Jannik Sinner o Carlos Alcaraz: chi esprime il miglior tennis del circuito? Nel dibattito che sta appassionando i tifosi è intervenuto anche Jimmy Connors, ex numero uno del mondo e leggenda vincitrice di otto titoli del Grande Slam (Australian Open 1974; Wimbledon 1974 e 1982; US Open 1974, 1976, 1978, 1982 e 1983). Lo statunitense non ha dubbi e, al momento, la sua preferenza pende nettamente verso il gioco dell’italiano.
Connors: “Il migliore è Sinner”
Il secondo successo consecutivo conquistato a Wimbledon, nonché quinto titolo Slam della carriera, ha rafforzato ulteriormente la posizione di Sinner al vertice del tennis mondiale. Dopo aver superato la delusione patita al Roland Garros, l’attuale numero uno ha dominato sull’erba londinese con autorevolezza, piegando Novak Djokovic in semifinale e superando Alexander Zverev nell’ultimo atto del torneo. Intervenuto nel proprio celebre podcast Advantage Connors, l’ex campione a stelle strisce ha affermato: “Che Alcaraz ci sia oppure no, dal mio punto di vista il tennis di Sinner resta il migliore“. L’assenza di Alcaraz ha certamente reso meno complicato il percorso di Jannik negli ultimi mesi, ma Jimmy ritiene che questo aspetto non riduca minimamente i meriti dell’azzurro. “Ha approfittato del fatto che Alcaraz non stesse giocando, ma non è colpa sua. Sinner continua a fare il proprio lavoro. Completa la sua parte di tabellone ed elimina chiunque trovi lungo il cammino”, ha spiegato Connors, sottolineando la mentalità spietata e vincente del tennista altoatesino. Il giudizio dell’americano sulle qualità tecniche dei due sfidanti è netto: “So che Carlos introduce più variazioni e propone soluzioni differenti, ma il modo in cui Jannik si muove, considerando anche la sua altezza, è impressionante“. Connors ha voluto evidenziare soprattutto la straordinaria qualità dei colpi da fondo campo dell’italiano, che definiscono il suo dominio negli scambi prolungati. In attesa del ritorno a pieno regime di Alcaraz e di nuovi, entusiasmanti confronti diretti sul campo, assegna dunque la propria preferenza a Sinner. Una scelta che premia la straordinaria continuità di rendimento e la fluidità del movimento che oggi, nel circuito ATP, non sembra avere eguali.
Su Alcaraz: “Le assenze fanno parte dello sport”
Affrontando il tema delle defezioni illustri, l’ex numero uno ha ammesso che la presenza di Carlos Alcaraz sia inevitabilmente mancata al circuito. Eppure ha voluto ricordare con pragmatismo come infortuni e rinunce siano elementi del tutto fisiologici nella carriera di qualsiasi atleta di vertice. “I giocatori si infortunano e a volte rinunciano ai tornei. Fa parte del gioco e del rischio che si corre mettendo in discussione la propria reputazione settimana dopo settimana”, ha osservato. Jimmy Connors ha quindi tracciato un parallelo, ricordando che anche durante la sua epoca d’oro il circuito non si fermava quando lui era costretto a restare ai box. “Dicevano di sentire la mia mancanza, ma il torneo andava avanti ugualmente“.
