutta una palla per il tre a zero pesante che la tranquillizzerebbe. Genie gioca con coraggio sempre e tiene il servizio per il tre a uno ma l’incontro è sempre in bilico perché la rumena sembra pronta a sfruttare ogni passaggio a vuoto della Bouchard e tiene un servizio combattuto ai vantaggi. Bouchard regge, ristabilisce le distanze tenendo la battuta per il quattro a due e accelerando improvvisamente come nel primo set brekka ancora e va a servire per il match. Gioca l’ultimo game con l’incoscienza della gioventù, che è un ottimo modo, chiude gli occhi e picchia in contro balzo ogni singolo colpo per la breccia definitiva. L’impressione finale è che la canadese abbia il carattere e il coraggio giusti per il top ma avrebbe bisogno di ampliare le soluzioni del suo gioco. Il tempo è dalla sua.

[10] E. Makarova b. J. Goerges 6-3 6-2 (di Cesare Novazzi)

Partenza a razzo per Makarova che strappa il servizio all’avversaria subito in avvio, portandosi rapidamente sul 3 a 1. La tedesca non tiene lo scambio ed è fallosa con entrambi i fondamentali, è comunque merito della russa che in pressione non le permette di entrare in partita. Poco solida anche al servizio, la tedesca si offre troppo alla risposta dell’avversaria e cede nuovamente la battuta. Makarova si porta 5 a 1 in 21 minuti e va a servire per il primo set. Il settimo gioco finalmente vede la tedesca trovare un po’ di fiducia e si procura tre palle break, alla terza un doppio fallo le permette di dimezzare lo svantaggio; ma al turno successivo, chiamata a confermare finalmente un inizio di partita, si scioglie subito. Makarova ottiene un set point grazie ad un nastro “russo” e la tedesca le regala il primo set con un errore in impostazione.
Makarova in completo controllo dispone al meglio dei colpi della tedesca che non riesce ad impostare il suo gioco.
Il secondo parziale segue l’andamento del primo. La russa è perennemente in pressione: tiene agevolmente il suo turno di battuta e, grazie ad un rovescio particolarmente efficace, si procura due palle break al turno successivo. Goerges, con due buone prime, si porta in parità; con un’altra prima vincente si procura la palla dell’1 a 1, ma fallisce uno smash e finisce per cedere il servizio. La russa continua ad imporre il suo gioco solido e potente e con un passante sale 3 a 0. Nulla da registrare fino al sesto gioco: Makarova ancora cerca bene gli angoli e si spiana la strada verso un nuovo break per il 5 a 1. Al servizio, la russa gioca un brutto game e con un passaggio a vuoto concede tre palle break. Ne salva due, ma cede alla terza, con la tedesca che impatta bene alla risposta prima di chiudere con un facile diritto. Così, ancora, Goerges ha una timida possibilità di rientrare –o meglio entrare- in partita, ma non dipende da lei: Makarova riprende in mano lo scambio e chiude la partita al secondo match point, con uno splendido pallonetto di rovescio.

 

 

[10] E. Makarova b. J. Georges 6-3 6-2
[3] S. Halep b. Y. Wickmayer 6-4 6-2
[7] E. Bouchard b. C. Begu 6-1 5-7 6-2
[2] M. Sharapova b. [21] S. Peng 6-3 6-0

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Obbligo vaccinale per l’Australian Open? Parte il dibattito

Lo Stato di Victoria obbliga i lavoratori a vaccinarsi. Per ora gli sportivi provenienti da fuori dello Stato ne sono esclusi, ma con ogni probabilità non lo saranno a lungo: cosa faranno i tennisti scettici nei confronti del vaccino come Djokovic, Tsitsipas e Sabalenka?

