Australian Open, day 12: le statistiche di Djokovic-Wawrinka

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Australian Open, day 12: le statistiche di Djokovic-Wawrinka

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Tutte le statistiche riguardanti i semifinalisti che si sfideranno in sessione serale: Novak Djokovic e Stanislas Wawrinka

 

 
  1. 1 NOVAK DJOKOVIC (SRB) v NO. 4 STANISLAS WAWRINKA(SVI)

Head-to-head: Djokovic leads 16-3

2006 Umag Clay (O) FR Wawrinka 6-6 ret. (problemi respiratori)

2006 Davis Cup (WG-PO) Hard (I) R2 Djokovic             64 36 26 76(3) 64

2006 Vienna Hard (I) R16 Wawrinka 63 63

2007 Vienna Hard (I) FR Djokovic 64 60

2008 AMS Indian Wells Hard (O) QF Djokovic 76(5) 62

2008 AMS Rome Clay (O) FR Djokovic 46 63 63

2009 Indian Wells-1000            Hard (O) R16 Djokovic            76(7) 76(6)

2009 Monte Carlo-1000 Clay (O) SF Djokovic 46 61 63

2009 Basel Hard (I) QF Djokovic 36 76(5) 62

2010 Monte Carlo-1000 Clay (O) R16 Djokovic 64 64

2011 Rome-1000 Clay (O) R16 Djokovic 64 61

2012 Madrid-1000 Clay (O) R16 Djokovic 76(5) 64

2012 US Open Hard (O) R16 Djokovic            64 61 3-1 ret. (infortunio)

2013 Australian Open Hard (O) R16 Djokovic            16 75 64 67(5) 12-10

2013 US Open Hard (O) SF Djokovic 26 76(4) 36 63 64

2013 Paris-1000 Hard (I) QF Djokovic 61 64

2013 ATP World Tour Finals Hard (I) SF Djokovic 63 63

2014 Australian Open Hard (O) QF Wawrinka            26 64 62 36 97

2014 ATP World Tour Finals Hard (I) RR Djokovic 63 60

 

Seppur il bilancio sia nettamente a favore del serbo, la semifinale tra Djokovic e Wawrinka è molto più aperta di quanto le statistiche lascino pensare.

 

È il terzo incrocio consecutive a Melbourne tra i due (prec. in Australia 1-1); inoltre, i loro ultimi tre incontri a livello Slam sono arrivati al quinto set (2-1 per Djokovic). È la seconda volta che i due si incontrano a questo punto di uno Slam (il precedente fu la semi US Open 2013, dove vinse Djokovic in 5 set).

 

Lo scorso anno Wawrinka interruppe la striscia di 14 semifinali consecutive di Djokovic (il leader è Federer a 23) sconfiggendolo ai quarti di finale in cinque set. Quella fu l’ultima sconfitta del serbo in un match al quinto set, che possiede un record di 22 vinte e 8 perse nei match al quinto nel tour, mentre qui a Melbourne il conteggio segna un parziale positivo di 3-2.

Il loro match di ottavi di finale nel 2013 durò 5 ore e 2 minuti, classificandosi al 4° posto tra i match più lunghi disputati qui in Australia.

In caso di finale, Djokovic ha un saldo positivo nei match contro Murray (15-8), mentre Wawrinka si trova sotto (6-8). Il serbo e lo scozzese si sono affrontati nella loro carriera in 4 finali Slam (2AO, 1W, 1US), e il serbo ha vinto tutte quelle disputate in Australia, perdendo però a Londra e New York. Per Wawrinka e Murray si tratterebbe di un inedito a questo punto di un torneo dello Slam.

 

