Coppa Davis, Doskarayev: "Con l'Italia chance pari"

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Coppa Davis, Doskarayev: “Con l’Italia chance pari”

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Alla vigilia del primo turno contro l’Italia, Dias Doskarayev, capitano della nazionale kazaka, parla del match e dell’importanza della Davis per il movimento tennistico kazako

Mikhail Kukushkin: “L’Italia è più forte di noi”

Le considerazioni di Ubaldo Scanagatta al momento del sorteggio

 

Per il profilo di Golubev, leggi qui “I nuovi personaggi del circuito Atp”, di Claudio Gilardelli (8/12/2010)

Sole, cielo terso, aria secca. Sembrerebbe il clima ideale per una settimana di sport, se non fosse che la temperatura segna -15 gradi. Astana, nelle steppe del Kazakistan, tra pochi giorni ospiterà l’Italia per il primo turno di Coppa Davis. I kazaki a casa loro non saranno avversari facili da battere. Kukushkin ed il kazako di Bra, Golubev, in Davis danno il meglio di loro, chiedere a Wawrinka. Probabilmente si impegnano al massimo per un contorto spirito d’onore che poco ha a che fare col patriottismo ma molto con la gratitudine.
“La federazione kazaka ha fatto molto per loro e gli ha offerto opportunità che non avrebbero mai avuto in Russia”, a parlare è Dias Doskarayev, capitano della nazionale kazaka. “Loro hanno risposto con grande professionalità, non solo con la Davis ma con molti impegni per promuovere il tennis in giro per la nazione cui cui prendono parte sempre con entusiasmo”.
Ed è vero. Kukushkin e Golubev, nati con passaporto russo, sarebbero rimasti tennisti di seconda fascia, ben dietro i vari Safin, Youzhny e Davydenko, senza aiuti dalla federazione e con davanti a loro una dura vita di Challenger e pochi guadagni. La federazione kazaka, che 10 anni fa non aveva giocatori neanche a livello Futures, ha deciso di investire sulla naturalizzazione di giocatori russi per promuovere il tennis il più in fretta possibile. Le polemiche non sono mancate, ovviamente, anche perchè i nuovi eroi hanno ricevuto benefici ben superiori al loro talento, ma anche i risultati non sono mancati. Il tennis ha raggiunto presto giornali e coperture televisive e per molti ragazzini Kukushkin è un eroe da imitare. E grazie a loro il Kazakistan si trova nel World Group della Davis da ben cinque anni, avendo anche raggiunto i quarti in tre occasioni.

Ho incontrato Doskarayev lo scorso dicembre, nella sede della federazione, in un ufficio modesto, situato al piano terra di un palazzo sulla “riva destra” del fiume. Il tennis sta ancora crescendo qui e spesso le infrastrutture sono limitate o assenti ma il lavoro svolto negli ultimi otto anni dalla federazione sta dando i suoi frutti. La Davis è molto importante per noi. Per la promozione del tennis in Kazakistan. Nonostante si giochi solo un paio di volte all’anno ha un impatto immenso. La gente la segue e la copertura che ha in TV e sui giornali non ha precedenti. Stare nel World Group per 5 anni e raggiungere i quarti è un grandissimo risultato per noi ma non possiamo sederci su questi successi”, dice Doskarayev.
Lui, modesto giocatore a livello universitario negli USA è tornato in patria per aiutare il movimento a crescere, incentivato anche da una considerevole disponibilità di risorse. Molti ex tennisti di simile livello però hanno preferito restare all’estero. Il lavoro da fare è tanto e le persone con esperienza internazionale capaci di aiutare la crescita del tennis sono poche.
Parlando dei due tennisti locali di punta Doskarayev non si fa illusioni. “Kukshkin e Golubev hanno ancora molti anni davanti a loro ma hanno già raggiunto il loro potenziale e non potranno giocare per sempre. Per questo motivo quest’anno, dopo il ritiro di Korolev, ci sarà un giovane dei nostri in panchina”.
Dimitry Popko, classe 1996 e numero 605, uno dei primi prodotti della nuova amministrazione. “Ha mostrato grandi progressi l’anno scorso raggiungendo la finale in un paio di Futures in Turchia ed è ora che un giovane dei nostri cominci a fare esperienza a questo livello”.

