Australian Open: Goran Ivanisevic, lo sparring partner mancino più richiesto

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Australian Open: Goran Ivanisevic, lo sparring partner mancino più richiesto

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Dovendo allenarsi prima di affrontare un mancino, sia Isner che Raonic hanno scelto Goran

Il warm-up precedente ai match è una fase di allenamento e rifinitura molto importante, nella quale nulla viene lasciato al caso. L’altro ieri, come ho raccontato negli spunti tecnici di giornata, avevo ammirato il quarantetreenne spalatino Goran Ivanisevic, in splendida forma, mentre palleggiava con John Isner. L’americano, dopo poche ore, avrebbe affrontato (perdendo) il mancino lussemburghese Gilles Muller.

 

 

Oggi, sul campo 16, ho osservato Milos Raonic in sessione di allenamento, sempre con Ivanisevic (ovviamente amicone di Ivan Ljubicic, dello staff del canadese). Questa sera sulla Hisense Arena Milos affronterà Feliciano Lopez: non credo proprio che sia un caso se sia Isner che Raonic, in vista di match contro giocatori mancini dotati di grandi servizi, abbiano chiesto a Ivanisevic di allenarsi con loro. Viste la potenza e l’efficacia della battuta di Goran (ben sopra i 200kmh ancora adesso), e l’ottima condizione fisica conservata anche dopo il ritiro dall’agonismo, evidentemente Goran rimane quanto di meglio ci sia in giro per prepararsi ai confronti con i bombardieri mancini come Lopez e Muller.

Contro Muller ci giocherà Novak Djokovic come ultimo match sulla Rod Laver Arena: Nole ha una sessione di training prenotata oggi pomeriggio, e non mi stupirei per nulla se ci dovesse essere il buon Goran a scaldargli la risposta.

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ATP

ATP Roma: Karatsev dà ripetizioni di terra battuta a Medvedev, Thiem rischia ma avanza

Il derby russo va a Karatsev che sin dal primo punto indirizza il match contro un Medvedev estremamente nervoso e carico di insulti verso la terra battuta. L’austriaco vede la sconfitta con Fucsovics, poi dilaga nel terzo

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A. Karatsev b. [3] D. Medvedev 6-2 6-4 (Giorgio Di Maio)

Continua il poco feeling tra Daniil Medvedev e la terra battuta, anche se oggi a batterlo è stato un avversario di tutto rispetto come il connazionale Aslan Karatsev, che continua a stupire anche su questa superficie. Medvedev sembrava sicuramente poco felice di essere sulla terra ma ha provato comunque a lottare per un’ora e venti di partita, senza risultato. Troppo pesante e preciso il tennis di Karatsev, che aveva un’altra marcia rispetto il suo più illustre avversario. Daniil su questa superficie continua a sembrare un pesce fuor d’acqua, più a livello mentale (molto nervoso già dal primo punto) che a livello tennistico.

Poca storia nel primo set, sin dal primo momento è Karatsev a prendere il comando delle operazioni. Medvedev si sta anche impegnando oggi, ma tra le accelerazioni spaventose del suo connazionale e la poca adattabilità alla superficie il set gli scappa subito di mano. Il servizio pesante di Daniil non basta per essere competitivo e non riesce ad essere mai efficace nei turni di battuta di Karatsev. Tra frequenti soliloqui il numero 2 del mondo crolla già al terzo turno di servizio. Con due break consecutivi Medvedev regala un finale semplice di primo set a Karatsev, che chiude senza problemi con un netto 6-2.

 

La situazione di Medvedev migliora nel secondo set, con il russo che riesce a farsi sentire un po’ di più in risposta. La prima e unica occasione in partita di Medvedev arriva nel sesto game con uno splendido passante di dritto. Karatsev però non ne vuole sapere di abbassare il suo livello e tra rovesci incrociati al fulmicotone e comode chiusure a rete si salva. Il finalista degli Australian Open si innervosisce molto dalla strenua resistenza del suo avversario e Karatsev raccoglie i frutti del suo gioco nel game successivo. Il 27enne russo con la sua costante pressione offensiva riesce a disinnescare la difesa di un Medvedev sempre più disunito e nervoso e si prende il break nel settimo game.