  • Djokovic disputerà la semfinale numero 25 a livello Slam contro Wawrinka (il bilancio è positivo: 14-10). In questa speciale classifica Djokovic si piazza al quinto posto all-time nella classifica delle semifinali Slam disputate: conduce Federer con 36, seguono Connors, Lendl e Agassi (31, 28, 26).
  • Per quanto riguarda le semifinali australiane, è la quinta per il serbo. Conduce sempre Federer con 11, poi Edberg (8), Lendl (7) e Agassi (6).
  • In caso di vittoria contro lo svizzero, Djokovic disputerà la quinta finale a Melbourne, eguagliando in questa speciale classifica Edberg e Federer a quota cinque. Djokovic non ha mai perso il torneo in Australia quando ha raggiunto le semifinali.
  • In caso di vittoria, Djokovic disputerà anche la quindicesima finale del Grande Slam Rimangono davanti a lui in questa classifica Federer (25), Nadal(20), Lendl (19) Sampras (18), Laver (17), Borg e Rosewall (16); appaierebbe Agassi, Connors, Emerson e Tilden a 15.
  • Vincendo la semifinale, il serbo otterrebbe la 49° vittoria nello Slam down-under, classificandosi al terzo posto in solitaria per match vinti. La classifica attualmente è guidata da Federer (75-12), Edberg (56-10), mentre al terzo posto sono appaiati Agassi e Djokovic (48-5 per l’americano, 48-6 per il serbo).
  • Per la seconda volta in carriera Djokovic potrebbe raggiungere l’atto finale di uno Slam senza aver concesso set durante il torneo: la prima volta fu sempre in Australia, nel 2008.
  • Il serbo ha una striscia di 8 vittorie consecutive contro i top 10 da Shangai 2014, quando venne sconfitto da Federer in semifinale. Da quel momento ha perso un solo set, nella semifinale delle Atp World Tour Finals contro Nishikori.
  • In caso di vittoria del torneo, Djokovic arriverebbe a 5 titoli in Australia, record per l’era Open. Roy Emerson è l’unico con più di 5 titoli (6). Djokovic ha già vinto qui in Australia nel 2008 contro Tsonga, nel 2011 e nel 2013 contro Murray, nel 2012 contro Nadal.
  • Vincendo il torneo, Djokovic arriverebbe a 8 Slam vinti, raggiungendo Agassi, Connors, Lendl, Perry e Rosewall.
  • Nel 2014, Djokovic raggiunse i quarti in Australia (perdendo da Wawrinka), la finale al Roland Garros (sconfitto da Nadal), la vittoria a Wimbledon (vittoria su Federer) e semifinale a New York (sconfitto da Nishikori).

 

 

  • Wawrinka è il campione uscente e in caso di vittoria contro il serbo giocherebbe la sua seconda finale Slam.
  • L’anno scorso qui disputò la prima finale Slam della sua carriera sconfiggendo lo spagnolo Rafael Nadal in 4 set (63 62 36 63) vincendo il suo primo titolo ed essendo il primo dal 1993 a sconfiggere num. 1 e 2 del mondo per vincere uno Slam (Bruguera, Roland Garros 1993).
  • In caso di finale, Wawrinka sarebbe il terzo svizzero ad aver disputare più di una finale slam. Gli altri due sono Federer (25) e Hingis (12).
  • Wawrinka ha una striscia aperta di 10 vittorie consecutive. L’ultima sconfitta contro Federer alle Atp World Tour Finals.
  • Se Wawrinka vincesse il torneo, si tratterebbe del dodicesimo caso in cui il campione uscente riesce nell’impresa di difendere il titolo a Melbourne, statisticamente il titolo più difficile da confermare tra gli Slam (è accaduto 17 volte a Wimbledon, 16 a Parigi e 12 a New York).
  • Per ben 9 volte il vincitore dell’anno precedente si è arrestato in semifinale: Lendl (vincitore nel 1979), Edberg (1987), Courier (1993), Agassi (1995,2003) e Federer, per ben 3 volte (2004,2007,2010).
  • In caso di sconfitta in semifinale, Wawrinka scenderà fino al n.9 del ranking Atp (mai così in basso da ott. 2013). Perderà una posizione (n.5) anche in caso di vittoria del torneo, scavalcato da Murray (almeno finalista).
  • Degli ultimi 9 match giocati contro le teste di serie in un tabellone Slam, Wawrinka ne ha vinti 7: le uniche sconfitte ai quarti di Wimbledon (Federer) e degli Us Open (Nishikori).
  • Wawrinka ha vinto soltanto una volta contro un numero 1 del mondo: in finale contro Nadal l’anno scorso. Il suo bilancio è di 1-16 contro i numeri 1 in carica (Federer, Nadal, Djokovic), 1-3 negli Slam.
  • Il bilancio al quinto set di Wawrinka è 21-16, qui a Melbourne 1-1 (sempre contro Djokovic).
  • Nel 2014 Wawrinka, oltre a vincere gli AO, raggiunse i quarti a Londra e New York e perse al primo turno a Parigi.

