Coppa Davis: Raonic cerca vendetta, Djokovic torna a guidare la Serbia

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Coppa Davis: Raonic cerca vendetta, Djokovic torna a guidare la Serbia

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Nella parte bassa del tabellone della Davis spiccano i due derby, Serbia-Croazia (padroni di casa nettamente favoriti, ospiti senza Cilic) e Argentina-Brasile. Il Canada proverà a riscattare la pesante sconfitta dell’anno scorso in Giappone, i campioni della Svizzera paiono spacciati a Liegi. Si giocano anche le sfide dei raggruppamenti zonali

Ancora non si sono spenti gli echi della storica vittoria della Svizzera di Federer e Wawrinka (che non ci saranno in questo 1° turno) che l’insalatiera di Mr Davis torna a far parlare di sé con la disputa del primo turno dei vari gruppi mondiali.
In questo pezzo ci occuperemo dei quattro match relativi alla metà inferiore del tabellone principale del World Group, dando un veloce sguardo anche alle sfide dei vari raggruppamenti zonali

ARGENTINA-BRASILE

ARGENTINA: Carlos Berlocq, Federico Delbonis, Leonardo Mayer, Diego Sebastian Schwartzman
Capitano: Daniel Orsanic
BRASILE: Thomaz Bellucci, Marcelo Melo, Bruno Soares, Joao Souza
Capitano: Joao Zwetsch

 

La classica calcistica del Sudamerica si propone in altre vesti, con racchette e palline, ma resta ugualmente ricca di fascino. Si gioca sulla terra rossa allestita appositamente a Tecnopolis, una sorta di area espositiva e multifunzionale dislocata in un quartiere di Buenos Aires, in quanto il Parque Roca è tuttora inagibile.
I padroni di casa hanno dovuto rinunciare forzatamente a Del Potro ma il neo-capitano Daniel Orsanic può ugualmente contare su quattro singolaristi che, oltre ad essere specialisti del rosso, sono tutti top-100: Mayer, Delbonis, Schwartzman e Berlocq.
Il punto debole è il doppio, anche perché al contrario è decisamente l’incontro su cui gli ospiti verde-oro fanno maggiore affidamento, potendo schierare una coppia qual è quella composta da Melo e Soares (imbattuti in Davis da 7 match, ultima sconfitta nel 2010 in India).
Per il resto, Bellucci e Joao Souza non partono certo battuti ma il pronostico pende dalla parte dei biancazzurri di casa, che sono pure in vantaggio nei confronti diretti (5-2) tutti disputati tra il 1972 e il 1980. L’ultima vittoria del Brasile risale al 1975 ed oltretutto i “verdeoro” non hanno mai vinto in trasferta, ma saranno determinati a concludere la serie di 4 sconfitte consecutive con i loro vicini e ad avanzare ai quarti per la prima volta dal 2001. L’Argentina è nel World Group ininterrottamente dal 2002 anche se l’anno scorso ha dovuto ricorrere ai play-off per rimanerci, dopo aver perso in casa 1-3 con l’Italia (la prima sconfitta al primo turno dopo 13 anni). In questo periodo ha giocato anche tre finali, perdendole tutte (2006, 2008 e 2011). Dal canto suo il Brasile è neo-promosso, dopo la bella vittoria dello scorso settembre sulla Spagna.

SERBIA-CROAZIA 

SERBIA: Novak Djokovic, Filip Krajinovic, Viktor Troicki, Nenad Zimonjic
Capitano: Bogdan Obradovic
CROAZIA: Borna Coric, Mate Delic, Marin Draganja, ?
Capitano: Zeljko Krajan

La seconda sfida tra le due nazioni della ex-Jugoslavia arriva a distanza di 5 anni da quella che oppose le stesse nazionali a Spalato nel 2010. Allora vinsero gli ospiti (che poi vinsero la loro prima Davis quell’anno) per 4-1 e sembra proprio che il risultato possa ripetersi. La serba spererà di ripetersi per assicurarsi un posto ai quarti per la quinta volta in 6 anni. La Croazia, invece, cercherà di trarre il meglio dal suo ritorno nel World Group, poiché lo scorso anno ha vinto il Gruppo I della zona Europa/Africa per la prima volta dal 2008.
Si giocherà sull’acrilico indoor dello Sports Centre di Kraljevo, sulle rive del fiume Ibar, e la squadra capitanata da Obradovic potrà contare sul numero 1 del mondo in singolare (Djokovic, imbattuto da 7 partite in Davis, ultima sconfitta contro Juan Martin Del Potro nella semifinale del 2011) e sul numero 3 in doppio (Zimonjic, 40 vittorie e 25 sconfitte nella manifestazione, ben 48 incontri di Davis disputati) oltre al ritrovato Troicki e al giovane Krajinovic. Gli ospiti invece hanno dovuto accusare proprio all’ultimo momento il forfait di Marin Cilic e quindi riporranno le loro minime speranze nel giovanissimo Coric, reduce dalla bella e “perdente-fortunata” semifinale raggiunta nel 500 di Dubai; troppo poco, a nostro avviso, per impensierire la Serbia di Nole. Anche se la Davis, lo sappiamo, sa sempre riservare sorprese inattese.