Non ne arriveranno altri da entrambe le parti, ma è abbastanza per Karatsev per aggiudicarsi il derby e volare agli ottavi di finale per la seconda volta consecutiva, e la seconda in carriera. A Madrid era stato sconfitto da Bublik in tre set, qui invece troverà Reilly Opelka, vincitore ieri in maniera piuttosto netta contro Lorenzo Musetti e apparso in buona forma. Il russo è ovviamente favorito ma attenzione a sottovalutare la potenza di fuoco del bombardiere americano. Continua invece la passione di Medvedev sui campi in terra battuta, la cui presenza ormai sembra essere un vero martirio per il russo. Daniil sembra essersi autoconvinto che questa superficie non gli piace (legittimo) e non ci vincerà mai, basterà qualche vittoria per ritrovare fiducia e competitività sulla terra?

[4] D. Thiem b. M. Fucsovics 3-6 7-6(5) 6-0 (Carlo Galati)

Pur non giocando il suo miglior tennis, commettendo tanti, forse troppi errori (ne contiamo 27 alla fine dell’incontro) Dominic Thiem, dopo oltre 2h30 di gioco, bagna il suo esordio sulla terra di Roma battendo l’ungherese Marton Fucsovics con il punteggio di 3-6, 7-6(5), 6-0 e accedendo al terzo turno dove incontrerà il vincente del derby italiano tra Sonego e Mager.

I due, praticamente coetanei, ma con soli tre precedenti alle spalle, tutti a favore dell’austriaco, hanno dato vita ad un incontro che ha visto il proprio turning point nel decisivo tie break del secondo set, vinto dall’austriaco che, fino a quel momento aveva sempre inseguito il proprio avversario durante tutto l’incontro, grazie ad una prestazione solida di Fucsovics che ha giocato un tennis quasi perfetto, sempre votato all’attacco e non disdegnando più volete discese a rete impreziosite da volee d’autore. Ma come spesso accade, è stato nel momento decisivo dell’incontro, che, non arrendendosi a quella che sembrava una sconfitta scritta dall’altalenante e complicata prestazione finora mostrata in campo, l’austriaco è riuscito a piazzare la zampata decisiva al primo e unico set point fin lì avuto, cambiando di fatto la partita che nel terzo set non ha avuto storia, grazie al più classico dei 6-0-

IL MATCH

Nel primo set a partire subito col piede giusto e a marcare quel vantaggio che sarà proprio per buona parte del mach, è Fucsovics che, sfruttando la prima palla break, porta il parziale iniziale sul 2-0 a proprio favore. Vantaggio che dura fino al sesto gioco Thiem grazie ad un vincente di dritto riesce a raggiugere un’illusoria parità che dura pochissimo: dopo un game durato oltre 11 minuti, è l’ungherese a strappare nuovamente il servizio a Thiem grazie ad un tennis che trova l’esaltazione della propria aggressività, combinato al momento di difficoltà del proprio avversario in campo. I due game finali sono la logica conseguenza di quanto visto fino a quel momento e sono entrambi, ancora una volta, appannaggio dell’ungherese che tiene il proprio turno di battuta e consolida il punteggio con un ulteriore break finale, grazie ad un rovescio finito in rete di Thiem.