 

Traduzione a cura di Maurizio Riguzzi

 

 

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Australian Open: i giocatori vaccinati potrebbero essere esentati dalla quarantena

Una lettera inviata alle giocatrici WTA confermerebbe che la quarantena in Australia sarà richiesta solo ai non vaccinati. Le qualificazioni si giocheranno a Melbourne

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Melbourne Park - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Buone notizie per i giocatori e i membri del loro staff che dovranno recarsi in Australia il prossimo gennaio per disputare l’Australian Open. Secondo una lettera confidenziale inviata dalla WTA alle giocatrici, il cui contenuto è comunque trapelato ben presto alla stampa specializzata, le informazioni che sono circolate nei giorni scorsi secondo cui agli atleti non vaccinati non sarebbe permesso di entrare in Australia non sono veritiere.

Il Governo dello Stato di Victoria, dove si trova Melbourne, non ha ancora approvato il piano messo a punto da Tennis Australia e dalle associazioni dei giocatori, ma secondo quando comunicato alle atlete tutti coloro che saranno completamente vaccinati (quindi due dosi, assunte da almeno 14 giorni) potranno entrare in Australia a partire dal 1° dicembre previo un test negativo effettuato 72 ore prima della partenza. Ci sarà un test all’arrivo entro 24 ore dallo sbarco in Australia, ma a parte questa incombenza non ci saranno altre restrizioni: nessuna quarantena, nessuna limitazione ai movimenti, insomma una trasferta normale.

Per coloro che invece non sono vaccinati, le condizioni previste al momento sono le seguenti: la data d’arrivo possibile sarà sempre quella del 1° dicembre, ma sarà previsto l’obbligo di due settimane di quarantena in un albergo deciso dal governo; rimarrà l’obbligo di avere un test negativo entro 72 ore dalla partenza, e durante la quarantena i soggetti saranno sottoposti a frequenti test. Nessuna concessione a possibilità di allenarsi come era successo lo scorso anno per coloro che non avevano avuto contatti stretti con soggetti positivi: chi non sarà vaccinato dovrà passare 14 giorni chiuso in una camera d’albergo senza poter giocare a tennis.

La lettera conferma la presenza di voli charter che saranno organizzati da vari aeroporti di partenza per facilitare l’arrivo degli atleti in Australia, ma non sarà obbligatorio utilizzarli. L’Australia ha infatti deciso di riaprire progressivamente i confini a partire dal mese di novembre (per il momento solamente per cittadini e residenti) e le compagnie aeree stanno adeguando la loro offerta per consentire a chi vuole recarsi nel nuovissimo continente di poterlo raggiungere.

Ovviamente la situazione è ben lungi dall’essere definita: si tratta della proposta su cui si sta lavorando al momento, ma che comunque non ha ancora ottenuto il nulla osta da parte delle autorità competenti. Mancano anche informazioni su quel che riguarda il trattamento dei cosiddetti “close contacts”, ovvero coloro che sono stati a contatto di un individuo poi risultato positivo, siano questi vaccinati o meno.

Quello che sembra confermato, e che contraddice comunicazioni che erano state date in precedenza, è che le qualificazioni dell’Australian Open 2022 si disputeranno a Melbourne Park, e non in Medio Oriente come precedentemente dato a intendere. Ciò significa che l’Australia si prepara ad accogliere una quantità di giocatori, allenatori e staff molto superiore a quella che ha effettuato il viaggio verso Melbourne lo scorso febbraio, e che molto probabilmente viene dato per scontato che la maggior parte di queste persone sarà vaccinata. In caso contrario, infatti, sarebbe necessario mettere a loro disposizione un numero molto elevato di camere d’albergo per la quarantena, in un periodo in cui ci sono ancora decine di migliaia di australiani che attendono da oltre un anno di poter rientrare in patria dalle loro famiglie.

Se si danno per valide queste indicazioni, quindi, si può dedurre che la vaccinazione non sarà un prerequisito per arrivare in Australia, ma fornirà un vantaggio enorme a chi vorrà giocarsi le proprie chance di far bene al primo Slam stagionale, o anche soltanto poter vivere una vita normale durante il soggiorno australiano. È necessario infatti ricordare che, oltre alla quarantena iniziale in albergo senza la possibilità di allenarsi sul campo o in palestra, la non-vaccinazione metterebbe gli individui in condizione di non poter fare praticamente nulla in Australia, dal momento che per qualunque attività pubblica (ristoranti, bar, cinema, etc…) è necessario il pass vaccinale, ed è fortemente improbabile che questo requisito venga abolito prima della metà del prossimo anno.