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Novak Djokovic - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

La strada verso il ventunesimo Slam per Novak Djokovic potrebbe trovare il suo primo ostacolo ancor prima che l’Australian Open inizi, e a porglielo davanti non sembra essere un collega tennista ma bensì il governo dello Stato di Victoria. Dal primo ottobre infatti è entrato in vigore un decreto che obbliga i lavoratori a dimostrare di aver ricevuto almeno una dose di vaccinazione contro il COVID-19 entro quindici giorni o verranno banditi dai luoghi di lavoro, in base alle nuove regole applicate dal governo statale. Quest’obbligo sul vaccino, come riporta il quotidiano australiano The Age, “è ritenuto uno dei più severi al mondo ed è stato accolto con favore da gruppi imprenditoriali ma messo in discussione da alcuni esperti di salute” e andrà a toccare ben oltre un milione di lavoratori, inclusi preti, personal trainer, giudici, e atleti che risiedono nello Stato. Inoltre si legge che “i lavoratori agricoli che sono nella lista hanno criticato la decisione, avvertendo che potrebbe portare a carenze di cibo e costringere gli agricoltori a lasciare il settore”. Ma cosa c’entra tutto questo col tennis e in particolare con un torneo previsto dal 17 al 30 gennaio 2022?

C’entra perché, seppur al momento gli atleti provenienti da fuori del Victoria siano esenti da questo mandato, ci sono voci consistenti su un ulteriore mandato ad hoc per gli sportivi che dunque potrebbe aver effetto sull’estate australiana e su tutti gli eventi che essa porta con sé. A seguire la vicenda con vivo interesse c’è ovviamente il direttore dell’Australian Open e CEO di Tennis Australia Craig Tiley, il quale, stando a quanto riportano i media locali, sta portando avanti negoziazioni confidenziali con il governo per trovare una soluzione che accontenti entrambe le parti. Il timore principale di Tiley è che un obbligo vaccinale possa portare all’esclusione di un numero troppo elevato di top player, ma a questa campana il governo dello Stato di Victoria non sembra voler dare molto ascolto.

Il Brisbane Times ha infatti riportato queste parole del Premier locale, Daniel Andrews: “Al virus non importa che lavoro una persona faccia. Che tu sia un membro del Parlamento o un giudice della Corte Suprema, se non ti vaccini correrai sempre lo stesso rischio di contrarre il virus e diffonderlo”. Riferendosi poi ai tennisti, ha dichiarato: “I titoli dello Slam non ti proteggono dal coronavirus”. Sembra dunque probabile che non ci saranno marce indietro sul tema, e che l’obbligo vaccinale per recarsi a Melbourne sia solo una questione di tempo.

 

Né il circuito maschile ATP né quello femminile WTA hanno esplicitamente espresso sostegno all’obbligatorietà vaccinale, ma entrambi gli organi incoraggiano fortemente i giocatori a farsi vaccinare. Il mese scorso l’ATP ha stimato che il 50% dei suoi giocatori fosse vaccinato, mentre la stima della WTA è di circa il 60%; alcuni report di giornalisti comunque rivedono al ribasso queste cifre portandole attorno al 30%. Quel che è certo è che parecchi tennisti, soprattutto negli ultimi tempi, hanno espresso il loro scetticismo sui vaccini, e tra tutti spiccano le parole del numero uno Djokovic, del numero tre Tsitsipas, e della neo-contagiata Sabalenka. Fortemente a favore invece c’è Victoria Azarenka, la quale durante lo US Open si auspicava al più presto un dialogo franco e aperto sul tema per risolvere il problema il prima possibile, e questa sembra proprio l’occasione giusta per intavolare la discussione. Di Slam ce ne sono quattro all’anno e per parecchi giocatori anche solo disputare il primo turno di uno di essi rappresenta una delle principali entrate economiche; fino a che punto dunque si è disposti a rinunciarci?

Al momento però l’obbligo vaccinale nel sud-est dell’Australia non si estende a questa categoria di lavoratori. Un portavoce del governo ha affermato che il governo nazionale e il Commonwealth stabiliranno regole per i viaggiatori vaccinati e non vaccinati, ma le regole per i partecipanti agli Australian Open sono ancora in fase di decisione. “Altri requisiti di vaccinazione per l’Australian Open e altri eventi saranno presi in considerazione da [l’unità di sanità pubblica del Victoria] come richiesto”, ha affermato il portavoce. Dunque nulla è stato deciso e c’è persino chi parla di quarantena per coloro che decideranno di presentarsi a Melbourne senza vaccino. Se non altro l’esperienza di quest’anno e dell’estenuante periodo passato in hotel per molti tennisti potrà esser un memento per prendere la decisione giusta prima di salire in aereo a dicembre.