Nel palazzetto del tennis, il National Tennis Center situato comodamente in mezzo al “central park” della capitale, sulla “riva sinistra” (la parte più moderna e sviluppata della città) del fiume, gli azzurri troveranno una superficie veloce ed un’atmosfera molto calda, in contrasto con il clima all’esterno. Circa duemila posti a sedere, con biglietti e prezzi che variano dal popolare all’estremo lusso, che saranno quasi tutti occupati.
“Gli italiani sono temibili. Il sistema sta crescendo e la struttura è promettente. Golubev vive in Italia e siamo stati lì a fare la preparazione prima del match con la Svizzera. Sappiamo che sono avversari difficili. Ovviamente Fognini è un giocatore di livello incredibile e anche Seppi e Bolelli sono molto forti, più forti dei nostri sulla carta. Ognuno di loro ha una classifica superiore al migliore dei nostri, ma noi giochiamo in casa ed il ranking non è sempre affidabile in Davis”.

È vero, e Kukushkin dà sempre il meglio di sé in Davis, non importa la superficie o l’avversario. In casa nel 2010 superò Wawrinka e l’anno scorso gli fece sudare le proverbiali sette camicie nei quarti a Ginevra. Riguardo alla squadra Doskarayev ha solo parole d’elogio, ricordando il contributo di Yuri Schukin, altro ex tennista ex russo che ha contribuito alla crescita della Davis in Kazakistan.
“Siamo rilassati. Ci conosciamo da quando eravamo ragazzini e siamo tutti amici, quindi l’atmosfera è ideale. Schukin (Yuri Schukin, mai tra i primi 100, primo tennista russo importato dalla federazione kazaka) è stato molto importante per noi, facendo da apripista, ci ha aiutato, tenuto insieme ed ha dato molto alla Davis contribuendo a creare il gruppo ed il clima che c’è oggi. Non siamo favoriti ma neanche partiamo sconfitti. Andando in Svizzera qualcuno ci diceva ‘siete pronti a tornare indietro in fretta?’ ma sappiamo che in Davis non si può mai dire. Ogni giocatore reagisce in maniera diversa quando rappresenta la propria nazione e non si può dare nessuno per sconfitto in partenza. I nostri danno il massimo contro chiunque, niente scuse di stanchezza o problemi fisici. Io dico che le probabilità sono 50 e 50. Abbiamo tutti grandi ambizioni, noi davanti al nostro pubblico, voi con l’obiettivo di ripetere la semifinale dell’anno scorso. Sarà un bell’incontro.”

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David Ferrer è il nuovo direttore della Coppa Davis

L’ex numero 3 al mondo prende il posto di Albert Costa, in carica dal 2019: ha vinto il trofeo tre volte da giocatore. “Entusiasta per questo nuovo ruolo”

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Madrid,Davis Cup USA-ESP

La competizione a squadre più famosa della storia del tennis continua a parlare in spagnolo: è notizia di stamattina, infatti, che il nuovo direttore del torneo è David Ferrer. Ad annunciarlo è la stessa compagnia Kosmos, fondata nel 2017 dal calciatore Gerard Pique, che da tre anni ha rivoluzionato il format della competizione, attirando su di sé anche numerose critiche.

Il 40enne di Alicante, uno dei tennisti più amati della sua generazione, aveva annunciato il suo ritiro dalle competizioni al termine del torneo di Madrid nel 2019, ponendo la parola fine ad una carriera che lo aveva visto  spingersi fino alla posizione 3 del ranking ATP, frutto dei 27 titoli conquistati a partire dal 2000, anno del suo esordio tra i pro. Proprio qualche mese fa, raccontandosi ad Ubitennis, aveva descritto il suo speciale rapporto con la Coppa Davis, da lui ricordata come “la vittoria che mi ha fatto provare più orgoglio di tutte”, la sua predilezione per Federer (“ha fatto sembrare il tennis uno sport semplice”) e la “gratitudine per aver potuto giocare nello stesso periodo dei migliori tre della storia”.

Ferrer e la Coppa Davis, la magica insalatiera da lui sollevata in ben tre occasioni (2008, 2009 e 2011), per un totale di 20 match disputati: nelle ultime due vittorie spagnole era proprio Albert Costa a guidare la nazionale iberica, dopo il suo successo come giocatore nel 2000. E adesso i due si passano il testimone alla guida del torneo che così tanto ha dato loro: “Sono davvero entusiasta per questo mio nuovo ruolo”, le prime parole di Ferrer. “Questa è una competizione unica, che da giocatore vorresti sempre vincere per quello che rappresenta: giochi per il tuo Paese, in una squadra, in un’atmosfera incredibile!”. A Ferru vanno i migliori auguri per questa sua nuova avventura!

 

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata al 20 giugno 2022!