Il secondo set sembra partire sulla falsa riga del primo. È ancora l’austriaco a palesare una certa difficoltà ad inizio set ma questa volta, sotto 1-0 riesce ad annullare, nel proprio turno di battuta, due palle break che avrebbero forse indirizzato in maniera definitiva il match. Ma è qui che arriva la prima reazione da campione; grazie ad un vincente lungolinea, Thiem mette la parola fine ad un game che oseremo dire complicato. Ma è solo un rimandare. Nel quarto game le due palle break sono insormontabili per Thiem che, mandando in corridoio un dritto, concede il doppio vantaggio al magiaro. Quando però sembra tutto compromesso lo spirito del campione viene fuori, ancora una volta. Nella logica altalenante del set infatti, il controbreak sembra scritto nelle leggi aleatorie di questo sport: concedendo un solo 15, Thiem recupera il gap permettendo così al set di scivolare fino alla sua naturale conclusione figlia del 6 pari finale. È il tie break il momento cruciale dell’incontro, non solo del set. E vi assicuriamo, non sono fantasie o facili conclusioni ex post dello scrivente ma la logica alternanza del punteggio che, in assenza di mini break, dà a Thiem il primo ed unico set point fin lì ottenuto. A tremare questa volta è la solidità granitica di Fucsovics, fin lì inscalfibile. Palla in rete dell’ungherese e punto decisivo a Thiem.

Che fosse quello il punto decisivo non solo del set ma della partita, si è poi palesato nel terzo set. A vincerlo è il numero 4 al mondo nel più classico e mai troppo banale 6-0 finale, in cui segnaliamo soltanto tre palle del controbreak nel terzo gioco per Fucsovics, ça va sans dire, non sfruttate.

In conclusione una vittoria brutta sporca e cattiva per Thiem che per andare avanti nel torneo dovrà sicuramente ritrovare quella profondità di colpi, quella lunghezza di palla e quella solidità che oggi, mancando, lo hanno fatto tremare. Forse anche troppo. 

Il tabellone aggiornato con tutti i risultati

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Canadian Open 2021: Tennis Canada vuole far svolgere il torneo. Possibile un trasloco a Cincinnati?

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Rogers Cup Montreal (foto via Facebook, @CoupeRogers)

A poco meno di tre mesi dall’inizio della stagione nordamericana sul duro, Tennis Canada ha emesso un comunicato per aggiornare sulla situazione del Canadian Open che da quest’anno abbandonerà la sua tradizionale denominazione di Rogers Cup e sarà ribattezzato National Bank Open.

Lo scorso anno il Masters 1000 maschile previsto a Toronto e il WTA 1000 (allora Premier 5) in programma a Montreal erano stati cancellati a causa della pandemia, e rimandati a quest’anno ignorando l’usuale alternanza che avrebbe dovuto vedere le due sedi scambiarsi i tornei nel 2021.

Tennis Canada è in costante contatto con tutti i livelli del Governo del Canada, così come con l’ATP e la WTA” dice la nota, che conferma come la priorità attuale sia quella di tenere regolarmente la manifestazione a Toronto e a Montreal all’inizio di agosto, facendo affidamento sull’accelerazione che ha avuto la campagna vaccinale in Canada nell’ultimo mese.

 

“Tuttavia, storicamente il National Bank Open rappresenta il 90% degli introiti di Tennis Canada per la stagione, ed è critico che le edizioni 2021 vengano disputate. Di conseguenza, il nostro team sta sondando tutte le possibilità a nostra disposizione e Tennis Canada ha iniziato a trattare con la USTA per esplorare possibili alternative per disputare il torneo negli Stati Uniti. Tuttavia, questa opzione verrà considerata soltanto dopo che tutte le opzioni per mantenere il torneo in Canada saranno divenute impercorribili”.

Già diverse settimane fa Ubitennis aveva appreso che si stava considerando la possibilità di spostare il National Bank Open a Cincinnati, disputando così due tornei combined in due settimane consecutive in Ohio con il Canadian Open prima del tradizionale Western&Southern Open che lo scorso anno era stato trasferito a Flushing Meadows.