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Australian Open, qualificazioni a Natale fra Dubai e Abu Dhabi? Per ora niente obbligo vaccinale

Secondo il Daily Mail, ai giocatori sicuri dell’accesso al tabellone principale verrà richiesto di volare a Melbourne già a dicembre

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Con la pandemia ancora di là dal concludersi, Tennis Australia starebbe già finalizzando la pianificazione dell’Australian Open 2022 al fine di minimizzare il numero di giocatori che si recheranno a Melbourne: come nel 2021, le qualificazioni si dovrebbero infatti svolgere in Medio Oriente, come riporta il Daily Mail. Secondo il quotidiano britannico si giocherebbe negli Emirati Arabi Uniti, con gli uomini che giocherebbero ad Abu Dhabi (a gennaio erano volati a Doha, in Qatar) e le donne di nuovo a Dubai.

Le date saranno piuttosto diverse però. L’Happy Slam dovrebbe infatti tornare alla consueta collocazione nella seconda metà di gennaio (dal 17 al 30, per essere precisi, mentre la scorsa edizione si è giocata fra l’8 e il 21 febbraio), e questo significa che le qualificazioni saranno anticipate di conseguenza: il tabellone cadetto dovrebbe infatti svolgersi la settimana prima di Natale, con l’ultimo e decisivo turno in programma il 24. Dei voli charter provvederanno poi a portare i superstiti delle quali in Australia fra il 23 ed il 26, sempre di dicembre.

NATALE IN AUSTRALIA: NIENTE OBBLIGO VACCINALE?

Lo stacco fra la fine delle qualificazioni e l’inizio del torneo sarà quindi di tre settimane abbondanti. La ragione di questa separazione temporale è che ogni partecipante al torneo (qualificati e giocatori ammessi al main draw) dovrà trascorrere del tempo in una bolla che precederà l’inizio dei tornei di preparazione allo Slam, che dovrebbero tornare alla consueta suddivisione fra le principali città Down Under (Brisbane, Hobart, Adelaide, Sydney e Perth per l’ATP e il WTA Tour).

 

Questo significa che tutti i sopracitati dovranno volare in Australia durante le festività, probabilmente prima di Natale; questa volta, però, saranno in grado di allenarsi anche durante la quarantena, seppur in un ambiente rigidamente controllato – ricordiamo che la scorsa edizione è stata contrassegnata da una lunga serie di infortuni addominali che ha coinvolto anche Novak Djokovic e Matteo Berrettini.

Il Daily Mail ha confermato tuttavia che ci sarà una differenza sostanziale in termini di libertà fra vaccinati e non; anche se non sono arrivate specificazioni, sembra che la quarantena per chi ha (o avrà) ricevuto la doppia dose sarà decisamente più morbida. Sarebbero quindi smentite le voci su un obbligo vaccinale per chi vorrà giocare il torneo.

Queste decisioni arriva mentre Melbourne batte il record di Buenos Aires per il lockdown più duraturo: oggi sono 236 giorni dalle chiusure della capitale del Victoria che teoricamente dovrebbe riaprire i battenti il 26 ottobre, quando il 70% della popolazione locale dovrebbe aver ricevuto la doppia dose del vaccino.

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Steve Flink: “Osaka vincerà almeno 11 o 12 Slam”

Seconda parte del video di fine Australian Open con il Direttore Scanagatta, stavolta sul torneo femminile. Brady può vincere dei grandi tornei? C’è ancora speranza per il titolo N.24 di Serena?

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Naomi Osaka - US Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

La regina dell’Australian Open è per la seconda volta Naomi Osaka: la ventitreenne giapponese ha superato in finale Jennifer Brady, risultato che le è valso il quarto slam della carriera, tutti sul cemento, e sembra pronta a dominare il circuito, mentre la padrona di casa e attuale N.1 Ashleigh Barty non è riuscita a trovare il suo miglior tennis dopo un anno di stop, spegnendosi al primo momento di difficoltà. Questi sono alcuni dei temi che il direttore e Steve Flink hanno affrontato nella loro chat post-torneo. Di seguito il video:

00:00 – Ubaldo: “Steve, sono sicuro che tu non sia così sorpreso del fatto che abbia vinto la Osaka”. Flink: “No, non lo sono. Eravamo entrambi d’accordo che avesse ottime possibilità di vincere. Sta emergendo come la possibile dominatrice del circuito. Potremmo discutere di quanti Slam vincerà in carriera. Prima del torneo non era al top fisicamente per un piccolo infortunio, c’era qualche preoccupazione, ma ho sempre pensato che se fosse stata bene sarebbe arrivata in finale con ottime possibilità di vincere ed è andata così”.