 

CANADA-GIAPPONE 

CANADA: Frank Dancevic, Daniel Nestor, Vasek Pospisil, Milos Raonic
Capitano: Martin Laurendeau

GIAPPONE: Tatsuma Ito, Kei Nishikori, Go Soeda, Yasutaka Uchiyama
Capitano: Minoru Ueda

Vendetta, tremenda vendetta. È quella che spera di mettere in atto al Doug Mitchell Sports Centre di Vancouver, nella British Columbia, il Canada di Martin Laurendeau a spese del Giappone.
Infatti, se è vero che nella storia della competizione il Giappone ha sempre battuto la nazionale nordamericana (6-0), è altrettanto vero che è stata soprattutto l’ultima la sfida più dolorosa in quanto risale ad appena 13 mesi fa (mentre le precedenti affondano le radici nella preistoria, dal 1923 al 1938) e costrinse il Canada a disputare i play-off per restare nel WG, poi vinti contro la Colombia. Per il Canada sarebbe la terza vittoria nel World Group, mentre il Giappone cercherà di raggiungere i quarti per la seconda volta dopo esserci riuscito lo scorso anno.
All’Ariake Coliseum di Tokyo i nipponici ebbero agevolmente la meglio sul Canada (4-1) privo delle sue “punte” Raonic e Pospisil e tenuto in vita solo dal successo di Dancevic su Soeda nel secondo singolare.
Stavolta invece i canadesi sono al completo e, non bastasse, possono sempre contare su un doppista di livello assoluto qual è il veterano Daniel Nestor, recente vincitore del torneo di Dubai.
Tuttavia il Giappone non parte battuto in quanto, ranking alla mano, Nishikori può mettere in saccoccia due punti e l’anno scorso trascinò alla vittoria in doppio il compagno Uchiyama proprio contro Dancevic-Nestor. Molto difficile, dunque, ma non impossibile.

 

BELGIO-SVIZZERA 

BELGIO: Ruben Bemelmans, Steve Darcis, Niels Desein, David Goffin
Capitano: Johan Van Herck

SVIZZERA: Adrien Bossel, Henri Laaksonen, Michael Lammer, Yann Marti
Capitano: Severin Luthi

Senza Federer e Wawrinka, la Svizzera campione in carica dice virtualmente addio ad ogni ipotesi di riconferma e sembra già con entrambi i piedi nei play-off per restare nel World Group.
Il Belgio di Goffin e Darcis non avrà, presumiamo, alcuna difficoltà ad accedere ai quarti perché proprio non si vede come Yann Marti, Adrien Bossel, Henri Laaksonen e Michael Lammer possano conquistare tre punti.
Del resto, non sarebbe la prima volta che la detentrice del titolo retrocede in “serie B” (già successo 8 volte nella storia).
Accadde alla Francia nel 1997 e alla Svezia due anni più tardi. Campioni in carica dopo l’indimenticabile vittoria di Malmo (con Boetsch che si aggiudicò 10-8 al quinto set il singolare conclusivo a spese di Kulti), i galletti di capitan Noah vennero prima travolti sull’erba di Sydney dall’Australia di Rafter e successivamente si fecero sorprendere dal Belgio.
Gli scandinavi invece, reduci dalla vittoria di Milano contro l’Italia nel ’98, furono sconfitti l’anno dopo al primo turno in casa dalla Slovacchia (3-2) e poi persero con lo stesso score in Austria la gara valida per i play-off.
Quest’anno potrebbe toccare alla Svizzera, a meno che Federer o Wawrinka non cambino idea…

LE SFIDE DEGLI ALTRI GRUPPI
In programma anche gli incontri validi per l’accesso ai play-off promozione nel WG.
Nel Gruppo 1 americano l’Uruguay dei Cuevas ospita la Colombia di Santi Giraldo e della coppia Cabal-Farah mentre l’Ecuador attende la vincente di Barbados-Repubblica Dominicana.

In Asia-Oceania a sfidarsi saranno Corea-Thailandia e Cina-Nuova Zelanda.
Infine, nel raggruppamento che ci riguarda più da vicino (ovvero quello Euro-Africano), sono cinque i match in tabellone: a Novy Urengoy la Russia di Tarpischev è favorita sulla Danimarca, l’Austria dovrebbe vincere in Svezia, Slovacchia favorita in casa sulla Slovenia, equilibrio a Sibui tra Romania e Israele ed infine la Polonia di Janowicz prenota il passaggio del turbo ospitando la Lituania.

Remo Borgatti

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Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

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Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

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“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

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Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

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Coppa Davis

Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

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La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

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