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Presentata la Coppa Davis a Bologna, Binaghi: “Vogliamo vincere il trofeo entro quattro-cinque anni”

Il presidente FIT presenta il girone della Coppa Davis a Bologna con il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Parte oggi la vendita dei biglietti

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Filippo Volandri e Angelo Binaghi - Bologna 2022 (Twitter - @federtennis)
Filippo Volandri e Angelo Binaghi - Bologna 2022 (Twitter - @federtennis)

Si avvicina il tempo dei gironi di Coppa Davis 2022, che saranno disputati alla Unipol Arena di Bologna dal 13 al 18 settembre. Nel girone dell’Italia, paese ospitante e qualificatosi tramite la vittoria con la Slovacchia ai playoff, ci saranno Argentina, Croazia e Svezia. Proprio il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha presentato oggi in una conferenza stampa congiunta con il presidente FIT Angelo Binaghi l’appuntamento tennistico di settembre. “Ringrazio la Federazione Italiana Tennis e il Dipartimento per lo Sport, ma anche la sottosegretaria Vezzali, con cui abbiamo già collaborato più volte e costruito un sodalizio che per la Regione sta dando risultati straordinari. […] In questo contesto, ospitare la Davis Cup è un sogno che si realizza. Io sono del ’67, faccio parte quindi di quella generazione cresciuta con l’Italia in Coppa Davis e grazie a quei quattro ragazzi e al capitano che è seduto qui in prima fila (Nicola Pietrangeli n.d.r.) abbiamo conosciuto il tennis. Ricordo che, in quelle stagioni, uno dei nostri condomini dove abitavamo inaugurò per la prima volta la costruzione di campi da tennis, che creavano inevitabilmente un movimento sportivo più robusto del passato. Poi, è pur vero che dopo quelle stagioni straordinarie oggi siamo a un punto che non si è mai visto nella storia nazionale del tennis, avendo toccato addirittura 10 atleti nella top 100 maschile. Ieri l’altro ero a Montechiarugolo, per la conferenza stampa di quello che sarà il torneo Challenger 125 nel parmense – con Francesca Schiavone, testimonial del torneo e che sta vincendo la partita più importante della sua vita – mentre domenica Musetti trionfava al Challenger 125 di Forlì. Insomma, il tennis e il padel rappresentano attualmente un’opportunità straordinaria per il nostro Paese.“.

Gli fa eco il presidente Binaghi, che non nasconde la sua speranza di portare a casa la Coppa Davis. Speranze fondate, perchè l’Italia se riuscirà ad avere tutti i suoi migliori è sicuramente tra le favorite del torneo, specialmente dopo la defezione della Russia. “E’ il momento giusto anche perché noi vogliamo vincere. Non chiediamo al nostro capitano di vincere per forza quest’anno la Coppa Davis ma, come è giusto fare in ogni azienda che si rispetti, abbiamo un programma di medio termine, 4-5 anni. Abbiamo iniziato lo scorso anno un ciclo che deve portarci alla vittoria, a riconquistare la Coppa Davis. Partiamo da Bologna e credo che ci siano tutti i requisiti per dover puntare a questo successo, sia per quanto riguarda l’organizzazione federale sia soprattutto per il valore dei nostri giocatori, nonostante in questo periodo abbiano avuto una serie di infortuni. Pensiamo che Bologna e l’Emilia Romagna abbiano insieme a noi un’occasione straordinaria. Quindi credo che quella dell’Emilia Romagna sia la scelta migliore per consentire alla nostra Nazionale di poter essere vista e supportata dal maggior numero di appassionati possibile. Qui a Bologna non giocherà un romano come Matteo Berrettini o un altoatesino come Jannik Sinner: giocherà la Nazionale, che è di tutti, e deve essere facilmente fruibile dal maggior numero possibile di appassionati del nostro sport”.

Oggi, alle ore 18, prende il via sul sito tickets.italy.daviscupfinals.com e su quello di Ticket One (www.ticketone.it) la vendita al pubblico dei biglietti per i sei match del girone di Bologna, con i tesserati FIT che potranno usufruire di uno sconto del 20% sia sui tagliandi individuali che sugli abbonamenti. Inoltre, saranno disponibili pacchetti di corporate hospitality (per informazioni scrivere a hospitality.daviscup@federtennis.it) e pacchetti turistici, realizzati in collaborazione con Bologna Welcome, che consentiranno di coniugare la passione per il tennis con il godimento delle bellezze turistiche della città di Bologna e dell’Emilia-Romagna.

 

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Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

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Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

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