01:55 – Ubaldo: “Osaka è stata in difficoltà una volta sola in tutto il torneo, con Muguruza quando ha dovuto salvare match point”. Flink: “Sicuramente è stato il match migliore del tabellone femminile. La spagnola ha giocato un grande match, ed è andata vicina a vincere. Per me la rimonta è stato merito di Osaka più che demerito di Muguruza. Credo sia stata spettacolare negli ultimi tre giochi dell’incontro, praticamente ingiocabile”. Ubaldo: “Sicuramente io mi aspettavo che Muguruza facesse qualcosa in più. Ha un po’ troppi alti e bassi, più di quelli che dovrebbe avere una vera campionessa. Lei del resto ha vinto degli Slam, ma nell’ultimo anno non ha fatto così bene. Hai ragione, tendo a credere che abbia commesso troppi errori gratuiti contro Osaka, anche se è vero che Naomi serve benissimo, tocca i 190 km/h, qualcosa che non riesce a molti uomini. Insomma, rispondere non è facile. Però quando hai match point e non li sfrutti forse un po’ di rimpianti li hai sempre. Osaka è stata aggressiva, ha approfittato delle opportunità che ha avuto, ma Muguruza forse è stata troppo conservativa”.

 

06:07 – Ubaldo: “Osaka è molto forte quando ha l’iniziativa, quando può comandare il gioco. Secondo me non lo è altrettanto quando deve difendersi”. Flink: “Sono d’accordo, ma è molto veloce, può migliorare molto nella difesa. Inoltre colpisce bene da entrambi i lati e ha un gran servizio. Ha un gran kick sulla seconda palla che spesso la toglie dai guai. Con questo servizio non vedo come non possa vincere Wimbledon prima o poi”.

09:15 – Ubaldo: “Parliamo ora di quello che Osaka può fare in carriera. Mats Wilander ha detto che può vincere tra i dieci e i quindici slam, se migliora sulla terra e sull’erba. Cosa ne pensi?”. Flink: “Sono d’accordo. Il mio pronostico è che possa vincere undici o dodici Slam, e mi sto tenendo stretto. Magari può diventare la Djokovic del circuito femminile. Non vedo perché non possa vincere diverse volte Wimbledon, e magari anche il Roland Garros un paio di volte. La vedo sicuramente andare in doppia cifra di Slam vinti e magari avvicinare Chris Evert e Martina Navratilova che ne hanno vinti 18”. Ubaldo: “Sono più ottimista sulle sue possibilità sull’erba piuttosto che su terra rossa. Sulla terra anche se servi forte ci sono difficoltà, lo abbiamo visto per Venus e Serena Williams. Bisogna muoversi bene, sapersi difendere, battere giocatrici forti sulla terra come può essere Halep”.

12.05 – Ubaldo: “Essendo un americano, e anche di quelli sciovinisti, ti aspettavi che Brady, la numero 26 del mondo, potesse centrare la finale dell’Australian Open dopo la semifinale a Flushing Meadows? Ora è numero 13 del mondo; non so tu, ma credo nessuno pensasse potesse fare un torneo così…” Flink: “Non sono rimasto scioccato, non mi aspettavo magari che arrivasse in finale, ma comunque ultimamente stava giocando molto bene sul cemento. Speravo che facesse bene, e dire che ha dovuto fare la quarantena per il discorso del Covid, ma si è ripresa molto bene, ha avuto un ottimo atteggiamento. Ha un diritto incredibile, poi una volta che è arrivata in finale contro Osaka si è fatta un po’ prendere dall’agitazione”. Ubaldo: “Sì, si è visto quando ha sbagliato quella palla del 5-5 sbagliando un diritto a un metro dalla rete. Un errore incredibile che l’ha un po’ scioccata perché poi ha perso i successivi due o tre game facilmente”. Flink: “Vedo Brady in grado di vincere due o tre Majors”.