Il trattamento dei tennisti verrebbe quindi equiparato a quello degli australiani che tornano in patria: da qualche settimana infatti prima il New South Wales (lo stato di Sydney) e poi il Victoria hanno iniziato a consentire agli australiani vaccinati di evitare la quarantena in albergo, mantenendo comunque la necessità per tutti coloro che non sono vaccinati. Certo i tennisti sarebbero esonerati dalle quote di arrivi attualmente stabilite, e sarebbe possibile l’ingresso in Australia anche ai non australiani, cosa invece non permessa per tutti i comuni mortali non collegati all’Australian Open, ma il trattamento una volta giunti nella terra dei canguri dovrebbe essere similare a quello riservato ai cittadini.

Sicuramente ci saranno parecchi aggiornamenti sulla questione nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, ma è auspicabile che si arrivi a definire i dettagli piuttosto rapidamente perché non manca molto a dicembre ed è necessario dare ai tennisti la possibilità di pianificare la loro preparazione ed eventualmente la loro vaccinazione con sufficiente preavviso.

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Adesso è ufficiale: obbligo vaccinale per partecipare all’Australian Open 2022

A dichiararlo è stato Daniel Andrews governatore dello stato del Victoria. Tsitsipas, Rublev e Thiem si vaccineranno, mentre è in dubbio la presenza di Djokovic

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tanto tuonò che piovve. Lo stato australiano del Victoria non concederà deroghe o permetterà accordi speciali ad atleti non vaccinati per consentire loro di competere in eventi importanti. Lo ha dichiarato il premier dello stato Daniel Andrews, mettendo così in serio dubbio la difesa del titolo dell’Australian Open da parte di Novak Djokovic (che nei giorni scorsi si era espresso così tema dichiarando che non rivelerà il suo status vaccinale e che non ha ancora deciso se volare a Melbourne o meno) e di conseguenza la possibilità di riprovare a competere per il Grande Slam.

“Sulla questione della vaccinazione, abbiamo deciso di adottare la linea dura e coerente dello stato”, ha detto a un briefing con i media. “(Al virus) non importa quale sia la tua classifica tennistica o quanti Slam hai vinto. È completamente irrilevante. Devi essere vaccinato per proteggerti e per proteggere gli altri”.

Tennis Australia, che organizza il Grande Slam, ha rifiutato di commentare.

 

Lo stato del Victoria, che nelle prossime settimane dovrebbe uscire da un blocco di quasi tre mesi, ha dunque equiparato gli atleti professionisti agli altri milioni di “lavoratori autorizzati. Lo sport professionale non è un mondo a parte e quindi come tutti gli altri devono essere autorizzati e devono essere vaccinati con doppia dose”, ha affermato in conclusione Andrews.

Una notizia che non può cogliere di sorpresa nessuno, tennisti e addetti ai lavori in primis, tant’è che nei giorni scorsi stelle del circuito come Andrey Rublev, Dominic Thiem e Stefanos Tsitsipas hanno dichiarato che procederanno a ricevere l’inoculazione durante la off-season per non mancare l’appuntamento Down Under. Allo stesso tempo, però, qualche opacità legislativa era rimasta, tant’è che nei giorni scorsi Djokovic aveva dichiarato: “Se ho capito bene, il governo e Tennis Australia prenderanno le decisioni definitive tra due settimane. Quest’anno ci sono state tante restrizioni e so che Tennis Australia sta tentando di migliorare le condizioni di tutti i giocatori, vaccinati e non”.

Questa regola invece non lascia spazio a troppi dubbi interpretativi, e rappresenta una prima volta che potrebbe lasciare il proprio segno sulla storia del tennis, visto che attualmente (ancorché in via ufficiosa) si stima una percentuale di vaccinati del 50% circa fra i tennisti, anche se l’ATP e la WTA hanno riportato cifre superiori, rispettivamente del 65% e 60% circa.

In questo momento, pertanto, è possibile che l’Australian Open 2022 si disputi con un parco giocatori a dir poco rimaneggiato.   

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Obbligo vaccinale per l’Australian Open? Parte il dibattito

Lo Stato di Victoria obbliga i lavoratori a vaccinarsi. Per ora gli sportivi provenienti da fuori dello Stato ne sono esclusi, ma con ogni probabilità non lo saranno a lungo: cosa faranno i tennisti scettici nei confronti del vaccino come Djokovic, Tsitsipas e Sabalenka?