La situazione sanitaria ai due lati del confine nordamericano è abbastanza diversa: negli USA la vita si sta avviando rapidamente alla normalità, e diversi stati hanno già rimosso tutte le restrizioni alla capacità per quel che riguarda gli eventi di massa. A Cincinnati, il numero di nuovi casi giornalieri di COVID-19 è ormai da settimane al di sotto dei 10 ogni 100,000 abitanti e quasi il 40% della popolazione è stata completamente vaccinata, riporta il New York Times. Alla fine di aprile la squadra di baseball dei Cincinnati Reds ha aumentato il numero massimo degli spettatori ammessi all’interno del proprio stadio dal 30 al 40 per cento della capacità, arrivando quindi a ospitare quasi 17.000 spettatori sugli oltre 42.000 posti disponibili.

È quindi verosimile pensare che a Cincinnati si potrà giocare con almeno il 50% del pubblico presente al Lindner Family Tennis Center di Mason, cosa che al momento sembra inimmaginabile in Canada. I Toronto Blue Jays di baseball e i Toronto Raptors della NBA, così come le squadre di calcio MLS di Toronto, Montreal e Vancouver, stanno disputando i rispettivi campionati disputando le partite casalinghe negli Stati Uniti per evitare di dover attraversare il confine e dover sottostare alle severissime norme di quarantena imposte dal governo canadese. Il campionato di hockey NHL si sta disputando con i sette team canadesi che hanno disputato una lega a parte e si affronteranno nei playoff per designare chi dovrà andare a sfidare le squadre USA per poter vincere la Stanley Cup.

Al momento la percentuale di persone che hanno ricevuto entrambe le dose del vaccino in Canada è in cifra unica piuttosto bassa, e il numero di infezioni, soprattutto a Toronto, continua ad essere più del triplo di quello registrato in Ohio.

Sembra ci possa essere qualche rilassamento verso la fine del mese di maggio: il premier Justin Trudeau ha espresso il desiderio di andare di persona al vertice dei G8 in Cornovaglia il prossimo giugno, ma ciò sarà possibile solamente in caso di rilassamento delle norme sanitarie previste per i viaggi internazionali.

Tuttavia per quel che riguarda il National Bank Open, a questo punto sembra abbastanza velleitario pensare che sarà possibile ospitare in Canada l’evento con un numero di persone ammesse sugli spalti tali da consentire un risultato economico soddisfacente per Tennis Canada. Lo scorso anno, parlando con il direttore del torneo di Montreal Eugene Lapierre, Ubitennis aveva riportato come fosse impensabile dal punto di vista economico per Tennis Canada tenere la manifestazione a porte chiuse: i diritti televisivi, soprattutto per il torneo femminile, non sono minimamente sufficienti ad assicurare un reddito sufficiente. Ragion per cui se dovesse essere possibile andare “in affitto” a Cincinnati per una stagione per poter far disputare il torneo in modo economicamente sostenibile, è abbastanza probabile che Tennis Canada finirà per percorrere questa strada.

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Roland Garros 2021: 5000 persone per le finali, certificato sanitario per tutti gli spettatori

Annunciata la capienza nelle varie giornate del torneo. Dal 9 giugno gli spettatori dovranno presentare documentazione sanitaria per accedere all’impianto

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Esterno del campo Philippe Chatrier, Roland Garros 2020

C’era grande attesa per la conferenza stampa di presentazione del Roland Garros 2021, prevista mercoledì mattina a Parigi, per conoscere qualche dettaglio in più sulle disposizioni che verranno messe in atto durante il torneo di quest’anno per accogliere gli spettatori in maniera sicura e in ottemperanza alle norme sanitarie francesi.

Lo “stato maggiore” del torneo, composto dal direttore Guy Forget, dal nuovo presidente della FFT Gilles Moretton e dalla direttrice generale Amélie Oudéa-Castéra, ha orgogliosamente annunciato il progetto di avere più di 5000 persone nell’impianto durante la prima settimana, con un aumento consistente a partire dal 9 giugno quando verrà implementato un nuovo protocollo che richiederà agli spettatori di soddisfare alcune condizioni sanitarie.