16:34 – Flink: “Muchova ha fatto un grande torneo. Barty la stava distruggendo per 6-1 nel primo set, pensavo vincesse facilmente in due set. Poi Muchova ha interrotto il gioco uscendo dal campo e questo forse ha deconcentrato l’australiana. Ma per essere onesti in semifinale contro Brady ha dimostrato di essere forte, avrebbe potuto essere lei a vincere. Ma per Barty è stato un peccato perdere quel match in Australia, quando tutti speravano potesse vincere davanti al suo pubblico”. Ubaldo: “Barty è stata sfortunata perché avrebbe dovuto giocare davanti ai suoi tifosi ma ci sono stati quei cinque giorni di lockdown per il Covid”.

18:28 – Ubaldo: “Parliamo di Serena Williams. Ha lasciato la sala stampa, dopo aver perso con Osaka, dicendo che forse è stato il suo ultimo Australian Open. Credi sia così? Ha comunque battuto la Halep, la numero due del mondo, 6-3 6-3, prima di perdere contro la Osaka per 6-3 6-4. Ha anche battuto Sabalenka, che arrivava da una striscia di vittorie”. Flink: “Per me è stata una grande vittoria per Serena, perché Sabalenka è una delle giocatrici emergenti”. Ubaldo: “Quindi adesso dobbiamo capire se siamo alla fine della leggenda di Serena o se ha ancora la possibilità di raggiungere il ventiquattresimo Slam”.

Flink: “Ha fatto finale a Wimbledon e allo US Open nel 2018 e nel 2019, nel 2020 semifinale allo US Open perdendo in tre set da Azarenka, ora nel 2021 ha perso in semifinale da una super Osaka. Quindi non penso che sia così male. Ma Serena è stata troppo severa con sé stessa davanti ai microfoni. Dall’altra parte della rete ci sono anche le avversarie e sembra che, da come ha parlato, non fosse così forte quella con cui ha perso. Si è concentrata solo sul suo dispiacere e sui suoi errori. Però Osaka, se in finale allo US Open l’aveva sconfitta in un match tirato e pieno di controversie, stavolta l’ha battuta nettamente”.

25:30 – Ubaldo: “Però c’è anche un problema psicologico a mio avviso, sin da quando ha perso con Roberta Vinci allo US Open 2015. Da quella sconfitta e poi da quando è diventata mamma fatica perché vuole così disperatamente raggiungere il record di Slam di Margaret Court che ogni volta diventa troppo nervosa”. Flink: “In qualche modo sono d’accordo con il concetto che esprimi, da quel momento non è stata più la stessa Serena. Ma comunque è vicinissima al suo obiettivo. La questione è, può gestire la pressione nei match più importanti?” Ubaldo: “Come successe ad Edberg e Navratilova, ogni grande giocatore quando invecchia ha molti alti e bassi. Quindi Serena può giocare bene come ha fatto contro Halep e Sabalenka e poi meno bene quando serve davvero. La cosa più difficile è giocare sette match di fila al top del proprio livello”. Flink: “Sono d’accordo, ma credo anche che Osaka sia un’avversaria difficile per chiunque, in qualche modo ti intimidisce. Mi piacerebbe vederle di nuovo giocare contro, magari a Wimbledon. Sicuramente Osaka ha una grande fiducia avendo battuto Serena sia in finale che in semifinale Slam. Pensi che Serena centrerà mai il ventiquattresimo Slam?”. Ubaldo: “Secondo me no, perché non credo che riuscirà a mettere insieme sette match al livello a cui vorrebbe giocare. La miglior vittoria possibile che sogno per lei sarebbe vincere Wimbledon in finale contro Osaka”.

31:53 – Ubaldo: “Ci sono state grandi delusioni in questo torneo? All’inizio ci sono state alcune sconfitte sorprendenti, ad esempio quella di Kenin”. Flink: “Ha poi detto che non giocherà il prossimo torneo perché si è sottoposta ad appendicectomia. Sì, è stata una sconfitta spiacevole perché l’anno scorso ha vinto il torneo. Presto tornerà a competere, non sono preoccupato. Sicuramente aveva molta pressione perché difendeva il titolo dell’anno scorso, ma non era così probabile che potesse vincere per due anni di fila”.


Transcript a cura di Gianluca Sartori

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