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Novak Djokovic - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

La strada verso il ventunesimo Slam per Novak Djokovic potrebbe trovare il suo primo ostacolo ancor prima che l’Australian Open inizi, e a porglielo davanti non sembra essere un collega tennista ma bensì il governo dello Stato di Victoria. Dal primo ottobre infatti è entrato in vigore un decreto che obbliga i lavoratori a dimostrare di aver ricevuto almeno una dose di vaccinazione contro il COVID-19 entro quindici giorni o verranno banditi dai luoghi di lavoro, in base alle nuove regole applicate dal governo statale. Quest’obbligo sul vaccino, come riporta il quotidiano australiano The Age, “è ritenuto uno dei più severi al mondo ed è stato accolto con favore da gruppi imprenditoriali ma messo in discussione da alcuni esperti di salute” e andrà a toccare ben oltre un milione di lavoratori, inclusi preti, personal trainer, giudici, e atleti che risiedono nello Stato. Inoltre si legge che “i lavoratori agricoli che sono nella lista hanno criticato la decisione, avvertendo che potrebbe portare a carenze di cibo e costringere gli agricoltori a lasciare il settore”. Ma cosa c’entra tutto questo col tennis e in particolare con un torneo previsto dal 17 al 30 gennaio 2022?

C’entra perché, seppur al momento gli atleti provenienti da fuori del Victoria siano esenti da questo mandato, ci sono voci consistenti su un ulteriore mandato ad hoc per gli sportivi che dunque potrebbe aver effetto sull’estate australiana e su tutti gli eventi che essa porta con sé. A seguire la vicenda con vivo interesse c’è ovviamente il direttore dell’Australian Open e CEO di Tennis Australia Craig Tiley, il quale, stando a quanto riportano i media locali, sta portando avanti negoziazioni confidenziali con il governo per trovare una soluzione che accontenti entrambe le parti. Il timore principale di Tiley è che un obbligo vaccinale possa portare all’esclusione di un numero troppo elevato di top player, ma a questa campana il governo dello Stato di Victoria non sembra voler dare molto ascolto.

Il Brisbane Times ha infatti riportato queste parole del Premier locale, Daniel Andrews: “Al virus non importa che lavoro una persona faccia. Che tu sia un membro del Parlamento o un giudice della Corte Suprema, se non ti vaccini correrai sempre lo stesso rischio di contrarre il virus e diffonderlo”. Riferendosi poi ai tennisti, ha dichiarato: “I titoli dello Slam non ti proteggono dal coronavirus”. Sembra dunque probabile che non ci saranno marce indietro sul tema, e che l’obbligo vaccinale per recarsi a Melbourne sia solo una questione di tempo.

 

Né il circuito maschile ATP né quello femminile WTA hanno esplicitamente espresso sostegno all’obbligatorietà vaccinale, ma entrambi gli organi incoraggiano fortemente i giocatori a farsi vaccinare. Il mese scorso l’ATP ha stimato che il 50% dei suoi giocatori fosse vaccinato, mentre la stima della WTA è di circa il 60%; alcuni report di giornalisti comunque rivedono al ribasso queste cifre portandole attorno al 30%. Quel che è certo è che parecchi tennisti, soprattutto negli ultimi tempi, hanno espresso il loro scetticismo sui vaccini, e tra tutti spiccano le parole del numero uno Djokovic, del numero tre Tsitsipas, e della neo-contagiata Sabalenka. Fortemente a favore invece c’è Victoria Azarenka, la quale durante lo US Open si auspicava al più presto un dialogo franco e aperto sul tema per risolvere il problema il prima possibile, e questa sembra proprio l’occasione giusta per intavolare la discussione. Di Slam ce ne sono quattro all’anno e per parecchi giocatori anche solo disputare il primo turno di uno di essi rappresenta una delle principali entrate economiche; fino a che punto dunque si è disposti a rinunciarci?

Al momento però l’obbligo vaccinale nel sud-est dell’Australia non si estende a questa categoria di lavoratori. Un portavoce del governo ha affermato che il governo nazionale e il Commonwealth stabiliranno regole per i viaggiatori vaccinati e non vaccinati, ma le regole per i partecipanti agli Australian Open sono ancora in fase di decisione. “Altri requisiti di vaccinazione per l’Australian Open e altri eventi saranno presi in considerazione da [l’unità di sanità pubblica del Victoria] come richiesto”, ha affermato il portavoce. Dunque nulla è stato deciso e c’è persino chi parla di quarantena per coloro che decideranno di presentarsi a Melbourne senza vaccino. Se non altro l’esperienza di quest’anno e dell’estenuante periodo passato in hotel per molti tennisti potrà esser un memento per prendere la decisione giusta prima di salire in aereo a dicembre.

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