I 9 acri di superficie del Roland Garros sono stati divisi virtualmente in sei aree, definite ERP-PA (établissement de réception du publique en plein air), ognuna delle quali avrà una capienza massima consentita. Ci saranno tre aree con biglietti numerati (Philippe Chatrier, Suzanne Lenglen e Simonne Mathieu) e tre aree ad accesso non riservato (campi dal 2 al 5, campi dal 6 al 9, campi dal 10 al 14).

 

Durante la prima settimana queste aree avranno una capienza massima di 1000 spettatori ognuna, ad eccezione dell’aera dei campi 2-5 che invece potrà accogliere solamente 388 spettatori. Come nelle altre edizioni, i possessori di biglietto numerato potranno accedere anche ai campi ad ammissione generale, ma verrà strettamente controllato il numero di persone che potranno assistere ai match in modo da non superare i massimali previsti. Ogni spettatore avrà comunque la possibilità di muoversi liberamente in tutto l’impianto, accedere ai punti di ristoro o rilassarsi nel nuovo Giardino dei Moschettieri, l’area dove sorgeva il vecchio Campo 1 che ora è stata trasformata in una zona verde per il relax degli spettatori.

Con il rilassamento previsto delle restrizioni a Parigi, nelle giornate di mercoledì 9 e giovedì 10 giugno, il numero di spettatori ammessi aumenterà notevolmente fino a 13146 per la giornata, con questi massimi previsti per ogni area:

  • Campo Philippe Chatrier: 5000 persone
  • Campo Suzanne Lenglen: 5000 persone
  • Campo Simonne Mathieu: 3437 persone
  • Campi 6-9: 2163 persone
  • Campi 10-14: 2546 persone
  • Campi 2-5: chiusi

Con la rimozione del coprifuoco delle 21, poi, Il 9 giugno verrà prevista una sessione serale con altre 5000 persone ammesse sul Philippe Chatrier per la partita programmata a partire dalle 21. Durante le rimanenti giornate il numero di spettatori ammessi diminuirà con il diminuire del numero delle partite (10983 venerdì 11 giugno, 7456 sabato 12 giugno e 5000 domenica 13 giugno).

Le aree ERP-PA verranno progressivamente chiuse: rimarranno alla fine aperte solamente il campo Philippe Chatrier e il Suzanne Lenglen, dove verrà lanciata l’iniziativa “tutti in finale” con la possibilità di comprare un biglietto per guardare le finali di singolare sugli schermi giganti.

Tuttavia l’accesso degli spettatori dal 9 giugno in poi sarà condizionato alla soddisfazione di certe condizioni sanitarie. Per accedere al Roland Garros uno spettatore dovrà rispettare uno dei seguenti criteri:

  • Presentare un test PCR COVID-19 negativo eseguito nelle precedenti 72 ore;
  • Presentare un certificato di vaccinazione;
  • Presentare un certificato di remissione, per dimostrare di aver avuto il COVID-19 e di essere guarito.

La gestione avverrà attraverso un’apposita applicazione elettronica che una volta soddisfatte le condizioni rilascerà un codice QR per permettere l’accesso all’impianto.

Il montepremi sarà leggermente inferiore a quello dello scorso anno, scendendo a 34.367.215 euro, anche se verrà mantenuto il premio di 60.000 euro per gli sconfitti al primo turno dei tabelloni di singolare e verrà conservato il rapporto di 1 a 23 (il più basso tra quelli dei tornei dello Slam) tra il premio degli sconfitti al primo turno e quello del vincitore.

Si disputeranno tutte le competizioni previste, con la sola esclusione del torneo delle leggende e delle qualificazioni dei tornei juniores, mentre il tabellone delle qualificazioni femminili verrà portato a 128 giocatrici, equiparandolo a quello delle qualificazioni maschili.

Tutti i giocatori dovranno alloggiare in due alberghi ufficiali, e potranno avere al massimo tre persone nel proprio entourage (che scendono a due per i doppisti e per i giocatori dei tornei junior e in sedia a rotelle). Sono state confermate le facilitazioni per i membri dello staff vaccinati, anche se tutti dovranno essere testati almeno una volta all’arrivo a Parigi.

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